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7. Aforismi – Le Palme C

Raccolta di aforismi o di testi utili per la riflessione o l’approfondimento

[In alternativa all’omelia, si potrebbe accompagnare il Passio con una monizione iniziale e una finale consistenti, che orientino i fedeli all’ascolto, e alla riflessione personale. Si può dire:]
Ora, invece di un semplice brano del Vangelo, leggeremo per intero il racconto della passione del Signore Gesù. Quest’anno ascolteremo la narrazione che ne ha fatto san Luca.04

Luca, evangelista della misericordia di Dio, spiega come l’amore del Signore, e la sua divina capacità di perdono, hanno trovato piena manifestazione nel momento cruciale della Passione e morte in croce.
Gesù risana il servo del sommo sacerdote ferito da Pietro con la spada, rivolge a Pietro dopo il tradimento uno sguardo di perdono, dimostra comprensione anche per il buon ladrone, per i giudei che lo scherniscono, e per il centurione che lo mette in croce.

Possiamo immaginare il racconto come articolato in sei capitoletti (più uno):

1. L’ora dell’amicizia: nell’Ultima Cena Gesù istituendo l’Eucaristia si dona ai suoi amici, svela con delicatezza la presenza tra loro di un traditore, conferma Pietro nel suo ruolo di capo degli apostoli.

2. L’ora dell’angoscia: Gesù in preghiera nell’Orto degli Ulivi assapora l’amarezza dell’abbandono. Intanto i suoi discepoli dormono.

3. L’ora del tradimento: Giuda con un bacio consegna Gesù ai suoi nemici, e Pietro rinnega tre volte il suo Signore.

4. L’ora del giudizio: Gesù il solo innocente è processato e condannato dagli uomini peccatori.

5. L’ora della morte: Gesù è messo in croce con due malfattori, promette il paradiso al buon ladrone, si abbandona con fiducia al Padre, e muore.

6. L’ora del silenzio: Gesù viene sepolto dai suoi amici in una tomba nuova, in attesa della risurrezione.

Ascoltiamo con attenzione, gratitudine e affetto, sapendo che il Signore Gesù è morto per ognuno di noi.

[Alla fine della lettura del Passio:]
Il racconto dell’evangelista Marco ha avuto il suo culmine nell’esclamazione del centurione romano «Veramente quest’uomo era Figlio di Dio!», che anche noi facciamo nostra. Ma il racconto non termina in una tomba. Seguirà un ultimo momento:
7. l’ora della risurrezione. E noi la vivremo con gioia domenica prossima, festa della Pasqua.


(tratto da: E. Bianco, All’altare di Dio – Anno C – Elledici 2009)

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8. Canto Liturgico – Le Palme C

Ecco a voi questa settimana un canto di INIZIO

QUANDO VENNE LA SUA ORA – Machetta
(Nella Casa del Padre, n. 704 – Elledici)

1. Quando venne la sua ora
di passare dal mondo al Padre
volle amarci sino alla fine,
Cristo, nostra vita.

Rit. Dà la vita solo che muore,
ama chi sa perdere;
è Signore solo chi serve,
farsi schiavo è libertà.

2. Ha lavato le nostre piaghe,
disprezzato e umiliato,
fu respinto dalla sua gente,
Cristo, il Salvatore.

3. Mi chiamate Rabbì e Signore:
ho tracciato la vostra via.
Annunciate in tutta la terra,
questa mia parola.

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2. Letture e introduzioni – 1 gennaio 2026

1 gennaio 2026

MARIA SANTISSIMA MADRE DI DIO

Un nuovo anno nel nome di Gesù e di Maria

Iniziamo un anno nuovo nel nome di Gesù e di Maria. 365 giorni davanti a noi da accogliere come un dono di Dio. «Il Signora faccia risplendere per te il suo volto»: è la benedizione di Dio sull’anno nuovo. Noi la chiediamo, l’imploriamo. Oggi in qualche modo è anche la festa del Padre, fonte di ogni bene, di tutto ciò che esiste e causa finale di ogni cosa. Si sa che il calendario è una convenzione sociale, ma il primo gennaio è un giorno carico di simboli e in tutti noi c’è molta speranza e il desiderio di ripartire bene.

PRIMA LETTURA

Porranno il mio nome sugli Israeliti e io li benedirò.

È la formula di benedizione sacerdotale, che invoca il nome di Dio sul popolo. Il Signore promette di rendersi presente, di venire in aiuto. È una benedizione antica che risale a migliaia di anni fa. Oggi quelle parole non hanno perso la loro freschezza e il loro significato: si chiede a Dio di benedire i giorni che ci stanno davanti in questo inizio di un nuovo anno

 Dal libro dei Numeri.                                                                                                   Nm 6, 22-27

Il Signore parlò a Mosè e disse: «Parla ad Aronne e ai suoi figli dicendo: “Così benedirete gli Israeliti: direte loro:
Ti benedica il Signore e ti custodisca.
Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia.
Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace”.
Così porranno il mio nome sugli Israeliti e io li benedirò».

Parola di Dio.

 

 SALMO RESPONSORIALE                                                                     Dal Salmo 66 (67)

Il salmista invoca la benedizione del Signore, la sua benevolenza sui suoi giorni. Ma anche il riconoscimento della sua signoria e bontà da parte di tutti i popoli.

Rit. Dio abbia pietà di noi e ci benedica.

Dio abbia pietà di noi e ci benedica,
su di noi faccia splendere il suo volto;
perché si conosca sulla terra la tua via,
la tua salvezza fra tutte le genti.

Gioiscano le nazioni e si rallegrino,
perché tu giudichi i popoli con rettitudine,
governi le nazioni sulla terra.

Ti lodino i popoli, o Dio,
ti lodino i popoli tutti.
Ci benedica Dio e lo temano
tutti i confini della terra.

SECONDA LETTURA

Dio mandò il suo Figlio, nato da donna.

Gesù nasce al tempo stabilito, «nella pienezza dei tempi»: realizza le Scritture e colma le attese dei giusti d’Israele. Gesù, dice Paolo, «nasce da donna». Ed è l’unico accenno dell’apostolo a Maria. Lo scrive per ricordare che Gesù ha assunto fino in fondo la nostra condizione umana e si è radicato in un popolo, accettandone le usanze e la legge mosaica. È così che Gesù ci ha riscattati e resi figli di Dio.

 Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Galati.                                              Galati 4, 4-7

Fratelli, quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge, per riscattare quelli che erano sotto la Legge, perché ricevessimo l’adozione a figli.
E che voi siete figli lo prova il fatto che Dio mandò nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio, il quale grida: Abbà! Padre! Quindi non sei più schiavo, ma figlio e, se figlio, sei anche erede per grazia di Dio.

Parola di Dio.

 VANGELO

I pastori trovarono Maria e Giuseppe e il bambino. Dopo otto giorni gli fu messo nome Gesù.

Nel breve brano, la descrizione dello stato d’animo di Maria, che riflette su ciò che avviene attorno alla grotta: la presenza dei pastori, le parole degli angeli. Infine la circoncisione: un rito antico e pieno di significato per gli ebrei che attendevano il messia. È adesso che san Giuseppe impone al bambino il nome di Gesù, che si inserisce con questo rito nel popolo ebraico.

Dal vangelo secondo Luca.                                                                                           Lc 2, 16-21

In quel tempo, [i pastori] andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.
Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.
I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro. Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.

Parola del Signore.

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3. Annunciare la Parola – 1 gennaio 2026


1 gennaio 2026

MARIA SANTISSIMA MADRE DI DIO

Un nuovo anno nel nome di Gesù e di Maria

PER RIFLETTERE E MEDITARE

Al termine di un anno si fanno i bilanci, ci si guarda indietro, si ringrazia, si chiede perdono. Il Creatore ci benedice, chiama all’esistenza ogni cosa, la mantiene in vita. Dà a ogni creatura il necessario per vivere ed essere felice. Il primo grazie dobbiamo dirlo proprio al Dio della vita e il primo «sì» che dobbiamo pronunciare è il sì alla vita che ci è stata donata, alla nostra esistenza: grazie perché all’inizio di questo nuovo anno siamo qui, ci siamo.

Il giovane ebreo Gesù
Oggi ricordiamo che al figlio di Maria e di Giuseppe, al Figlio di Dio, viene dato il nome di Gesù. Un nome che ci è caro, un nome che deriva dalla radice ebraica jasha’, che significa «salvare». E indica esattamente ciò che Gesù realizzerà nella sua vita. Uomo tra gli uomini, Gesù assume un nome comune tra la gente di Galilea e accetta di sottomettersi al rito della circoncisione. Diventa per sempre un ebreo, entra giuridicamente in un popolo. In Giuseppe è discendente di Davide, fa parte di una famiglia concreta, vivrà tra la gente della piccola cittadina Nazaret.

Un anno di pace
L’anno si apre nel segno della pace. La pace è un bene immenso, e dovrebbe timbrare ogni giorno del nostro calendario. Pace vuol dire fraternità, rispetto per il mondo e la natura. Ma quante guerre nel mondo anche nei nostri giorni, che creano infelicità, miseria, emigrazione.
«Se un uomo selvaggio ha in mano una pietra, può fare del male al prossimo», ha detto Albert Einstein: «ma se l’uomo − restando selvaggio − ha in mano una bomba atomica, io non so più a quali conseguenze possa andare incontro».
La nostra piccola pace che vivremo ogni giorno, esprimerà il nostro desiderio che la pace raggiunga ogni angolo della terra. S’impara da piccoli a diventare operatori di pace. Molto presto ciascuno deve sapersi assumere una fetta di responsabilità, sentirsi coinvolto da ciò che capita attorno a lui. «Sono disposto a camminare con un cuore riconciliato e vivere in pace con coloro che mi circondano?» (Frère Roger di Taizé).
La pace la coltiviamo dentro di noi, è nelle nostre mani. Ma quante persone non se ne rendono conto e non sono consapevoli del peso delle loro scelte. Ed è tragico se si tratta dei grandi della terra, dei responsabili del mondo.   

La Madre di Dio
Oggi è la festa di Maria, la madre di Dio. È questo il titolo più importante che le viene dato ed è ciò che la rende grande. È il primo dogma mariano, mai definito, ma alla radice di ogni riconoscimento. «Nato da donna», dice Paolo, per indicare l’umiltà di Gesù e la sua piena umanità. Ogni nascita rende madre una donna. Maria con la nascita di Gesù diventa Madre di Dio!
Maria è la benedetta, pienamente coinvolta nei piani di Dio. Partecipa lucidamente a ogni avvenimento. È una ragazza che riflette su ciò che sta vivendo, vi aderisce, collabora. Maria guarda Gesù e contempla il mistero che nasconde: è coinvolta nella sua nascita, lo accompagna nella sua crescita. Ma   per tutta la vita dovrà interrogarsi su questo figlio speciale, nato dallo Spirito, che cresce in un quotidiano che non lascia trapelare la sua piena identità.
Se non abbiamo un ritratto del vero volto di Gesù, né di Maria, siamo però certi che si assomigliavano come due gocce d’acqua. Fisicamente, certo. Ma anche nella personalità, perché con il tempo si sono fatti simili. Gesù sin da piccolo alla scuola di Maria, ma poi sempre più Maria alla scuola di Gesù, Figlio di Dio.
Durante la vita pubblica Maria seguirà Gesù da lontano, più con il cuore che mettendosi al suo seguito. Ma la troveremo con gli apostoli quando scenderà su loro lo Spirito Santo e nascerà la Chiesa.

Davanti a un anno nuovo
Abbiamo appena concluso un anno e diamo inizio a un anno nuovo. In questo nuovo anno molte cose dipenderanno da noi e dobbiamo tenerci pronti ad affrontarle con fede e con coraggio. Avvenimenti quotidiani che conosciamo già e che possiamo prevedere. Con quale spirito li vivremo? Il rischio è di affrontarli in modo ripetitivo e stanco. Altre cose saranno impreviste e non dipenderanno da noi: ci mettiamo nelle mani di Dio, vogliamo tenerci pronti, renderci forti, robusti, prendere sul serio la vita e le giornate che ci aspettano. Decidiamo di viverle e alla presenza di Dio. Riempiendo di amore i giorni che il Signore del tempo ci dona. Il nuovo anno presenta i suoi 365 giorni per fare di noi qualcosa di speciale. Un detto popolare dice che «il tempo è denaro». In realtà è molto, molto di più.

UN FATTO – UNA TESTIMONIANZA

«Ci sono due diversi modi di vivere, di partecipare alla vita: da impiegato, da tecnico: utile, preciso, affidabile, come le rotaie di un treno, ma indifferenti a ciò che trasportano, alla meta da raggiungere. Oppure da innamorato, da creativo: da persona viva e attiva, entusiasta, che diffonde e invita a scelte con cadute benefiche su tutti» (fratel Igino Trisoglio).

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4. Parola da Vivere – 1 gennaio 2021

1 gennaio 2026

MARIA SANTISSIMA MADRE DI DIO

Un nuovo anno nel nome di Gesù e di Maria

MEDITAZIONE

Il brano evangelico di Luca, oltre alla famiglia di Betlemme, ha come protagonisti delle persone che, per i supponenti benpensanti di allora, sono visti come ignoranti, puzzolenti ed inaffidabili. Questo perché non osservano compulsivamente le norme rituali di purificazione dovendo badare costantemente agli animali loro affidati, anche di sabato profanando in questo modo il riposo assoluto voluto da Dio  in quel giorno. Inoltre sono dei ladri che, per lenire  i morsi della fame, non esitano a rubare di tutto pur di sopravvivere.
Oltre che parlare dei pastori il racconto evangelico mette in risalto la mangiatoia come miglior strumento di riconoscimento, quasi un biglietto da visita, al bambino appena nato.
In compenso non si parla dei Magi e dei loro doni come, invece, narra Matteo   Perché ?
Il motivo si radica nella cultura intrisa di razionalismo ellenista della cultura lucana.
Per gli Ebrei i Magi davano lustro al Natale. Per Luca, al contrario, la loro visita ad Erode a Gerusalemme scatena una tempesta mortale sulla santa famiglia costringendola ad una precipitosa fuga in Egitto, per anni, infarcita di difficoltà abitative, lavorative e linguistiche fino a dopo la morte dello spietato  e pluriassassino re.
Invece di oro, incenso e mirra, Luca parla di una semplice , rustica mangiatoia per animali.
Con questo cosa vuole trasmetterci l’evangelista? Riportando come unici testimoni dell’Incarnazione coloro che sono gli ultimi della società, il brano evangelico ci ammonisce di non dimenticare che il Messia privilegia chi di solito viene dimenticato , emarginato e bullizzato dai perbenisti e dai moralisti.
La greppia che permette l’alimentazione agli animali  richiama l’eucarestia che deve essere per ogni credente il cibo indispensabile per vivere coerentemente l’insegnamento che il Bambinello incarna e testimonia.
Questa missione ha trovato in Maria una rispondenza  concreta e costante.
Per questo viene riconosciuta Madre e modello per tutti. Donna di pace ci sostenga, guidi e protegga nel tentativo di innestare con la nostra testimonianza semi di pace concreta in un mondo sempre più violento, arrogante e dispotico.

COMMENTO

La parola di Dio illumina l’anno civile, che si apre oggi. La giornata mondiale della pace, di fronte alla «terza guerra mondiale» denunciata più volte da papa Francesco, resta pur sempre un invito pressante a tutti gli uomini e le donne di buona volontà a costruire la pace nel mondo. La pace è anzitutto dono di Dio, e questo per i credenti significa che il primo atto per promuoverla è invocare la benedizione del Signore. La preghiera sincera e costante cambia i cuori, anzitutto di chi prega, e ci rende veri operatori di pace. E di benedizione di Dio l’umanità e la terra oggi hanno un bisogno vitale e pressante.
Così la prima lettura annuncia che Dio, attraverso i suoi ministri, benedice il popolo di Israele, il quale ci tiene a sentire le parole che assicurano la protezione e i doni del Signore. Ma la Sacra Scrittura molte volte invita a benedire Dio. È questo il modo che noi abbiamo per accogliere i doni del Signore e ringraziarlo, non solo con la voce, ma con la vita.
Nella pienezza del tempo è Gesù che porta la bene- dizione più vera e definitiva, quella che realizza la pace nel mondo e la salvezza dell’umanità tutta. Lo fa diventando “carne” come noi, condividendo la condizione umana in tutte le sue sfaccettature: il corpo, le relazioni faccia a faccia, la debolezza, la sofferenza, la sottomissione alla Legge, l’appartenenza alla società umana, l’immersione nel tempo e nello spazio… tutto, eccetto il peccato. È comunque un’umiliazione, ma lui l’ha voluta, altrimenti non avrebbe potuto salvarci. E lui, come il Padre e lo Spirito, ci teneva tanto da sacrificare la sua condizione divina, in attesa di sacrificare anche la sua umanità e farsi annientare su una croce. Si chiama Gesù e porta già nel suo nome la sua missione: Dio-salva.
La porta, che, aprendosi, permette l’ingresso del Ver- bo incarnato nel mondo è una donna, Maria. Non una principessa, ma una ragazza piccola e povera, che abita in un paesino sperduto, Nazaret, nella disprezzata Gali- lea. Ma lì è iniziata la nuova creazione, quella che fa nuove tutte le cose, perché il concepimento è già l’incarnazione del Figlio di Dio.
E la seconda lettura ci porta a riconoscere che tutti gli uomini sono figli di Dio, anche quelli che non lo sanno. Per questo noi cristiani, diventati figli nel Figlio con il battesimo, abbiamo due compiti: chiamando Dio «Abbà», siamo impegnati a godere la gioia di questa figliolanza con una vita coerente nella fraternità; abbiamo anche il compito di rivelare a chi non lo conosce il dono del Padre in Cristo Gesù, facendolo vedere con la vita.
E «Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore». Certo, quasi tutte le madri lo fanno nei confronti del figlio. Però Maria è speciale pure in questo. Anche se non comprende tutto fin dall’inizio, perché anche lei, come noi, deve camminare nel- la fede, Maria è la riempita di grazia, coperta dall’ombra dello Spirito, e legge tutto ciò che avviene con una profondità inaudita. La parola di Dio che ha accolto nella fede, e nel suo grembo è diventata carne, continua ad abitare in lei stabilmente: è Maria la casa della Parola. La conserva e la medita, per poterla donare al mondo non solo nel Natale, ma ogni giorno, anche oggi.
Chi ci rappresenta nel vangelo di oggi sono i pastori, a quel tempo categoria tra le più disprezzate, anche se discendenti di Abramo, pastore pure lui. Destinatari dell’annuncio unico, ricevono la bella notizia dagli angeli: «…è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore». Ci credono e senza perdere tempo vanno alla grotta ed evangelizzano Maria e Giuseppe. Già, perché annunciano a Maria e a Giuseppe la bella notizia che hanno ricevuto, come conferma di ciò che essi hanno vissuto in prima persona con trepidazione e gioia grande. Sono essi a celebrare il primo Natale, «glorificando e lodando Dio».

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. «Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio». Se la pace nel mondo non c’è, non dipende dalla benedizione di Dio, ma dalla carenza di amore e di fede negli uomini. Noi cristiani sappiamo invocare da Dio e costruire con le nostre mani la pace dentro di noi, nella nostra famiglia, sul lavoro, nelle relazioni, nella parrocchia, nella società civile?
  2. Gesù ha accettato ogni umiliazione e sofferenza per salvarci. Magari, per collaborare con il Signore a salvare le persone con cui viviamo, ci toccherà mettere da parte l’orgoglio e le nostre buone ragioni e accettare qualche sofferenza. Pensiamo che ne valga la pena?
  3. Maria, la riempita di grazia, conserva la Parola e la medita. Cosa possiamo fare perché la parola di Dio, che ascoltiamo nella Liturgia, non si sciolga come neve al so- le, ma porti frutti abbondanti e duraturi?
  4. I pastori, ricevuta la bella notizia, la portano a quelli che incontrano. Il vangelo ci è donato perché illumini la nostra mente, scaldi il nostro cuore e ci metta in movimento verso gli altri.

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

Portiamo in famiglia la benedizione del Signore, facendo pace, o anche aiutando qualche parente a fare pace.

 

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5. Perdono e Preghiere dei Fedeli – 1 gennaio 2026

1 gennaio 2026

MARIA SANTISSIMA MADRE DI DIO

Un nuovo anno nel nome di Gesù e di Maria

RICHIESTA DI PERDONO

  • Signore Gesù, generato prima dei secoli e fatto uomo per mostrarci la misericordia di Dio, abbi pietà di noi.
  • Cristo, che ti sei fatto carne nella nostra debolezza, perdona le nostre infedeltà e la nostra fragilità, abbi pietà di noi.
  • Signore Gesù, che ti sei fatto nostro compagno per rivelarci l’amore del Padre, abbi pietà di noi.

PREGHIERA UNIVERSALE

Celebrante. Fratelli e sorelle carissimi, all’inizio di un nuovo anno affidiamo al Padre le attese e le speranze di ciascuno di noi, ma anche quelle dell’intera umanità.

Nel nome di Maria, ascoltaci, Signore.    

  • Guarda la tua Chiesa, Signore Gesù, rendila fedele, salda nella fede e operosa nella carità, per essere nel mondo segno di fraternità e di pace. Preghiamo.
  • Per tutti gli operatori di pace, perché con il tuo aiuto, o Padre, sappiamo costruire un’umanità pienamente riconciliata, preghiamo.
  • Per tutte le mamme e le donne del nostro tempo, perché non si stanchino di promuovere nelle famiglie e nella società gesti di bellezza e di amore. Preghiamo.
  • Per tutti noi, affinché il Signore Gesù che in ogni Eucaristia si fa pane di vita per noi, ci renda più nuovi e più simili a lui, preghiamo.

Celebrante. O Padre, principio e fine di tutte le cose, per intercessione di Maria, vergine e madre, ascolta le preghiera del tuo popolo e donaci oggi e sempre la tua benedizione. Per Cristo nostro Signore.

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6. Vignetta di RobiHood – 1 gennaio 2026

1 gennaio 2026

MARIA SANTISSIMA MADRE DI DIO

Un nuovo anno nel nome di Gesù e di Maria

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco