4 GENNAIO 2025
II DOMENICA DEL TEMPO DI NATALE
COMMENTO
Il prologo del Vangelo di Giovanni, denso di simboli e significati, forma una specie di sintesi di tutto il suo Vangelo.
Esso contiene un messaggio bellissimo e rivoluzionario anche oggi. La visione antropologica , se ben intesa, suona rivoluzionaria per tutti.
Mentre le parole umane ed il linguaggio sono frutto di una catena evolutiva, la Parola Divina esiste prima della creazione in quanto non viene creata, ma crea il tutto.
Questo Dabar creatore, nella storia umana si incarna nel Cristo, Principio e Fine di ogni cosa.
Il vertice dell’atto creativo è l’uomo, unico essere creato ad immagine e somiglianza di Dio: essere libero ed intelligente, santo o peccatore in base delle sue scelte di vita.
È lui l’unico artefice del suo bene e del suo male.
Al versetto 12 l’evangelista ricorda che quanti liberamente accolgono Cristo e credono nel suo nome diventano figli di Dio. Non è il devozionalismo che ci qualifica come cristiani ma l’ incarnare la Parola accolta, studiata , meditata e vissuta coerentemente.
San Paolo, nella sua lettera agli Efesini, aggiunge ulteriori dettagli.
Il credente in Cristo, ancor prima della sup essere nel mondo viene scelto da Dio. Questa scelta nulla ha a che fare con il destino ineluttabile. Non condiziona, anzi deve essere confermata dalla nostra libertà ed intelligenza.
Se aderiamo diventiamo santi ed immacolati che vuol dire operatori concreti di bene, e solo di bene.
Così veniamo adottati, ma non nel senso giuridico attuale di inserimento in una nuova famiglia, ma nel significato romano del termine datogli da vari imperatori che designano come loro successori non i figli ma i collaboratori più capaci come nei casi di Traiano, Adriano e Marco Aurelio.
Essere cristiani non è un privilegio per pochi ma un dovere serio e verificabile nella vita. Madre Teresa di Calcutta ha sintetizzato bene in una semplice preghiera il vero significato del termine cristiano. Riconosce e segue Cristo colui che, nella sua quotidianità, ama chi lo odia, perdona chi rigurgita vendetta, è giusto dove regna l’ingiustizia, pratica l’onestà dove regna il latrocinio, è pulito dove lo sporco si trasforma in uno tsunami apocalittico, è sobrio dove l’ingordigia e lo spreco esondano.
Noi che spessore di figliolanza divina viviamo nelle nostre vite?
A volte si ha l’impressione di esperimentare una inflazione di buoni commedianti ed una terribile penuria di buoni cristiani.
Italia non esclusa.
RIFLESSIONE
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