9 AGOSTO 2026
XIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
«SIGNORE, SALVAMI!»
Noi attribuiamo a Dio le immagini che ci siamo fatte di lui. Dio è diverso da come lo immaginiamo e va anche oltre qualunque schema teologico. Lungo la storia di Israele il Signore si è rivelato progressivamente, ma solo in Gesù noi abbiamo conosciuto il suo vero volto. La Parola di Dio e l’Eucaristia ci conducono nel cammino della nostra vita a conoscerlo sempre più profondamente, fino a quando lo vedremo faccia a faccia.
PRIMA LETTURA
Fèrmati sul monte alla presenza del Signore.
Elia aveva creduto in un Dio forte, tremendo, che annienta i nemici. Il Signore lo conduce all’Oreb e gli chiede di cambiare il suo modo di pensare Dio. Quel Dio che a Mosè si era rivelato nel fuoco e nel tuono, ora a Elia si rivela in un sussurro di silenzio. Israele avrà a disposizione questi due volti di Dio, in attesa della sua manifestazione in Gesù.
SALMO RESPONSORIALE
SECONDA LETTURA
Vorrei essere io stesso anàtema, separato da Cristo, a vantaggio dei miei fratelli.
Paolo, dopo aver presentato i grandi doni di Dio in Cristo, comunica ai Romani la sua grande sofferenza: i suoi fratelli Israeliti hanno rifiutato Cristo e il Vangelo. Israele è il popolo privilegiato da Dio, ma i privilegi non sono bastati per riconoscere il Figlio di Dio. Paolo però non perde la speranza che un giorno il riconoscimento ci sarà.
VANGELO
Comandami di venire verso di te sulle acque.
Il centro di questo racconto non è il «miracolo», ma la situazione di prova in cui, quando Matteo scrive, si trovano i discepoli, sballottati dalle onde della persecuzione e dall’assenza fisica di Gesù. Il Maestro si presenta e chiede di essere riconosciuto. La strana richiesta di Pietro rappresenta il bisogno della Chiesa intera di andare incontro al Signore con fede.

