
Vogliamo misurare l’infinito con un metro troppo corto
San Carlo Lwanga e compagni
3 giugno 2026

Don Antonio Carriero
Mc 12,18-27
In quel tempo, vennero da Gesù alcuni sadducei – i quali dicono che non c’è risurrezione – e lo interrogavano dicendo: «Maestro, Mosè ci ha lasciato scritto che, se muore il fratello di qualcuno e lascia la moglie senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello. C’erano sette fratelli: il primo prese moglie, morì e non lasciò discendenza. Allora la prese il secondo e morì senza lasciare discendenza; e il terzo egualmente, e nessuno dei sette lasciò discendenza. Alla fine, dopo tutti, morì anche la donna. Alla risurrezione, quando risorgeranno, di quale di loro sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie».
Rispose loro Gesù: «Non è forse per questo che siete in errore, perché non conoscete le Scritture né la potenza di Dio? Quando risorgeranno dai morti, infatti, non prenderanno né moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli. Riguardo al fatto che i morti risorgono, non avete letto nel libro di Mosè, nel racconto del roveto, come Dio gli parlò dicendo: “Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe”? Non è Dio dei morti, ma dei viventi! Voi siete in grave errore».
COMMENTO
Una donna rimasta vedova di sette fratelli: nella risurrezione di chi sarà moglie? I sadducei si avvicinano a Gesù con questa domanda, che sembra quasi una barzelletta. Dietro questo loro tranello assurdo c’è sempre quella dinamica che tutti conosciamo benissimo, cioè l’ansia di voler controllare il futuro proiettandovi dentro le nostre piccolezze. Questi sadducei vogliono misurare l’infinito con il metro corto dei loro calcoli e del possesso.
«Voi siete in grande errore», risponde loro Gesù. Più precisamente dice πολὺ πλανᾶσθε (poly planasthe), letteralmente «andate fuori strada», vagate senza una meta… Noi andiamo sempre fuori strada ogni volta che ignoriamo la potenza di Dio. Pensiamo che l’eternità sia solo la continuazione all’infinito di questa vita, con le stesse logiche di possesso, di bisogni, di contratti umani… La risurrezione è invece un modo totalmente nuovo di esistere.
Saremo liberi «come angeli nei cieli», spiega Gesù: non ameremo meno, ma finalmente ameremo senza la paura di perdere o trattenere qualcosa o qualcuno. La risurrezione è una promessa che deve rivoluzionare il nostro presente, perché il «Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe» non è un custode di tombe. Se Dio è fedele, allora noi siamo già vivi in lui, oggi stesso.
