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Vincere sulla “luna storta” degli altri (23 giugno 2026)

Vincere sulla “luna storta” degli altri

Martedì della XII settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

23 giugno 2026

Don Antonio Carriero

Mt 7,6.12-14

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi.
Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti.
Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano!».

COMMENTO

Possiamo pensare a volte che il cristianesimo sia una specie di galateo spirituale. «Io tratto bene te, tu tratti bene me, e viviamo tutti in pace». Che la «regola d’oro» sia, appunto, un pacchetto di reciprocità commerciale, per cui ci comportiamo bene per ricevere il contraccambio. Non è esattamente questo ciò che chiede il Vangelo di oggi.
Questo brano fa proprio saltare questa logica, chiedendo qualcosa che è un po’ contrario alla logica del mondo, e cioè ci chiede di amare per primi, sempre, senza aspettare che sia l’altro a fare il primo passo. A volte le prime, silenziose guerre interiori dentro di noi nascono fin dal mattino, quando mettiamo piede in cucina, o in ufficio, a scuola o in parrocchia, e le persone che incrociamo ci girano le spalle e non ci salutano. Come prima reazione, ci chiudiamo e diventiamo anche noi, senza accorgercene, specchio del loro malumore.
Concretamente, allora, possiamo dire che il Vangelo ci chiede di prevenire quel saluto che potrebbe non arrivare, salutando noi per primi! Di agire nei confronti degli altri con una giustizia sovrabbondante. Di non mendicare sempre la gentilezza altrui, ma di offrire per primi gentilezza a chi incontriamo.
Questo modo di vivere evangelico, però, sta un po’ stretto alla logica del mondo, che invece sostiene: «Se non ti salutano, non salutare nemmeno tu… Se ti trattano male, tratta male anche tu… Non farti mettere i piedi in testa da nessuno». Infatti, quello che ci blocca nel fare sempre il primo passo verso gli altri è proprio il terrore di passare per stupidi, che il nostro bene sia calpestato…
«Entrate per la porta stretta»: Gesù, in qualche modo, ci sta dicendo che possiamo iniziare a fare noi il primo passo solo se posiamo il nostro bagaglio pieno di pregiudizi, di pretese di riconoscimento, della voglia di pretendere sempre un applauso. La “porta stretta” ci chiede di rimpicciolirci un po’ per non vivere più in base alla “luna storta” degli altri. Ci chiede di divenire noi per primi quei “profeti del bene” di cui il mondo ha sempre più bisogno.