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Veglia pasquale – 3 aprile 2021

3 aprile

VEGLIA DI PASQUA

Cristo è la nostra Pasqua

Nella solennità di questa Notte Santa facciamo memoria della risurrezione di Cristo, centro, fondamento e culmine della nostra fede e della nostra speranza. La comunità cristiana – perdonata, purificata e redenta dal mistero della sua passione e morte – testimonia ora la sua fede: il Signore è veramente risorto! I nuovi battezzati sono “illuminati” e per questo resi capaci di diffondere a ogni uomo la luce della speranza, della libertà e dell’amore.
ùQuesta nostra celebrazione pasquale trova il suo culmine nel banchetto eucaristico. Il Pane e il Vino vengono offerti in questa notte dalla Chiesa, che rinnova le parole e il sacrificio di Cristo e l’alba della sua risurrezione.

LITURGIA DELLA PAROLA

 Le sette letture, tratte dall’Antico Testamento, ci fanno percorrere in una breve sintesi la storia della salvezza. Anche la nostra vita cristiana fa parte di questa grande storia iniziata da Dio fin dalla creazione. La lettera di Paolo ai Romani ci rimanda al nostro battesimo. L’evangelista Marco, pur nella brevità del suo racconto, ci ricorda che questa è una notte di luce. La notte, simbolo e figura della morte, viene sconfitta da questa tomba vuota. Le tenebre del peccato sono attraversate dalla luce della risurrezione.

 PRIMA LETTURA

Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona.                  

È il racconto dei sei giorni della creazione da parte di Dio: il dono della terra e di tutto ciò che vive in essa e la circonda. Al culmine, la creazione dell’uomo e della donna. Troviamo più volte ripetuta l’espressione: «E Dio vide che era cosa buona», quasi a esprimere la gioia stessa di Dio che si compiace di ciò che ha creato. Il settimo giorno Dio si riposa e l’uomo e la donna sono chiamati a riconoscere l’azione creatrice divina, vivendo per lui il settimo giorno come giorno di riposo e di festa.

Dal libro della Genesi.                                                                                                   Gn 1,1−2,2

 SALMO RESPONSORIALE                                                                Dal Salmo 103 (104)

Il salmista loda il Creatore e invita a glorificarlo per la bellezza e ricchezza di tutto ciò che esiste e che Dio ha donato all’umanità.

Rit. Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra.

Oppure:                                                                                                               Dal Salmo 32 (33)

Il salmista innalza un inno di lode alla potenza creatrice di Dio e alla fortuna di Israele di essere il popolo eletto. Esso conferma la sua fedeltà a Dio.

Rit. Dell’amore del Signore è piena la terra.

 SECONDA LETTURA

Il sacrificio di Abramo, nostro padre nella fede.                                             

Il peccato ha distrutto i progetti di Dio, che però non si arrende e li ripropone nuovamente con Abramo. Mentre Adamo ed Eva furono disobbedienti, Abramo dà prova di una fedeltà senza misura, al punto di non negare a Dio il proprio figlio Isacco. Su questa fede grande Dio dà inizio al nuovo popolo di Israele.

 Dal libro della Genesi.                                                                                                   Gn 22,1-18

 SALMO RESPONSORIALE                                                                    Dal Salmo 15 (16)

È il Signore che dà la forza e il coraggio di proseguire nel nostro cammino. Egli non ci abbandona.

Rit. Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.

 TERZA LETTURA

Gli israeliti camminarono all’asciutto in mezzo al mare.                       

È il racconto del grandioso passaggio del Mar Rosso, esperienza di liberazione da parte di un popolo schiavo. È l’epopea biblica, la celebrazione della prima Pasqua, di cui ogni anno gli ebrei faranno memoria.

 Dal libro dell’Esodo.                                                                                                 Es 14,15−15,1

 SALMO RESPONSORIALE                                                                    Da Esodo 15,1-18

Il salmo rilegge le vicende dell’esodo, quando Dio ha miracolosamente salvato il popolo eletto in fuga dall’Egitto, e invita a lodarlo per il suo prodigioso intervento.

Rit. Cantiamo al Signore: stupenda è la sua vittoria.

QUARTA LETTURA

Con affetto perenne il Signore, tuo redentore, ha avuto pietà di te.             

Con questo testo del secondo Isaia iniziano le parole trasmesse al popolo dai profeti, che annunciano l’amore perenne di Dio, che si ripropone nonostante l’infedeltà del popolo. Con immagini ardite, viene affermato l’amore incrollabile di Dio, che si manifesta al popolo dei salvati con la tenerezza che un uomo prova verso la «donna sposata in gioventù».

Dal libro del profeta Isaia.                                                                                              Is 54,5-14

SALMO RESPONSORIALE                                                                     Dal Salmo 29 (30)

Ringraziamento individuale per la salute ritrovata. Anche il popolo di Israele può leggere la sua storia nello stesso modo, essendo passato dalla schiavitù alla salvezza.

Rit. Ti esalterò, Signore, perché mi hai risollevato.

QUINTA LETTURA

Venite a me e vivrete; stabilirò per voi un’alleanza eterna.   

Ancora parole profetiche di speranza, esortazioni dettate dall’amore di Dio verso il suo popolo. Annunci di speranza fondati sulla parola del Signore, che non cade mai sulla terra «senza aver compiuto ciò per Dio cui l’ha mandata».

 Dal libro del profeta Isaia.                                                                                              Is 55,1-11

SALMO RESPONSORIALE                                                                                      Da Isaia 12,2-6

Tutta la comunità loda il suo Signore: è lui la salvezza, è lui che dobbiamo ringraziare per le opere meravigliose del suo amore.

Rit. Attingeremo con gioia alle sorgenti della salvezza.

SESTA LETTURA

Cammina allo splendore della luce del Signore.                                    

Gli israeliti sono in terra straniera e il profeta li invita a fidarsi di Dio, a imparare la prudenza, a usare l’intelligenza per riconoscere il comportamento intelligente e saggio della natura, che, per raggiungere i propri fini risponde ai comandi di Dio. Così dovrebbe fare ogni uomo, aprendosi alla sapienza, lasciandosi guidare dalla legge del Signore.

 Dal libro del profeta Baruc.                                                                  Bar 3,9-15.32−4,4

 SALMO RESPONSORIALE                                                                     Dal Salmo 18 (19)

Il salmista ringrazia Dio per il dono della legge. Riconosce la sua perfezione, afferma che è fonte di vita nuova e preziosa.

Rit. Signore, tu hai parole di vita eterna.

SETTIMA LETTURA

Vi aspergerò con acqua pura e vi darò un cuore nuovo.       

Ezechiele profetizza la purificazione definitiva della casa d’Israele, per iniziativa e fedeltà di Dio a se stesso. Aspersi con acqua pura, ricevono «un cuore nuovo» e una speciale infusione dello spirito. Anche noi questa notte chiediamo a Dio che trasformi il nostro «cuore di pietra» in un «cuore di carne, e faccia di noi il popolo di Dio.

 Dal libro del profeta Ezechiele.                                                                    Ez 36,16-17a.18-28

 SALMO RESPONSORIALE                                                      Dai Salmi 41–42 (42–43) 

Nostalgia di Dio, nostalgia del tempio. Il desiderio del salmista è di potersi riavvicinare a Gerusalemme e di poter partecipare alle sue stupende liturgie.

Rit. Come la cerva anela ai corsi d’acqua, così l’anima mia anela a te, mio Dio.

 

Oppure (quando si celebra il battesimo):                                                         Da Isaia 12,2-6

Questo brano di Isaia e un canto di lode e di ringraziamento a Dio per le meraviglie che ha operato, soprattutto per la misericordia verso tutta l’umanità.

Rit. Attingeremo con gioia alle sorgenti della salvezza.

EPISTOLA

Cristo risorto dai morti non muore più.             

Con l’apostolo Paolo vogliamo penetrare più profondamente nel mistero di questa notte, sul dono della risurrezione e quello del battesimo, che ci coinvolgono nell’esperienza di Gesù. Nel battesimo muore il nostro uomo vecchio, che viene «crocifisso» e sepolto insieme a lui. Siamo liberati dal peccato per vivere la vita nuova in Gesù Cristo. «Nuovi» per dono, in forza della sua morte e risurrezione.

 Dalla lettera dell’apostolo Paolo ai Romani.                                                 Rm 6,3-11

 SALMO RESPONSORIALE                                                            Dal Salmo 117 (118)

Un inno pieno di entusiasmo alla bontà del Signore, al suo amore che non viene meno.

Al riconoscimento di Gesù, pietra angolare della storia della salvezza.

Rit. Alleluia, alleluia, alleluia.

VANGELO

È risorto e vi precede in Galilea.       

Gesù appare alle donne che corrono al sepolcro all’alba del primo giorno della settimana. Essi intendono prendersi cura di un cadavere, ma sono coinvolte in segni straordinari: la terra si scuote si presenta un angelo dall’aspetto di folgore e dal vestito bianco come neve che le induce a farsi testimoni della risurrezione. Poi Gesù stesso si presenta a loro e le manda agli apostoli.

Dal vangelo secondo Matteo.                                                                                     Mt 28,1-10

RIFLETTERE E MEDITARE

I riti di questa Veglia si snodano in un crescendo di grande suggestione. Nessun’altra celebrazione nel corso dell’anno liturgico presenta una così straordinaria ricchezza di elementi e di riti. I segni del fuoco e della luce, l’acqua del battesimo e il pane e il vino dell’Eucaristia assumono in questa Vigilia delle tonalità quasi primordiali: tutto il creato riprende il suo pieno significato originario e l’uomo prende coscienza delle proprie radici. Viviamo il mistero della Pasqua di risurrezione accompagnati da una particolare abbondanza della Parola di Dio.

 Il simbolismo della luce
La Veglia si apre con la benedizione del fuoco e il simbolo della luce: il buio della notte viene attraversato dalla luce della risurrezione di Cristo. Il Padre ci rivela in modo definitivo il suo amore per noi (Col 1,18), prende luce il nostro destino, e prendiamo coscienza della nostra identità, la certezza di essere creati a «immagine e somiglianza di Dio» (Gn 1,26-27).
In questa notte santa, i catecumeni, i nuovi battezzati – dalla tradizione cristiana detti anche “illuminati” – rinascono a vita nuova: Dio li «ha chia­mati dalle tenebre alla sua luce ammirabile» (1Pt 2,9) e davanti a loro si dischiude la vita nuova condivisa nella comunità cristiana.
Ecco perché il canto si fa gioioso con il preconio pasquale (l’Exultet), il gloria e l’alleluia, a ricordo delle meraviglie operate dal Signore nella nostra storia di “salvati”, e come rendimento di grazie per essere stati illuminati da Cristo.

Le letture dell’Antico Testamento
Le sette letture dell’Antico Testamento che la Chiesa ci fa ascoltare risuonano in modo speciale in questa santa Vigilia e acquistano una sonorità nuova. Ci confermano nella certezza che il cammino della storia, posto nelle mani del Creatore, ha uno sbocco positivo. Sono progetti che hanno Dio come protagonista, perché tutto ha avuto inizio dal suo irriducibile amore per l’umanità. Ed è una storia che ci coinvolge, perché noi ne facciamo parte. Dio si fa progressivamente vicino, compagno, fratello nostro, per la nostra salvezza e quella del mondo. La Parola di Dio che abbiamo proclamato nelle domeniche di Quaresima, che concludiamo in questa notte santa, ci ha ricordato che il cristiano, attraverso il battesimo, è inserito in questa grande “storia” attuata da Dio fin dalla creazione.
Quanto alla Lettera ai Romani e al Vangelo di Marco, ci dicono che l’evento finale di questa storia è la Pasqua di Cristo, a cui tutto tendeva.
Ogni domenica la comunità cristiana continuerà a riflettere su ciò che Dio ha operato nel tempo. Questa serie di eventi e di promesse li rivivremo come realtà che si attuano nell’oggi, ne facciamo memoria viva collocandoci dalla parte di Dio.

 La liturgia battesimale
I catecumeni, chiamati da Dio a libertà, passano in questa Notte Santa attraverso un’acqua che distrugge e rigenera. Come Israele nel mar Rosso, essi insieme a Gesù attraversano il mare della morte e ne escono vittoriosi. Nelle acque del battesimo viene inghiot­tito il mondo del peccato e riemerge la creazione nuova. L’acqua, fecondata dallo Spirito, genera il popolo dei figli di Dio: un popolo sacerdotale, profetico, regale.
Per questo, insieme ai nuovi battezzati, anche noi e l’intera comunità ecclesiale facciamo memoria del passaggio pa­squale del Cristo, e rinnoviamo attraverso le promesse battesimali la nostra fedeltà, confermiamo la nostra volontà di convertirci alla vita nuova (Rm 6,3-11 e colletta).

 L’aurora della Pasqua
In questa solenne Vigilia riviviamo un evento che dà sostanza alla nostra fede e che è il centro della nostra speranza: la risurrezione di Cristo. «La speranza cristiana è la risurrezione dei morti; tutto ciò che noi siamo, lo siamo in quanto crediamo nella risurrezione», dice Tertulliano.
Ripercorriamo anche noi con le donne la sorpresa della tomba vuota. Queste donne corrono all’alba del primo giorno della settimana per prendersi cura di un cadavere, ma diventano testimoni di qualcosa di inatteso e di assolutamente sorprendente: trovano la pesante pietra ribaltata, la luce del Risorto irrompe su di loro, le fa prima tremare e poi gioire, mentre gli angeli annunciano loro il Cristo Risorto.
Finisce così la tragedia di questi giorni, la grande sofferenza di Cristo e l’umiliazione di chi l’ha seguito e amato, tradito e abbandonato. Trionfa la vita e si diffonde una gioia inattesa, pur nell’iniziale turbamento degli apostoli, che ritrovano vivo il Cristo Gesù. Essi, che lo hanno abbandonato, sono chiamati a rinnovare la loro fede e a riprendersi l’amicizia tradita.
La tomba di Cristo è vuota e perde per sempre il suo significato di morte. Anche le nostre tombe si spalancano nella certezza che la risurrezione di Cristo coinvolge pienamente anche di noi.

UNA FATTO – UNA TESTIMONIANZA

La Veglia pasquale nel secolo II era già diffusa in tutte le comunità cristiane. «Il suo punto culminante era l’assemblea notturna di preghiera che si concludeva con la celebrazione eucaristica. La partecipazione a quest’assemblea era tanto importante che un famoso padre della Chiesa di quei tempi, Tertulliano, parlando delle difficoltà che una donna cristiana avrebbe incontrato sposando un pagano, si chiedeva: “Il suo sposo le consentirà poi di uscire di notte per partecipare alla veglia pasquale?”» (Fernando Armellini).

PREGHIERA UNIVERSALE

Celebrante. Fratelli e sorelle carissimi, in questa Veglia Santa, che celebra il cuore della nostra fede, ci rivolgiamo al Padre, che ha chiamato dai morti il Figlio suo Gesù, perché ascolti quanto gli chiediamo. Preghiamo insieme e diciamo:

Signore, nostra salvezza, ascoltaci!

  • Perché la Chiesa diventi ovunque nel mondo testimonianza viva del Signore risorto, preghiamo.
  • Per i governanti e per quanti occupano posti di responsabilità e di servizio nella società, perché siano animati da un vero senso di fraternità, preghiamo.
  • Perché i nuovi battezzati trovino nella comunità cristiana chi li accolga e li faccia crescere nella vita cristiana, preghiamo.
  • Per tutti noi che in questa Santa Notte ci rallegriamo per la risurrezione del Signore, perché in ogni tempo non ci manchi la forza di sperare insieme e di lottare, preghiamo.

Celebrante. Padre misericordioso, che con la risurrezione del tuo Figlio hai illuminato il mistero della nostra vita, fa’ che ovunque e sempre siamo accompagnati dal tuo amore. Per Cristo nostro Signore.


 

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