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Gesù riempie di senso la nostra vita fino all’orlo (10 giugno 2026)

Gesù riempie di senso la nostra vita fino all’orlo

Mercoledì della X settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)
10 giugno 2026

Don Antonio Carriero

Mt 5,17-19

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».

COMMENTO

Il nostro rapporto con le regole è sempre un po’ complicato. Le viviamo spesso con una sottile ansia, con il peso di dover fare tutto bene per sentirci finalmente a posto. In comunità, al lavoro, in famiglia, persino davanti a noi stessi, allo specchio. E la cosa terribile è quando diventiamo “scribi” ultra severi di noi stessi, pronti a punirci per ogni minima mancanza. Magari qualcuno temeva – come gli scribi – che, con il suo modo di fare e di parlare, Gesù avesse in mente di cancellare almeno qualcuna delle 613 regole da osservare. «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti — precisa invece Gesù —; non sono venuto ad abolire, ma a compiere». A “compiere”, che nell’originale greco plēróō significa anche “riempire”, come quando versi del vino buono in un bicchiere vuoto fino a farlo quasi traboccare. Questo significa che il Vangelo non viene ad aggiungere ulteriori fatiche alla nostra agenda. Gesù viene a riempire di senso quello che già siamo. Anche i nostri dettagli più insignificanti, la nostra fedeltà quotidiana e nascosta, di cui magari nessuno si accorge, sono quello “iota” o quel “solo segno” che saranno certamente compiuti, perché agli occhi di Dio non sono irrilevanti, ma hanno un peso immenso.
Il Vangelo oggi non ci chiede di essere supereroi della morale, ma di permettere che il vuoto che ci portiamo dentro venga abitato dalla sua presenza. E allora scopriremmo che la giustizia vera non è quella che si ottiene con gli sforzi muscolari di chi vuole essere perfetto, ma nasce dall’accoglienza del dono di Dio, che ci fa tornare a respirare. La conversione che oggi il Vangelo ci chiede è di non perdere tempo a contare i nostri passi falsi, ma di ricordarci della pienezza che Gesù è venuto a portare nella nostra vita.

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