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2. introduzioni – 5 LUGLIO 2026 XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

5 LUGLIO 2026

XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

DIO SI RIVELA AI PICCOLI

La logica di Dio è diversa da quella del mondo. I dotti, i sapienti e i forti di questo mondo credono di avere tra le mani i segreti della vita. In realtà, siccome non conoscono Dio e il suo pensiero, sono privi della sapienza vera. Il Padre e Gesù si rivelano ai poveri e ai piccoli, perché sono gli unici a poterli comprendere e accogliere.

PRIMA LETTURA

Ecco, a te viene il tuo re umile.

Israele è un piccolo popolo, sottomesso a nazioni più potenti. Il profeta annuncia il riscatto di Gerusalemme, che sarà opera di un re, mandato da Dio, il quale eliminerà le guerre e porterà la pace a tutti i popoli. Gesù realizzerà in pieno questa profezia.

SALMO RESPONSORIALE                

Dal Salmo 144 (145)

SECONDA LETTURA

Se mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, vivrete.

Risuona la bella notizia: Cristo, morto per i nostri peccati, è risorto, grazie allo Spirito Santo. Anche noi abbiamo ricevuto il dono dello Spirito e per questo passeremo, come Gesù, attraverso la morte per risorgere con lui alla vita eterna. Questa certezza ci impegna a vivere da risorti con Cristo.

VANGELO

Io sono mite e umile di cuore.

Gesù scopre che il Padre si nasconde ai «grandi» e si rivela ai piccoli. Per questo volentieri anche lui si rivolge ai piccoli e agli oppressi per rivelare loro l’amore del Padre e per confortarli nelle difficoltà che incontrano nella vita.

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4. Letture – 5 LUGLIO 2026 XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

5 LUGLIO 2026

XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

DIO SI RIVELA AI PICCOLI

PRIMA LETTURA

Ecco, a te viene il tuo re umile.

Israele è un piccolo popolo, sottomesso a nazioni più potenti. Il profeta annuncia il riscatto di Gerusalemme, che sarà opera di un re, mandato da Dio, il quale eliminerà le guerre e porterà la pace a tutti i popoli. Gesù realizzerà in pieno questa profezia.

Dal libro del profeta Zaccarìa   Zc 9,9-10

Così dice il Signore:
«Esulta grandemente, figlia di Sion,
giubila, figlia di Gerusalemme!
Ecco, a te viene il tuo re.
Egli è giusto e vittorioso,
umile, cavalca un asino,
un puledro figlio d’asina.
Farà sparire il carro da guerra da Èfraim
e il cavallo da Gerusalemme,
l’arco di guerra sarà spezzato,
annuncerà la pace alle nazioni,
il suo dominio sarà da mare a mare
e dal Fiume fino ai confini della terra».

Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE                

Dal Salmo 144 (145)

R. Benedirò il tuo nome per sempre, Signore.

O Dio, mio re, voglio esaltarti
e benedire il tuo nome in eterno e per sempre.
Ti voglio benedire ogni giorno,
lodare il tuo nome in eterno e per sempre. R.

Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature. R.

Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza. R.

Fedele è il Signore in tutte le sue parole
e buono in tutte le sue opere.
Il Signore sostiene quelli che vacillano
e rialza chiunque è caduto.  R.

SECONDA LETTURA

Se mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, vivrete.

Risuona la bella notizia: Cristo, morto per i nostri peccati, è risorto, grazie allo Spirito Santo. Anche noi abbiamo ricevuto il dono dello Spirito e per questo passeremo, come Gesù, attraverso la morte per risorgere con lui alla vita eterna. Questa certezza ci impegna a vivere da risorti con Cristo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani   Rm 8,9.11-13

Fratelli, voi non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene.
E se lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Gesù dai morti, abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi.
Così dunque, fratelli, noi siamo debitori non verso la carne, per vivere secondo i desideri carnali, perché, se vivete secondo la carne, morirete. Se, invece, mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, vivrete.

Parola di Dio

ACCLAMAZIONE AL VANGELO

Alleluia, alleluia.

Ti rendo lode, Padre,
Signore del cielo e della terra,
perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno. (Cf. Mt 11,25)

Alleluia.

VANGELO

Io sono mite e umile di cuore.

Gesù scopre che il Padre si nasconde ai «grandi» e si rivela ai piccoli. Per questo volentieri anche lui si rivolge ai piccoli e agli oppressi per rivelare loro l’amore del Padre e per confortarli nelle difficoltà che incontrano nella vita.

Dal Vangelo secondo Matteo          Mt 11,25-30

In quel tempo Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Parola del Signore.

 

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6. Vignetta di RobiHood – 5 LUGLIO 2026 – XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

5 LUGLIO 2026

XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

DIO SI RIVELA AI PICCOLI

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

Testi e i commenti proposti per la domenica 

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5. PREGHIERE PERDONO E FEDELI – 5 LUGLIO 2026 – XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

5 LUGLIO 2026

XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

DIO SI RIVELA AI PICCOLI

RICHIESTA DI PERDONO

  • Signore, ci lasciamo abbagliare dalla sapienza del mondo e trascuriamo quella che viene da te. Kyrie eleison.
  • Cristo, Cristo, siamo stanchi e oppressi e cerchiamo consolazione e ristoro lontano da te. Christe eleison.
  • Signore, abbiamo stimato poco le persone umili e miti, come te. Kyrie eleison.

PREGHIERA UNIVERSALE

Il Padre è vicino agli umili, si lascia conoscere e ascolta le loro preghiere. Preghiamo insieme e diciamo: Ascoltaci, o Padre.

  • Perché non ci scoraggiamo per le nostre debolezze e ci fidiamo del tuo amore misericordioso. Preghiamo.
  • Perché accogliamo con gioia la parola di Gesù che ci permette di conoscerti nella verità. Preghiamo.
  • Perché accogliamo il ristoro spirituale che Gesù ci offre ogni giorno con la sua parola e la sua vicinanza. Preghiamo.
  • Perché l’ascolto della tua parola ci sia di aiuto, quando siamo posti di fronte a una scelta difficile. Preghiamo.

O Padre, tu hai scelto di esserci vicino nel tuo Figlio Gesù. Donaci il tuo Santo Spirito, perché ci aiuti a imparare da Gesù a vivere da figli tuoi. Per Cristo nostro Signore.

 

 

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Rivista “L’Ora di Religione” – Le novità 2026/27

Gentile Insegnante, 
dall'anno scolastico 2026/27 la rivista “L'Ora di Religione” è rivolta a tutti gli IdR. Infatti, oltre alle pagine dedicate a INFANZIA, PRIMARIA e SECONDARIA di I grado, si aggiungono diverse pagine di proposte didattiche per la SECONDARIA di II grado.

Inoltre, rispetto all'a.s. precedente, ci sono 17 nuove rubriche, per tutti gli ordini di scuola.

Può scoprire in anteprima le novità in due modi:

Se la rivista le piace, può abbonarsi al formato CARTAEO o DIGITALE o MISTO (Cartaceo + Digitale) in uno dei seguenti modi:

BOLLETTINO DI CONTO CORRENTE POSTALE
Intestato a: L'ORA DI RELIGIONE – C/C n. 20616108

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oppure inviando una mail di richiesta ad abbonamenti@elledici.org

CARTA DI CREDITO telefonando al numero 011 95 52 111 (ufficio abbonamenti) oppure acquistando l'abbonamento dal sito Elledici

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Per ulteriori informazioni scriva una mail a: oradireligione@elledici.org

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1. ORAZIONI – 28 GIUGNO 2026 – XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

28 GIUGNO 2026

XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

«NOCHI ACCOGLIE VOI, ACCOGLIE ME»

Antifona

Popoli tutti, battete le mani!
Acclamate Dio con grida di gioia. (Sal 46,2)
Si dice il Gloria.
Colletta

O Dio, che ci hai reso figli della luce
con il tuo Spirito di adozione,
fa’ che non ricadiamo nelle tenebre dell’errore,
ma restiamo sempre luminosi
nello splendore della verità.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Oppure:

O Padre, che nel tuo Figlio povero e crocifisso
ci fai ricchi del dono della tua stessa vita,
rinvigorisci la nostra fede,
perché nell’incontro con lui
sperimentiamo ogni giorno la sua vivificante potenza.
Egli è Dio, e vive e regna con te.

Si dice il Credo

Sulle offerte

O Dio, che per mezzo dei segni sacramentali
compi l’opera della redenzione,
fa’ che il nostro servizio sacerdotale
sia degno del sacrificio che celebriamo.
Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla comunione

Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome. (Sal 102,1)

oppure:

«Padre, prego perché tutti siano una cosa sola, 
perché il mondo creda che tu mi hai mandato», 
dice il Signore. (Gv 17,20-21)

*A
«Chi avrà perduto la propria vita per causa mia, 
la troverà in eterno», dice il Signore. (Mt 10,39)

Dopo la comunione

Il santo sacrificio che abbiamo offerto e ricevuto, o Signore,
sia per noi principio di vita nuova,
perché, uniti a te nell’amore,
portiamo frutti che rimangano per sempre.
Per Cristo nostro Signore.

 

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3. Commento alle Letture – 28 GIUGNO 2026 – XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

28 GIUGNO 2026

XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

«CHI ACCOGLIE VOI, ACCOGLIE ME»

COMMENTO 

Il Vangelo di questa domenica è fondamentale per capire che cosa Gesù intende per fede in Dio.
Non parla di nuova religione, ma di un nuovo modo di relazionarci con il Padre che stravolge e sovverte i sacri valori su cui è fondata la società del suo tempo: il Tempio di Gerusalemme segno della presenza di Dio nella storia; la religione arroccata attorno alla sottomissione radicale alla  Legge ed alla opprimente e nevrotica osservanza dei 613 obblighi che trasformano il riposo del Sabato in una umiliante ossessione di divieti a cui sottostare; ed,  infine, la famiglia dove regna la figura del padre dittatore e padre assoluto ed indiscutibile.
Tutto questo va contro la volontà di Dio che vuole i suoi figli liberi da qualsiasi legame e sottomissione.
Lui richiede un  amore libero da qualsiasi legame.
L’affetto per i genitori non deve essere imposto, ma naturale sbocco di una relazione fondata sulla carità e riconoscimento reciproco.
La famiglia cristiana è la testimonianza di Dio che si fa accoglienza, sostegno e solidarietà.
È il tabernacolo e la prova di un modo di vivere nella libertà e nell’intelligenza con amore.
La fede in Dio deve far nascere in noi una spiritualità che ci spinge a privilegiare i piccoli della società civile . Chi sono costoro? Non sono di certo i fannulloni, gli scrocconi o i furbetti che vivono di espedienti o sulle spalle del prossimo.
Sono gli abbandonati, i poveri, gli anziani soli, i perseguitati , gli emarginati…
Infine, davanti a Dio il concetto di Patria non assume il colore di una bandiera, ma dà vita ad una policromia di appartenenza pluriforme di lingue, razze, culture, tradizioni e realizzazioni politiche finalizzate all’unità ed all’uguaglianza di diritti e di doveri senza discriminazioni di alcun tipo.
Realizzare questo significa accettare di  portare la croce. Assumersi in prima persona gli obblighi che sgorgano dall’autentica fede nel Dio amore, vuol dire rendere presente la reale presenza di Gesù nella storia umana.
Tutte le volte che, in nome di Cristo, asciughiamo una lacrima, o facciamo rinascere una speranza, o eliminiamo un’ingiustizia, o ci opponiamo all’opportunista egoista, o recidiamo le radici ingiuste e violente di qualsiasi guerra, Dio non si limiterà a  compensarci con quanto aspetta di diritto a profeti o discepoli,  ci darà molto di più; se stesso per l’eternità.
Allora anche le nostre sofferenze, persecuzioni e morti, come quelle di Cristo, avranno pieno significato e valore, per sempre, nella nostra Risurrezione nel cuore amoroso e paterno del Padre nostro.
Mai come oggi, portare la Croce, implica scoprire  e testimoniare tutto quello che il Vangelo richiede per poterci presentare al mondo come cristiani coerenti e sinceri.

COMMENTO 2

Dio non si lascia vincere in generosità

O Dio Padre,
Ti ringraziamo per aver ispirato il gesto dell’ospitalità alla donna sunammita,
che accolse in casa sua il Tuo profeta Eliseo.
Tu che non Ti lasci vincere in generosità, hai ricompensato la donna con il dono che desiderava, la fecondità.
Cantiamo la Tua bontà, o Dio buono, fedele alle Tue promesse.

O Gesù,
Tu ci chiedi di amarti più di tutti e di tutto,
di darti il cuore, di dedicarci totalmente a Te.
Seguirti comporta il prendere ogni giorno la propria croce,
morire al peccato, a se stessi e al mondo per amare come Te, fino al dono totale della propria vita.
Chi accoglie i discepoli – piccoli, semplici e poveri testimoni del Vangelo – accoglie Te e il Padre Tuo, e non perderà la sua ricompensa.
Chi perde la vita per Te, la salverà in eterno.

O Spirito Santo,
Tu ci ricordi che siamo discepoli missionari in virtù del Battesimo,
che ci ha reso partecipi della Pasqua del Signore Gesù.
Sepolti con Lui nella sua morte redentrice, siamo rinati a vita nuova.
Aprendoci alla Tua azione, viviamo in Gesù la vita nuova, nella lode del Padre e nel servizio dei fratelli.

Maria SS.ma,
donna eucaristica, con Te ringraziamo il Padre
che in questa Eucaristia opera la redenzione,
liberandoci dalle tenebre del peccato.
Aiutaci a rimanere uniti al Tuo Figlio Gesù per portare il frutto dell’amore.

Amen!

Commento a cura di don Francesco Dell’Orto, parroco di San Lorenzo in Bisceglie, Per crescere nella conoscenza e nell’amore di Gesù Cristo. Preghiere e catechesi mistagogiche domenicali ciclo A 

COMMENTO 3

La prima volta che abbiamo ascoltato i primi versetti di questo brano, certamente siamo rimasti perplessi o sconvolti. Gesù sembra porsi in competizione con gli affetti più cari. La conseguenza non è meno dura: «… non è degno di me», ripetuto due volte.
È necessario mettersi in atteggiamento di ascolto e di preghiera, per entrare nel dono che Gesù ci fa con queste sue parole.
Poco prima Gesù dice di essere venuto a portare non la pace, ma una spada (10,34). Certamente non sta parlando della spada che un discepolo estrarrà al momento del suo arresto, ma della spada della sua Parola, quella che nella lettera agli Ebrei è detta «a doppio taglio» e capace di scrutare «i sentimenti e i pensieri del cuore» (cf Eb 4,12). Egli sa bene che la sua Parola creerà divisione anche nelle famiglie, per questo avverte i suoi discepoli: se dovesse essere necessario scegliere tra i famigliari e lui, essi sanno di non avere alternative, perché è in gioco il loro rapporto con Gesù e la salvezza. Chi rinnega il Signore, per salvare gli affetti terreni, lo costringe a rinnegare lui davanti al Padre, come abbiamo ascoltato domenica scorsa.
Non basta. La sequela di Gesù esige anche di seguirlo sulla strada della croce, portando la propria. Certamente Matteo qui fa riferimento alle persecuzioni che già hanno afflitto i discepoli e che si ripeteranno lungo la storia fino a oggi. Anche la vita in questo mondo passa in secondo piano rispetto alla fedeltà verso il Signore. La scelta è drammatica, ma necessaria: chi crede di salvare la propria vita, cedendo alle richieste dei persecutori (o alle lusinghe di questo mondo), in realtà la spreca e la perde, rinunciando alla vita eterna; chi invece investe la propria vita nella sequela del Signore e nel servizio dei fratelli e del Vangelo si realizza in questo mondo, come figlio di Dio, e attraverserà la morte, risorgendo alla vita eterna.
Le esigenze della sequela di Cristo in certe situazioni possono essere laceranti, per questo l’evangelista, al fine di incoraggiare gli evangelizzatori, conclude con un dono immediato: il discepolo che annuncia il Vangelo è assimilato a Gesù stesso, che lo collega direttamente al Padre. È questo il modo di Matteo di esprimere ciò che in Giovanni diventa l’inabitazione reciproca tra Gesù e il discepolo, che vive la sua Parola.
La conclusione riguarda chi accoglie e aiuta gli evangelizzatori. Agli inizi si trattava spesso di dare ospitalità ai predicatori itineranti. Il Signore, con chi li ospita, si impegna in una promessa straordinaria: la ricompensa sarà corrispondente alla persona accolta, quindi all’evangelizzatore, a Cristo e al Padre.
Da noi non capita spesso e a tutti di avere l’opportunità di ospitare in casa un evangelizzatore, ma i modi di aiutare e sostenere i predicatori del Vangelo, che dedicano la propria vita a Cristo e ai fratelli, sono molti, vari e alla portata di tutti. Il Signore ricompensa sempre, in questa vita e nell’altra.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. «… più di me». Gesù non si mette in competizione, ma insegna la verità. Chi ama Cristo e lo mette al centro della vita e di ogni scelta, nelle situazioni difficili saprà fare la scelta giusta e buona per sé e per gli altri.
  2. Prendere la propria croce. Qui non c’è scelta. Tutti abbiamo una croce personale, anche quelli che non la vogliono. Si tratta di decidere se portarla dietro al Signore per la salvezza nostra e delle persone che amiamo, oppure di rifiutarla, lasciandoci schiacciare da essa, senza salvezza.
  3. Vivere per sé o per Cristo e i fratelli. È un tragico errore pensare di realizzarsi nell’egoismo, in realtà si cammina verso l’isolamento e la morte. Chi vive per gli altri, può avere a volte l’impressione di sprecare la vita, ma Gesù dice che la spende bene e porterà frutti di vita eterna per sé e gli altri.
  4. Un bicchiere di acqua fresca. Quando si tratta di aiuto ai fratelli, non conta la quantità, ma l’amore con cui agiamo.

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

Aiutare, secondo le nostre possibilità, sacerdoti e religiosi/e e parlare bene di loro.

 

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2. introduzioni – 28 GIUGNO 2026 – XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

28 GIUGNO 2026

XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

«CHI ACCOGLIE VOI, ACCOGLIE ME»

Il Signore ha sempre avuto bisogno di collaboratori, a cominciare dagli apostoli. Anche oggi chiama a collaborare con lui e a servire i fratelli, uomini e donne che accettano di seguirlo, lasciando tutto. Anche la comunità ha bisogno di persone che annuncino il Vangelo a tempo pieno. Tutti siamo invitati a essere riconoscenti e a prestare loro un aiuto concreto, secondo le nostre possibilità.

PRIMA LETTURA

Costui è un uomo di Dio, un santo, si fermi da noi.

Questo racconto sul profeta Eliseo è rivolto al popolo di Dio, perché impari a riconoscere e accogliere gli uomini che il Signore manda come suoi messaggeri. La donna di cui si parla ha agito con fede e amore gratuito, facendo più del necessario. Anche la ricompensa, che riceve da Dio attraverso Eliseo, va al di là delle sue aspettative

SALMO RESPONSORIALE                

SECONDA LETTURA

Per mezzo del battesimo siamo stati sepolti con lui: camminiamo in una vita nuova.

Il Battesimo attraverso l’acqua realizza il dono della vita nuova, purificata e piena, che Dio fa a chi crede in Gesù Cristo. San Paolo sottolinea che il battezzato davvero «muore» alla vita vecchia, attraverso l’immersione nella morte di Cristo. Questo dono richiede a noi la coerenza della vita.

VANGELO

Chi non prende la croce non è degno di me. Chi accoglie voi, accoglie me.

In questo brano sono contenute le ultime istruzioni di Gesù agli apostoli in vista della missione. Matteo, mentre scrive, pensa anche ai nuovi predicatori del Vangelo e non fa sconti: con chiarezza e forza ricorda ciò che è richiesto agli evangelizzatori in rapporto a Cristo. Conclude con un incoraggiamento, affermando che gli evangelizzatori sono assimilati a Cristo e che la ricompensa a chi li accoglie non andrà perduta.

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4. Letture – 28 GIUGNO 2026 – XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

28 GIUGNO 2026

XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

«CHI ACCOGLIE VOI, ACCOGLIE ME»

PRIMA LETTURA

Costui è un uomo di Dio, un santo, si fermi da noi.

Questo racconto sul profeta Eliseo è rivolto al popolo di Dio, perché impari a riconoscere e accogliere gli uomini che il Signore manda come suoi messaggeri. La donna di cui si parla ha agito con fede e amore gratuito, facendo più del necessario. Anche la ricompensa, che riceve da Dio attraverso Eliseo, va al di là delle sue aspettative

Dal secondo libro dei Re         2Re 4,8-11.14-16a

Un giorno Eliseo passava per Sunem, ove c’era una donna facoltosa, che l’invitò con insistenza a tavola. In seguito, tutte le volte che passava, si fermava a mangiare da lei. Essa disse al marito: “Io so che è un uomo di Dio, un santo, colui che passa sempre da noi. Prepariamogli una piccola camera al piano di sopra, in muratura, mettiamoci un letto, un tavolo, una sedia e una lampada, sì che, venendo da noi, vi si possa ritirare”.
Recatosi egli un giorno là, si ritirò nella camera e si coricò. Eliseo chiese a Giezi il suo servo: “Che cosa si può fare per questa donna?”. Il servo disse: “Purtroppo essa non ha figli e suo marito è vecchio”. Eliseo disse: “Chiamala!”. La chiamò; essa si fermò sulla porta. Allora disse: “L’anno prossimo, in questa stessa stagione, tu terrai in braccio un figlio”.

Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE                

Dal Salmo 88 (89)

R.  Canterò per sempre l’amore del Signore.

Canterò in eterno l’amore del Signore,
di generazione in generazione
farò conoscere con la mia bocca la tua fedeltà,
perché ho detto: «È un amore edificato per sempre;
nel cielo rendi stabile la tua fedeltà». R.

Beato il popolo che ti sa acclamare:
camminerà, Signore, alla luce del tuo volto;
esulta tutto il giorno nel tuo nome,
si esalta nella tua giustizia. R.

Perché tu sei lo splendore della sua forza
e con il tuo favore innalzi la nostra fronte.
Perché del Signore è il nostro scudo,
il nostro re, del Santo d’Israele.  R.

SECONDA LETTURA

Per mezzo del battesimo siamo stati sepolti con lui: camminiamo in una vita nuova.

Il Battesimo attraverso l’acqua realizza il dono della vita nuova, purificata e piena, che Dio fa a chi crede in Gesù Cristo. San Paolo sottolinea che il battezzato davvero «muore» alla vita vecchia, attraverso l’immersione nella morte di Cristo. Questo dono richiede a noi la coerenza della vita.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani         Rm 6,3-4.8-11

Fratelli, quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte. Per mezzo del battesimo siamo dunque stati sepolti insieme a lui nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova.
Ma se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui, sapendo che Cristo risuscitato dai morti non muore più; la morte non ha più potere su di lui.
Per quanto riguarda la sua morte, egli morì al peccato una volta per tutte; ora invece per il fatto che egli vive, vive per Dio.
Così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesù.

Parola di Dio

ACCLAMAZIONE AL VANGELO

Alleluia, alleluia.

Voi siete stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa;
proclamate le grandezze di Dio, che vi ha chiamato
dalle tenebre all’ammirabile sua luce. (Cf. 1Pt 2,9)

Alleluia.

VANGELO

Chi non prende la croce non è degno di me. Chi accoglie voi, accoglie me.

In questo brano sono contenute le ultime istruzioni di Gesù agli apostoli in vista della missione. Matteo, mentre scrive, pensa anche ai nuovi predicatori del Vangelo e non fa sconti: con chiarezza e forza ricorda ciò che è richiesto agli evangelizzatori in rapporto a Cristo. Conclude con un incoraggiamento, affermando che gli evangelizzatori sono assimilati a Cristo e che la ricompensa a chi li accoglie non andrà perduta.

Dal Vangelo secondo Matteo           Mt 10,37-42

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: “Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me; chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me.
Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà.
Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato.
Chi accoglie un profeta come profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto come giusto, avrà la ricompensa del giusto.
E chi avrà dato anche solo un bicchiere di acqua fresca a uno di questi piccoli, perché è mio discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa”.

Parola del Signore.

 

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6. Vignetta di RobiHood – 28 GIUGNO 2026 – XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

28 GIUGNO 2026

XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

«CHI ACCOGLIE VOI, ACCOGLIE ME»

 Per scaricare sul tuo pc l’immagine in formato grande e colorabile,

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

Testi e i commenti proposti per la domenica