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2. introduzioni – II DOMENICA DI PASQUA

16 APRILE

II DOMENICA DI PASQUA

BEATI QUELLI CHE NON HANNO VISTO E HANNO CREDUTO

La tomba vuota e le apparizioni di Gesù risorto ai discepoli sono i segni dell’annuncio pasquale che i testimoni hanno diffuso nel mondo e affidato ai loro successori, perché risuoni fino alla fine dei tempi. Oggi giunge ai nostri orecchi e al nostro cuore grazie all’esperienza dell’apostolo Tommaso. Così la misericordia del Padre viene conosciuta e sperimentata anche dagli uomini e dalle donne del nostro mondo.

PRIMA LETTURA
Tutti i credenti  stavano  insieme  e avevano  ogni cosa in comune.
La prima comunità, raccontata dagli Atti, è molto impegnata a vivere secondo il Vangelo annunciato dagli Apostoli.
Per questo costituisce il modello per tutte le comunità. I pilastri sono il desiderio fedele di ascoltare il Vangelo, la comunione dei cuori e dei beni, la preghiera comune e la celebrazione della cena del Signore.

SALMO RESPONSORIALE                                Dal Salmo 1 7 (18)

La fedeltà di Dio, che agisce per salvare il suo popolo, ispira il canto di lode del salmista. Insieme a lui lodiamo e ringraziamo il Signore, perché «il suo amore è per sempre».

SECONDA LETTURA
Ci ha rigenerati per una speranza viva, mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti.
Tutta la prima lettera, che porta il nome di Pietro, è finalizzata a consolare e incoraggiare le comunità cristiane che soffrono una persecuzione più o meno violenta. Da queste difficoltà i cristiani, che conservano la fede in Cristo, usciranno purificati e glorificati.

VANGELO
Otto giorni dopo  venne Gesù.
I primi doni di Gesù risorto: pace, Spirito, potere di perdonare i peccati. La gioia non è l’unica reazione interiore degli apostoli. Nessuno di loro aspettava la risurrezione e, di fronte al Risorto, in un primo tempo tutti hanno dubitato. Allora, perché Tommaso? L’evangelista Giovanni concentra l’attenzione su di lui per rispondere, in modo concreto, ai dubbi che potevano sorgere in tutti i cristiani circa la risurrezione di Gesù e soprattutto per arrivare a proclamare la beatitudine di chi crede senza aver visto il Signore.