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5. Preghiere dei Fedeli – 5 aprile 2020

5 aprile

DOMENICA DELLE PALME e della passione del Signore

Domenica di passione

Scarica il file in formato Word 05 Fedeli

 

PREGHIERA UNIVERSALE

Celebrante. Fratelli e sorelle carissimi, Cristo Gesù, nostro Signore è stato obbediente fino alla morte e alla morte di croce. Fiduciosi nel suo amore senza limiti, ci rivolgiamo a lui nella preghiera.

Cristo, nostra salvezza, ascoltaci!

  • Signore Gesù, umiliato nella tua passione, sostieni la tua Chiesa nel momento della prova, della sofferenza, del martirio, preghiamo.
  • Oggi nella nostra diocesi si celebra la 35ª Giornata della gioventù. Preghiamo per i giovani, per chi vive con gioia nella comunità cristiana e per quelli che fanno fatica a vivere e a credere, per chi ha smesso di lottare ed è sfiduciato, preghiamo.
  • Tu che sulla croce hai promesso al buon ladrone il paradiso, aiuta chi è più lontano dalla fede e dalla vita cristiana, preghiamo.
  • Per tutti noi che abbiamo vissuto insieme a te la tua passione e morte e insieme a tua Madre abbiamo pianto, aiuta chi si trova nell’abbandono, nella disperazione, nella povertà, preghiamo.

Celebrante. O Dio, nostro Padre, che hai tanto amato il mondo da consegnare nelle mani dei violenti il tuo amato Figlio Gesù, fa’ che la perseverante memoria della sua passione, ci renda partecipi della sua risurrezione. Lui che vive e regna nei secoli dei secoli.

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6. Vignetta di RobiHood – 5 aprile 2020

5 aprile 2020

DOMENICA DELLE PALME

e della passione del Signore

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

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8. Anche Noi Vogliamo Capire – 5 aprile 2020

Per aiutare i nostri piccoli a vivere meglio la Liturgia della Parola 

 

 

 


5 aprile 2020

DOMENICA DELLE PALME e della passione del Signore

 

In una settimana Gesù ha toccato con mano ogni emozione e situazione umana: dalla fierezza di una parata trionfale al disprezzo della condanna più atroce; dalle promesse di fedeltà al tradimento dei migliori amici. Ora può capire le nostre piccole grandi croci e confortarci, perché anche il dolore più immenso è passeggero.

 

 

PER CAPIRE

    • Come vuoi tu. Gesù affronta il dolore senza sconti, con tutte le difficoltà proprie della natura umana: solitudine, paura, angoscia, desiderio di fuga. Ha ben chiaro però il suo compito: compiere fino in fondo la volontà di Dio, cioè accettare la persecuzione in nome della verità, riscattare il peccato degli uomini con l’amore e il perdono.
    • Tu l’hai detto. Gesù firma la propria condanna con queste parole chiare di conferma, che scandalizzano il Sinedrio (tribunale ebraico): nessuno aveva il diritto di porsi allo stesso piano di Dio.

    Emise lo spirito. Il corpo di Gesù lascia andare il soffio vitale, dono del creatore; per l’ultima volta respira, terminando la sua vita terrena. Il Figlio di Dio che si è fatto carne ora torna presso il Padre, in spirito. Ma Dio non può permettere che la morte abbia potere su di lui. Qualcosa di sorprendente sta per accadere.

L’IMPEGNO

Nella settimana santa del 2016 papa Francesco ha concluso la Via Crucis con una preghiera nella quale riconosceva la croce di Cristo tra le croci del mondo d’oggi.

In questa settimana chiediamoci cosa possiamo fare per ammansire il dolore di qualcuno che non sta bene: venire incontro ai bisogni familiari quando vediamo i genitori stanchi, fare visita a parenti e amici ammalati o in difficoltà, preparare un particolare augurio di Pasqua per chi vive solo o in una casa di cura…

 

 

 

Le parole da capire sono preparate da Pierfortunto Raimondo e sono presenti, insieme ad altro materiale, nella rivista Dossier Catechista – LDC”

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1. Letture e orazioni – 29 marzo 2020

29 Marzo 2020

V DOMENICA DI QUARESIMA

Scarica il file in formato Word 01 Letture e orazioni

(Domenica di Lazzaro)

«IO SONO LA RISURREZIONE E LA VITA»

ANTIFONA D’INIZIO

Fammi giustizia, o Dio, e difendi la mia causa
contro gente senza pietà;
salvami dall’uomo ingiusto e malvagio,
perché tu sei il mio Dio e la mia difesa. Sal 42,1-2

 

COLLETTA

Vieni in nostro aiuto, Padre misericordioso,
perché possiamo vivere e agire
sempre in quella carità,
che spinse il tuo Figlio a dare la vita per noi.
Egli è Dio e vive e regna con te…

Oppure:

Eterno Padre, la tua gloria è l’uomo vivente;
tu che hai manifestato la tua compassione
nel pianto di Gesù per l’amico Lazzaro,
guarda oggi l’afflizione della Chiesa che piange
e prega per i suoi figli morti a causa del peccato,
e con la forza del tuo Spirito
richiamali alla vita nuova.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA

Dal libro del profeta Ezechiele (Ez 37,12-14)

Così dice il Signore Dio: «Ecco, io apro i vostri sepolcri, vi faccio uscire dalle vostre tombe, o popolo mio, e vi riconduco nella terra d’Israele. Riconoscerete che io sono il Signore, quando aprirò le vostre tombe e vi farò uscire dai vostri sepolcri, o popolo mio. Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete; vi farò riposare nella vostra terra. Saprete che io sono il Signore. L’ho detto e lo farò». Oracolo del Signore Dio.

Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE

Dal Salmo 129 (130)

 

  1. Il Signore è bontà e misericordia.

 

Dal profondo a te grido, o Signore;
Signore, ascolta la mia voce.
Siano i tuoi orecchi attenti
alla voce della mia supplica.

Se consideri le colpe, Signore,
Signore, chi ti può resistere?
Ma con te è il perdono:
così avremo il tuo timore.

Io spero, Signore.
Spera l’anima mia,
attendo la sua parola.
L’anima mia è rivolta al Signore
più che le sentinelle all’aurora.

Più che le sentinelle l’aurora,
Israele attenda il Signore,
perché con il Signore è la misericordia
e grande è con lui la redenzione.
Egli redimerà Israele da tutte le sue colpe.

SECONDA LETTURA

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani (Rm 8,8-11)

Fratelli, quelli che si lasciano dominare dalla carne non possono piacere a Dio. Voi però non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene. Ora, se Cristo è in voi, il vostro corpo è morto per il peccato, ma lo Spirito è vita per la giustizia. E se lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Gesù dai morti, abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi.

Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO Cf Gv 8,12

Lode e onore a te, Signore Gesù!

Io sono la risurrezione e la vita, dice il Signore,
chi crede in me non morirà in eterno.

Lode e onore a te, Signore Gesù!

VANGELO (Gv 11,1-45)
[Tra parentesi la forma breve]

Andò, si lavò e tornò che ci vedeva.

Dal vangelo secondo Giovanni
[In quel tempo,] un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella, era malato. Maria era quella che cosparse di profumo il Signore e gli asciugò i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. [Le sorelle mandarono dunque a dire a Gesù: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato». All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!».] I discepoli gli dissero: «Rabbì, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?».

Gesù rispose: «Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; ma se cammina di notte, inciampa, perché la luce non è in lui». Disse queste cose e poi soggiunse loro: «Lazzaro, il nostro amico, s’è addormentato; ma io vado a svegliarlo ». Gli dissero allora i discepoli: «Signore, se si è addormentato, si salverà». Gesù aveva parlato della morte di lui; essi invece pensarono che parlasse del riposo del sonno. Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto e io sono contento per voi di non essere stato là, affinché voi crediate; ma andiamo da lui!». Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse agli altri discepoli: «Andiamo anche noi a morire con lui!».

[Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro.] Betània distava da Gerusalemme meno di tre chilometri e molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. [Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».]

Dette queste parole, andò a chiamare Maria, sua sorella, e di nascosto le disse: «Il Maestro è qui e ti chiama». Udito questo, ella si alzò subito e andò da lui. Gesù non era entrato nel villaggio, ma si trovava ancora là dove Marta gli era andata incontro. Allora i Giudei, che erano in casa con lei a consolarla, vedendo Maria alzarsi in fretta e uscire, la seguirono, pensando che andasse a piangere al sepolcro.

Quando Maria giunse dove si trovava Gesù, appena lo vide si gettò ai suoi piedi dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!».

[Gesù] allora, quando la vide piangere, e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, [si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!».

Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava!». Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?». Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni».

Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberatelo e lasciatelo andare».

Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui.]

Parola del Signore.

Parola del Signore.

ORAZIONE SULLE OFFERTE

Esaudisci, Signore, le nostre preghiere:
tu che ci hai illuminati
con gli insegnamenti della fede,
trasformaci con la potenza di questo sacrificio.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO
Il cieco nato e Cristo luce del mondo

Il Signore sia con voi.
E con il tuo spirito.

In alto i nostri cuori.
Sono rivolti al Signore.

Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio.
È cosa buona e giusta.

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre e in ogni luogo
a te, Signore, Padre santo,
Dio onnipotente ed eterno,
per Cristo nostro Signore.
Vero uomo come noi, egli pianse l’amico Lazzaro;
Dio e Signore della vita, lo richiamò dal sepolcro;
oggi estende a tutta l’umanità la sua misericordia,
e con i suoi sacramenti
ci fa passare dalla morte alla vita.
Per mezzo di lui ti adorano
le schiere degli angeli e dei santi
e contemplano la gloria del tuo volto.
Al loro canto concedi, Signore,
che si uniscano le nostre voci nell’inno di lode:

Santo, Santo, Santo…

ANTIFONA ALLA COMUNIONE

«Chiunque vive e crede in me,
non morirà in eterno», dice il Signore. Gv 11,26

DOPO LA COMUNIONE

Dio onnipotente, concedi a noi tuoi fedeli
di essere sempre inseriti
come membra vive nel Cristo,
poiché abbiamo comunicato al suo corpo
e al suo sangue.
Per Cristo nostro Signore.

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2. Introduzioni – 29 marzo 2020

29 Marzo 2020

V DOMENICA DI QUARESIMA (Domenica di Lazzaro)

Scarica il file in formato Word 02 Introduzioni

«Gesù, Signore della vita»

Gesù richiama alla vita l’amico Lazzaro e compie il più grande dei miracoli. È Signore della vita e a Betania sfida la morte nel modo più diretto ed esplicito.
È un segno estremo, l’ultimo dei segni, quello che, come dice Giovanni, indurrà molti a credere, ma che farà precipitare la situazione e segnerà la sua condanna a morte.

PRIMA LETTURA

Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete.

Il profeta Ezechiele preannuncia la risurrezione del popolo e il ritorno alla terra promessa, in un linguaggio immaginifico e oscuro, che misteriosamente preannuncia la risurrezione finale. «Spirito vieni dai quattro venti e soffia su questi morti perché rivivano… Ecco, io apro i vostri sepolcri e vi risuscito dalle vostre tombe». Tra quelle ossa calcificate ci sono anche le nostre. C’è la storia dell’umanità.

Dal libro del profeta Ezechiele.                    (Ez 37,12-14)

SALMO RESPONDORIALE

Salmo 129 (130)

Dall’abisso della propria fragilità e debolezza, il salmista invoca il perdono del Signore. Ed è certo che la sua attesa sarà esaudita dal Dio della misericordia.

Rit. Il Signore è bontà e misericordia.

SECONDA LETTURA

Lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Gesù dai morti, abita in voi.

L’apostolo Paolo presenta dialetticamente una vita vissuta secondo la carne e una vita vissuta secondo lo Spirito. È lo Spirito di Cristo che è causa di giustificazione e che fa morire il peccato che è in noi. Uno spirito che farà risorgere dai morti anche il nostro corpo mortale, così come ha risuscitato Cristo dal sepolcro.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani.      (Rm 8,8-11)

VANGELO

Io sono la risurrezione e la vita.

Il Vangelo ci presenta il più grande dei miracoli di Gesù: quello della risurrezione di Lazzaro. Gesù strappa dalla tomba Lazzaro e lo riporta in vita, dichiarando in questo modo di essere «la risurrezione e la vita». Ma nello stesso tempo condanna se stesso alla morte, perché sarà questo miracolo a scatenare l’ira dei suoi nemici e la decisione da parte del Sinedrio di condannarlo e mandarlo a morte.

Dal vangelo secondo Giovanni.                   (Gv 11,1-45)


 

 

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3. Annunciare la Parola – 29 marzo 2020


29 Marzo 2020
V DOMENICA DI QUARESIMA 

Gesù, Signore della vita

Scarica il file in formato Word 03 Annunciare la Parola

PER RIFLETTERE E MEDITARE

Nelle domeniche di Quaresima Gesù si rivela in un crescendo impressionante: è l’acqua che disseta per sempre, la luce che rischiara le nostre tenebre e dà fondamento alla nostra fede. Oggi con il miracolo di Lazzaro si rivela come il Signore della vita. Ci viene così indicato il cammino che siamo chiamati a compiere in questi giorni di Quaresima: lasciarci dissetare e illuminare da Cristo per trovare la vita. La risurrezione di Lazzaro è icona, un’anticipazione della Pasqua di Gesù. Gesù dovrà morire sulla croce, ma vincerà la morte definitivamente.

La morte di Lazzaro

Lazzaro è di Betania, presso Gerusalemme, e qualche volta ospita Gesù a casa sua, insieme alle sorelle Marta e Maria, che lo indicano come suo amico. Di lui non si sa molto di più, ma sia la Chiesa cattolica che quella ortodossa lo venerano come santo. Gesù viene avvisato della sua morte, ma stranamente non ha fretta di recarsi a Betania. C’è un’evidente drammaticità nel racconto di questo episodio evangelico. Giovanni nel raccontare i suoi sette miracoli, che chiama segni, riporta molti particolari, che sono ricchi di simbolismi. Anche in questo caso.

Gesù è lontano dalla Giudea e da Gerusalemme, ma decide di mettersi in viaggio solo due giorni dopo. Quando arriva, gli dicono che il morto è ormai di quattro giorni. Marta lo rimprovera dolcemente, pur riconoscendo la sua signoria e il suo potere di fare miracoli: «Se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!».

Gesù intreccia un dialogo profondo e umanissimo con le sorelle Marta e Maria, che rivelano la profondità della loro fede. Gesù dice a Marta: «Io sono la risurrezione e la vita… Credi tu questo?». Marta risponde manifestando un’assoluta fiducia in lui, e le sue parole riassumono tutto: «Sì, Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio».

Questo miracolo rivela l’identità divina di Gesù: «Padre, ti ringrazio che mi hai ascoltato. Io sapevo che mi ascolti sempre…». E rivela l’umanità di Gesù, che piange presso la tomba dell’amico, vicino e solidale con Marta e Maria.

Il grande miracolo

Questo è l’ultimo dei grandi segni compiuti da Gesù prima della sua passione. Come dicevamo, molti crederanno in lui, ma altri lo denunceranno alle autorità, e i capi dei sacerdoti e i farisei decideranno la sua condanna. Dirà Caifa: «Voi non capite nulla! Non vi rendete conto che è conveniente per voi che uno solo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera!» (Gv 11,49-50).

Si direbbe che Gesù abbia cominciato i suoi miracoli quasi per scherzo, cambiando l’acqua in vino, ora invece il miracolo è straordinario e impressionante. Chi era presente o conosceva Lazzaro sarà rimasto colpito per sempre. Ma cresce anche l’ostilità di chi gli è nemico. È inevitabile: di fronte a un miracolo come questo o ci si inginocchia o si chiudono caparbiamente gli occhi per non doverlo fare.

Morti si nasce, vivi si diventa

Questo miracolo ci stimola a riflettere a fondo sulla nostra vita, a uscire dal nostro peccato, dai lati più oscuri della nostra vita, per non finire imputriditi e indifferenti.
Quanti sono oggi i morti viventi? Tante volte noi stessi ci lasciamo vivere, senza dare ai nostri giorni quel significato che Dio ha pensato per noi. È la ricerca di uno scopo che ci spinge a vivere. Chi cerca e rivolta la propria vita non sarà mai un deluso, proprio perché ha lottato. Guai a guardare ai propri anni come a un peso, perché ogni momento è irripetibile.
«Lazzaro, vieni fuori!», ci dice oggi Gesù. A noi, chiusi nelle nostre disattenzioni, nella pigrizia, nei nostri mascheramenti. Che rischiamo di finire i nostri giorni senza essere vissuti.
Cesare Pavese ha detto, forse di sé, forse di altri, con il suo crudo realismo: «Hai perduto il gusto di vedere, di sentire, di accogliere e ora ti mangi il cuore».
Non si tratta di prolungare la vita di dieci o trent’anni, ma di vivere una vita diversa, di accoglierla come un dono. Lo scrittore poliomielitico Cesare Furesi dichiara così il suo amore per la vita: «Il solo fatto di svegliarmi, anche inc***ato se capita, mi riempie di forza».

UN FATTO – UNA TESTIMONIANZA

«Se Cristo fosse pur solo il soggetto di un grande racconto, il fatto che questo racconto abbia potuto essere immaginato e voluto da bipedi implumi che sanno solo di non sapere, sarebbe altrettanto miracoloso (miracolosamente misterioso) del fatto che il figlio di un Dio reale si sia veramente incarnato» (Umberto Eco, Cinque scritti morali).

 


 

 

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4. Parola da Vivere – 29 marzo 2020

29 marzo 2020
5ª DOMENICA DI QUARESIMA

(Domenica di Lazzaro)

«IO SONO LA RISURREZIONE E LA VITA»

 

COMMENTO

Nel vangelo di Giovanni i «segni» compiuti da Gesù hanno lo scopo di rivelare la sua identità di Verbo incarnato e Figlio eterno del Padre, venuto nel mondo per rendere gli uomini figli del Padre e donare loro la stessa vita di Dio.

Il ritorno di Lazzaro alla vita per l’evangelista Giovanni è il segno del suo potere di dare la vita, come il Padre. Gesù lotta contro la morte e vince, ma in questa lotta è solo, come sarà sulla croce, infatti nessuno dei suoi amici lo sostiene, eccetto il Padre.

Lo informano che Lazzaro è gravemente malato, ma lui non si muove. Sa già cosa farà e perché. Spiega agli apostoli che questa malattia servirà a rivelare la presenza del Padre che salva e a manifestare a tutti che lui è davvero il Figlio che obbedisce al Padre e rende suoi figli gli uomini. Ma gli apostoli non capiscono, anche se decidono di seguirlo, più per legame affettivo che per fede, come fa capire l’espressione sconsolata di Tommaso: «Andiamo anche noi a morire con lui!», un Messia perdente.

Marta corre incontro a Gesù, ma prima velatamente lo rimprovera di non essere stato presente alla malattia del fratello, poi, di fronte alla rivelazione di Gesù: «Io sono la risurrezione e la vita», ripete alcune formule di fede già dette da altri precedentemente, però conserva la convinzione che di fronte alla morte lui non può fare niente, e questo si capisce bene quando proprio lei si oppone all’ordine di Gesù di togliere la pietra dal sepolcro.

Maria aspetta di essere chiamata e subito va da Gesù e si inginocchia di fronte a lui, ma anche lei lo rimprovera e senza aspettare nessuna risposta si mette a piangere sconsolatamente insieme ai Giudei.

Questo è un punto delicato del brano. La traduzione «si commosse profondamente e, molto turbato…» porta naturalmente a pensare a una partecipazione di Gesù al pianto di Maria, e ancora di più l’espressione «scoppiò in pianto» (il testo greco dice semplicemente «pianse»). Senza escludere la commozione naturale per la morte di Lazzaro, riconosciuta da molti commentatori, riflettiamo sul fatto che commozione, turbamento e pianto di Gesù possono avere anche un’altra spiegazione. I giudei leggono il pianto come debolezza di Gesù che, mentre poteva guarire Lazzaro da una malattia, non può fare niente contro la morte. Gli apostoli non lo hanno capito, le sorelle, sue amiche, lo hanno rimproverato e non credono che possa fare qualcosa, i giudei ironizzano su di lui. E dunque, Gesù, che è venuto per mostrare l’amore potente suo e del Padre, che vince la morte, si ritrova incompreso, rimproverato, deriso e solo. Possiamo comprendere allora che Gesù piange perché sperimenta il potere devastante della morte che spegne la fede dei suoi amici e perché è turbato, deluso e amareggiato da chi, avendo compreso che è il Figlio di Dio, doveva credere in lui.

Ma non si ferma. Ordina di togliere la pietra, dà una risposta secca a Marta e ringrazia il Padre a voce alta perché tutti i presenti ascoltino e possano credere che il Padre è presente e che lui è il Figlio. Lazzaro esce legato dalle bende: sono il segno del suo ritorno a una condizione mortale. Gesù invece uscirà dal sepolcro e lascerà le bende perché la morte non avrà più potere su di lui. La fede di «molti» giudei anticipa la fede di coloro che crederanno nel Cristo crocifisso e risorto. Ma il ritorno alla vita di Lazzaro per l’evangelista sarà anche l’evento che spingerà i capi a decidere la morte di Gesù.

 

MEDITAZIONE

Gesù, Signore mio,

secondo gli evangelisti hai pianto due volte: qui a Betania e davanti a Gerusalemme, prima della tua passione (Lc 19,41). Io mi chiedo: che cosa ti fa piangere? Tu non hai pianto neanche davanti alla tua passione, neanche davanti al terribile compito di prenderti il peccato di tutta l’umanità, hai sudato sangue, ma non versato lacrime. Molti dicono che hai pianto per la morte del tuo amico Lazzaro. Ma tu sapevi cosa stavi facendo e hai detto ai tuoi amici che eri addirittura contento di non essere stato presente mentre Lazzaro era malato: nella morte di Lazzaro dovevi rivelare la gloria del Padre e la tua, come Signore della vita. E allora: perché piangi? Provo a rispondere a me stesso perché non voglio essere io a farti piangere.

Alla samaritana avevi chiesto da bere, sulla croce hai gridato: «ho sete». Tu hai sete solo della nostra fede. Sei venuto per rivelare e offrire l’amore del Padre e tuo e tanti non capiscono e non credono. Gerusalemme non ti ha accolto e riconosciuto, Marta e Maria sono convinte che tu ormai non puoi far nulla contro il potere della morte. Le tue lacrime, allora, mi sembra siano provocate dalla mancanza di fede degli uomini, soprattutto di chi ti sta più vicino, dei tuoi amici.

E io mi chiedo: quante volte ti ho fatto piangere, quante volte ancora oggi piangi perché noi cristiani non ti capiamo, non ti accogliamo, non crediamo alla potenza del tuo amore che salva. Perdonami e fa’ che le tue lacrime, scuotendo il mio torpore e bagnando i miei occhi, li lavino dalla cecità e li aprano alla luce che sei tu, perché io possa riconoscerti, in ogni momento e in ogni situazione, Figlio del Padre e Signore della vita, quella piena ed eterna che niente e nessuno possono togliermi, perché viene da te e mi fa diventare tuo, per sempre.

 

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. La morte delle persone care è quasi sempre occasione di crisi per la nostra fede. Pensiamo che il Signore sia assente, che non si curi del nostro dolore, che potrebbe restituirci la persona amata, ma non lo fa. Ci chiediamo «perché?», e non troviamo risposta. È proprio in queste situazioni che il Signore ci chiede se crediamo in lui.
  2. Anche noi cristiani spesso, in pratica, consideriamo la morte «fisica» più importante e più seria della morte «spirituale». Quante persone a cui vogliamo bene sono «morte» nello spirito? Come posso collaborare con il Signore, perché lui li faccia risuscitare, restituendo loro la vita spirituale che hanno perso?

 

PROPOSTA DI IMPEGNO PER LA SETTIMANA

Preghiamo il Signore per la risurrezione spirituale di parenti e amici.

 


Tratto da: Messale delle domeniche e delle feste – Elledici – 2017

 

 

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5. Preghiere dei Fedeli – 29 marzo 2020

29 Marzo 2020
V DOMENICA DI QUARESIMA (Domenica di Lazzaro)

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Gesù, Signore della vita

 

RICHIESTA DI PERDONO

  • Signore Gesù, quando ci rassegniamo nella nostra mediocrità, rendici capaci di una vita coraggiosamente nuova, abbi pietà di noi.

  • Cristo, misericordia del Padre, fa’ che ci rinnoviamo nel tuo Spirito, abbi pietà di noi.

  • Signore Gesù, vita e nostra risurrezione, abbi pietà di noi.

PREGHIERA UNIVERSALE

Celebrante. Fratelli e sorelle carissimi, al Signore della vita, ricco di misericordia, ci rivolgiamo pieni di fiducia e lo imploriamo.

Signore, tu sei la vita e la risurrezione nostra.

  • O Padre, fa’ che la tua Chiesa in questo tempo di Quaresima sappia rinnovarsi nel cuore per essere nel mondo segno di speranza, preghiamo.

  • Padre, Signore della vita, fa’ che i cristiani sperimentino la dolcezza della tua protezione e della tua amicizia, preghiamo.

  • Signore, che hai vinto la morte, sii di conforto a quanti sono nella sofferenza, nella povertà e nell’abbandono, preghiamo.

  • Signore Gesù, immagine del Padre, che hai ridato la vita al tuo amico Lazzaro, liberaci dalle nostre paure e rendici testimoni della tua vita senza fine, preghiamo

Celebrante. O Padre, che non vuoi la morte del peccatore, ma che si converta e viva, guarda questa tua comunità e sostienila nel suo cammino verso la Pasqua ormai vicina. Per Cristo nostro Signore.