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1. Letture e orazioni – 14 giugno 2020

14 giugno

SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO

Gesù, pane di vita

 

ANTIFONA D’INIZIO

Il Signore ha nutrito il suo popolo con fior di frumento,
lo ha saziato di miele della roccia.               Sal 80,17

COLLETTA

Signore Gesù Cristo,
che nel mirabile sacramento dell’Eucaristia
ci hai lasciato il memoriale  della tua Pasqua,
fa’ che adoriamo con viva fede
il santo mistero del tuo Corpo e del tuo Sangue,
per sentire sempre in noi
i benefici della redenzione.
Tu sei Dio, e vivi e regni con Dio Padre…

Oppure:

Dio fedele, che nutri il tuo popolo con amore di Padre,
ravviva in noi il desiderio  di te, fonte inesauribile di ogni bene:
fa’ che, sostenuti dal sacramento del Corpo e Sangue di Cristo,
compiamo il viaggio della nostra vita, fino ad entrare nella gioia dei santi,
tuoi convitati alla mensa del regno.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA

Ti ha nutrito di un cibo, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto.

Dal libro del Deuteronomio                  Dt 8,2-3.14b-16a

Mosè parlò al popolo dicendo: «Ricòrdati di tutto il cammino che il Signore, tuo Dio, ti ha fatto per- correre in questi quarant’anni nel deserto, per umiliarti e metterti alla prova, per sapere quello  che avevi nel cuore, se tu avresti osservato o no i suoi comandi.

Egli dunque ti ha umiliato, ti ha fatto provare la fame, poi ti ha nutrito di manna, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto, per farti capire che l’uomo non vive soltanto di pane, ma che l’uomo vive di quanto  esce dalla bocca del Signore. Non dimenticare il Signore, tuo Dio, che ti ha fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile; che ti ha condotto per questo deserto grande e spaventoso, luogo  di serpenti velenosi  e di scorpioni, terra assetata, senz’acqua; che ha fatto sgorgare per te l’acqua dal-a roccia durissima; che nel deserto  ti ha nutrito  di manna sconosciuta ai tuoi padri».

Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE                           Dn 3,52-56

Loda il Signore, Gerusalemme.

Celebra il Signore, Gerusalemme,
loda il tuo Dio, Sion,
perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte,
in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli.

Egli mette pace nei tuoi confini
e ti sazia con fiore di frumento.
Manda sulla terra il suo messaggio:
la sua parola corre veloce.

Annuncia  a Giacobbe  la sua parola,
i suoi decreti e i suoi giudizi a Israele.
Così non ha fatto con nessun’altra nazione,
non ha fatto conoscere loro i suoi giudizi.

 

SECONDA LETTURA

Poiché vi è un solo pane,  noi siamo,  benché  molti,  un solo corpo.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi                     1 Cor 10,16-17

Fratelli, il calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse comunione con il sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo? Poiché  vi è un solo  pane, noi siamo,  benché  molti,  un solo  corpo: tutti infatti partecipiamo  all’unico pane.

Parola di Dio.

 

 

SEQUENZA

La sequenza è facoltativa e si può cantare o recitare anche nella forma breve, a cominciare dalla strofa: «Ecco il pane degli angeli».

[Sion, loda il Salvatore,
la tua guida, il tuo pastore
con inni e cantici.

Impegna tutto il tuo fervore:
egli supera ogni lode,
non vi è canto che sia degno.

Pane vivo, che dà vita:
questo è tema del tuo canto,
oggetto della lode.

Veramente fu donato
agli apostoli riuniti
in fraterna e sacra cena.

Lode piena e risonante,
gioia nobile e serena
sgorghi oggi dallo spirito.

Questa è la festa solenne
nella quale celebriamo
la prima sacra cena.

È il banchetto del nuovo Re,
nuova Pasqua, nuova legge;
e l’antico è giunto a termine.

Cede al nuovo il rito antico,
la realtà disperde l’ombra:
luce, non più tenebra.

Cristo lascia in sua memoria
ciò che ha fatto nella cena:
noi lo rinnoviamo.

Obbedienti al suo comando,
consacriamo il pane e il vino,
ostia di salvezza.

È certezza a noi cristiani:
si trasforma il pane in carne,
si fa sangue il vino.

Tu non vedi, non comprendi,
ma la fede ti conferma,
oltre la natura.

È un segno ciò che appare:
nasconde nel mistero
realtà sublimi.

Mangi carne, bevi sangue;
ma rimane Cristo intero
in ciascuna specie.

Chi ne mangia non lo spezza,
né separa, né divide:
intatto lo riceve.

Siano uno, siano mille,
ugualmente lo ricevono:
mai è consumato.

Vanno i buoni, vanno gli empi;
ma diversa ne è la sorte:
vita o morte provoca.

Vita ai buoni, morte agli empi:
nella stessa comunione
ben diverso è l’esito!

Quando spezzi il sacramento non temere, ma ricorda:
Cristo è tanto in ogni parte,
quanto nell’intero.

È diviso solo il segno
non si tocca la sostanza;
nulla è diminuito della sua persona.]

Ecco il pane degli angeli,
pane dei pellegrini
vero pane dei figli:
non dev’essere gettato.

Con i simboli è annunziato,
in Isacco dato a morte,
nell’agnello della Pasqua,
nella manna data ai padri.

Buon pastore, vero pane,
o Gesù, pietà di noi
nutrici e difendici,
portaci ai beni eterni
nella terra dei viventi.

Tu che tutto sai e puoi,
che ci nutri sulla terra,
conduci i tuoi fratelli
alla tavola del cielo
nella gioia dei tuoi santi.

CANTO AL VANGELO       Cf Ap 1,8

Alleluia, alleluia.

Io sono il pane vivo, disceso dal cielo, dice il Signore,
se uno mangia  di questo pane vivrà in eterno.

Alleluia.

 

VANGELO

La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.

Dal vangelo secondo  Giovanni                        Gv 6,51-58

In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

Allora i Giudei si misero  a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».

Gesù disse  loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.  Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.

Chi mangia la mia carne e beve il mio  sangue  rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello  che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».

Parola del Signore.

ORAZIONE SULLE OFFERTE

Concedi benigno alla tua Chiesa, o Padre,
i doni dell’unità e della pace,
misticamente significati
nelle offerte che ti presentiamo.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO DELLA SS. EUCARISTIA  I
L’Eucaristia memoriale del sacrificio di Cristo

V. Il Signore sia con voi.
R. E con il tuo spirito.

V. In alto i nostri cuori.
R. Sono rivolti al Signore.

V. Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio.
R. E’ cosa buona e giusta.

E’veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre e in ogni luogo
a te, Signore, Padre santo,
Dio onnipotente e misericordioso,
per Cristo nostro Signore.

Sacerdote vero ed eterno,
egli istituì il rito del sacrificio perenne;
a te per primo si offrì vittima di salvezza,
e comandò a noi di perpetuare l’offerta in sua memoria.

Il suo corpo per noi immolato
è nostro cibo e ci dà forza,
il suo sangue per noi versato
è la bevanda che ci redime da ogni colpa.

Per questo mistero del tuo amore,
uniti agli angeli e ai santi,
cantiamo con gioia
l’inno della tua lode:

Santo, Santo, Santo

PREFAZIO DELLA SS. EUCARISTIA  II
L’Eucaristia vincolo di unità e di perfezione

V. Il Signore sia con voi.
R. E con il tuo spirito.

V. In alto i nostri cuori.
R. Sono rivolti al Signore.

V. Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio.
R. E’ cosa buona e giusta.

E’ veramente cosa buona e giusta renderti grazie
e innalzare a te l’inno di benedizione e di lode,
Dio onnipotente ed eterno,
per Cristo nostro Signore.

Nell’ultima cena con i suoi Apostoli,
egli volle perpetuare nei secoli
il memoriale della sua passione
e si offrì a te, Agnello senza macchia,
lode perfetta e sacrificio a te gradito.

In questo grande mistero
tu nutri e santifichi i tuoi fedeli,
perché una sola fede illumini
e una sola carità riunisca l’umanità diffusa su tutta la terra.

E noi ci accostiamo a questo sacro convito,
perché l’effusione del tuo Spirito
ci trasformi a immagine della tua gloria.

Per questo mistero di salvezza
il cielo e la terra si uniscono in un cantico nuovo
di adorazione e di lode,
e noi con tutti gli angeli del cielo
proclamiamo senza fine la tua gloria:

Santo, Santo, Santo

ANTIFONA ALLA COMUNIONE

Dice il Signore:
«Chi mangia  la mia carne e beve il mio sangue,
rimane  in me e io in lui». Alleluia.                                                                 Gv 6,56

 

DOPO LA COMUNIONE

Donaci,  Signore, di godere pienamente
della tua vita divina nel convito eterno,
che ci hai fatto pregustare
in questo sacramento
del tuo Corpo e del tuo Sangue.

Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

 

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2. Introduzioni – 14 giugno 2020

14 giugno

SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO

Gesù, pane di vita

Nei giorni della sua Pasqua e alla viglia della passione e morte Gesù ha fatto agli apostoli il dono dell’Eucaristia. Questa solennità vuole dare importanza e visibilità anche pubblica ed esteriore a questo grande sacramento di cui abbiamo già fatto viva memoria il Giovedì santo. Allora il contesto è stato penitenziale, oggi è gioioso, com’è giusto che sia festeggiare il sacramento centrale della nostra vita di fede, l’anima di ogni fedele e di ogni comunità cristiana.

PRIMA LETTURA

Ti ha nutrito di un cibo, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto.

Gli israeliti nel deserto hanno provato asprezze e prove terribili, tentazione di tornare indietro, desolazione, fame e sete. Dio rende fertile il deserto e lo fa fiorire. L’acqua sgorga dalla roccia, la manna mantiene per 40 anni gli ebrei nel deserto. Ma l’acqua e la manna prefigurano un cibo più misterioso e prodigioso che donerà Gesù.

 Dal libro del Deuteronomio.                                                           Dt 8,2-3.14b-16a

 

SALMO RESPONSORIALE                                                                    Dal Salmo 147

Il salmista loda il Signore, che ha dato al popolo ebraico, simboleggiato nella città di Gerusalemme, il privilegio della pace, della sicurezza e la sua parola.

Rit. Loda il Signore, Gerusalemme.

 

SECONDA LETTURA

Poiché vi è un solo pane, noi siamo benché molti, un solo corpo.

Pochi versetti di Paolo ai Corinzi per ricordare che con l’Eucaristia noi mangiamo lo stesso pane per diventare un corpo solo. Diventiamo infatti «insieme» il corpo di Cristo che è la Chiesa.

 

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi.                                 1Cor 10,16-17

 

SEQUENZA

La sequenza è facoltativa e si può cantare o recitare anche nella formula breve, a cominciare dalla strofa: Ecco il pane degli angeli.

 

VANGELO

La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.

«Come può costui darci la sua carne da mangiare?», dicono gli increduli Giudei.
Ma Gesù è il vero pane di vita, pane disceso dal cielo, pane della vita eterna.

 

Dal vangelo secondo Giovanni.                                                              Gv 6,51-58


 

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3. Annunciare la Parola – 14 giugno 2020


14 giugno

SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO

Gesù, pane di vita


PER RIFLETTERE E MEDITARE

Fino a qualche anno fa in Italia la solennità del Corpo e Sangue di Cristo, il Corpus Domini, era vissuta di giovedì e l’interruzione del ritmo feriale di vita, il non andare a lavorare o a scuola, dava una visibilità diversa a questa giornata festiva. In ogni parrocchia si teneva una grande processione (ultimamente ripresa in molte comunità), con gli addobbi alle finestre, i canti suggestivi, la banda musicale. Ciò non toglie che dobbiamo dare anche oggi pieno significato festivo a questa presenza di Gesù tra noi nell’Eucaristia, non avendolo potuto fare nel contesto penitenziale della settimana santa

Pane disceso dal cielo

Nel testo di Giovanni le parole di Gesù sembrano esprimere l’incredibile. Gesù, che ha tolto la fame a migliaia di persone, ora parla di una vita divina che intende comunicare. A prendere le parole di Gesù sul serio, non in senso metaforico (vv. 53-58) c’è da impietrire per lo stupore! Gesù parla di vero cibo e di vera bevanda. Il verbo greco ha il significato del mangiare nel senso vero e proprio: ed è ciò che esprime il verbo tròghein. Anche il sangue è carico di profondi significati, poiché per gli ebrei nel sangue c’era la vita. Quanto alla parola carne (sarks) è ugualmente concreta ed è lo stesso termine usato nel prologo di Giovanni: il Verbo si è fatto sarks e venne ad abitare in mezzo a noi. Per mezzo dell’Eucaristia Gesù continua a incarnarsi per noi!

Diceva un ateo: «Se arriverò a credere che Dio si è fatto uomo, non avrò problemi a credere che si può fare pezzo di pane…».

Corpo e sangue di Gesù

Al pane oggi preferiamo i cracker, i grissini. Ma il simbolismo del pane rimane intatto. Ancora oggi pane significa vita di famiglia, cibo che nutre e che viene condiviso allo stesso tavolo. Dove manca il pane, manca l’essenziale. Per questo Gesù ha scelto proprio il pane per rimanere tra noi. E ha detto: «Prendete e mangiate… Prendete e bevete…». Se avesse voluto soltanto essere onorato, adorato, avrebbe scelto una pietra o qualche altra cosa, magari preziosa, ma non commestibile. Ha detto «mangiate, bevete» e nella nostra bocca il pane diventa cibo, alimento, forza; il vino si fonde con il nostro sangue e porta vita. Gesù vuole essere mangiato: per questo i primi cristiani furono accusati goffamente di fare dei riti strani.

L’Eucaristia fa riferimento alla Pasqua annuale degli ebrei. Ogni anno i nuclei familiari facevano memoria dei prodigi di Dio. Il più anziano si vestiva da viandante, a ricordo della drammatica traversata nel deserto e raccontava ai più giovani la vicenda del passaggio del Mar Rosso. Si rinnovava l’alleanza spezzando il pane azzimo, offrendo il calice, consumando le erbe amare…

L’Eucaristia per noi oggi è tutto questo, ma è soprattutto la Pasqua di Gesù, la sua passione, morte e risurrezione. Così l’hanno vissuta i primi cristiani, che hanno ripetuto questa cena non una volta all’anno, ma ogni domenica, nel giorno della risurrezione, il primo giorno della settimana.

Alla base della nostra spiritualità

«Prendete questo corpo, vuol dire: fate vostro questo mio modo di stare nel mondo» (Ermes Ronchi). Nell’Eucaristia Gesù dona una sintesi della sua vita, che è stata donazione e servizio. La Chiesa, attraverso gli apostoli e gli evangelisti ci ha trasmesso nei Vangeli le sue parole, il racconto dei suoi giorni.

Ma nell’Eucaristia Gesù ci ha lasciato semplicemente e realmente se stesso, un’intimità inaudita con lui, con la Trinità. Nell’Eucaristia Gesù è il Dio «per noi, in noi, con noi…». Nasce di qui un genuino e profondo cammino di spiritualità. Infatti ogni volta che celebriamo l’Eucaristia trovano espressione e facciamo nostri i significati collegati a questo sacramento. Offrendo noi stessi, la nostra vita.

Nel momento dell’offertorio, nel calice aggiungiamo ogni volta alcune gocce d’acqua, che la tradizione ascetica interpreta come una partecipazione personale all’offerta di Gesù. Dice il sacerdote in quel momento: «L’acqua unita al vino sia il segno della nostra unione con la vita divina di Colui che ha voluto assumere la nostra condizione umana».

Ma noi dovremmo sentirci coinvolti come singoli e come comunità anche al momento della consacrazione, in cui viene attualizzato e riproposto il gesto di Gesù dell’ultima cena. Noi siamo la Chiesa che oggi si offre al mondo, come ha fatto Gesù. Anche noi dovremmo dire: «Questo è il mio corpo che è dato per voi».

Infine la nostra spiritualità esprime se stessa in modo specialissimo al momento della comunione, quando ci incontriamo personalmente con il mistero del corpo di Gesù. Al sacerdote, al diacono o al ministro straordinario dell’Eucaristia che ci offre il pane dicendo: «Il corpo di Cristo», noi rispondiamo: «Amen!». E questo «Amen!» riassume tutta la nostra fede, tutto il nostro condividere i piani di Dio su di noi e sull’umanità.

UN FATTO – UNA TESTIMONIANZA

Come si deve ricevere l’Eucaristia secondo san Cirillo: «Quando ti avvicini, non venire avanti stendendo le palme delle mani, né con le dita aperte, ma fa’ della tua mano sinistra un trono per la tua destra, perché questa deve ricevere il re. Nel cavo della tua mano ricevi il corpo di Cristo, dicendo: “Amen!”».

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5. Perdono e Preghiere dei Fedeli – 14 giugno 2020

14 giugno

SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO

Gesù, pane di vita


RICHIESTA DI PERDONO

    • Signore Gesù, vero pane per la nostra fame di verità e di amore, abbi pietà di noi.
    • Cristo, bevanda che ci disseta nei deserti del nostro mondo, abbi pietà di noi.
    • Signore Gesù, nostra Pasqua, che ci liberi dalla schiavitù del peccato, abbi pietà di noi.

PREGHIERE DEI FEDELI

Celebrante. Fratelli e sorelle carissimi, Gesù è rimasto tra noi con il suo vero corpo e con il suo sangue. Innalziamo la nostra preghiera affinché per questo grande mistero scendano sulla Chiesa e sull’umanità i doni della fraternità e della concordia. Preghiamo insieme e diciamo:

Signore Gesù, ascolta la nostra preghiera.

  • Per il papa, per i vescovi, i sacerdoti e i diaconi affinché siano sostenuti dall’Eucaristia quotidiana nella loro missione di evangelizzazione e di testimonianza. Preghiamo.
  • Per i responsabili delle nazioni e gli organismi internazionali, affinché promuovano ovunque i doni della pace e del bene comune, preghiamo.
  • Per le nostre famiglie, per le famiglie in difficoltà, perché con il sostegno dell’Eucaristia, trovino la forza di superare ogni prova, preghiamo.
  • Per ciascuno di noi, il Signore Gesù, pane spezzato e sangue versato, ci faccia morire e risorgere con lui alla vita nuova, preghiamo.

Celebrante. O Padre, che nel corpo e sangue del tuo Figlio, attraverso lo Spirito Santo, hai posto la sorgente della nostra vita personale e comunitaria, fa’ che guardando a lui diventiamo testimoni credibili tra i nostri fratelli. Per Cristo nostro Signore.

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6. Vignetta di RobiHood – 14 giugno 2020

14 giugno

SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO

Gesù, pane di vita

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

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1. Letture e orazioni – 7 giugno 2020

7 giugno

SANTISSIMA TRINITÀ                  

IL NOSTRO DIO È COMUNIONE

 

ANTIFONA D’INIZIO

Sia benedetto Dio Padre,
e l’unigenito Figlio di Dio, e lo Spirito Santo:
perché grande è il suo amore per noi.

COLLETTA

O Dio Padre, che hai mandato nel mondo il tuo Figlio, Parola di verità,
e lo Spirito santificatore
per rivelare agli uomini il mistero della tua vita,
fa’ che nella professione della vera fede riconosciamo la gloria della Trinità
e adoriamo l’unico Dio in tre persone. Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Oppure:

Padre, fedele e misericordioso,
che ci hai rivelato il mistero della tua vita
donandoci il Figlio unigenito e lo Spirito di amore,
sostieni la nostra fede
e ispiraci sentimenti di pace e di speranza,
perché riuniti nella comunione della tua Chiesa
benediciamo il tuo nome glorioso e santo.

Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA

Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso.

Dal libro dell’Esodo         Es 34,4b-6.8-9

In quei giorni, Mosè si alzò di buon mattino e salì sul monte Sinai, come il Signore gli aveva comandato, con le due tavole di pietra in mano.
Allora il Signore scese nella nube, si fermò là presso di lui e proclamò il nome del Signore. Il Signore passò davanti a lui, proclamando: «Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà».
Mosè si curvò in fretta fino a terra e si prostrò. Disse: «Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, Signore, che il Signore cammini in mezzo a noi. Sì, è un popolo di dura cervìce, ma tu perdona la nostra colpa e il nostro peccato: fa’ di noi la tua eredità».

Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE                           Dn 3,52-56

A te la lode e la gloria nei secoli.

Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri.
Benedetto il tuo nome glorioso e santo.
Benedetto sei tu nel tuo tempio santo, glorioso.
Benedetto sei tu sul trono del tuo regno.

Benedetto sei tu che penetri
con lo sguardo gli abissi e siedi sui cherubini.
Benedetto sei tu nel firmamento del cielo.

 

SECONDA LETTURA

La grazia di Gesù Cristo, l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo.

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi                                              2 Cor 13,1 -13

Fratelli, siate gioiosi, tendete alla perfezione, fatevi coraggio a vicenda, abbiate gli stessi sentimenti, vivete in pace e il Dio dell’amore e della pace sarà con voi.
Salutatevi a vicenda con il bacio santo. Tutti i santi vi salutano. La grazia del Signore Gesù Cristo, l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi.

Parola di Dio.

 

CANTO AL VANGELO       Cf Ap 1,8

Alleluia, alleluia.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo, a Dio, che è, che era e che viene.

Alleluia.

 

VANGELO

Dio ha mandato il Figlio suo perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.

Dal vangelo secondo Giovanni    Gv 3,16-18

In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio».

Parola del Signore.

ORAZIONE SULLE OFFERTE

Invochiamo il tuo nome, Signore, su questi doni che ti presentiamo:
consacrali con la tua potenza
e trasforma tutti noi in sacrificio perenne a te gradito.

Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO

Il mistero di Dio uno e trino

Il Signore sia con voi. E con il tuo spirito.
In alto i nostri cuori. Sono rivolti al Signore.
Rendiamo grazie al Signore, nostro  Dio.
È cosa buona e giusta.

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre e in ogni luogo a te,
Signore, Padre santo,
Dio onnipotente ed eterno.

Con il tuo unico Figlio e con lo Spirito Santo
sei un solo Dio, un solo Signore,
non nell’unità di una sola persona,
ma nella Trinità di una sola sostanza.
Quanto hai rivelato della tua gloria, noi lo crediamo,
e con la stessa fede, senza differenze,
lo affermiamo del tuo Figlio e dello Spirito Santo.

E nel proclamare te Dio vero ed eterno,
noi adoriamo la Trinità delle Persone, l’unità della natura,
l’uguaglianza nella maestà divina.

Gli Angeli e gli Arcangeli,
i Cherubini e i Serafini,
non cessano di esaltarti
uniti nella stessa lode:

Santo, Santo, Santo…

ANTIFONA ALLA COMUNIONE

Voi siete figli di Dio:
egli ha mandato nei vostri cuori
lo Spirito del Figlio suo,
che grida «Abbà, Padre».              Gal 4,6

Oppure:

Dio ha tanto amato il mondo da donare il suo unico Figlio,
perché chiunque crede in lui non perisca,
ma abbia la vita eterna. Gv 3,16

 

DOPO LA COMUNIONE

Signore Dio nostro,
la comunione al tuo sacramento,
e la professione della nostra fede in te,
unico Dio in tre persone,
ci sia pegno di salvezza dell’anima e del corpo.

Per Cristo nostro Signore.

 

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2. Introduzioni – 7 giugno 2020

7 giugno

SANTISSIMA TRINITÀ

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo

La Trinità è una verità di fede tra le più difficili da comprendere, insieme a quella dell’incarnazione del Figlio di Dio. Ma questo mistero è alla base della nostra fede, perché il nostro Dio è così: Padre, Figlio e Spirito Santo, come ci è stato rivelato da Gesù, che facendosi uomo ci ha mostrato l’amore del Padre e ci ha rivelato lo Spirito Santo. Si tratta di realtà che superano la nostra immaginazione, ma che sono di una ricchezza infinita.

PRIMA LETTURA

Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso. 

Mosè sale sul monte Sinai per incontrarsi con Dio, ricevere la legge e per chiedergli di essere il Dio del suo popolo. Jahvè si presenta pieno di misericordia e di pietà e Mosè gli chiede di perdonare la durezza del loro cuore e di camminare davanti a loro.

 Dal libro dell’Esodo.                                                                           Es 34,4b-6.8-9

 

SALMO RESPONSORIALE                                                                 Daniele 3,52-56

Il profeta Daniele riconosce la grandezza del Signore e gli rende lode per tutto ciò che Dio è e per quello che ha fatto.

Rit. A te la lode e la gloria nei secoli.

 

SECONDA LETTURA

La grazia di Gesù Cristo, l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo.

Paolo saluta cristianamente i Corinzi, nel nome del Signore Gesù, nel nome di Dio che è Padre e nella comunione dello Spirito Santo. E li invita al coraggio, all’unità, alla fraternità: «Salutatevi con il bacio santo», dice loro.

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi.                   2Cor 13,11-13

 

VANGELO

Dio ha mandato il Figlio suo perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.

Gesù è il Figlio di Dio e il Padre lo ha inviato tra noi per salvarci e perché nulla vada perduto. È l’ardita rivelazione di Gesù a Nicodemo nel loro colloquio notturno. Il Figlio non è venuto nel mondo per condannarlo, ma per salvarlo.

Dal vangelo secondo Giovanni.                                                               Gv 3,16-18


 

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3. Annunciare la Parola – 7 giugno 2020


7 Giugno

SANTISSIMA TRINITÀ

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo

 


PER RIFLETTERE E MEDITARE

Alla Trinità sono dedicate tutte le domeniche, ma ben venga questa domenica speciale che intende affrontare una delle verità teologiche e spirituali più importanti per ogni cristiano. Certo, si tratta di una verità teologica difficile, si direbbe per addetti ai lavori, e che sembrerebbe avere poco riferimento alla nostra vita quotidiana. Ma non è così, perché poche realtà come il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo entrano in gioco nella nostra vita di fede: il Padre che ci ha creati, il Figlio Gesù che ci ha redenti, lo Spirito Santo che ci accompagna nel nostro cammino e in quello della Chiesa.

L’esistenza di Dio

Una delle più forti aspirazioni dell’umanità è conoscere Dio. In ogni tempo l’umanità ha cercato di esprimere in qualche modo la propria idea di Dio. Magari in un elemento naturale importante, come il sole o la luna, oppure in un animale speciale, o ancora attraverso donne e uomini immaginari e simbolici a cui si riferiva soprattutto il mondo religioso dei greci e dei romani, figure che erano praticamente caricature di divinità.

Il cristiano sa bene che una prima rivelazione dell’esistenza e della grandezza di Dio è la creazione, perché tutto ci parla di lui. Osservando l’esistente con la nostra intelligenza, il mondo nella sua immensa vastità e l’infinita piccolezza del microcosmo, dovrebbe sorgere un immediato riferimento a Dio. Tutto ciò che esiste non si spiega da solo: qualcuno ha programmato il computer della nostra vita, deve esistere un Creatore che sostiene ogni cosa. Se c’è un giardino pieno di fiori coloratissimi e ben coltivati, c’è sicuramente un giardiniere che lo cura. «È logico servirsi di un orologio, negando nello stesso tempo l’esistenza dell’orologiaio?», diceva Voltaire, che se la prende addirittura con gli atei e indica loro il cielo pieno di stelle. Ma lo diceva anche Newton: «Questo meraviglioso ordine che scorgiamo nel cielo non può che essere opera di un Essere onnipotente e onnisciente».

È piuttosto l’ateo a credere in molte cose inspiegabili: crede nella casa, ma non nell’architetto; crede nel quadro, ma non nel pittore; crede nel figlio, ma non in chi lo ha messo al mondo.

Gesù si manifesta a Nicodemo

Il Vangelo di questa domenica riporta una parte del dialogo notturno intercorso tra Gesù e Nicodemo, un fariseo autorevole, membro del sinedrio, che ha chiesto di incontrarsi con Gesù di notte. E Gesù non si è negato.

Con il tempo, chissà per quali altre vicende, Nicodemo si schiererà dalla par­te di Gesù fino a difenderlo pubblicamente tra i suoi colleghi (Gv 7,50-51), e al momento della deposizione dalla croce di Gesù, sarà lui insieme a Giuseppe d’Arimatea a occuparsi della sua sepoltura, uscendo allo scoperto, se non addirittura manifestandosi come suo seguace, mettendo a disposizione ben trenta chili di una mistura di mirra e aloe (Gv 19,39).

Nicodemo fa fatica a capire ciò che gli dice Gesù, che gli prospetta subito un profondo cambiamento di vita, una vera rinascita «dall’alto». Ma è solo così che potrà comprendere e vivere fino in fondo ciò che Gesù gli rivela e propone. E poi gli parla di sé come del messia atteso e annunciato, inviato dal Padre: «Dio ha tanto amato il mondo», dice, e il suo amore si è fatto persona umana, si è reso visibile nel Figlio di Dio. È così che il Padre rivela il suo amore e i suoi progetti sull’umanità.

Gesù in qualche misura addirittura anticipa a Nicodemo la rivelazione dello Spirito Santo. Gli dice infatti: «Se uno non nasce da acqua e da Spirito non può entrare nel regno di Dio» (Gv 3,5).

Gesù rivela la Trinità

Papa Benedetto ha detto, confermando le parole di Gesù a Nicodemo: «Per noi Dio non è un’ipotesi distante, non è uno sconosciuto che si è ritirato dopo il “big bang”. Dio si è mostrato in Gesù Cristo. Nel volto di Gesù Cristo vediamo il volto di Dio. Nelle sue parole sentiamo Dio stesso parlare con noi».

La creazione infatti, che pure è una prima rivelazione di Dio, lo è in modo imperfetto. La vera rivelazione di Dio è il Figlio Gesù, che manifesta nei confronti di tutti quelli che incontra un’apertura e un amore senza misura. Egli accoglie e perdona, guarisce e piange con chi soffre, è solidale con ogni persona in difficoltà.

Gesù nel suo amore vissuto, nella comunione cercata e costruita testimonia l’amore di comunione strettissimo tra le tre persone della Trinità. Un amore che non è chiuso in se stesso, ma che si è donato. Così l’amore di Gesù per gli apostoli e per noi non deve rimanere chiuso in noi come un tesoro personalissimo. Lo dice semplificando san Paolo, che come abbiamo letto nella seconda lettura invita all’amore i nuovi cristiani dicendo: «Salutatevi a vicenda con il bacio santo». Il mistero d’amore della Trinità sta a fondamento della comunione nella Chiesa e tra gli uomini. È l’amore di Dio che spinge i cristiani a non dividersi, ma a vivere «un cuor solo e un’anima sola», diventando anch’essi testimoni, rivelazione delle tre persone divine, della Trinità.

QUEL SEGNO DI CROCE

Giocatori e atleti che prima di scendere in campo si segnano senza pudore davanti a migliaia e milioni di spettatori allo stadio e alla televisione. Che cosa fanno? Sono diventati improvvisamente uomini religiosi? O la loro è solo scaramanzia? O addirittura superstizione? Oppure è un atto di fede implicito in quella che è la più chiara e semplice manifestazione della Trinità? Perché il segno di croce è riferimento a Gesù nel momento del suo supremo atto di amore, ma ci si segna precisamente nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. C’è qualcosa di più esplicito? Forse il loro, c’è da sperarlo, è davvero espressione di un barlume di fede in Qualcuno o in qualcosa di superiore…

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5. Perdono e Preghiere dei Fedeli – 7 giugno2020

7 giugno

SANTISSIMA TRINITÀ

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo


RICHIESTA DI PERDONO

    • Signore Gesù, che nascendo da Maria Vergine ti sei fatto nostro fratello, abbi pietà di noi.
    • Cristo Signore, che passando in mezzo a noi hai rivelato il Padre, abbi pietà di noi.
    • Signore Gesù, che con il dono dello Spirito Santo ci hai resi testimoni della tua salvezza, abbi pietà di noi.

PREGHIERA UNIVERSALE

Celebrante. Fratelli e sorelle carissimi, come figli di Dio, guidati dal suo Spirito, innalziamo la nostra preghiera per mezzo di Gesù, nostro fratello. Preghiamo insieme e diciamo:

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo.

  • Perché nella Chiesa ci siano sempre uomini e donne che, come gli apostoli, siano capaci di donarsi totalmente all’annuncio del Vangelo, preghiamo.
  • Perché le nostre comunità parrocchiali siano fraternamente unite, a imitazione dell’amore che lega il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, preghiamo.
  • Perché le autorità politiche e civili realizzino comunità civili in cui ognuno sia accolto, accompagnato e aiutato, preghiamo.
  • Perché ciascuno di noi ovunque si senta chiamato a rendere presente con la sua testimonianza il Signore della vita, preghiamo.

Celebrante. Padre d’infinita bontà, che ci chiami a condividere la tua gloria, accompagnaci con il tuo Spirito, affinché viviamo sempre il Vangelo del tuo Figlio, che vive e regna nei secoli dei secoli.

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6. Vignetta di RobiHood – 7 giugno 2020

7 giugno

SANTISSIMA TRINITÀ

Gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco