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4. Parola da Vivere – 30 agosto 2020

30 agosto
22ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

«SEGUIRE CRISTO»

COMMENTO

Gesù, riconosciuto come Messia da Pietro, portavoce degli apostoli, gli ha detto che in lui ha parlato il Padre stesso. Ma la tentazione di pensare il Messia come vincitore e restauratore del grande regno di Davide è presente e permanente  nei discepoli. Gesù allora inizia la sua catechesi per aiutare i suoi amici a vedere il vero volto del Messia: rifiutato, crocifisso, ma risorto il terzo giorno. I cristiani di tutti i tempi devono scontrarsi con lo scandalo della morte di Gesù. E l’evangelista Matteo si preoccupa di «evangelizzare» correttamente i cristiani ex- israeliti perché devono lasciare l’idea del Messia trionfatore sui nemici di questo mondo e accogliere la realtà del Figlio di Dio che offre la sua vita per salvare l’umanità, secondo il progetto di amore del Padre.

Pietro allora qui rappresenta non solo gli apostoli, ma i cristiani di tutti i tempi. Sono passati pochi «minuti» dalla ispirazione divina e Pietro, convinto di dire una cosa sacrosanta, viene apostrofato come «satana». Non è più il Padre ad ispirarlo, ma l’avversario, che lo porta a ragionare secondo i criteri della potenza di questo mondo. E quanti sono i cristiani che nella storia hanno rimproverato Gesù Cristo di non esercitare la sua potenza per convertire il mondo intero, debellare i mal- vagi e offrire ai suoi fedeli una vita senza problemi troppo grossi?

Così Matteo allarga il discorso e fa dire a Gesù che non lui soltanto attraverserà la persecuzione e la morte, ma tutti coloro che decidono di seguirlo. La croce è bagaglio normale per tutti e va abbracciata (non va cercata… arriva). L’alternativa è una sola: chi accoglie la croce e la porta dietro a Gesù, salva la propria vita in eterno, chi la rifiuta, può anche conquistare il mondo intero, ma perderà  se stesso e la vita eterna.

Gesù indica a Pietro e a noi una scelta di umiltà, che è verità: «Va’ dietro a me…», significa: «non puoi starmi davanti; non venirmi a portare la mentalità di chi vuol vincere con la forza; metti i piedi sulle mie orme. E allora, come io davanti alla croce, anche se ho provato paura, mi sono messo completamente nelle mani di mio Padre, così anche tu, nel momento della tua croce, anche se non vedi chiaro, anche se non stai capendo perché, anche se ti sembra che tutto sia perduto, affidati al Padre e vedrai la risurrezione e la vita».

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

1. Frequentando la parola di Dio, possiamo subire la tentazione dell’orgoglio spirituale, sentirci «ispirati» e adattare l’insegnamento di Gesù alle nostre vedute. Proprio come Pietro, che ha preteso di spiegare a Gesù il progetto di Dio.

2. «Va’ dietro a me…». Quante volte abbiamo avuto la pretesa di stare davanti a Gesù, di indicare a lui cos’era buono per noi. Se vogliamo essere noi a tracciare il cammino della salvezza, presto ci ritroveremo fuori strada e da soli.

3. «Quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita?». Sicuramente noi non abbiamo l’ambizione di guadagnare «il mondo intero», però basta mettere i nostri piaceri o interessi davanti al Vangelo, per perdere tutto.

4. «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso…». Può dare fastidio la parola «rinneghi», ma significa semplicemente: «non pensi a se stesso», cioè, «non metta se stesso davanti agli altri e davanti a Dio». È il superamento dell’egocentrismo che facilmente diventa egoismo e rifiuto di Dioi

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

Mettiamo in pratica una parola di Gesù che ultimamente abbiamo messo da parte.


Tratto da: Messale delle domeniche e delle feste – Elledici – 2017

 

 

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5. Perdono e Preghiere dei Fedeli – 30 agosto 2020

30 agosto
22ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

La croce di Cristo e la nostra

RICHIESTA DI PERDONO

  • Signore Gesù, innalzato da terra per attirarci a te, abbi pietà di noi.

  • Cristo, fedele al Padre, fino alla morte e alla morte di croce, abbi pietà di noi.

  • Signore Gesù, che ci sottoponi al giudizio del tuo amore, abbi pietà di noi.

PREGHIERA UNIVERSALE

Celebrante. Fratelli e sorelle carissimi, essere cristiani significa seguire Cristo fino in fondo, mettendo a disposizione la nostra persona, il nostro corpo, la nostra anima. Preghiamo insieme e diciamo:

La tua croce, Signore, è per noi salvezza.

  • Per la Chiesa: nella vita di ogni cristiano sappia mostrare il coraggio della testimonianza che non si arrende anche di fronte al rifiuto e alle difficoltà, preghiamo.

  • Per chi nel mondo è impegnato a creare un mondo nuovo di solidarietà e di pace, affinché si senta sostenuto dall’esempio di Cristo in ogni sua scelta e attività, preghiamo.

  • Per la nostra comunità cristiana, perché animata dalla carità, non si fermi nel suo slancio apostolico a favore delle fasce più deboli del nostro territorio, preghiamo.

  • Per tutti noi, perché discepoli di Cristo, lo seguiamo nelle sue scelte di vita, come ha fatto la Vergine Maria, che ha accompagnato Gesù fino ai piedi della croce, preghiamo.

Celebrante. O Padre, riconosciamo con umile realismo di trovare difficile accogliere i momenti difficili della nostra vita. Ti chiediamo di accompagnarci nel nostro proposito di seguire Gesù tuo Figlio, che vive e regna nei secoli dei secoli.

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6. Vignetta di RobiHood – 30 agosto 2020

30 agosto
22ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

La croce di Cristo e la nostra

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

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1. Letture e orazioni – 23 agosto 2020

23 agosto

21ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

ANNO A

Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente

ANTIFONA

Tendi l’orecchio, Signore, rispondimi:
mio Dio, salva il tuo servo che confida in te:
abbi pietà di me, Signore;
tutto il giorno a te io levo il mio grido.      Sal 85,1-3

COLLETTA

O Dio, che unisci in un solo  volere le menti dei fedeli,
concedi al tuo popolo di amare ciò che comandi
e desiderare ciò che prometti,
perché fra le vicende del mondo
là siano fissi i nostri cuori dove è la vera gioia.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Oppure:

O Padre, fonte di sapienza,
che nell’umile testimonianza dell’apostolo Pietro
hai posto il fondamento della nostra fede,
dona a tutti gli uomini  la luce del tuo Spirito,
perché riconoscendo in Gesù di Nazaret
il Figlio del Dio vivente, diventino pietre vive
per l’edificazione della tua Chiesa.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA

Gli porrò sulla spalla la chiave della casa di Davide.

Dal libro del profeta Isaia                             Is 22,19-23

Così dice il Signore  a Sebna, maggiordomo del palazzo:
«Ti toglierò la carica, ti rovescerò dal tuo posto.
In quel giorno avverrà che io chiamerò il mio servo Eliakìm, figlio di Chelkìa;
lo rivestirò con la tua tunica, lo cingerò della tua cintura
e metterò il tuo potere nelle sue mani.
Sarà un padre per gli abitanti di Gerusalemme e per il casato di Giuda.
Gli porrò sulla spalla la chiave della casa di Davide: se egli apre, nessuno chiuderà; se egli chiude, nessuno potrà aprire.
Lo conficcherò  come un piolo  in luogo  solido e sarà un trono di gloria per la casa di suo padre».
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE    Sal 66 (67)

Signore, il tuo amore è per sempre.

Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore:
hai ascoltato le parole della mia bocca.
Non agli dèi, ma a te voglio cantare,
mi prostro verso il tuo tempio santo.

Rendo grazie al tuo nome
per il tuo amore e la tua fedeltà:
hai reso la tua promessa più grande del tuo nome.
Nel giorno in cui ti ho invocato, mi hai risposto,
hai accresciuto in me la forza.

Perché eccelso è il Signore, ma guarda verso l’umile;
il superbo invece lo riconosce da lontano.
Signore, il tuo amore è per sempre:
non abbandonare l’opera delle tue mani.

SECONDA LETTURA

Da lui, per mezzo di lui e per lui sono tutte le cose.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani     Rm 1 ,33-36

O profondità della ricchezza, della sapienza e della conoscenza di Dio!
Quanto  insondabili sono  i suoi giudizi  e inaccessibili le sue vie!
Infatti, chi mai ha conosciuto il pensiero del Signore? O chi mai è stato suo consigliere?
O chi gli ha dato qualcosa per primo tanto da riceverne il contraccambio?
Poiché da lui, per mezzo  di lui e per lui sono  tutte le cose.
A lui la gloria nei secoli.  Amen.
Parola di Dio.

ACCLAMAZIONE AL VANGELO       Cf Mt 4,23

Alleluia, alleluia.

Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa
e le potenze degli inferi non prevarranno  su di essa.

Alleluia.

VANGELO

Tu sei Pietro, e a te darò le chiavi del regno dei cieli.

Dal vangelo secondo Matteo                        Mt 16,13-20

In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono  Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno  dei profeti».
Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone,  figlio  di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio  che è nei cieli.  E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò  la mia Chiesa e le potenze  degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto  nei cieli».
Allora ordinò  ai discepoli di non  dire ad alcuno che egli era il Cristo.
Parola del Signore.

ORAZIONE SULLE OFFERTE

O Padre, che ti sei acquistato una moltitudine di figli
con l’unico e perfetto sacrificio del Cristo,
concedi sempre alla tua Chiesa
il dono  dell’unità e della pace.
Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE

Con il frutto delle tue opere sazi la terra, o Signore,
e trai dai campi il pane e il vino
che allietano il cuore dell’uomo.       Cf Sal 103,13-15

Oppure:

Dice il Signore:
«Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue
ha la vita eterna, e io lo risusciterò
nell’ultimo giorno».                                    Gv 6,55

Oppure:

«Voi, chi dite che io sia?».
«Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
    Mt 16,15-16

ORAZIONE DOPO LA COMUNIONE

Porta a compimento, Signore,
lopera redentrice della tua misericordia
e perché possiamo conformarci
in tutto alla tua volontà,
rendici forti e generosi nel tuo amore.
Per Cristo nostro Signore

 

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2. Introduzioni – 23 agosto 2020

23 agosto

21ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente

 Oggi il Vangelo di Marco ci mette di fronte a due domande che Gesù pone ai suoi apostoli presso Cesarea di Filippo, a nord della Galilea. Vuol sapere che cosa la gente pensa di lui, ma anche ciò che pensano di lui gli stessi apostoli. Le domande la Chiesa oggi le pone anche a noi, che viviamo altrove e a secoli di distanza. Chi è Gesù? Domanda importante ieri come oggi. Ed è una domanda che coinvolge ciascuno di noi nella sua storia personale.

 PRIMA LETTURA

Gli porrò sulla spalla la chiave della casa di Davide.     

Il profeta Isaia fa riferimento a una pagina della storia dei discendenti di Davide. Eliakim, figlio di Chelkia, viene nominato ministro della casa reale al posto dell’ambizioso Sebna. Eliakim sarà esattamente l’opposto di Sebna, perché è un uomo fedele, un «servo del Signore». Eliakim viene dunque cinto della cintura e gli viene consegnato il pieno potere, «la chiave di Davide». Il testo di Isaia è in questo caso un chiaro riferimento al testo del Vangelo e ai simboli usati da Gesù nei confronti di Pietro.

 Dal libro del profeta Isaia.                                                                                          Is 22,19-23

 SALMO RESPONSORIALE                                                               Dal Salmo 137 (138)

Il salmista si apre a una preghiera di lode e di ringraziamento verso il vero Dio e dichiara il rifiuto di altri dei. Dio risponde alle sue invocazioni: il suo amore è per sempre.

Rit. Signore, il tuo amore è per sempre.

SECONDA LETTURA

Da lui, per mezzo di lui e per lui sono tutte le cose.             

Paolo, consapevole della storia del suo popolo, è tutto preso dal desiderio della sua salvezza. Ma dopo tanto ragionare, mette tutto nella mani di Dio, e ne afferma con entusiasmo e meraviglia la sua grandezza e il suo modo unico e singolare di intervenire nella storia.

 Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani.                                                    Rm 11,33-36

 VANGELO

Tu sei Pietro, e a te darò le chiavi del regno dei cieli.                        

Nel brano di Matteo, Pietro si sbilancia e, illuminato da Dio, riconosce in Gesù non solo un grande personaggio della storia biblica, ma il messia atteso. E Gesù a sua volta dà a Pietro il potere delle chiavi, mettendolo a capo della Chiesa.

Dal vangelo secondo Matteo.                                                                                 Mt 16,13-20

 

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3. Annunciare la Parola – 23 agosto 2020


23 agosto
21ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente


PER RIFLETTERE E MEDITARE

Pietro ci è simpatico, perché ci assomiglia: è pronto e sincero, impulsivo e generoso, anche se si è dimostrato vigliacco durante la passione di Gesù, forse per paura o forse proprio per un momento di crisi nei confronti del Maestro. Come 15 giorni fa, quando chiese di camminare sulle acque insieme a Gesù, oggi si rende protagonista a nome degli altri apostoli e, ispirato dallo Spirito Santo, fa una aperta dichiarazione a favore della messianicità di Gesù.

Chi dite che io sia?

Gesù domanda agli apostoli: «Chi dice la gente che io sia?». Certo, non aveva bisogno di sapere che cosa pensava la gente di lui. Ma lo chiede agli apostoli intendendo prepararli alla scoperta della sua persona e della sua missione. Perché poi Gesù continua e chiede: «Ma voi, chi dite che io sia?». È a questo punto che la risposta di Pietro si fa sorprendente per la sua ispirata correttezza: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
Domande e risposte che ogni anno la Chiesa ripropone anche a noi. Pietro risponde sottolineando la grandezza di Gesù, e Gesù pone Pietro a fondamento della Chiesa.
Gli apostoli rispondono dapprima nominando Giovanni Battista, Elia, Geremia… tra i nomi più importanti che gli apostoli potessero fare. Ma poi con coraggio Pietro a nome di tutti riconosce nell’uomo Gesù il messia atteso, il Figlio di Dio, che li sta affascinando con la sua parola e i miracoli, ma che pure si presenta ai loro occhi in una sorprendente normalità.
Gesù, sorpreso dalla bella risposta di Pietro, a sua volta lo sorprende dandogli il potere delle chiavi. Un’autorità che verrà esercitata soprattutto quando Gesù non sarà più tra loro, quando esisterà la Chiesa e avrà bisogno di una pietra solida per continuare nel tempo la predicazione di Gesù.
Di fatto in ogni tempo ogni vescovo di Roma, come successore di Pietro, continua a offrire la stessa testimonianza, rafforzata dalla promessa di Gesù: «Le potenze degli inferi non prevarranno» (Mt 16,18).

 Fascino di Gesù

Gesù piace a tutti, ai vecchi e ai giovani. Tanti sono i film di successo su di lui, tanti i libri che ne studiano la sua persona. In ogni tempo qualcuno ha trovato da ridire sulla Chiesa, per i suoi interventi, per la sua organizzazione, nei suoi vertici, ma anche nelle singole parrocchie e comunità religiose. Ma verso Gesù, no. Anzi, sono a volte gli stessi «avversari», magari atei, a richiamarsi a lui per sottolineare e rafforzare le loro stesse contestazioni.
Ogni anno ritorna questo episodio evangelico (lo si trova anche il Marco (8,27-30, 24ª domenica dell’anno B) e in Luca (9,18-21, 12ª domenica dell’anno C). E ogni anno ci viene chiesto di rispondere alla domanda: «Chi è Gesù per la gente d’oggi?». E la nostra risposta non è molto diversa dalla prima risposta degli apostoli: Gesù anche oggi è considerato un uomo importante per la storia, per ciò che ha detto e fatto, per l’influenza che ha avuto attraverso il suo messaggio e la presenza della Chiesa che prolunga la sua missione.
Ma a noi in particolare oggi viene riproposta la domanda: «Ma per voi, chi sono io?». E non ci si può esimere dal rispondere. Chi non se la sente di rispondere ha già risposto in cuor suo ed entra nel numero dei molti indifferenti, di chi magari prega e viene anche a messa, ma non ha verso Gesù un rapporto vivo e vero.
Perché se Gesù, pur riconosciuto grande e importante, è uno dei tanti personaggi del passato, come Napoleone o Socrate, non ha più molto da dirci.
Se invece è il messia salvatore, il Figlio di Dio che si è incarnato, è inevitabile sentirci coinvolti e la sua parola ha per ciascuno di noi un valore assoluto, che profuma di eternità.

Il successore di Pietro

A partire da questo episodio, diventa inevitabile riconoscere per la Chiesa il riferimento specialissimo a Pietro e alla sua autorità e all’importanza di avere un centro di unità. Il trovarci uniti attorno alla sua persona dà una solida garanzia di stabilità alla comunità dei cattolici, così diversificata nella sua presenza e caratterizzata da culture e modi di vedere e di vivere spesso profondamente diversi.
Anche i nostri fratelli separati dovrebbero riconoscerne l’importanza, essi che dopo la separazione si sono divisi in tanti gruppi e chiese. A questo proposito Benedetto XI ha ricordato loro all’inizio del suo pontificato, che anche di fronte al problema dell’ecumenismo, nessuno può prescindere dal ruolo di Pietro. Non c’è Chiesa senza Pietro.
Ciò non vuol dire che il papato debba necessariamente mantenere in ogni tempo lo stesso stile di governo e non possa essere ripensato, così come ha riconosciuto lo stesso papa Giovanni Paolo II, che è arrivato a chiedere ai cristiani ortodossi e riformati un aiuto nella riflessione su una nuova modalità di esercizio del primato di Pietro. Ma la sua autorità, come dicevamo, è una grande garanzia di stabilità per la Chiesa, perché la vera pietra su cui si appoggia è Cristo stesso. Gli imperatori romani prima, Napoleone, Hitler e Stalin poi, si sono illusi di poter affermare che il papa che essi perseguitavano sarebbe stato l’ultimo della storia. In realtà oggi il papato è ancora lì, più fiorente che mai.

UN FATTO – UNA TESTIMONIANZA

Qualcuno chiede al brillante giornalista Beppe Severgnini, nella sua rubrica su Sette, supplemento del Corriere della Sera: «Se potessi intervistare un grande personaggio del passato, chi sarebbe e di che cosa vorresti parlare?». Risposta: «Gesù. Vorrei conoscere il Suo conciso giudizio sugli ultimi duemila anni». Quale risposta daremmo noi, se ci chiedessero: «Se lo potessi, che cosa chiederesti a Gesù?».

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4. Parola da Vivere – 23 agosto 2020

23 agosto
21ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

«MA VOI, CHI DITE CHE IO SIA?»

COMMENTO

Questo brano ha determinato molti avvenimenti nella storia della Chiesa: è alla base del primato di Pietro e la sua interpretazione ha creato divisioni nel passato, mentre oggi richiede di essere adattato alla vita e alle esigenze di tutte le Chiese e Confessioni cristiane.
Per noi è vangelo, che illumina la vita di ogni cristiano e di tutte le comunità, che si impegnano nella evangelizzazione e nella testimonianza della fede.
Al centro di questo brano c’è l’identità di Gesù. Finora la gente e gli apostoli si sono fatte domande  su di lui; ora è lui a prendere l’iniziativa e a fare domande  ai suoi discepoli.
Inizia dai «si dice». I tre profeti nominati sono passati attraverso la persecuzione e appartengono al passato. Gesù, invece, è presente e queste identificazioni, oltre a preannunciare in qualche modo la sua passione, non dico- no chi è Gesù. Così il Signore passa alla seconda domanda: inizia con un «ma voi», perché dai suoi si aspetta una risposta personale, diversa dalle precedenti e fondata sulla conoscenza diretta, che essi hanno acquisito dalle opere di Gesù, dal suo insegnamento e dalla vita in comune con lui. E siamo qui al centro della fede, perché essa non è adesione a una ideologia o a una morale, ma relazione diretta di amore fedele con la persona di Gesù.
La risposta di Pietro è una perfetta professione di fede cristiana, perché davvero Gesù è il Messia salvatore e il Figlio di Dio. Poco più avanti vedremo che il contenuto teologico e storico della messianicità affermata da Pietro avrà bisogno di qualche correzione, ma qui ciò che conta è la totale adesione personale del primo degli apostoli al Signore Gesù. È per questo che egli ufficialmente, chiamandolo anche con il nome del padre, lo dichiara prima beato e poi ispirato direttamente da Dio Padre. Ed è anche per questo che lo nomina suo vicario nella Chiesa, dotato del potere delle chiavi del regno dei cieli, il potere di legare e sciogliere, che è proprio del Messia.
Una riflessione ci richiede l’appellativo di «pietra». Nel Primo e nel Nuovo testamento la roccia è prima Dio e poi Gesù, la pietra angolare è Cristo, solo su di lui è fondata la Chiesa. E allora, in che senso Pietro è la pietra su cui Gesù «edifica la sua Chiesa»? Una risposta potrebbe essere la seguente: Pietro ha fatto per primo la sua professione di fede e ha aderito perfettamente a Gesù, per questo il Signore lo riconosce, in un certo qual modo, assimilato a sé e lo rende la prima pietra da costruzione della Chiesa. Dopo di lui ogni cristiano, grazie alla professione di fede battesimale, diventerà pietra per costruire la Chiesa. Nella sua prima lettera (2,4-6) Pietro si esprime con queste parole: «Avvicinandovi a lui, pietra viva, rifiutata dagli uomini ma scelta e preziosa davanti a Dio, quali pietre vive siete costruiti anche voi come edificio spirituale, per un sacerdozio santo e per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, mediante Gesù Cristo. Si legge infatti nella Scrittura: Ecco, io pongo in Sion una pietra d’angolo, scelta, preziosa, e chi crede in essa non resterà deluso (Is 28,16)». E dunque: Cristo è la roccia e la pietra angolare, Simon Pietro è la prima pietra di costruzione, perché scelto da Cri- sto e perfettamente assimilato a lui, tutti noi cristiani sia- mo pietre vive dell’edificio spirituale, che è la Chiesa.
Conseguenza naturale di questa investitura è che nessuna forza di male («le potenze degli inferi») potrà prevalere sulla Chiesa né potrà vanificare la sua missione.
Gesù ordina ai discepoli di non divulgare la sua identità, perché sul significato della sua messianicità saranno necessarie molte correzioni e il primo ad accorgersi di questo sarà proprio Simon Pietro, come vedremo domenica prossima.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

1. «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Oggi la cosa peggiore non è che la gente dica cose inesatte su Gesù, ma che non ne parli affatto. L’indifferenza è un nemico più difficile da affrontare. Non si tratta di spiegare chi sia Gesù, ma di risvegliare l’interesse per lui. Come?

2. «Ma voi, chi dite che io sia?» Gesù richiede una risposta personale e comunitaria. La fede nasce e cresce nella comunità cristiana, ma richiede una adesione personale, consapevole e forte. I luoghi, in cui questa adesione di fede si consolida, possono essere l’Eucaristia, la parola di Dio, il crocifisso.

3. «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». Non si possono dire queste parole solo con la lingua, è necessaria la vita, con le scelte fondamentali e quelle quoti- diane. Altrimenti restano parole vuote, che offrono una comoda giustificazione a coloro i quali di fronte a Gesù e al Vangelo restano indifferenti.

4. «Beato sei .., perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli… Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli». Il Padre ci rivela tutto ciò di cui abbiamo bisogno per la fede e la salvezza, bisogna farsi «piccoli» da- vanti a lui.

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

Una sera preghiamo,  rispondendo  a Gesù, che ci chiede: «Chi sono io per te?»


Tratto da: Messale delle domeniche e delle feste – Elledici – 2017

 

 

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5. Perdono e Preghiere dei Fedeli – 23 agosto 2020

23 agosto
21ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente

RICHIESTA DI PERDONO

  • Signore Gesù, che a Pietro pentito hai offerto il tuo perdono, abbi pietà di noi.

  • Cristo, che al buon ladrone hai aperto il paradiso, abbi pietà di noi.

  • Signore Gesù, che accogli con amore chi si affida alla tua misericordia, abbi pietà di noi.

PREGHIERA UNIVERSALE

Celebrante. Fratelli e sorelle carissimi, Gesù riconosce la verità delle parole pronunciate da Pietro e gli affida la sua Chiesa. Preghiamo perché il Vangelo di Gesù si diffonda e raggiunga tutti i popoli.

Tu sei il Cristo, il Figlio di Dio.

  • Per il successore di Pietro, vescovo di Roma e nostro Papa: confermalo nella fede e rendilo guida sicura per tutta la comunità dei cristiani sparsi nel mondo, preghiamo.

  • Per la Chiesa, affidata da Cristo a Pietro e agli apostoli: il Signore la renda salda nell’unità, riconoscendo sempre nel Cristo il suo punto di riferimento, preghiamo.

  • Per tutti i cristiani, affinché accolgano con cuore aperto e disponibile la parola del Papa e dei Vescovi, che Cristo ha reso suoi rappresentanti sulla terra, preghiamo.

  • Per tutti noi qui riuniti, pietre vive della nostra comunità e della Chiesa, impegnati a realizzare il progetto cristiano, affinché ci sentiamo sempre in comunione con il successore di Pietro, preghiamo.

Celebrante. O Padre, tu hai voluto la Chiesa fondata su Pietro e gli apostoli: aiutaci a sentirci pienamente coinvolti nella sua missione per la salvezza del mondo, per Cristo nostro Signore.

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6. Vignetta di RobiHood – 23 agosto 2020

23 agosto
21ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

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15 agosto 2020 Assunzione


15 agosto

ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA

La gloria della Madre di Dio

Con l’Assunzione la Vergine Maria è chiamata a condividere la sorte del Figlio. Anche lei viene pienamente glorificata anzitempo in corpo e anima e si trova nel mondo di Dio nella situazione di risorta. Maria anticipa la condizione a cui l’umanità è destinata a trovarsi al termine della storia in forza del suo essere Immacolata Madre di Dio, serva fedele e disponibile ai progetti di Dio su di sé e sul mondo.

RICHIESTA DI PERDONO

  • Signore Gesù, che nel ventre di Maria hai assunto la nostra carne, abbi pietà di noi.
  • Cristo Signore, che ai piedi della croce ci hai dato per madre Maria, abbi pietà di noi.
  • Signore Gesù, che in Maria ci mostri la meta finale della nostra esistenza, a fondamento della nostra speranza, abbi pietà di noi.

 MESSA VESPERTINA NELLA VIGILIA

PRIMA LETTURA

Introdussero dunque l’arca di Dio e la collocarono al centro della tenda che Davide aveva piantata per essa.

L’arca del Signore è il segno per eccellenza dell’alleanza di Jahvè con il suo popolo. Viene trasportata e collocata al centro della tenda attraverso una solenne processione. Maria, che si mette in viaggio verso Elisabetta, è anch’essa arca dell’alleanza, dal momento che porta nel suo ventre il Figlio di Dio.

Dal primo libro delle Cronache.                                         1Cr 15,3-4.15-16;16,1-2

Salmo responsoriale                                                                 Dal Salmo 131 (132)

Il salmista si inginocchia e rende grazie, perché il Signore, perché ha scelto di dimorare in mezzo al suo popolo.

Rit. Sorgi, Signore, tu e l’arca della tua potenza.

SECONDA LETTURA

Dio ci dà la vittoria per mezzo di Gesù Cristo.  

La risurrezione di Gesù è la vittoria definitiva sulla morte. Anche noi saremo coinvolti nella sua risurrezione e anche noi vinceremo la morte. Ma, dice san Paolo, dobbiamo vincere il peccato, e liberarci da ogni schiavitù, per vincere anche noi insieme a Gesù.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi.                  1Cor 15,54b-57

VANGELO

Beato il grembo che ti ha portato!

Chi ascolta Gesù è affascinato dalle sue parole. Ma Gesù in questo brevissimo brano sembra prendere le distanze dalla Madre. In realtà le sue parole sono un elogio aperto nei suoi confronti, perché sua Madre, lui lo sa meglio di ogni altro, ha ascoltato e osservato la parola di Dio.

 Dal vangelo secondo Luca.                                                                                     Lc 11,27-28

 

MESSA DEL GIORNO

 PRIMA LETTURA

Una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi.                           

Lo scontro grandioso tra una «donna vestita di sole» che partorisce un figlio e un enorme drago rosso è la visione simbolica della Chiesa, che compie tra i contrasti la sua missione universale. Ma è anche figura di Maria, che assunta in cielo, trasmette il suo messaggio di speranza: le forze del male sono sconfitte per intervento di Dio.

 Dal libro dell’Apocalisse.                                                        Ap 11,19a; 12,1-6a.10ab

 SALMO RESPONSORIALE                                                                   Dal Salmo 44 (45)

Questa parte del salmo 44 (45) si applica bene alla Vergine Maria, scelta da Dio per realizzare i suoi disegni di salvezza.

Rit. Risplende la regina, Signore, alla tua destra.

 SECONDA LETTURA

Cristo risorto è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo.                    

Cristo ha vinto la morte, egli che è primizia dei risorti, dice san Paolo. Per mezzo di lui la risurrezione raggiunge tutti gli uomini. Prima tra tutti Maria, assunta in cielo e presentata da Gesù al Padre nella luminosità della sua glorificazione.

 Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi.                                     1Cor 15,20-27a

VANGELO

Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente: ha innalzato gli umili.

Maria, che è incinta di Gesù, corre a soccorrere la parente Elisabetta, chiamata alla maternità in vecchiaia. Insieme ringraziano ed esultano per le meraviglie che il Signore ha fatto in loro. Maria è «benedetta fra le donne», perché in lei si compiono le promesse e con lei ha inizio il regno di Dio.

Dal vangelo secondo Luca.                                                                                          Lc 1,39-56

 

PER RIFLETTERE E MEDITARE

Nel pieno delle ferie estive, festeggiamo la Vergine Maria nella sua Assunzione. Recitiamo nel prefazio della solennità dell’Assunta: «Oggi la vergine Maria, madre di Cristo, tuo Figlio e nostro Signore, è stata assunta nella gloria del cielo. In lei, primizia e immagine della Chiesa, hai rivelato il compimento del mistero di salvezza e hai fatto risplendere per il tuo popolo, pellegrino sulla terra, un segno di consolazione e di sicura speranza. Tu non hai voluto che conoscesse la corruzione del sepolcro colei che ha generato il Signore della vita». In queste parole c’è tutto il contenuto di questa celebrazione, che riporta la sostanza del dogma proclamato il 1° novembre 1950 da Pio XII: «Dichiariamo e definiamo essere dogma da Dio rivelato che l’immacolata Madre di Dio sempre Vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo».

La piena glorificazione di Maria

Maria ci precede e condivide con il figlio Gesù la piena glorificazione nel mondo di Dio. Per Maria si parla di «gloria in anima e corpo». «Maria è la Madre del Signore, lo ha generato nella carne e dunque il suo corpo di donna è il primo che partecipa della gloria del Figlio. Il messaggio che oggi ci lascia il mistero dell’Assunta è che la redenzione cristiana è globale, accoglie la carne, che entra nel mistero di Dio» (Cettina Militello). Maria entra in una esistenza nuova e gloriosa, persa per sé e per noi dalla prima donna. Per questo Maria è anche la nuova Eva. La seconda antifona ai primi vespri dell’Assunta ci fa dire: «Una donna ha chiuso la porta del cielo, una donna l’apre per noi: Maria, madre del Signore».

Il suggestivo brano di Apocalisse 12 ai più giovani potrebbe sembrare una specie di gigantesco videogioco per la lotta tra il drago rosso, mostro a sette teste e dieci corna, e la donna misteriosa che difende il bambino. Nonostante la sua fragilità, questa madre riesce a sfuggire al dragone! L’Apocalisse è stata scritta venti secoli fa e il significato teologico è ben più profondo di un gioco elettronico. Si sa che nella pietà, nell’arte e nella liturgia, l’immagine di questa donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul capo una corona di dodici stelle, è una delle più frequenti e più amate icone mariane. Questa immagine ha offerto agli artisti di ogni tempo gli spunti più significativi per rappresentare la Madre di Gesù.

Apocalisse 12 rappresenta in realtà immediatamente il popolo messianico, la nuova comunità cristiana perseguitata. Ma probabilmente i vari elementi si fondono, perché la Chiesa delle origini, e lo stesso autore dell’Apocalisse, sapevano bene che il Cristo che ha dato origine alla comunità cristiana, a sua volta è nato dalla Vergine Maria. E questa donna nella sua simbologia non poteva non fare riferimento in qualche misura a colei che ha donato al mondo il Figlio di Dio.

L’incontro con Elisabetta

La giovane Maria intraprende un lungo e certamente faticoso viaggio per incontrare e servire Elisabetta, anche lei in attesa di diventare miracolosamente madre. È bello cogliere anzitutto in questo episodio lo zelo di Maria, il suo bisogno di fare immediatamente qualcosa per rendere operante la sua fede. Maria si ritrova la fede di chi si è incontrata con Dio e ha bisogno di uscire, di donarsi, è impaziente di comunicare la sua gioia. Ed è ciò che si verifica ogni volta che Dio entra in una vita. È questo il senso della «fretta» di Maria, la sua piena disponibilità. Così farà anche a Cana, dove avrà occhi attenti per cogliere come una madre premurosa una situazione di bisogno (Gv 2,1-12).

Anche per questo Maria si ferma tutto il tempo necessario, misurando il suo servizio col metro del bisogno di Elisabetta. È lo stesso atteggiamento del buon samaritano. «Maria ci ricorda che la missione del cristiano non comincia con il trasmettere un messaggio con le parole, ma andando incontro al prossimo con Gesù nel cuore» (Rowan Williams, primate anglicano).

L’atto di amore e di servizio compiuto da Maria in realtà non è l’unico significato possibile di questo episodio. C’è chi sottolinea soprattutto il bisogno di Maria di mettere a confronto la propria fede con quella di Elisabetta, essendo state entrambe visitate da Dio. Altri ancora ricordano che nel racconto di Luca la Vergine Maria appare come la nuova arca dell’alleanza che custodisce dentro di sé il Figlio di Dio. Arca che Davide fece rimanere per tre mesi nella casa di Obed-Edom (2Sam 6,11).

Per non parlare del Magnificat, che colloca Maria tra gli anawim, cioè tra i giusti che attendevano il messia. Questo inno, messo nella bocca di Maria, indica in quale considerazione lei si trovava nella Chiesa primitiva. Inno che anticipa le grandi scelte che farà il suo Figlio Gesù durante la vita pubblica.

Maria icona della Chiesa

Nella sua vita Maria ha esercitato un vero e proprio ministero materno di servizio nei confronti del figlio e degli uomini e delle donne con cui è vissuta. Un ministero confermato dai fatti, da Betlemme a Cana, dai piedi della croce al giorno della Pentecoste. Maria anticipa la Chiesa, vive da prima cristiana nella sua fede disponibile e nel suo servizio. Maria è la prima cellula di una nuova umanità.

Nel cuore dell’estate, mentre diamo al nostro corpo il giusto riposo, riflettiamo all’esperienza della giovane Maria ed entriamo anche noi in quell’atteggiamento di disponibilità che d’ora in poi ci renderà più attenti alle occasioni della vita.

UN FATTO – UNA TESTIMONIANZA

«L’icona evangelica di Maria che visita santa Elisabetta è per noi esemplare. La madre di Gesù – già in gravidanza – non antepone le sue fatiche al desiderio di essere presso la cugina. L’apertura generosa le permette di comprendere la propria identità, di intendere quanto le sta capitando, di leggere il senso della storia del suo popolo» (card. Dionigi Tettamanzi).

PREGHIERA UNIVERSALE

Celebrante. Fratelli e sorelle carissimi, guardando a Maria, in questa solennità, vogliamo non perdere la meta alla quale il Signore ci chiama e verso la quale anche noi siamo diretti. Preghiamo insieme e diciamo:

Santa Madre di Dio, prega per noi.

  • Per la Chiesa, accompagnata dalla fede di Maria, sappia sempre indicare a ogni uomo la metà finale della storia umana, la risurrezione dei figli di Dio, preghiamo.
  • Per il mondo e i suoi abitanti, affinché vedano in Maria la donna pienamente realizzata e che profeticamente guarda al futuro, preghiamo.
  • Per tutte le donne, perché trovino in Maria la certezza della loro piena dignità e il modello ideale da seguire, preghiamo.
  • Per la nostra comunità e per ciascuno di noi, perché nella vita di ogni giorno e nel servizio, possiamo specchiarci in Maria e nella sua amorosa maternità, preghiamo.

Celebrante. Con il Magnificat, Maria si è collocata tra gli umili, ma anche tra i prediletti di Dio: ti chiediamo, Padre, di accompagnarci ogni giorno nel nostro desiderio di imitarla nella fede e nel servizio. Per Cristo nostro Signore.