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4. Parola da Vivere – 24 gennaio 2021

24 gennaio

3ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Domenica della Parola di Dio

Pescatori di uomini

COMMENTO

La storia conosce tante guerre tra i popoli, originate o giustificate dalla religione. Anche il Primo Testamento le conosce e anche noi cristiani non ne siamo rimasti immuni. Il profeta Giona viene  progressivamente educato dal Signore, perché arrivi a comprendere che il Dio d’Israele è misericordioso e vuole salvare tutti i popoli. Gesù ci ha fatto conoscere che Dio è Padre misericordioso per tutti. Lui è salito sulla croce per ottenere la salvezza per tutti. L’umanità sta soffrendo la strumentalizzazione del nome di Dio per uccidere. I cristiani, proprio in questo tempo, sono chiamati a mostrare al mondo che il Signore ama tutti, rispetta la libertà di tutti e vuole salvare tutti.
L’attaccamento ai beni di questo mondo è la radice di tutti i contrasti e le guerre. San Paolo indica una strada di pace interiore e di armonia tra le persone e i popoli: riconoscere che i beni terreni passano e che tutti siamo chiamati alla vita eterna può aiutare persone, gruppi e popoli a trovare le strade della pace e della solidarietà.
Il vangelo porta la bella notizia della salvezza. L’arresto di Giovanni, per Marco, non è cronaca ma teologia: è il segno che è finita la sua missione e inizia quella di Gesù. Il modo con cui il Battista esce di scena è pure una chiara indicazione di come terminerà anche la missione di Gesù.
La predicazione di Gesù, dopo il battesimo al Giordano e le tentazioni nel deserto, inizia in Galilea. Con questo Marco sottolinea che il Vangelo è per tutti, anche per i pagani, presenti in Galilea e nei territori vicini. Infatti, le folle che seguono Gesù attorno al lago sono composte di ebrei e pagani.
Se il tempo è compiuto, vuol dire che l’attesa è finita, che colui che si attendeva è arrivato e così Dio ha mantenuto la sua promessa. Se il tempo è compiuto, vuol dire anche che non c’è tempo da perdere e bisogna decidere se credere e seguire Gesù o no, subito.
Il Regno di Dio si è fatto vicino, cioè è già presente, anche se non ancora compiuto; ma non è un territorio; invece, è un modo nuovo di esercitare la regalità, il modo proprio di Dio, che è molto diverso dal modo degli uomini; Gesù rappresenta proprio la regalità divina in azione: viene non per sottomettere gli uomini, ma per dare la propria vita per loro e salvarli.
«Convertitevi» è l’imperativo che dice l’assoluta necessità di cambiare modo di pensare e, di conseguenza, modo di agire e di vivere. È chiara la continuità con la predicazione del Battista, ma qui non è annunciato nessun castigo: la motivazione della conversione è positiva, è nella “vicinanza” del Regno, cioè di Gesù.
Inoltre, l’ultima frase, «credete nel Vangelo», offre la motivazione più forte per una vera conversione: ci è annunciata la bella notizia della vita nuova, quella che Gesù porta per tutti, è la salvezza. Il garante di questa bella notizia è Gesù stesso, anzi è proprio lui la bella novità che è entrata nel mondo, perché gli uomini diventino nuovi anch’essi.
La chiamata dei primi quattro discepoli avviene lontano da Gerusalemme, dal centro della vita religiosa degli Ebrei; i Galilei sono Ebrei di serie B. I quattro sono gente comune, pescatori, senza nessun titolo, culturalmente e religiosamente significativo, non ricchi, ma neanche in miseria. Marco attribuisce loro un solo titolo di merito: immediatamente lasciano tutto e seguono Gesù che li chiama. La promessa che Gesù fa è certamente legata alla loro professione e già annuncia la missione: «vi farò diventare pescatori di uomini». Ma la metafora è paradossale: infatti chi pesca i pesci li fa morire, gli apostoli invece pescheranno gli uomini per salvarli. È chiaro pure che per seguire Gesù bisogna lasciare qualcosa: i primi quattro apostoli lasciano lavoro e famiglia; Pietro in seguito dirà: «abbiamo lasciato tutto…».

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. «Il tempo è compiuto». La sindrome dell’immortalità ci tocca. Viviamo questa vita come se avessimo a disposizione l’eternità e, quando si avvicina la vecchiaia o una malattia seria, restiamo stupiti che tocchi proprio a noi. Oggi ci chiediamo se al tempo compiuto del Vangelo corrisponda una scelta “compiuta” di seguire Cristo e lasciare ciò che ci ostacola.
  2. «Il regno di Dio è vicino». Ci basta fare un passo e tocchiamo il Signore Gesù. Non dobbiamo andare lontano, né aspettare. Lui è qui. Ci chiediamo se crediamo davvero e se, in tutto ciò che facciamo e diciamo, è presente lui.
  3. «Convertitevi». Ma se siamo già battezzati, cresimati… ordinati…! Man mano che andiamo avanti nella vita spirituale, somigliamo a quegli scienziati che più sanno e più si accorgono che si allarga la loro ignoranza. Se seguiamo il Signore, sappiamo che non abbiamo finito di convertire i nostri pensieri, le nostre parole, azioni, sentimenti.
  4. «Credete nel Vangelo». La bella notizia è sempre nella prima pagina del nostro giornale. Perciò qualunque tristezza, per la presenza del male in noi, nelle persone che amiamo e frequentiamo, e nel mondo, non può durare a lungo.

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

Quando ci rendiamo conto che il Signore ci chiede di fare qualcosa di buono, facciamolo subito.


Tratto da: Messale delle domeniche e delle feste – Elledici – 2018

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5. Perdono e Preghiere dei Fedeli – 24 gennaio 2021

24 gennaio

3ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Domenica della Parola di Dio

Pescatori di uomini

RICHIESTA DI PERDONO

  • Signore Gesù, aiutaci a prendere sul serio la tua parola che ci invita a convertirci e a credere nel Vangelo. Abbi pietà di noi.
  • Cristo, tu vuoi che rispondiamo alla tua chiamata e ti seguiamo, abbi pietà di noi.
  • Signore Gesù, che ci chiami a costruire il regno di Dio, abbi pietà di noi.

PREGHIERA UNIVERSALE

Celebrante. Fratelli e sorelle carissimi, Gesù ci chiama alla conversione, a diventare costruttori del regno di Dio. Preghiamo perché la nostra risposta sia generosa come quella degli apostoli.

Convertici a te, Signore!

  • Per la Chiesa, perché risponda alla chiamata di Gesù e annunci con l’entusiasmo degli apostoli la buona notizia, preghiamo.
  • Per la nostra umanità ancora oppressa da guerre e divisioni, perché non manchino mai costruttori di giustizia e di pace, preghiamo.
  • Per le nostre famiglie, perché nei rapporti reciproci realizzino il messaggio d’amore e di fraternità che ci è giunto dalla parola di Gesù, preghiamo.
  • Per tutti noi, per chi vive nella povertà, nella malattia, nel disagio, perché costruiamo insieme una società più a misura d’uomo e solidale, preghiamo.

Celebrante. O Padre, che ci hai resi figli nel tuo Figlio Gesù, vieni in nostro aiuto affinché, come lui, possiamo diventare annunciatori e costruttori del tuo regno. Per Cristo nostro Signore.

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6. Vignetta di RobiHood – 24 gennaio 2021

24 gennaio

3ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Domenica della Parola di Dio

Pescatori di uomini

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

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2. Letture e introduzioni – 17 gennaio 2021

17 gennaio

2ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

«Venite e vedrete»

(Giornata mondiale del migrante e del rifugiato)

Inizia il Tempo ordinario. Anche quest’anno nella seconda domenica ci viene proposto un brano dell’apostolo Giovanni, che si è incontrato per primo con Gesù insieme ad Andrea. Essi passano con lui tutto un pomeriggio e ricorderanno per sempre quest’incontro. Erano le 16, cioè l’ora decima, l’ora della pienezza. È adesso, con questo invito, che Gesù dà inizio alla vita pubblica, coinvolgendo i primi apostoli.

PRIMA LETTURA

Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta.           

È la nota chiamata di Dio a Samuele, destinato a diventare profeta nel popolo di Israele. La voce di Dio era rara in quel tempo. Samuele riceve una chiamata personale e diventa ambasciatore di Dio.

 Dal primo libro di Samuele.                                                                             1Sam 3,3b-10.19

In quei giorni, Samuèle dormiva nel tempio del Signore, dove si trovava l’arca di Dio.
Allora il Signore chiamò: «Samuèle!» ed egli rispose: «Eccomi», poi corse da Eli e gli disse: «Mi hai chiamato, eccomi!». Egli rispose: «Non ti ho chiamato, torna a dormire!».
Tornò e si mise a dormire.
Ma il Signore chiamò di nuovo: «Samuèle!»; Samuèle si alzò e corse da Eli dicendo: «Mi hai chiamato, eccomi!». Ma quello rispose di nuovo: «Non ti ho chiamato, figlio mio, torna a dormire!». In realtà Samuèle fino allora non aveva ancora conosciuto il Signore, né gli era stata ancora rivelata la parola del Signore. Il Signore tornò a chiamare: «Samuèle!» per la terza volta; questi si alzò nuovamente e corse da Eli dicendo: «Mi hai chiamato, eccomi!».
Allora Eli comprese che il Signore chiamava il giovane. Eli disse a Samuèle: «Vattene a dormire e, se ti chiamerà, dirai: “Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta”».
Samuèle andò a dormire al suo posto.
Venne il Signore, stette accanto a lui e lo chiamò come le altre volte: «Samuèle, Samuèle!». Samuèle rispose subito: «Parla, perché il tuo servo ti ascolta».
Samuèle crebbe e il Signore fu con lui, né lasciò andare a vuoto una sola delle sue parole.

Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE                         Dal Salmo 39 (40)

Il salmista si mette interamente nelle mani del suo Dio, che lo ha chiamato e lo ha mandato ad annunciare la sua giustizia. Ma è Gesù che può più di ogni altro immedesimarsi con le parole di questo salmo.

Rit. Ecco, io vengo, Signore, per fare la tua volontà.

Ho sperato, ho sperato nel Signore,
ed egli su di me si è chinato,
ha dato ascolto al mio grido.

Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo,
una lode al nostro Dio.
Sacrificio e offerta non gradisci,
gli orecchi mi hai aperto,
non hai chiesto olocausto né sacrificio per il peccato.

Allora ho detto: «Ecco, io vengo».
«Nel rotolo del libro su di me è scritto
di fare la tua volontà:
mio Dio, questo io desidero;
la tua legge è nel mio intimo».

Ho annunciato la tua giustizia
nella grande assemblea;
vedi: non tengo chiuse le labbra,
Signore, tu lo sai.

SECONDA LETTURA

I vostri corpi sono membra di Cristo.               

Per cinque domeniche la Chiesa ci invita a leggere alcuni brani tratti dalla lettera ai Corinzi. In quegli anni Corinto era una grande e sviluppata città greca, città evoluta, ma anche disinvolta e problematica nei suoi comportamenti morali.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi.                        1Cor 6,13c-15a.17-20

Fratelli, il corpo non è per l’impurità, ma per il Signore, e il Signore è per il corpo. Dio, che ha risuscitato il Signore, risusciterà anche noi con la sua potenza. Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo? Chi si unisce al Signore forma con lui un solo spirito. State lontani dall’impurità! Qualsiasi peccato l’uomo commetta, è fuori del suo corpo; ma chi si dà all’impurità, pecca contro il proprio corpo. Non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo, che è in voi? Lo avete ricevuto da Dio e voi non appartenete a voi stessi. Infatti siete stati comprati a caro prezzo: glorificate dunque Dio nel vostro corpo!

Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO                               Gv 1,41.17b

Alleluia, alleluia.

«Abbiamo trovato il Messia»:
la grazia e la verità vennero per mezzo di lui.

Alleluia.

VANGELO

Videro dove dimorava e rimasero con lui.               

Giovanni Battista indica Gesù ad Andrea e Giovanni, due dei suoi discepoli, e li invita a seguirlo. I due entrano in dialogo con Gesù e passano l’intera giornata con lui. Giovanni ricorderà esattamente l’ora di questo primo incontro.  

Dal vangelo secondo Giovanni.                                                                       Gv 1,35-42

In quel tempo Giovanni stava con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù.
Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa maestro –, dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio. Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro.

Parola del Signore.

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3. Annunciare la Parola – 17 gennaio 2021


17 gennaio

2ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

«Venite e vedrete»

PER RIFLETTERE E MEDITARE

L’evangelista Giovanni racconta il primo contatto che lui e Andrea hanno avuto con Gesù. Un episodio che ha tutta l’apparenza di una vicenda normale di conoscenza e di amicizia, ma che rappresenta invece l’inizio della predicazione del regno di Dio e la chiamata dei primi apostoli. È il primo incontro pieno di fascino con Gesù dei due futuri apostoli.

 Andrea e Giovanni, i primi due

«Che cosa cercate?». Sono le prime parole che Gesù dice nel Vangelo. Sono parole impegnative e che riguardano anche ciascuno di noi. «Che cosa cercate?»: i due apostoli, finora discepoli del Battista, vogliono dare un senso pieno alla loro vita, che è orientata all’attesa del messia. «Venite e vedrete»: stare con Gesù in questa forma amichevole per tutto un pomeriggio è stato certamente per i due apostoli un’esperienza indimenticabile. Basterebbe molto di meno per innamorarsi definitivamente di Gesù.
«Dove dimori?», chiedono Giovanni e Andrea. E la domanda fa pensare al desiderio di conoscerlo meglio, ma forse anche al bisogno di essere rassicurati, prima di passare dalla sequela di Giovanni Battista a quella con Gesù. Vogliono rendersi conto di persona, avere una conoscenza diretta di questo nuovo maestro a cui il Battista li indirizza. «Venite e vedrete», risponde Gesù. E passeranno insieme l’intero pomeriggio. Giovanni potrà scrivere a distanza di anni: «Quello che era da principio, quello che noi abbiamo udito, quello che abbiamo veduto con i nostri occhi, quello che contemplammo e che le nostre mani toccarono del Verbo della vita – la vita infatti si manifestò, noi l’abbiamo veduta e di ciò diamo testimonianza –, quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunciamo anche a voi» (1Gv 1,1-3).

 Il passaparola

Giovanni Battista manda due dei suoi discepoli a incontrare Gesù. Lo presenta a loro come l’«Agnello di Dio». È un’immagine che Isaia ha attribuito molti secoli prima al messia. L’agnello è un animale mite, veniva sacrificato quotidianamente nel tempio ed era icona dell’agnello pasquale, quando gli ebrei erano fuggiti dall’Egitto. L’agnello nel giorno del Kippur liberava il popolo dai peccati.
Non è propriamente adesso che Giovanni e Andrea diventano apostoli al seguito di Gesù, ma è già l’inizio di una sequela. Gli apostoli appaiono disponibili e interessati. C’è curiosità attorno alla persona di Gesù. Ben presto li inviterà a lasciare tutto per stare con lui.
Chiamata, sequela, vita di comunità e missione sono le caratteristiche principali della vita cristiana. Tutto ciò si ricava già da questo racconto: c’è la freschezza del primo incontro, c’è il clima che si respira quando ci si incontra con Gesù.
Ma questi due si confidano con i loro amici. Andrea parla di Gesù al fratello Simone. Erano pescatori. Più tardi  lo presenterà a Gesù, che gli cambierà il nome in Pietro, per indicare la nuova vita a cui viene chiamato.

 La chiamata di Samuele

La prima lettura racconta la chiamata di Samuele. È un brano molto conosciuto ed è uno dei più presentati ai ragazzi del catechismo. Samuele viene presentato un po’ come il modello per ogni ragazzo ben fatto, pronto e disponibile.
Figlio di Anna, Samuele è nato per intervento speciale di Dio. Si manifesta sin da subito un ragazzo docile e obbediente e sarà un profeta che vivrà interamente a servizio di ciò per cui Jahvè lo ha scelto. Sarà profeta-giudice in Israele e durante la sua vita si aprirà un nuovo capitolo della storia di Israele. Saul, il primo re, verrà indicato e consacrato da Samuele, e Israele passerà dall’essere una popolazione tribale a una monarchia.
La chiamata di Samuele è singolare e in qualche modo paradigmatica di ogni chiamata. Jahvè gli si fa vicino e gli confida ciò che in un certo senso lo angustia e che Samuele sarà invitato a riparare: la gestione religiosa di Eli e il cattivo comportamento dei suoi figli. Quella di Samuele è chiaramente una chiamata per un compito, una missione.
Anche oggi, come al tempo di Samuele e di Gesù, ogni battezzato è chiamato.
Ha scritto un giovane a un periodico cattolico: «Da quando ho capito che Dio esiste, ho anche capito e deciso che l’unica cosa che potevo fare era vivere per lui».
Al convegno lombardo su Educare i giovani alla fede ha detto il cardinal Martini: «Se volessimo interrogare i discepoli chiedendo: Cercate di descriverci l’esperienza che si è mossa dentro di voi, penso che insisterebbero sull’esperienza dell’andare un po’ fuori di sé, un po’ fuori di senno, spiegandola come un innamorarsi di qualcuno, un essere irresistibilmente attratti da qualcuno». E non stupisce che chiunque abbia fatto questa esperienza forte, ne ricordi spesso anche il momento preciso, il giorno, l’ora.

UN FATTO – UNA TESTIMONIANZA

Un ragazzo ventenne, di nome Luigi Martin, si presentò al convento Grand Saint Bernard nelle Alpi francesi. Chiese al superiore di entrare nella congregazione. Il superiore, dopo aver conosciuto meglio il carattere e le capacità del ragazzo, disse: «Dovresti scegliere un’altra strada nella vita». Qualche anno più tardi, sempre in Francia, una giovane di nome Zelia Maria Guérin venne al convento delle Suore della Carità e chiese di poter entrare nella congregazione. Dopo un lungo colloquio la superiora, anche se aveva di fronte una ragazza buona e religiosa, le diede una risposta negativa: «II tuo posto non è qui. La tua vocazione è quella di mettere su una buona famiglia cristiana». Passò qualche anno. Luigi, che non era stato ammesso alla congregazione, conobbe Zelia Maria, s’innamorò di lei e la sposò. Ebbero cinque figlie che educarono con cura. Tutte e cinque divennero brave suore, e una anche santa: Teresa di Gesù Bambino. Anche Luigi e Zelia Maria sono stati proclamati santi nel 2015 da papa Francesco.

18-25 GENNAIO: SETTIMANA DI PREGHIERA PER L’UNITÀ DEI CRISTIANI

Giovanni XXIII ai parroci di Roma (febbraio 1959): «Noi non cercheremo di sapere chi ha avuto torto, non cercheremo di sapere chi ha avuto ragione, diremo solamente: riconciliamoci!».
«Alcuni affermano: dato che da secoli siamo separati, ci vorranno secoli perché si realizzi l’unità in una sola chiesa. Ma possiamo dire di vivere il vangelo ritardando così l’unità della comunità dei battezzati? Noi siamo le vittime di un divorzio vecchio di quattro secoli e mezzo. Questa riconciliazione noi la vogliamo subito, a breve sca­denza. Non rassegniamoci mai allo scandalo della separazione fra cristiani» (Frère Roger Schultz, fondatore di Taizé).

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4. Parola da Vivere – 17 gennaio 2021

17 gennaio

2ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

«Venite e vedrete»

COMMENTO

La chiamata di Samuele è una bellissima icona della vocazione di ciascuno di noi. Una buona predisposizione all’ascolto e una aperta disponibilità a mettersi a servizio del Signore e dei fratelli aprono la strada alla voce del Signore, che chiama per nome, per affidare una missione. Il Signore conosce il vero nome di ciascuno di noi e in esso è scritto tutto ciò che noi possiamo compiere come veri figli di Dio. E quando il Signore ci chiama e rispondiamo di sì, noi abbiamo la luce interiore sufficiente per comprendere chi siamo e quale bene siamo capaci di realizzare nella nostra vita. L’esperienza dei primi discepoli chiamati da Gesù ci aiuta ad allargare ulteriormente il tema della vocazione.
La meditazione può correre e approfondirsi, concentrandosi sui verbi. Il Battista sta, ha ormai concluso la sua missione, ma fissa lo sguardo su Gesù, che invece passa e ha molta strada da percorrere, e lo riconosce come «Agnello di Dio». L’evangelista, ponendo questo appellativo sulla bocca del Battista, anticipa l’opera salvifica di Gesù, che è chiamato a sostituire definitivamente gli agnelli pasquali degli ebrei, salvando l’umanità dalla schiavitù del peccato. I discepoli di Giovanni, accolto l’annuncio che il Messia atteso è ormai arrivato, senza indugio lasciano il Battista e seguono il vero e definitivo Maestro. Gesù, chiedendo «che cosa cercate?», li aiuta a riconoscere il loro desiderio più profondo ed essi lo esprimono con una nuova domanda: «dove dimori?». Questo verbo, che in greco suona “ménein”, è ripetuto qui tre volte (dimori, dimorava, rimasero), ma in Gv 15,4-10, è ripetuto dieci volte. Si traduce con abitare, dimorare, rimanere. È il verbo che Giovanni usa per dire che Gesù abita nel Padre e il Padre abita in lui…, che i discepoli devono abitare in lui…, che le sue parole devono abitare in loro…, che il Padre e lui abiteranno nei discepoli. Si capisce allora che i discepoli chiedono a Gesù di indicare non la sua casa di mattoni, ma la casa spirituale. E dal momento che escono da quell’incontro con la chiara convinzione che Gesù è il Messia, possiamo pensare che nelle ore passate con loro (Giovanni ricorda con precisione e forse con un po’ di nostalgia l’ora precisa dell’incontro) Gesù ha iniziato a farsi conoscere e a presentare loro il Padre.
Andrea appena vede suo fratello, che certamente condivideva con lui l’attesa, lo investe con una comunicazione esplosiva: abbiamo trovato. E Gesù, nel momento in cui vede Simone, fissa lo sguardo su di lui, come chi lo conosce profondamente, e gli dà un nome nuovo. Gesto che esprime il potere di Dio e del re, i quali nel Primo Testamento, dando un nome nuovo, conferivano una nuova identità e una nuova missione. È proprio quello che fa Gesù, che riassume in sé il potere del Figlio di Dio e del Messia-Re, nei confronti di Pietro. È chiaro che i cristiani che leggono il vangelo sanno benissimo che qui è prefigurata la missione di Pietro di guidare la Chiesa dopo la partenza di Gesù.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. Il Battista indica Gesù e i suoi discepoli lo seguono È bello indicare ad altri che la risposta alla loro ricerca di vita si trova in Gesù.
  2. «Che cosa cercate?». È una domanda semplice e profonda. Proviamo a dire a noi stessi e al Signore cosa stiamo «cercando» in questo momento della nostra vita, in che cosa riponiamo la fiducia per una vita più piena e “utile” a noi e agli altri.
  3. «Venite e vedrete». È l’invito di Gesù a noi, per farci sperimentare l’amore del Padre. È l’invito che dobbiamo fare a chi cerca il Signore e poi condurlo a sperimentare nella nostra comunità cristiana l’amore fraterno, frutto dell’amore di Dio.
  4. «Tu sei Simone…; sarai chiamato Cefa». Pietro capirà questo nome, quando servirà la Chiesa. Il Signore ha un nome nuovo per noi, che indica la nostra vocazione e la nostra missione nella Chiesa e nel mondo. La strada per scoprirlo e per viverlo è il servizio ai fratelli.

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

Individuiamo il più forte desiderio che abbiamo ora e verifichiamo se corrisponde al vangelo.


Tratto da: Messale delle domeniche e delle feste – Elledici – 2018

 

 

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5. Perdono e Preghiere dei Fedeli – 17 gennaio 2021

17 gennaio

2ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

«Venite e vedrete»

RICHIESTA DI PERDONO

  • Signore Gesù, che ci inviti ogni giorno a seguirti per costruire il tuo regno, abbi pietà di noi.
  • Cristo Signore, perdona la nostra poca generosità nel fare la tua volontà, abbi pietà di noi.
  • Signore Gesù, che ci chiami a condividere la tua predicazione, abbi pietà di noi.

PREGHIERA UNIVERSALE

Celebrante. Fratelli e sorelle carissimi. «Venite e vedrete», dice Gesù ai primi apostoli. Preghiamo, perché anche noi possiamo incontrarlo e diventare suoi discepoli.

Preghiamo insieme e diciamo: Rimani con noi, Signore.

  • Per la Chiesa, promuova per tutti occasioni di incontro e di conoscenza del Signore Gesù e della sua parola, preghiamo.
  • Per i giovani d’oggi: pur vivendo in una società dai mille condizionamenti, si rendano disponibili a scoprire la loro vocazione, preghiamo.
  • Per tutti i nostri ragazzi: come Samuele siano attenti e docili nell’ascolto della voce del Signore, preghiamo.
  • Per noi qui riuniti e per la nostra comunità, perché ci rendiamo assidui frequentatori di ogni iniziativa che ci dia l’opportunità di approfondire la persona del Signore Gesù, preghiamo.

Celebrante. O Padre, Giovanni ha mandato due dei suoi discepoli a incontrare Gesù: fa’ che anche noi sappiamo indicare la strada che conduce all’incontro con lui, che vive e regna nei secoli dei secoli.

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6. Vignetta di RobiHood – 17 gennaio 2021

17 gennaio

2ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

«Venite e vedrete»

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco