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9. Narrazione – XIV C, 7 lug ’19

LE MANI DI DIO

Un maestro viaggiava con un discepolo incaricato di occuparsi del cammello.
Una sera, arrivati a una locanda, il discepolo era talmente stanco che non legò l’animale.
«Mio Dio – pregò coricandosi -, prenditi cura del cammello: te lo affido».
Il mattino dopo il cammello era sparito.
«Dov’è il cammello?», chiese il maestro.
«Non lo so», rispose il discepolo. «Devi chiederlo a Dio! Ieri sera ero così sfinito che gli ho affidato il nostro cammello. Non è certo colpa mia se è scappato o è stato rubato. Ho esplicitamente domandato a Dio di sorvegliarlo. È Lui il responsabile. Tu mi esorti sempre ad avere la massima fiducia in Dio, no?».
«Abbi la più grande fiducia in Dio, ma prima lega il tuo cammello», rispose il maestro. «Perché Dio non ha altre mani che le tue».

Dio solo può dare la fede;
tu, però, puoi dare la tua testimonianza. Dio solo può dare la speranza;
tu, però, puoi infondere fiducia nei tuoi fratelli. Dio solo può dare l’amore;
tu, però, puoi insegnare all’altro ad amare. Dio solo può dare la pace;
tu, però, puoi seminare l’unione.
Dio solo può dare la forza;
tu, però, puoi dare sostegno a uno scoraggiato. Dio solo è la via;
tu, però, puoi indicarla agli altri. Dio solo è la luce;
tu, però, puoi farla brillare agli occhi di tutti. Dio solo è la vita;
tu, però, puoi far rinascere negli altri il desiderio di vivere.
Dio solo può fare ciò che appare impossibile;
tu, però, potrai fare il possibile.
Dio solo basta a se stesso;
egli, però, preferisce contare su di te.
(Canto brasiliano)


(tratto da “365 Piccole Storie per l’anima”, Vol. 1, pag. 204 – Bruno Ferrero, Elledici)