5 APRILE 2026
PASQUA DI RISURREZIONE
COMMENTO
Il teologo tedesco Gerhard Lohfink, come esergo al suo volume “Le parole più importanti di Gesù”, cita una frase molto significativa di Nicolàs Gómez Dàvila che dice: “Alla sua morte Gesù non ha lasciato documenti, ma solo discepoli”. Coloro che erano stati scelti come suoi testimoni, nell’odierno brano evangelico, si rivelano piuttosto goffi ed impacciati.
Da bravi ebrei erano convinti che con la morte tutto finisse. Gesù era morto e loro erano pietrificati dalla paura ed ingessati nella disperazione.
Da bravi israeliti osservanti della legge, dopo aver frettolosamente chiuso il corpo di Gesù nel sepolcro al tramonto del venerdì si erano barricati nella rigorosa osservanza della purità legale del sabato. Nel frattempo il Signore era risorto senza conoscere il freddo ed il buio di un sepolcro scavato da mani d’uomo.
È incredibile che il fulcro della fede, la risurrezione, sia avvenuta nel mistero dell’amore trinitario senza la minima presenza umana. Solo all’alba della domenica una donna disperata si accorge della tomba vuota. Proprio Maria Maddalena, la cui testimonianza non era valida nella mentalità maschilista del tempo, annuncia il misfatto: “Hanno portato via il Signore dalla tomba” (Gv 20,2). Grande scompiglio. Il solito Pietro è il primo a reagire imitato dal più giovane Giovanni che corre più veloce di lui. Tutti gli altri apostoli non vengono neppure nominati.
Neanche la Madonna. Perché? Eppure la prima a dover essere informata era proprio lei, secondo la tradizione. Questo perché probabilmente il Cristo risorto nell’amore, in modo misterioso, come solo può essere il legame affettivo tra una madre ed un figlio, aveva già riattivato il cuore di Maria straziato dal dolore provato il venerdì della morte, riscaldandolo con il calore della fede in un figlio non morto ma risorto.
Maria resta tranquilla al suo posto, perché lei è certa che il sepolcro non è mai stata la dimora terrena di Gesù . È la prima creatura a vivere nel cuore il mistero della Risurrezione. La tomba vuota, le bende, il sudario, la porta rotolata sono indizi che non fanno nascere la fede nel Dio vivo. È la Parola che rivela la presenza di Dio. Maria di Magdala crede non perché ha trovato la tomba vuota, ma perché si sente chiamata per nome.
Lei risponde con ” Rabbuni”, che era un titolo non riservato all’uomo ma solo a Dio. Anche i discepoli, assembrati pieni di paura nel Cenacolo, si trasformano da seguaci in credenti al saluto: “Pace a voi”. Da osservanti scrupolosi della Legge, si trasformano in testimoni credibili della Parola che non omologa nell’osservanza, ma rende capaci ed abilita ad una condotta diversa che segue l’amore che trascende la semplice giustizia umana. La Risurrezione è vita non omologazione.
È profezia e baluardo di difesa contro ogni forma di ingiustizia e di sopruso.
È carisma che nessuna istituzione può imbrigliare o tacitare. È libertà di mente e di cuore.
