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3. Annunciare la Parola – 1 gennaio 2021


1 gennaio 2021

MARIA SANTISSIMA MADRE DI DIO

Un nuovo anno nel nome di Gesù e di Maria

PER RIFLETTERE E MEDITARE

Al termine di un anno si fanno i bilanci, ci si guarda indietro, si ringrazia, si chiede perdono. Il Creatore ci benedice, chiama all’esistenza ogni cosa, la mantiene in vita. Dà a ogni creatura il necessario per vivere ed essere felice. Il primo grazie dobbiamo dirlo proprio al Dio della vita e il primo «sì» che dobbiamo pronunciare è il sì alla vita che ci è stata donata, alla nostra esistenza: grazie perché all’inizio di questo nuovo anno siamo qui, ci siamo.

Il giovane ebreo Gesù
Oggi ricordiamo che al figlio di Maria e di Giuseppe, al Figlio di Dio, viene dato il nome di Gesù. Un nome che ci è caro, un nome che deriva dalla radice ebraica jasha’, che significa «salvare». E indica esattamente ciò che Gesù realizzerà nella sua vita. Uomo tra gli uomini, Gesù assume un nome comune tra la gente di Galilea e accetta di sottomettersi al rito della circoncisione. Diventa per sempre un ebreo, entra giuridicamente in un popolo. In Giuseppe è discendente di Davide, fa parte di una famiglia concreta, vivrà tra la gente della piccola cittadina Nazaret.

Un anno di pace
L’anno si apre nel segno della pace. La pace è un bene immenso, e dovrebbe timbrare ogni giorno del nostro calendario. Pace vuol dire fraternità, rispetto per il mondo e la natura. Ma quante guerre nel mondo anche nei nostri giorni, che creano infelicità, miseria, emigrazione.
«Se un uomo selvaggio ha in mano una pietra, può fare del male al prossimo», ha detto Albert Einstein: «ma se l’uomo − restando selvaggio − ha in mano una bomba atomica, io non so più a quali conseguenze possa andare incontro».
La nostra piccola pace che vivremo ogni giorno, esprimerà il nostro desiderio che la pace raggiunga ogni angolo della terra. S’impara da piccoli a diventare operatori di pace. Molto presto ciascuno deve sapersi assumere una fetta di responsabilità, sentirsi coinvolto da ciò che capita attorno a lui. «Sono disposto a camminare con un cuore riconciliato e vivere in pace con coloro che mi circondano?» (Frère Roger di Taizé).
La pace la coltiviamo dentro di noi, è nelle nostre mani. Ma quante persone non se ne rendono conto e non sono consapevoli del peso delle loro scelte. Ed è tragico se si tratta dei grandi della terra, dei responsabili del mondo.   

La Madre di Dio
Oggi è la festa di Maria, la madre di Dio. È questo il titolo più importante che le viene dato ed è ciò che la rende grande. È il primo dogma mariano, mai definito, ma alla radice di ogni riconoscimento. «Nato da donna», dice Paolo, per indicare l’umiltà di Gesù e la sua piena umanità. Ogni nascita rende madre una donna. Maria con la nascita di Gesù diventa Madre di Dio!
Maria è la benedetta, pienamente coinvolta nei piani di Dio. Partecipa lucidamente a ogni avvenimento. È una ragazza che riflette su ciò che sta vivendo, vi aderisce, collabora. Maria guarda Gesù e contempla il mistero che nasconde: è coinvolta nella sua nascita, lo accompagna nella sua crescita. Ma   per tutta la vita dovrà interrogarsi su questo figlio speciale, nato dallo Spirito, che cresce in un quotidiano che non lascia trapelare la sua piena identità.
Se non abbiamo un ritratto del vero volto di Gesù, né di Maria, siamo però certi che si assomigliavano come due gocce d’acqua. Fisicamente, certo. Ma anche nella personalità, perché con il tempo si sono fatti simili. Gesù sin da piccolo alla scuola di Maria, ma poi sempre più Maria alla scuola di Gesù, Figlio di Dio.
Durante la vita pubblica Maria seguirà Gesù da lontano, più con il cuore che mettendosi al suo seguito. Ma la troveremo con gli apostoli quando scenderà su loro lo Spirito Santo e nascerà la Chiesa.

Davanti a un anno nuovo
Abbiamo appena concluso un anno e diamo inizio a un anno nuovo. In questo nuovo anno molte cose dipenderanno da noi e dobbiamo tenerci pronti ad affrontarle con fede e con coraggio. Avvenimenti quotidiani che conosciamo già e che possiamo prevedere. Con quale spirito li vivremo? Il rischio è di affrontarli in modo ripetitivo e stanco. Altre cose saranno impreviste e non dipenderanno da noi: ci mettiamo nelle mani di Dio, vogliamo tenerci pronti, renderci forti, robusti, prendere sul serio la vita e le giornate che ci aspettano. Decidiamo di viverle e alla presenza di Dio. Riempiendo di amore i giorni che il Signore del tempo ci dona. Il nuovo anno presenta i suoi 365 giorni per fare di noi qualcosa di speciale. Un detto popolare dice che «il tempo è denaro». In realtà è molto, molto di più.

UN FATTO – UNA TESTIMONIANZA

«Ci sono due diversi modi di vivere, di partecipare alla vita: da impiegato, da tecnico: utile, preciso, affidabile, come le rotaie di un treno, ma indifferenti a ciò che trasportano, alla meta da raggiungere. Oppure da innamorato, da creativo: da persona viva e attiva, entusiasta, che diffonde e invita a scelte con cadute benefiche su tutti» (fratel Igino Trisoglio).