
Bartimeo, o chi è fermo da troppo tempo
Giovedì della VIII settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)
28 maggio 2026

Don Antonio Carriero
Mc 10,46-52
In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gèrico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!».
Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».
Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù.
Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada.
COMMENTO
«Il figlio di Timeo, Bartimeo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare».
Se siamo onesti con noi stessi, dovremmo ammettere che molte volte siamo noi quel Bartimeo seduto «lungo la strada», a guardare la vita degli altri mentre restiamo drammaticamente fermi, bloccati dalle nostre delusioni, dalla paura del futuro o da quella stanchezza che ci porta a pensare: «Tanto ormai non cambia nulla per me». Così ci accomodiamo ai margini delle nostre stesse giornate, rassegnati, e mendichiamo dagli altri un briciolo di attenzione.
Quando Gesù lo chiama, Bartimeo compie un gesto assurdo: getta via il suo «mantello» (= himàtion, in greco). È sbalorditivo, perché per un mendicante dell’epoca quel mantello era casa, letto, coperta contro il freddo. Era la sua “tana” sicura. Eppure quest’uomo cieco lo getta via, nel buio, per correre incontro a Gesù.
Noi pensiamo che per rimetterci in piedi servano grandi garanzie. Il Vangelo ci mostra invece che, per guarire, dobbiamo almeno avere il coraggio di mollare le nostre misere protezioni. Qual è, oggi, il nostro “mantello” che non abbiamo voglia di gettare via? Può essere quella corazza di cinismo che usiamo al lavoro per non soffrire? O quel rancore verso qualcuno che ci dà quasi una ragione per affrontare la giornata? Forse l’abitudine a piangerci addosso, alimentando un senso di inadeguatezza…?
«Allora Gesù gli disse: “Che cosa vuoi che io faccia per te?”». Bartimeo gli risponde: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». Quest’uomo non vuole più semplicemente sopravvivere: vuole tornare a vivere! E appena riacquista la vista, si mette a «seguire» Gesù «lungo la strada».
La storia di Bartimeno è, per noi, una grande occasione per domandarci se preferiamo restare ancora al sicuro nel nostro “buio” oppure rischiare di perdere tutto pur di iniziare davvero a camminare dietro a Gesù.
