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3. Commento alle Letture – 17 MAGGIO- ASCENSIONE DEL SIGNORE

17 MAGGIO 2026

ASCENSIONE DEL SIGNORE

CRISTO TORNA AL PADRE E CAMMINA CON NOI

 

COMMENTO 1

COMMENTO 2 

Festa della speranza cristiana

O Cristo Gesù crocifisso e risorto, salendo al cielo e sedendo alla destra del Padre, sei stato costituito Signore del cielo e della terra,
ottenendo la sovranità sugli angeli, i Principati e le Potenze.
Con la tua natura umana e divina sei ritornato nel seno del Padre, portando alle altezze della sua gloria la nostra fragile umanità che tu avevi assunto,
unendola a te. Ponte fra il cielo e la terra, Giudice, Signore e Salvatore potente, non ti sei separato da noi,
ma ci hai preceduto nella casa del Padre per darci la serena fiducia che dove sei tu, capo della Chiesa e primogenito fra molti fratelli, un giorno saremo anche noi,
tutti uniti nella stessa gloria. Terminando la tua presenza visibile tra noi e sottraendoti alla nostra vista materiale,
ora operi nella tua Chiesa con la forza e la potenza dello Spirito Santo.
Adoriamo il Padre che attraverso la tua corporeità sacrificata e glorificata effonde perennemente il dono dello Spirito Santo sulla Chiesa e sul mondo
per renderci eredi della vita eterna. Come i discepoli sul monte di Galilea, ci prostriamo dinanzi alla tua maestà divina,
deponendo ai tuoi piedi piagati d’amore i nostri dubbi perché tu possa aiutarci nella nostra incredulità, rendendoci spediti nel percorrere la via della pace.
Come tendesti la mano a Pietro – uomo di poca fede e dubitante -,
che stava affondando nelle acque, così ti avvicini a ciascuno di noi nella celebrazione eucaristica,
nutrendoci con la tua Parola e il tuo Pane di vita.
Facendoci gustare il tuo cielo invisibile attraverso i segni visibili-sacramentali, tu susciti in noi il desiderio della patria beata.
Annunciando la tua morte, Signore, e proclamando la tua risurrezione, viviamo nell’attesa della tua venuta, riconoscendoti e servendoti nei poveri e nei sofferenti,
con i quali ti sei identificato. Il potere in cielo e in terra, che il Padre ha messo nelle tue mani, restituisce te al cielo e riconsegna a noi la terra.
Come il Padre ha mandato te, così tu mandi noi con l’energia pasquale del tuo Santo Spirito per renderti presente in tutti i popoli e fino alla fine del mondo.
Tu ci vuoi missionari nel mondo intero, inviandoci ad annunciare la tua Parola a tutti gli uomini della terra perché ti conoscano e possano aderire a te,
immergendosi nel mistero della tua passione, morte e risurrezione attraverso il Battesimo ricevuto nel nome del Padre, di Te-Figlio e dello Spirito Santo.
Nuove creature in Te, già risuscitati con Te e fatti sedere nei cieli in Te, siamo chiamati ad osservare i tuoi comandamenti per camminare nel tuo amore,
nell’attesa di stare per sempre con Te in paradiso. O Beata Vergine Maria, assunta in cielo in anima e corpo,
l’arcangelo san Gabriele nel momento dell’annunciazione ti disse:”Il Signore è con te”, chiamandoti a cooperare all’opera della salvezza quale Madre dell’Emmanuele.
Questa promessa delle origini per noi si fa rivelazione della presenza permanente del tuo Figlio che è dentro di noi, nel cuore del creato e delle creature,
alimentando la speranza della risurrezione della carne e della vita del mondo che verrà.
O Madre della speranza, con te vogliamo seguire il tuo Figlio, Divino Maestro, camminando decisamente verso la Gerusalemme celeste.
Di là verrà il tuo Figlio come Salvatore per trasfigurare il nostro corpo mortale e conformarlo al suo corpo glorioso,
in virtù del potere che ha di sottomettere a sé tutte le cose.
O Signore che ascendi tra canti di gioia, facci testimoni gioiosi del tuo Amore per le strade del mondo.
Amen.
Alleluia!

Commento a cura di don Francesco Dell’Orto, parroco di San Lorenzo in Bisceglie, Per crescere nella conoscenza e nell’amore di Gesù Cristo. Preghiere e catechesi mistagogiche domenicali ciclo A 

MEDITAZIONE

Cinque versetti bellissimi. Matteo fa concludere la missione di Gesù su questa terra lì dov’era iniziata, in Galilea, e nel quadro finale lo mostra in compagnia degli undici apostoli.
Si prostrano e dubitano. Il testo greco non fa capire se tutti si prostrano e tutti dubitano ma, considerando il gruppo come una unità, entrambi gli atteggiamenti sono presenti: si prostrano e quindi lo riconoscono come Figlio di Dio, dubitano e quindi la loro fede non è ancora chiara e forte. Probabilmente l’evangelista vuole evidenziare che gli apostoli, in questo momento, non sanno ancora bene come considerare Gesù risorto e come relazionarsi a lui. Si chiariranno dopo, con il dono dello Spirito.
Ma proprio a loro, credenti e dubbiosi contemporaneamente, Gesù affida se stesso e la missione di evangelizzare il mondo intero.
Inizia con l’affermazione del suo potere divino: è lui il Signore dell’universo che ha salvato l’umanità e, come il Padre, vuole che tutti gli uomini siano salvi. E proprio perché ne ha il potere, affida la missione, che lui ha iniziato, agli apostoli che devono arrivare dove lui non è arrivato: raggiungere tutti i popoli. Una missione personale per i suoi amici, ma che non si ferma a loro, perché essi sono il fondamento della Chiesa, la quale continuerà la stessa missione fino alla fine dei tempi.
L’opera da realizzare è una sola: far diventare discepoli di Gesù tutti i popoli di tutti i tempi.
Gli strumenti sono due: insegnare a vivere i comandamenti di Gesù, il Vangelo, un insegnamento che passa attraverso la parola e la testimonianza; battezzare, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, coloro che credono. Battezzare vuol dire immergere e questo significa che chi è battezzato riceve in dono la partecipazione alla vita stessa di Dio, perché muore alla vita vecchia e rinascendo partecipa, in forma iniziale, della risurrezione di Cristo.
Per realizzare la missione «divina» che hanno ricevuto, gli apostoli, e la Chiesa, hanno a disposizione lo stesso potere di Gesù e questo viene detto con una espressione carica di verità e di affetto che esalta il contenuto teologico e spirituale: Gesù stesso sarà sempre con i suoi amici in tutto lo svolgimento della missione fino alla fine del mondo.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. «Essi però dubitarono». Gesù lo sa e, forse, proprio per questo si fida tanto da affidare loro la missione di portare il Vangelo, cioè lui stesso, nel mondo. Non c’è bisogno di essere «perfetti» per testimoniare e portare Gesù agli altri. Ci inginocchieremo e dubiteremo anche noi, fino a quando il Signore ci chiamerà a sé.
  2. «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra». E Gesù lo trasmette agli apostoli. A volte interpretiamo questo potere con la logica terrena. È invece il potere di Dio, quello di salvare tutti. È questo il potere che ci interessa o cerchiamo ancora l’altro?
  3. «… insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato». Battesimo e insegnamento sono strettamente collegati. Non tutti noi battezziamo, ma tutti possiamo «insegnare» il Vangelo agli altri, basta conoscerlo e viverlo. Lo Spirito Santo ha il compito di suggerirci le parole giuste, quando ci viene chiesto di parlare.
  4. «Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo». Promessa che rivela un affetto divino infinito. Vale per la Chiesa, per gli apostoli, ma anche per ciascuno di noi. La preghiera ci fa gustare la bellezza del camminare per le strade del mondo, sapendo che lui cammina con noi.
  5. PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

Coltivare la consapevolezza che non siamo soli, che il Signore è vicino e ci ama.

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