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5. Anche Noi Vogliamo Capire – Tutti i Santi, 1° nov ’19

Per aiutare i nostri piccoli a vivere meglio la Liturgia della Parola

PRIMA LETTURA (Ap 7,2-4.9-14)
I cristiani sono perseguitati, qualcuno si è già scoraggiato. L’Apocalisse legge tutta la storia in chiave di salvezza e questo brano incoraggia i cristiani che sono ancora sulla terra (i centoquarantaquattromila), assicurando loro che saranno salvati dal Signore e mostrando il premio riservato in cielo a coloro che restano fedeli (la moltitudine immensa).

* Capire le parole
– Sigillo: timbro di cera che si pone sui documenti importanti per chiuderli; in questo caso è il marchio di Dio la sua firma
Tribù dei figli di Israele: la Bibbia dice che il popolo d’Israele era formato da dodici tribù.
L’Agnello: è un modo per parlare di Gesù risorto, che per aver offerto la sua vita, è stato sacrificato come un agnello; ora vive per sempre.

* Di più
Giovanni toglie il velo > Strani questa folla e questo agnello… In questo libro San Giovanni ci parla come i profeti dell’Antico Testamento che si rivolgevano con visioni e segni al popolo ebraico perseguitato. Giovanni scrive verso il 90, quando i romani perseguitavano i cristiani. Le sue immagini sono a volte terrificanti, per indicare la sventura che colpisce. Invece a volte sono scintillanti, grandiose, come in questo testo, per annunciare la vittoria di Cristo sul male alla fine dei tempi. Giovanni ci “svela” questo trionfo. “Svelamento” in greco si dice “apocalisse”… È il nome di questo libro!


SECONDA LETTURA (1 Giovanni 3,1-3)
L’apostolo Giovanni ricorda a tutti i cristiani che hanno ricevuto in dono di essere per davvero figli di Dio. Quindi chiede un impegno «normale»: come figli devono somigliare al Padre in questo mondo e nell’altro.


VANGELO (Matteo 5,1-12a)
Matteo pone il discorso delle beatitudini sul monte (in molte religioni è considerato un luogo più vicino a Dio) per annunciare un modo di valutare la vita e le vicende delle persone e dei popoli completamente diverso da quello comunemente utilizzato dagli uomini. Chi appartiene a Dio le vive, a volte anche senza saperlo.

* Capire le parole
– Beati: tutti vogliono essere felici! Ma dov’è la ricetta della felicità? Occorre vincere alla lotteria? Gesù ci parla di una felicità ben più grande, che dura sempre. Ogni volta che noi amiamo, che perdoniamo, Dio ci offre perle di gioia.
Poveri in spirito: persone che sanno quanto sono piccole davanti a Dio e che non schiacciano gli altri.
Misericordiosi: sono persone che aiutano chi soffre, che perdonano a chi fa loro del male.

* Di più
Garantito fatto a mano > Per gli zoccoli occorre un calzolaio. Per la raccolta rifiuti ci vuole un “operatore” ecologico. Gli operatori sanno “fare” quello che occorre. Quando Gesù dice “operatori di pace”, allude un po’ a questo: parla di chi fabbrica la pace su misura. Perché la pace si coltiva, si attua in ogni istante. Essa può costare caro: infatti alcuni famosi capi di governo sono stati assassinati per averla difesa. Ma possederla è il segno che si è cercatori di Dio, che si è santi. La festa di Tutti i Santi è la festa di tutti gli operatori di pace. Anche la nostra, se lo vogliamo.


PER RIASSUMERE… La santità è anzitutto un dono di Dio e tutti i cristiani lo hanno ricevuto nel battesimo. Non dobbiamo sforzarci per diventare santi, tutti i figli di Dio lo sono già. Però come tutti i doni va accolto, difeso e sviluppato. È questo che dipende da noi.


Le parole da capire sono curate dall’autore del sito liturgico; le parti in corsivo sono un libero adattamento da “Messale delle Domeniche e feste 2019 – LDC”