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3. Commento alle Letture – IV DOMENICA DI PASQUA

30 APRILE

IV DOMENICA DI PASQUA

CRISTO CI CHIAMA PER NOME

COMMENTO

Questo è un brano complesso perché sovrappone due metafore legate a Gesù, la porta e il pastore, in rap- porto alle pecore, a loro volta metafora del nuovo popolo di Dio, contrapposto ai ladri e ai briganti.
Il recinto delle pecore è l’assemblea del popolo di Dio, la Chiesa, la comunità dei salvati.
Gesù è il pastore che non si relaziona solo al popolo, ma a ciascuna persona, perché conosce il nome di tutti, li chiama uno per uno, per una relazione e una vocazione personale. Tutti conoscono il suo insegnamento e lo seguono volentieri e spontaneamente, perché hanno sperimentato che il pastore si prende cura amorevole di ciascuno e li conduce in luoghi in cui trovano tutto ciò di cui hanno bisogno, per gustare la pienezza della vita e della gioia.
Il pastore si preoccupa per il gregge, per questo lo mette in guardia dai mercenari, i quali, travestendosi da pastori, cercano solo il proprio interesse e si arricchiscono a spese del gregge, derubando e togliendo la vita.
Usando questa metafora, Gesù annuncia la realizzazione della profezia di Ezechiele: Dio, stanco e deluso dei pastori (re e sacerdoti), che si sono rivelati ladri e briganti, si prenderà cura personalmente del suo popolo e manderà un pastore, discendente di Davide, secondo il suo cuore.
La metafora della porta è molto diversa: indica un confine, una separazione tra casa e mondo, l’accoglienza o l’esclusione, la possibilità di entrare e di uscire. Gesù si definisce porta, indicando così la sua identità di mediatore tra il mondo di Dio e quello degli uomini. Chi passa attraverso lui trova casa accogliente, il luogo di vita fraterna della comunità, e può uscire per trovare nel mondo il luogo in cui manifestare la pienezza di vi- ta ricevuta e annunciare l’amore del Padre che è per tutti. Passare attraverso questa porta vuol dire semplice- mente decidere di avere Gesù come riferimento unico della propria vita, accogliere il suo insegnamento, vi- vere come lui ha mostrato, obbedendo al Padre e amando i fratelli. La porta chiusa indica anche protezione per chi è in casa ed esclusione per chi ha scelto di restare fuori e non riconosce in Gesù l’inviato del Padre, per dare la vita piena a tutti quelli che lo riconoscono Figlio di Dio.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. Gesù denuncia ladri e briganti. Ce ne sono nella Chiesa e ce ne saranno fino alla fine dei tempi. Colpiscono i più deboli. Chi è più forte ha dal Signore il dono e il compito di aprire bene gli occhi per anticipare il male, per vederlo quando si manifesta, per denunciarlo a chi può porre rimedio. È una lotta. Cristo l’ha vinta, offrendo la propria vita.
  2. Gesù ci conosce personalmente. Il nome con cui ci chiama indica la nostra identità di figli di Dio e la nostra vocazione personale. Noi abbiamo bisogno di allenarci a riconoscere la voce di Gesù che ci chiama?
  3. La voce degli estranei. Sono tanti quelli che ci invitano con voce suadente, dolce e falsa per condurci alle mille schiavitù che abitano la nostra cultura e la nostra società. Il vangelo e i richiami dei fratelli nella fede possono aiutarci a smascherare i falsi pastori.
  4. «… io sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza». Quale vita in abbondanza? Amo- re, libertà nello spirito, comunità di fratelli, missione ver- so chi non conosce Cristo, perseveranza nelle difficoltà e nelle persecuzioni, paradiso

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

Smascherare l’invito di un falso pastore e fuggire da lui, verso il Signore.