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3. Commento alle Letture – I DOMENICA DI QUARESIMA

18 FEBBRAIO

I DOMENICA DI QUARESIMA

Domenica della tentazione

GESÙ VINCE PER NOI E CON NOI

 

COMMENTO

Sembra che Marco ci tenga a presentare Gesù in tutta la sua potenza, dato che Giovanni Battista aveva detto che stava aspettando «uno più forte». Ma, scrivendo per i cristiani, chiede loro di leggere con attenzione, anche tra le righe. Cerchiamo di farlo anche noi.
Le tentazioni sono raccontate in due versetti, ma richiedono una lettura su tre tempi: il Primo Testamento, la storia di Gesù, l’esperienza dei primi cristiani.
Vediamo il contesto. Marco ha dichiarato che Gesù è Figlio di Dio fin dal primo versetto, poi fa dire la stessa cosa con solennità da Dio Padre nel battesimo al Giordano. Dopo la vittoria sul nemico, inizia la sua predicazione, sintetizzata in quattro frasi lapidarie ma ricchissime, che noi abbiamo già sentito qualche domenica fa.
Così collocati, i due versetti svelano una significatività straordinaria.
Nel Primo Testamento Israele, che Dio tratta come un figlio, è stato tentato nel deserto e non era rimasto fedele, aveva tolto la fiducia a Dio e si era lasciato guidare da altri spiriti. Per questo tutta una generazione non poté entrare nella Terra Promessa. Mosè per due volte aveva digiunato 40 giorni sul Sinai, quando ricevette le tavole della Legge, prima e dopo il peccato del vitello d’oro. Il profeta Elia aveva camminato e digiunato per 40 giorni per arrivare al Sinai, dove ha incontrato e conosciuto Dio in maniera nuova, personale e intima. I Profeti, Isaia in particolare, avevano preannunziato con la venuta del Messia la pace fra cielo e terra e nella natura.
L’esperienza di Gesù nel deserto si richiama a tutto questo: è lui il Figlio obbediente, che vince ogni tentazione con la forza dello Spirito; con lui inizia la pace nella natura e fra cielo e terra, per questo sta con le bestie selvatiche ed è servito dagli angeli; digiuna per quaranta giorni e, come Mosè, chiede perdono al Padre per i peccati dei suoi fratelli e riceve la Legge dell’amore che deve annunciare come Vangelo; come Elia, incontra nell’intimità il Padre che deve presentare all’umanità, bisognosa di conoscere il vero volto di Dio e la sua misericordia paterna.
In alternativa, qualche commentatore interpreta le fiere come figure dei poteri violenti con i quali Gesù si scontrerà e che lo condanneranno a morte; sono i potenti, i quali perseguiteranno i cristiani in ogni epoca. Per tutta la vita Gesù lotterà e la sua vittoria si realizza nella morte e risurrezione. Ma il Signore non è stato solo, così gli angeli, di cui parla Marco, rappresentano tutti coloro che, credendo in lui, lo hanno accompagnato, sostenuto e aiutato nel suo cammino messianico.
I primi cristiani stavano subendo varie tentazioni e persecuzioni. Guardando a Gesù nel deserto, potevano essere sicuri che, se si lasciavano condurre dallo Spirito Santo, avrebbero avuto anch’essi la sua luce e la sua forza per essere vittoriosi contro l’avversario; in questa maniera non avrebbero più avuto paura di nulla e avrebbero sperimentato l’aiuto concreto dello Spirito Santo e dei fratelli nella fede.
Il digiuno, come lotta contro ogni forma di male interiore, e la preghiera, come colloquio filiale con Dio, avrebbero reso la Chiesa e ogni cristiano capaci di portare la bella notizia della salvezza a tutti gli uomini, di mostrare che il regno di Dio è davvero iniziato nel mondo e di invitare alla conversione del cuore tutti gli uomini di buona volontà.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. È lo Spirito a sospingere Gesù nel deserto, per affrontare l’avversario. È lo Spirito che ci sospinge nel mondo, per condividere la vita con gli altri. Non possiamo desiderare né sperare di sfuggire a tutte le tentazioni. Abbiamo il compito di affrontarle, come Gesù, e vincerle con la potenza dello Spirito, che ci è stato donato e abita in noi.
  2. Nel deserto si vive dell’essenziale. Il luogo in cui viviamo è il nostro deserto. Una vita sobria ci permette di sperimentare come gli angeli e i fratelli ci offrano il loro servizio, perché il nostro spirito sia nutrito dell’invisibile, che rimane per sempre.
  3. Attraverso il digiuno quaresimale possiamo sperimentare la libertà dello spirito, l’ascolto della Parola, la preghiera filiale e fervorosa, il desiderio e la scelta di amare e servire i fratelli. È questa la conversione a cui Gesù ci invita con parole pressanti e decise.
  4. Tutti i nostri fratelli affrontano le prove della vita e molti, ancora oggi, anche la persecuzione. Noi, che crediamo e siamo tempio dello Spirito, possiamo essere gli angeli che sostengono i nostri fratelli bisognosi di aiuto, sostegno, consolazione, speranza.

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

Combattiamo contro quella tentazione, anche “piccola”, nella quale cadiamo più spesso.

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