1 MARZO 2026
II DOMENICA DI QUARESIMA
(Domenica della trasfigurazione)
SI SALVA CHI ASCOLTA GESÙ
COMMENTO
Matteo, nel suo Vangelo, elenca quattro monti: quello delle Beatitudini e quello della Risurrezione; quello delle Tentazioni e quello della Trasfigurazione. Le beatitudini rappresentano un assaggio di quello che ci aspetta al momento della nostra resurrezione personale Le tentazioni sono lo strumento di verifica della serietà’ del nostro impegno di lasciarci trasfigurare dalla nostra fede in Cristo. Nel linguaggio della Scrittura il numero sei ravviva il ricordo della creazione dell’uomo verificatasi, secondo la narrazione del libro della Genesi, il sesto giorno (Gn 26-31).
Inoltre la Legge del Sinai è stata data a Mosè il 6 del mese di Sivan, secondo la tradizione rabbinica.
La relazione del Nazareno con gli apostoli non è affatto semplice e lineare. Lui parla di Cielo, loro sono radicati nell’umano. Le sue parole divine vengono lette attraverso aspettative appiattite sull’orizzonte del potere, della ricchezza, del benessere e della visibilità.
Il Signore percepisce chiaramente questo equivoco ed allora passa al contrattacco. Sceglie i tre “leaders”, in disparte. Nella solitudine e nel silenzio della montagna, sulla sommità, luogo preferito da Dio per manifestarsi, li guida in una esperienza mistica capace di trasformarli interiormente abilitandoli a capire il significato autentico del messaggio e della testimonianza del Figlio di Dio.
Purtroppo le sue intenzioni vengono vanificate dalla testardaggine di Simone soprannominato Pietro (di pietra) e dalla irruenza e presunzione arrivista di Giacomo e Giovanni, famosi come “boanerghes” (figli del tuono in aramaico).
Nella disposizione della capanne approntate è quella di Mosè, che rappresenta l’osservanza cieca della Legge, ad occupare il posto più importante, supportato dalla presenza del terribile Elia che ha trucidato 450 sacerdoti di Baal che non osservavano i dieci comandamenti . La cieca osservanza e lo spietato controllo ossessivo, il culto pomposo ma freddo, rendono inutile il rinnovo ufficiale del riconoscimento del Padre nei confronti del Figlio già avvenuto al momento del Battesimo nel Giordano.
La religione istituzionale, con tutti i suoi strumenti di controllo ed imposizioni, non lascia spazio nel cuore umano ad una fede incentrata solo sull’amore.
Quanto avviene nel magnifico Tempio di Gerusalemme lo conferma. L’abbondanza dei sacrifici e lo sfarzo del culto non lasciano traccia di conversione.
Sconfortato da tanta ottusità il Signore getta la spugna. Il riserbo , la non condivisione con altri di quanto avvenuto, risulta essere il male minore in attesa della Risurrezione che sola può intaccare tanta durezza di cuore per aprirlo alla vera fede cristiana.
Forse che l’atteggiamento tenuto dai tre apostoli non è’ paradigmatico anche del nostro limitarci a “sentire” la Parola , senza “ascoltarla” e viverla con coerenza? Non basta bruciare l’incenso per avere il profumo dell’amore di Dio per tutti, nessuno escluso.
MEDITAZIONE
La trasfigurazione, evento strano, che per i sinottici ha un’importanza straordinaria. Qualche studioso dubita che sia avvenuto davvero e lo legge come racconto simbolico. Altri no. In ogni caso per noi è vangelo e tanto basta per cercare di comprendere la bella notizia che ci viene donata.
Gesù aveva annunciato la sua passione, morte e risurrezione. Gli apostoli si erano spaventati, Pietro aveva reagito a modo suo e le aveva buscate di brutto. Gesù pensa bene di dare, solo ai tre più vicini (ma rappresentanti di tutti), un segno su cui riflettere e da cui trarre coraggio (sono gli stessi che terrà vicini, ma non abbastanza svegli, nel Getsemani). Gli altri forse non avrebbero capito o avrebbero potuto equivocare e aspettarsi l’uso di poteri divini per acquistare il regno terreno che sognavano. E questo è anche il motivo per cui i tre non ne potranno parlare agli altri prima della risurrezione.
Le parole che vengono usate per descrivere la «trasfigurazione» sono insufficienti, si capisce solo che Gesù diventa luminoso dal di dentro, facendo sfolgorare anche le vesti. Poi compaiono Mosè ed Elia: rappresentano tutto il Primo Testamento, la Legge e i Profeti, che si inchinano al Messia di cui avevano preannunciato la venuta. La nube luminosa e la voce di Dio ricordano e superano l’esperienza dell’Esodo per annunciare che Gesù non è «solo» il Messia, ma lo stesso Figlio del Padre eterno e bisogna ascoltarlo: difatti Gesù, dando la nuova Legge, completa e sostituisce Mosè e realizza, superandole di molto, le già straordinarie attese dei Profeti.
Secondo i calcoli degli esegeti, questa esperienza sul Tabor avviene durante la festa delle capanne, che gli israeliti celebrano per una settimana all’inizio dell’autunno, per festeggiare i raccolti dell’anno, per ricordare il tempo in cui, camminando verso la Terra Promessa, abitavano in capanne e per anticipare i tempi messianici in cui aspettavano di abitare in capanne preparate da Dio stesso. Per questo Pietro se ne esce con la proposta di preparare tre capanne. Sembra quasi dire: sono felice che il Messia stia proprio qui. Ma forse pensa anche di voler prolungare un evento troppo bello, e la voce dalla nube stronca questo desiderio fin troppo umano, per «ordinare» non di godersi la presenza di Gesù ma di ascoltare la sua parola.
SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA
- Abramo non aveva tutto chiaro, si è fidato ed è partito. La fede è così. La pretesa di capire tutto prima di muoversi sulle strade del vangelo, nasconde la mancanza di fiducia nel Signore. Invece, chi si fida e parte sperimenterà la presenza e la benedizione del Signore, ogni giorno e in tutte le situazioni.
- La chiamata del Signore è santa perché viene da lui e ci rende santi. Se rispondiamo con fede e amore, annunciando e testimoniando il vangelo, incontreremo difficoltà e forse persecuzione, ma in noi risplenderà la vita stessa di Dio e le persone di buona volontà se ne accorgeranno.
- L’identità profonda di Gesù è invisibile agli occhi. È così anche per noi. Solo l’occhio della fede è capace di vedere in tutti dei figli di Dio, anche in coloro che non lo sanno o che non lo manifestano nelle parole e nelle opere.
- «Ascoltatelo». Non ci viene «naturale» ascoltare Gesù, cioè obbedirgli, perché, con ciò che ci insegna o ci ordina, ci scomoda. Abbiamo bisogno di onestà interiore e di umiltà per riconoscere che, ascoltando altri maestri, siamo andati fuori strada. Solo Gesù ci porta sulla strada della verità e dell’amore, che non vengono mai meno, anche in mezzo alle difficoltà.
PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA
Ripensiamo a un insegnamento di Gesù che ultimamente abbiamo trascurato e ci impegniamo a viverlo.
