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2. Letture e introduzioni – 31 ottobre 2021

31 ottobre

31ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Il primo comandamento è l’amore

Nel capitolo 12 del Vangelo di Marco Gesù viene attaccato pesantemente dai maestri della legge, dagli scribi, dai farisei e dagli erodiani che gli pongono domande di ogni tipo, tutte maliziose per metterlo in trappola. L’ultimo assalto è quello di uno scriba, che pare fare a Gesù una domanda sincera perché gli chiede quale sia il comandamento più importante. Le leggi ebraiche erano infatti così numerose che era normale che uno si domandasse se c’era qualcosa da privilegiare nelle proprie scelte di vita. Gesù gli indica l’amore verso Dio e verso il prossimo e aggiunge: «Non c’è altro comandamento più grande di questo». Un unico comandamento dalla doppia faccia, sorprendentemente nuovo, che ha però radici antiche.

PRIMA LETTURA

Ascolta, Israele: ama il Signore tuo Dio con tutto il cuore.
Mosè presenta al popolo il «primo dei comandamenti», quello Scema’ Israel che gli ebrei reciteranno mattino e sera e che ordina un amore senza misura verso il Dio dell’alleanza.

 Dal libro del Deuteronomio.                                                                                             Dt 6,2-6

Mosè parlò al popolo dicendo: «Temi il Signore, tuo Dio, osservando per tutti i giorni della tua vita, tu, il tuo figlio e il figlio del tuo figlio, tutte le sue leggi e tutti i suoi comandi che io ti do e così si prolunghino i tuoi giorni.
Ascolta, o Israele, e bada di metterli in pratica, perché tu sia felice e diventiate molto numerosi nella terra dove scorrono latte e miele, come il Signore, Dio dei tuoi padri, ti ha detto. Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, unico è il Signore. Tu amerai il Signore, tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze. Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore».
Parola di Dio.

 

SALMO RESPONSORIALE                                                                     Dal Salmo 17 (18)

Il salmo è attribuito al re Davide che ringrazia per essere stato salvato, in nome della fedeltà alla chiamata che Dio gli ha fatto sin dalla giovinezza. 

Rit. Ti amo, Signore, mia forza.

Ti amo, Signore, mia forza,
Signore, mia roccia,
mia fortezza, mio liberatore.

Mio Dio, mia rupe, in cui mi rifugio;
mio scudo, mia potente salvezza
e mio baluardo.

Invoco il Signore, degno di lode,
e sarò salvato dai miei nemici.

Viva il Signore e benedetta la mia roccia,
sia esaltato il Dio della mia salvezza.
Egli concede al suo re grandi vittorie,
si mostra fedele al suo consacrato.

SECONDA LETTURA
Egli, poiché resta per sempre, possiede un sacerdozio che non tramonta.
A differenza dei vari sacerdoti dell’antica alleanza, Cristo, sacerdote della nuova ed eterna alleanza, è sacerdote per sempre, è senza peccato, ed essendo Dio, salva con la sua vita una volta per tutte l’umanità.

Dalla lettera agli Ebrei.                                                                                                  Eb 7,23-28

Fratelli, [nella prima alleanza] in gran numero sono diventati sacerdoti, perché la morte impediva loro di durare a lungo. Cristo invece, poiché resta per sempre, possiede un sacerdozio che non tramonta. Perciò può salvare perfettamente quelli che per mezzo di lui si avvicinano a Dio: egli infatti è sempre vivo per intercedere a loro favore.
Questo era il sommo sacerdote che ci occorreva: santo, innocente, senza macchia, separato dai peccatori ed elevato sopra i cieli. Egli non ha bisogno, come i sommi sacerdoti, di offrire sacrifici ogni giorno, prima per i propri peccati e poi per quelli del popolo: lo ha fatto una volta per tutte, offrendo se stesso. La Legge infatti costituisce sommi sacerdoti uomini soggetti a debolezza; ma la parola del giuramento, posteriore alla Legge, costituisce sacerdote il Figlio, reso perfetto per sempre.
Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO                                   Gv 14,23

Alleluia, alleluia.

Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore,
e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui.

Alleluia.

VANGELO
Amerai il Signore tuo Dio. Amerai il prossimo tuo.
Qual è il comandamento più importante della legge ebraica? Non è facile districarsi tra tante prescrizioni e proibizioni. Gesù risponde a questa questione indicando non tanto una delle numerose leggi, ma lo spirito con cui ogni legge dovrebbe essere osservata.

Dal vangelo secondo Marco.                                                                                 Mc 12,28b-34

In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?».
Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi».
Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici».
Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.
Parola del Signore.