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5. PREGHIERE PERDONO E FEDELI – 28 GIUGNO 2026 – XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

28 GIUGNO 2026

XIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

«CHI ACCOGLIE VOI, ACCOGLIE ME»

RICHIESTA DI PERDONO

  • Signore, a volte per paura di perdere stima e amicizia, ti abbiamo messo da parte. Kyrie eleison.
  • Cristo, abbiamo rifiutato di prendere la nostra croce dietro di te e ti abbiamo lasciato solo. Christe eleison.
  • Signore, non abbiamo aiutato i ministri della tua parola e ci siamo rivolti a loro solo per i nostri bisogni. Kyrie eleison.

PREGHIERA UNIVERSALE

Fratelli e sorelle, preghiamo Dio, che oggi ci accoglie e raduna. Chiediamogli la forza di portare la croce accanto a Gesù e di accoglierlo specialmente nei poveri.
Ripetiamo: Ascoltaci, o Signore!

  • Per tutti i pastori che hanno cura del popolo di Dio: perché nella loro vita l’annuncio del Vangelo abbia la precedenza su ogni altra cosa. Preghiamo.
  • Per i genitori e i figli: perché gli uni sappiano rispettare la personalità e la vocazione dei giovani; gli altri, perché non dimentichino l’amore e la dedizione dei loro genitori, specialmente quando sono anziani. Preghiamo.
  • Per tutti i battezzati: perché si ricordino di essere stati immersi nella morte di Cristo per vivere una vita nuova, e aver parte alla sua risurrezione. Preghiamo.
  • Per la nostra comunità: affinché sappia dare la testimonianza di accogliere fraternamente gli stranieri, i poveri, gli anziani, i malati. Preghiamo.

Padre, tu ci chiami ad accettare totalmente Gesù e la sua Parola, a portare la croce accanto a lui, e ad accogliere con amore i profeti, i giusti, i piccoli. Aiutaci a convertirci, perché diventiamo come tu ci vuoi. Per Cristo nostro Signore.

 

 

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Vincere sulla “luna storta” degli altri (23 giugno 2026)

Vincere sulla “luna storta” degli altri

Martedì della XII settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

23 giugno 2026

Don Antonio Carriero

Mt 7,6.12-14

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi.
Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti.
Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano!».

COMMENTO

Possiamo pensare a volte che il cristianesimo sia una specie di galateo spirituale. «Io tratto bene te, tu tratti bene me, e viviamo tutti in pace». Che la «regola d’oro» sia, appunto, un pacchetto di reciprocità commerciale, per cui ci comportiamo bene per ricevere il contraccambio. Non è esattamente questo ciò che chiede il Vangelo di oggi.
Questo brano fa proprio saltare questa logica, chiedendo qualcosa che è un po’ contrario alla logica del mondo, e cioè ci chiede di amare per primi, sempre, senza aspettare che sia l’altro a fare il primo passo. A volte le prime, silenziose guerre interiori dentro di noi nascono fin dal mattino, quando mettiamo piede in cucina, o in ufficio, a scuola o in parrocchia, e le persone che incrociamo ci girano le spalle e non ci salutano. Come prima reazione, ci chiudiamo e diventiamo anche noi, senza accorgercene, specchio del loro malumore.
Concretamente, allora, possiamo dire che il Vangelo ci chiede di prevenire quel saluto che potrebbe non arrivare, salutando noi per primi! Di agire nei confronti degli altri con una giustizia sovrabbondante. Di non mendicare sempre la gentilezza altrui, ma di offrire per primi gentilezza a chi incontriamo.
Questo modo di vivere evangelico, però, sta un po’ stretto alla logica del mondo, che invece sostiene: «Se non ti salutano, non salutare nemmeno tu… Se ti trattano male, tratta male anche tu… Non farti mettere i piedi in testa da nessuno». Infatti, quello che ci blocca nel fare sempre il primo passo verso gli altri è proprio il terrore di passare per stupidi, che il nostro bene sia calpestato…
«Entrate per la porta stretta»: Gesù, in qualche modo, ci sta dicendo che possiamo iniziare a fare noi il primo passo solo se posiamo il nostro bagaglio pieno di pregiudizi, di pretese di riconoscimento, della voglia di pretendere sempre un applauso. La “porta stretta” ci chiede di rimpicciolirci un po’ per non vivere più in base alla “luna storta” degli altri. Ci chiede di divenire noi per primi quei “profeti del bene” di cui il mondo ha sempre più bisogno.

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La preghiera serve a cambiare noi (18 giugno 2026)

La preghiera serve a cambiare noi

Giovedì della XI settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

18 giugno 2026

Don Antonio Carriero

Mt 6,7-15

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate.
Voi dunque pregate così:
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male.
Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe».

COMMENTO

Quando iniziamo a pregare, dobbiamo riconoscere una tendenza interiore che è abbastanza comune a tutti. Crediamo che, per comunicare con Dio, siano necessarie molte parole, metodi speciali o espressioni “giuste” che sembrano cariche di poteri particolari. Ma il Vangelo descrive questo comportamento con il termine greco battalogéō, che indica l’azione di parlare in modo confuso o di ripetere parole prive di un contenuto reale. Per i pagani, per esempio, la preghiera era uno strumento per attirare l’attenzione di una divinità ritenuta incapace di sentire, poco attenta alla vita degli uomini o da convincere con ostinazione. Al contrario, Gesù afferma che il Padre conosce le necessità degli uomini prima ancora che esse siano espresse.
La funzione della preghiera è quella di ricordarci la nostra condizione di figli. La preghiera non modifica la volontà di Dio, ma agisce sulle persone. Elimina in noi la convinzione – e la presunzione – errata di dover spiegare a Dio gli eventi della nostra vita. Con poche parole che racchiudono un’intenzione profonda – ci dice Gesù – la comunicazione è completa. Quando pronunciamo la frase «Sia santificato il tuo nome» o domandiamo il pane, stiamo dichiarando la nostra fiducia.
Eppure esiste una condizione specifica che risulta difficile da accettare e da praticare. Dice Gesù: «Se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe». Se dovessimo definire che cos’è il perdono, dovremmo rispondere che esso non è un’emozione, ma una scelta della volontà. Se infatti non annulliamo un debito morale nei confronti di qualcuno, anche il nostro animo rimane chiuso alla benevolenza del Padre. È inutile curare l’aspetto esteriore se dentro di noi permane, per tutta la vita, un risentimento persistente. Chiediamo al Signore che la preghiera, detta e vissuta, sia anzitutto un antidoto per la nostra conversione.

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1. ORAZIONI – 21 GIUGNO 2026 – XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

21 GIUGNO 2026

XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

«NON ABBIATE PAURA»

Antifona

Il Signore è la forza del suo popolo,
rifugio di salvezza per il suo consacrato.
Salva il tuo popolo, o Signore,
e benedici la tua eredità,
sii loro pastore e sostegno per sempre. (Cf. Sal 27,8-9)
Si dice il Gloria.
Colletta

Donaci, o Signore,
di vivere sempre nel timore e nell’amore per il tuo santo nome,
poiché tu non privi mai della tua guida
coloro che hai stabilito sulla roccia del tuo amore.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Oppure:

O Dio, che affidi alla nostra debolezza
l’annuncio profetico della tua parola,
liberaci da ogni paura,
perché non ci vergogniamo mai della nostra fede,
ma confessiamo con franchezza
il tuo nome davanti agli uomini.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Si dice il Credo

Sulle offerte

Questo sacrificio di espiazione e di lode
ci purifichi e ci rinnovi, o Signore,
perché i nostri pensieri e le nostre azioni
siano conformi alla tua volontà.
Per Cristo nostro Signore.
Antifona alla comunione

Gli occhi di tutti sono rivolti a te in attesa
e tu dai loro il cibo a tempo opportuno. (Sal 144,15)

Oppure:

«Io sono il buon pastore e do la mia vita per le pecore»,
dice il Signore. (Cf. Gv 10,11.15)

*A
Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati.
Non abbiate paura: voi valete più di molti passeri! (Mt 10,30-31)

Dopo la comunione

O Padre, che ci hai rinnovati
con il santo Corpo e il prezioso Sangue del tuo Figlio,
fa’ che l’assidua celebrazione dei divini misteri
ci ottenga la pienezza della redenzione.
Per Cristo nostro Signore.

 

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3. Commento alle Letture – 21 GIUGNO 2026 – XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

21 GIUGNO 2026

XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

«NON ABBIATE PAURA»

COMMENTO 

La persona di Geremia occupa un ruolo centrale nella storia dei profeti ebraici.
Visse tra il VII e VI secolo avanti Cristo in un periodo molto difficile del Regno di Giuda che si concluderà con la deportazione in Babilonia.
Di carattere timido e introverso viene scelto da Dio per esercitare la profezia a Gerusalemme.
La corruzione, la decadenza morale delle istituzioni e del potere religioso e politico, la violenza dilagante e l’ingiustizia plateale, hanno creato un diffuso clima di smarrimento e paura.
In questo contesto esistenziale, vincendo la sua naturale timidezza, nonostante le botte, le minacce, le persecuzioni e la prigionia, in solitudine assoluta, a gran voce condanna gli evidenti misfatti e ricorda a tutti che Dio c’è e, dunque, la paura dilagante non ha motivo di esistere: “Porrò la mia legge dentro di loro, la scriverò sul loro cuore. Allora sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo” (Ger 31,33).

Anche Gesù, nell’odierno brano evangelico, ricorda ai suoi discepoli disorientati e confusi questa verità.
Se Dio provvede ai passeri e conosce anche il numero dei nostri capelli, perché avere paura? Bella domanda valida anche oggi.

Dopo duemila anni di cristianesimo perché l’uomo e la donna di oggi vivono assediati dalla paura? Perché l’esistenza di giovani ed anziani è tarlata da molte paure esistenziali?
L’apparente benessere economico non riesce a liberare il cuore dal terrore dell’irrilevanza, della solitudine, della noia esistenziale, della tecnologia sempre più invadente ed inquietante?
Perché la bramosia dell’avere fa dimenticare l’importanza dell’essere?
Perché siamo sazi e disperati allo stesso tempo?
Perché abbiamo il mondo ai nostri piedi ma non abbiamo una casa in cui ci sentiamo accolti e protetti?
Perché i nostri conti bancari sono pingui ma i nostri cuori sono aridi?
Se crediamo che Dio c’è, che ruolo gioca nella nostra quotidianità?
L’essere credente oggi è semplice desiderio utopico o capacità di essere coraggio dove regna la paura, essere speranza dove impera la rassegnazione, essere relazione dove vige la spietata competizione, essere perdono dove la vendetta pietrifica i cuori?
Mai come oggi Dio ha bisogno di credenti in grado di costruire “cieli nuovi e terre nuove” in cui tutti possano sperimentare la presenza di un Padre che dà senso al vivere e pace ai cuori.
La comunità dei credenti in Dio dovrebbe essere la casa dove tutti si sentono accolti e nessuno rifiutato. Ma questo è utopia o missione da vivere? La fede in Dio ci obbliga a realizzarla concretamente nella storia a partire da noi stessi con coraggio ed intelligenza.
Gesù è veramente il nostro Dio e le sue parole sono incise nei nostri cuori?

COMMENTO 2

Dio non abbandona chi soffre per Lui

O Dio Padre, Ti ringraziamo per il ministero profetico di Geremia.
Osteggiato, perseguitato, oppresso a causa della fedeltà alla Tua Parola, non si perde d’animo,
avendo fiducia nel Tuo aiuto provvidente.

Anche noi preghiamo e speriamo nell’ora della persecuzione,
implorando su di noi la Tua bontà misericordiosa, credendo che Ti prendi cura dei poveri, degli umili che confidano in Te.

O Gesù Maestro,
Tu esorti noi Tuoi discepoli-missionari a non temere gli uomini,
annunciando con coraggio il Tuo Vangelo, rendendoti testimonianza con la forza del Tuo Santo Spirito,
consapevoli che il Padre Tuo e nostro veglia su di noi.

O Spirito Santo, da Te animati,
superiamo la paura della morte fisica, perché Tu ravvivi in noi la fede in Gesù Cristo, Nuovo Adamo,
che con la sua passione gloriosa ci ha liberato dalla schiavitù del peccato e della morte,
ed è la nostra vita e la nostra risurrezione.

O beata Vergine Maria, Donna eucaristica,
prega per noi perché, lasciandoci rinnovare dal Padre con il Corpo e il Sangue del suo Figlio in questa Eucaristia,
sacramento della redenzione, accogliamo docilmente il dono dello Spirito che ci purifica e ci rinnova,
vivendo come Gesù e in Gesù, da figli ubbidienti al Padre.

Amen!

Commento a cura di don Francesco Dell’Orto, parroco di San Lorenzo in Bisceglie, Per crescere nella conoscenza e nell’amore di Gesù Cristo. Preghiere e catechesi mistagogiche domenicali ciclo A 

 

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2. introduzioni – 21 GIUGNO 2026 – XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

21 GIUGNO 2026

XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

«NON ABBIATE PAURA»

«Non abbiate paura». Questo invito è presente nella Bibbia per ben 366 volte. Il cristiano sa che la sua fede lo condurrà di fronte a tante difficoltà e alla persecuzione. Il sentimento umanissimo della paura può condurlo alla tentazione di nascondere la propria fede. Oggi il Signore ci invita al coraggio di testimoniare il suo Vangelo in ogni circostanza. Lui è sempre con noi.

PRIMA LETTURA

Ha liberato la vita del povero dalle mani dei malfattori.

Geremia ha annunciato ciò che il Signore gli ha ordinato. Il risultato è l’isolamento e la persecuzione. Anche i suoi amici si sono rivoltati contro di lui. In questa situazione drammatica il profeta rinnova la sua fiducia nel Signore e aspetta la rivincita. Gesù insegnerà qualcosa di diverso.

SALMO RESPONSORIALE                

SECONDA LETTURA

Il dono di grazia non è come la caduta.

In questo brano Paolo mette a confronto l’opera di Adamo con quella di Gesù. Adamo ha fatto entrare il peccato nel mondo e lo ha trasmesso ai suoi discendenti, esponendoli alla morte spirituale. Gesù, obbedendo al Padre, ha riversato sull’umanità la vita stessa di Dio.

VANGELO

Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo.

Siamo nel capitolo in cui Matteo raccoglie le istruzioni di Gesù agli apostoli prima di mandarli in missione. Ma il discorso vale per tutti i cristiani dei tempi futuri. Chi vive e annuncia il Vangelo incontra difficoltà e persecuzioni e può subire la tentazione di rinnegare Gesù. Per questo ben tre volte risuona l’incoraggiamento: «Non abbiate paura».

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4. Letture – 21 GIUGNO 2026 – XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

21 GIUGNO 2026

XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

«NON ABBIATE PAURA»

PRIMA LETTURA

Ha liberato la vita del povero dalle mani dei malfattori.

Geremia ha annunciato ciò che il Signore gli ha ordinato. Il risultato è l’isolamento e la persecuzione. Anche i suoi amici si sono rivoltati contro di lui. In questa situazione drammatica il profeta rinnova la sua fiducia nel Signore e aspetta la rivincita. Gesù insegnerà qualcosa di diverso.

Dal libro del profeta Geremìa                   Ger 20,10-13  

Sentivo la calunnia di molti:
«Terrore all’intorno!
Denunciatelo! Sì, lo denunceremo».
Tutti i miei amici aspettavano la mia caduta:
«Forse si lascerà trarre in inganno,
così noi prevarremo su di lui,
ci prenderemo la nostra vendetta».
Ma il Signore è al mio fianco come un prode valoroso,
per questo i miei persecutori vacilleranno
e non potranno prevalere;
arrossiranno perché non avranno successo,
sarà una vergogna eterna e incancellabile.
Signore degli eserciti, che provi il giusto,
che vedi il cuore e la mente,
possa io vedere la tua vendetta su di loro,
poiché a te ho affidato la mia causa!
Cantate inni al Signore,
lodate il Signore,
perché ha liberato la vita del povero
dalle mani dei malfattori.

Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE                

Dal Salmo 68 (69)

R. Nella tua grande bontà rispondimi, o Dio.

Per te io sopporto l’insulto
e la vergogna mi copre la faccia;
sono diventato un estraneo ai miei fratelli,
uno straniero per i figli di mia madre.
Perché mi divora lo zelo per la tua casa,
gli insulti di chi ti insulta ricadono su di me. R.

Ma io rivolgo a te la mia preghiera,
Signore, nel tempo della benevolenza.
O Dio, nella tua grande bontà, rispondimi,
nella fedeltà della tua salvezza.
Rispondimi, Signore, perché buono è il tuo amore;
volgiti a me nella tua grande tenerezza. R.

Vedano i poveri e si rallegrino;
voi che cercate Dio, fatevi coraggio,
perché il Signore ascolta i miseri
non disprezza i suoi che sono prigionieri.
A lui cantino lode i cieli e la terra,
i mari e quanto brùlica in essi.   R.

SECONDA LETTURA

Il dono di grazia non è come la caduta.

In questo brano Paolo mette a confronto l’opera di Adamo con quella di Gesù. Adamo ha fatto entrare il peccato nel mondo e lo ha trasmesso ai suoi discendenti, esponendoli alla morte spirituale. Gesù, obbedendo al Padre, ha riversato sull’umanità la vita stessa di Dio.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani               Rm 5,12-15

Fratelli, come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e, con il peccato, la morte, così in tutti gli uomini si è propagata la morte, poiché tutti hanno peccato.
Fino alla Legge infatti c’era il peccato nel mondo e, anche se il peccato non può essere imputato quando manca la Legge, la morte regnò da Adamo fino a Mosè anche su quelli che non avevano peccato a somiglianza della trasgressione di Adamo, il quale è figura di colui che doveva venire.
Ma il dono di grazia non è come la caduta: se infatti per la caduta di uno solo tutti morirono, molto di più la grazia di Dio, e il dono concesso in grazia del solo uomo Gesù Cristo, si sono riversati in abbondanza su tutti.

Parola di Dio

ACCLAMAZIONE AL VANGELO

Alleluia, alleluia.

Lo Spirito della verità darà testimonianza di me,
dice il Signore,
e anche voi date testimonianza. (Gv 15,26b.27a)

Alleluia.

VANGELO

Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo.

Siamo nel capitolo in cui Matteo raccoglie le istruzioni di Gesù agli apostoli prima di mandarli in missione. Ma il discorso vale per tutti i cristiani dei tempi futuri. Chi vive e annuncia il Vangelo incontra difficoltà e persecuzioni e può subire la tentazione di rinnegare Gesù. Per questo ben tre volte risuona l’incoraggiamento: «Non abbiate paura».

Dal Vangelo secondo Matteo    Mt 10,26-33

In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli:
«Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze.
E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo.
Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!
Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli».

Parola del Signore.

 

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6. Vignetta di RobiHood – 21 GIUGNO 2026 – XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

21 GIUGNO 2026

XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

«NON ABBIATE PAURA»

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

Testi e i commenti proposti per la domenica 

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5. PREGHIERE PERDONO E FEDELI – 21 GIUGNO 2026 – XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

21 GIUGNO 2026

XII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

«NON ABBIATE PAURA»

RICHIESTA DI PERDONO

  • Signore, abbiamo temuto di non essere ascoltati e non abbiamo annunciato il Vangelo. Kyrie eleison.
  • Cristo, abbiamo avuto paura di perdere gli amici e non li abbiamo aiutati a riconoscere i loro errori. Christe eleison.
  • Signore, abbiamo temuto di soffrire a causa del Vangelo e ti abbiamo messo da parte in alcune scelte. Kyrie eleison.

PREGHIERA UNIVERSALE

Sac.: La tenerezza del Padre ci è rivelata in Gesù. Con lui, riconoscenti, diciamo:

Donaci, Signore, la fiducia in te.

  • La tua chiesa non sostituisca niente e nessuno a te, unico suo Signore. Preghiamo
  • Ci inviti, Signore, a “non aver paura”. Lo Spirito di fortezza pervada e rafforzi la nostra storia. Preghiamo
  • Gesù ha attraversato l’esperienza umana, compresa la morte, con la stabilità della sua fiducia filiale. In lui ci fu vita anche nel modo di morire. Signore Gesù, fa che ti seguiamo. Preghiamo
  • Gesù seppe vincere le sue paure con la certezza di essere figlio amato, uomo di verità, testimone di amore. Donaci, Signore, stabilità di vita. Preghiamo
  • Ci inviti a “riconoscerti davanti agli uomini”. La grazia della testimonianza e della coerenza di vita sia dono costante che ci accompagni nel nostro cammino. Preghiamo

Sac.: Padre, fiducioso nel figlio Gesù, accogli la nostra preghiera che in lui ti innalziamo, fiduciosi nella sua mediazione. A lui la gloria per tutti i secoli dei secoli. Amen

 

 

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Se il bene che facciamo diventa spettacolo (17 giugno 2026)

Se il bene che facciamo diventa spettacolo

Mercoledì della XI settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

17 giugno 2026

Don Antonio Carriero

Mt 6,1-6.16-18

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«State attenti a non praticare la vostra giustizia davanti agli uomini per essere ammirati da loro, altrimenti non c’è ricompensa per voi presso il Padre vostro che è nei cieli.
Dunque, quando fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade, per essere lodati dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando pregate, non siate simili agli ipocriti che, nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, amano pregare stando ritti, per essere visti dalla gente. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu preghi, entra nella tua camera, chiudi la porta e prega il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.
E quando digiunate, non diventate malinconici come gli ipocriti, che assumono un’aria disfatta per far vedere agli altri che digiunano. In verità io vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Invece, quando tu digiuni, profùmati la testa e làvati il volto, perché la gente non veda che tu digiuni, ma solo il Padre tuo, che è nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà».

COMMENTO

La pagina del Vangelo di oggi è molto severa, ma in verità ci dà le istruzioni per vivere la nostra vita con molta più libertà interiore. Passiamo infatti gran parte delle nostre giornate a dover sempre dimostrare qualcosa a qualcuno, o a recitare la parte delle persone perfette, che non sbagliano mai.
Nel cuore del Discorso della Montagna, Gesù ribalta completamente questa nostra logica mondana. Va dritto alla radice di questa nostra recita e ci dice di non fare il bene «per essere ammirati dagli uomini».
Celebre è la frase che don Bosco ripeteva ai suoi salesiani: «Guai a chi lavora aspettando le lodi del mondo: il mondo è un cattivo pagatore e paga sempre con l’ingratitudine».
La nostra malattia spirituale, a volte, può essere proprio l’applauso. Viviamo per l’applauso, per il consenso degli altri, trasformando le nostre relazioni e persino la fede in un palcoscenico. Ma, alla fine, recitare stanca e prosciuga la nostra anima.
Gesù allora ci consegna due immagini per vivere in modo autentico e più libero. La prima: «Non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra». Cioè, dovremmo liberarci dal bisogno ossessivo di autocompiacerci, smettere di darci una pacca sulla spalla da soli per ogni minima cosa buona che facciamo.
La seconda immagine è: «Entra nella tua camera, chiudi la porta». Non è un invito a isolarci dal mondo, ma a entrare nell’unico luogo dove non dobbiamo recitare una parte. Dietro quella porta chiusa non c’è un pubblico da convincere né qualcuno a cui rendere conto, ma «il Padre tuo, che vede nel segreto».