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3. Commento alle Letture – 8 FEBBRAIO 2026 – V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

8 FEBBRAIO 2026

V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

CRISTIANI: SALE E LUCE PER IL NOSTRO MONDO

COMMENTO

Le Bratitudini rappresentano l’identikit del vero cristiano. Non sono un semplice assemblaggio di buone intenzioni. Sono il progetto concreto per un’esistenza incentrata sulla fede nel Risorto.
Il brano evangelico di oggi lo evidenzia senza lasciare spazio ad eventuali fraintendimenti o a farisaiche interpretazioni.
Essere cristiani non vuol dire mettere su un teatrino di buone intenzioni ipotetiche. La fede non significa essere affabulatori intrisi di buonismo e fariseismo. Non predicatori forbiti e logorroici  spacciatori di belle chiacchiere ed inutili proclami.
Cristo sintetizza l’essere cristiano in due termini che tutti comprendono.
Chi crede in lui deve essere sale e luce per tutti.
Nell’antichità il sale era tenuto in alta considerazione ed era un elemento prezioso che veicolava due significati fondamentali nelle società’del tempo. Era fondamentale per la conservazione del cibo, dava sapore ed impediva il deterioramento nel tempo di molti alimenti. Per questo quando veniva stipulato un contratto esso veniva cosparso di sale, simbolo di purezza degli intenti e di fedeltà a quanto sottoscritto.  Se queste sue qualità si degradavano il sale diventava inutile e lo si buttava.
L’altra caratteristica dell’identità cristiana è la luce. Oggi grazie al progresso viviamo in un mondo a forte inquinamento luminoso. Ai tempi di Gesù la luce scarseggiava e la vita era immersa e condizionata dalle tenebre. Il buio della notte rendeva lo spostarsi problematico e difficile. In esso si perdevano i punti di riferimento che tranquillizzavano l’esistenza. Nelle tenebre la luce orientava e cacciava le paure.
Il cristiano deve essere luce e sale. Esse fanno parte indispensabile del suo genoma. Se mancano, la fede perde ogni significato. Non sono degli optionals ma dei marcatori di precise identità.
Un comportamento di fede tiepido, insulso, incoerente, verboso ed intriso di inutili buone intenzioni e di vellutati moralismi serve a nulla. È meglio che sparisca dalla circolazione.
Una preghiera  , surgelata e statuaria in un ritualismo tronfio e rumoroso, è fiato sprecato ed indisponente.
Le beatitudini sono modelli che si incarnano nella coerenza di vita umile ed incisiva. Sono luce che genera speranza dove c’è rassegnazione, perdono dove regna il rancore, senso dove il qualunquismo omologa tutto ed il nichilismo desertifica  il cuore.
In un mondo che ha perso le sue coordinate esistenziali ed i suoi punti di riferimento quale contributo portiamo con il nostro essere cristiani?

RIFLESSIONE

Le due similitudini del sale e della luce continuano l’ultima beatitudine che riguardava i discepoli perseguitati, quindi il voi è certamente riferito ai discepoli.
Per comprendere la prima similitudine osserviamo a cosa serve il sale e quale significato assume nella Bibbia. Il sale dà sapore ai cibi, è indispensabile per la buona salute (la mancanza di sale provoca disturbi), purifica e conserva alcuni cibi. Nella Bibbia è utilizzato come simbolo della sapienza, il gusto delle cose che riguardano Dio, la conoscenza profonda di lui e della sua Parola. I discepoli del Signore dunque hanno una responsabilità precisa e grande nei confronti dell’umanità (è questa la terra di cui essi sono il sale). Senza i discepoli l’umanità è scipita, malata, si corrompe, non ha conoscenza profonda e vitale di Dio e del suo mondo. Il sale non può diventare scipito, ma i discepoli sì. Inoltre, se essi perdono la loro identità il danno non è solo per l’umanità, ma anche per loro stessi: diventano inutili e meritevoli di biasimo da parte di coloro che avrebbero dovuto «insaporire».
«Luce del mondo» è il titolo che Gesù dà a se stesso nel vangelo di Giovanni, ma qui è conferito ai discepoli. Nella Bibbia la luce è l’inizio della creazione e in termini universali è simbolo di vita, permette la visione e il contatto con persone e oggetti, apre alla conoscenza di Dio e del mondo. Se i discepoli sono luce, allora il mondo grazie a loro può vedere e conoscere Dio. La luce non ha bisogno di mettersi in mostra, basta che sia se stessa, così illumina. Perciò i discepoli non hanno bisogno di cercare visibilità, basta che vivano il vangelo. Infatti essi saranno riconosciuti come luce per le opere buone compiute, come una città sulla montagna è vista da tutti. Invece, un discepolo che nasconde la luce ricevuta nel battesimo (non vive la propria fede e la carità) è inutile e rinnega la propria identità cristiana.
Il Signore, concludendo, esprime il fine dell’essere e dell’agire dei discepoli: manifestare, rendendola visibile, la gloria del Padre; cioè, far riconoscere a tutti che il Padre è presente nella storia e si dona con amore misericordioso, attraverso il Figlio nello Spirito, per salvare gli uomini e renderli suoi figli.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. Sale e luce per l’umanità: una responsabilità pesante, troppo. Ma non è un compito morale, un’altra missione, un altro «lavoro» da aggiungere a tutti gli altri. È un dono. L’abbiamo già ricevuto nel battesimo e porta frutti a causa della nostra scelta di credere e di seguire Gesù. Basta essere e vivere da cristiano, niente di più.
  2. Portare sapore in questo mondo. Avere e comunicare il gusto e il piacere di vivere sulla terra come cittadini del cielo; come fratelli di sangue divino; come pellegrini in cammino verso il Paradiso, che si aiutano, si incoraggiano e insieme cantano la gioia della vicinanza della meta.
  3. Preservare il mondo dalla corruzione. Ci tocca anzitutto non lasciarci corrompere dai fermenti del peccato. Anche noi abbiamo bisogno di chi ci preservi e ci liberi dal male: lo fa Gesù, se noi abitiamo in lui e lui in noi. Così possiamo collaborare con lui per fermare il diffondersi del male tra gli uomini.
  4. Illuminare il mondo. Molti uomini e donne camminano nel buio, non distinguono il bene dal male, non si rendono conto di andare verso il precipizio. Se incontrano un cristiano caritatevole, misericordioso e felice, anche in mezzo alle difficoltà, agli insulti e alle persecuzioni, allora possono aprire gli occhi e il cuore al vangelo che li salva.

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

Vivere e mostrare la gioia di essere cristiani e realizzare tutto il bene che possiamo.