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9. Narrazione – XX C, 18 ago ’19

LA SOLUZIONE

Un’allegra e vorace comunità di piccioni aveva eletto come domicilio il sagrato di una chiesa.
Dopo i matrimoni, le fessure del lastrico si riempivano di chicchi di riso che facevano la gioia dei volatili.
Qualche chicco finiva anche oltre il portale della chiesa e, presi dall’entusiasmo, i piccioni finirono per entrare dentro la chiesa.
Qualcuno restava dentro anche durante le funzioni domenicali, e operava incursioni che disturbavano e distraevano i fedeli.
Senza contare le «firme» oltraggiose lasciate sulle statue dei santi.
Il parroco, esasperato, convocò in seduta straordinaria il Consiglio Pastorale, mettendo all’ordine del giorno la soluzione del problema.
«Dobbiamo assolutamente fare qualcosa per impedire ai piccioni di entrare in chiesa!».
Parlò per primo un consigliere, forse discendente di Erode, che disse: «Buttiamo del riso avvelenato e facciamoli fuori tutti!».
L’anima francescana di molti consiglieri si ribellò con veemenza: «Questo mai! Portiamoli in qualche cascina in campagna dove vivranno felici e in compagnia!».
Ma anche questa soluzione non sembrò praticabile.
Furono ugualmente bocciate la proposta di procurare un rapace opportunamente addestrato per catturare i piccioni, come pure quella di installare pesanti reti sulle porte e sulle finestre della chiesa.
Alla fine, quando cominciava a serpeggiare un silenzio imbarazzato, il più anziano del Consiglio domandò: «Insomma, voi volete che i piccioni non entrino più in chiesa?».
«Sì!» gridarono in coro i consiglieri.
«Volete proprio non vederceli mai più?».
«Sì!» urlarono i consiglieri, spazientiti.
«Allora è facile» replicò il vecchietto.
«Fate così: battezzateli, fategli fare la Prima Comunione, cresimateli e in chiesa non li vedrete mai più…».

È proprio così…!


(tratto da “365 Piccole Storie per l’anima”, Vol. 1, pag. 255 – Bruno Ferrero, Elledici)