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7. Aforismi – XXXIII C, 17 nov ’19

Raccolta di aforismi, aneddoti o testi utili per la riflessione o l’approfondimento

DUNQUE TESTIMONI (con Paolo, Seconda Lettura)
Come rendere testimonianza? Lo ha spiegato bene san Paolo nella Seconda Lettura odierna. Rivolto ai cristiani della comunità di Tessalonica, oggi Salonicco, ha scritto: «Sentiamo che alcuni di voi vivono disordinatamente, senza far nulla, e in continua agitazione». Poi, con tono molto severo: «A questi tali ordiniamo, esortandoli nel Signore Gesù Cristo, di mangiare il proprio pane lavorando in pace». E ha ricordato: «Quando eravamo presso di voi, vi demmo questa regola: “Chi non vuole lavorare, neppure mangi”».
– Perciò, lavorare in pace. La testimonianza passa attraverso l’impegno, il lavoro. Paolo ricorda il suo esempio: «Noi non abbiamo vissuto oziosamente tra voi, né abbiamo mangiato gratis il pane di alcuno, ma abbiamo lavorato con fatica e sforzo notte e giorno, per non essere di peso ad alcuno!». Il lavoro manuale nel mondo antico era disprezzato, considerato occupazione da schiavi; ma Paolo aveva una precisa professione, era tessitore di tende. Dovunque andasse la esercitava, giungendo perfino ad aiutare con i suoi proventi qualche cristiano sprovvisto di mezzi o di mestiere. Di solito si comportava così, almeno fino a quando qualche benestante della comunità non gli diceva: a mantenerti d’ora in poi ci penso io, tu pensa solo ad annunciare il Vangelo.
– In tal modo Paolo ci è stato di esempio su come occupare il tempo, mentre il Regno di Dio sbocciava nel mondo come il lievito fa fermentare la pasta. Il pensatore cristiano Teilhard de Chardin ha indicato chiaramente – a modo suo – il compito dei cristiani nel futuro: trasformare la realtà del mondo perché essa diventi «pronta per la parusia» (prèt pour la parousie). Pronta per la venuta del Signore alla fine dei tempi.

DUNQUE PERSEVERANTI
– I nostri compiti possono apparire modesti, però ha osservato sant’Agostino: «Le piccole cose sono veramente piccole, ma essere fedeli nelle piccole cose diventa una cosa grande».
– Un bel proverbio ci ricorda: «Perseverando, la lumaca raggiunse l’arca di Noè».

Tante volte si è così svagati nel fare il bene, che gli umoristi hanno fatto dell’ironia anche sulle nostre fragili virtù.
– La costanza dovrebbe essere virtù praticata da tutti. Invece: «Costanza: di questa parola si è fatto un nome proprio, forse perché non è comune» (François Véron).
– Sulla fede, e la fedeltà: «Fedele? Ahimé, oggi è appena il nome di un cane» (George De Portoriche).
– Sulla fermezza: «La fermezza oggi è la virtù caratteristica degli orologi comunali» (Ernesto Carletti).

Ma non bisogna aver paura dei nostri errori, delle nostre cadute.
Teresa d’Avila, santa, diceva di sé: «Cadendo e rialzandomi, ho imparato a salire».
– E Louis Veuillot: «La vita cristiana é fatta di ricominciamenti».
– L’Imitazione di Cristo, testo di alta spiritualità, suggerisce: «Ricomincia sempre!» (Semper incipe).


(tratto da: E. Bianco, All’altare di Dio – Anno C – Elledici 2009)