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4. Parola da Vivere – 8 novembre 2020

8 novembre

32ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Giornata del Ringraziamento

Con le lampade accese nell’attesa dello Sposo

COMMENTO

In questo brano Gesù parla ai discepoli e alla folla, contemporaneamente Matteo parla alla sua comunità, composta prevalentemente di cristiani provenienti dall’ebraismo, noi leggiamo queste parole del vangelo come rivolte direttamente alle comunità e ai cristiani del nostro tempo.
Gesù mette in guardia dai cattivi maestri che insegnano correttamente la Legge di Mosè, ma non la mettono in pratica. Per di più nei confronti della gente, alle prese con i problemi quotidiani e con la difficoltà di mettere insieme l’osservanza di 613 precetti, non han- no nessuna capacità di comprensione, di misericordia e di aiuto spirituale: non vivono secondo la Legge che insegnano e non aiutano la gente a viverla, anzi la fan- no sentire oppressa da un peso insopportabile. La radi- ce di questi atteggiamenti è nel fatto che non cercano la volontà di Dio e la sua approvazione, ma il potere, il prestigio, la ricchezza di questo mondo. Invece di osservare la Legge con tutto il cuore, la scrivono su pezzi di papiro e la mettono nei contenitori di pelle (i filattèri) che si attaccano alla fronte o alle braccia durante le preghiere pubbliche. Invece di aiutare i fratelli, si preoccupano di allungare le frange del mantello (fiocchi di cotone appesi agli angoli) per apparire più rispetta- bili e più degni di onore… I discepoli del Signore, in- vece, riconoscendo un unico Padre, un unico Maestro e un’unica Guida, sanno di essere tutti sullo stesso pia- no e possono costruire una comunità autenticamente fraterna, in cui nessuno pensa o si sente superiore agli altri, ma tutti, con umiltà sincera, si mettono a servizio gli uni degli altri.
Matteo, da parte sua, ha bisogno di questo insegnamento di Gesù per rassicurare i fratelli che la legge di Mosè è buona, che Gesù l’ha rinnovata e completata, che possono continuare a osservarla, ma in maniera diversa dagli scribi e dai farisei, animata dalla nuova Legge promulgata da Gesù. Difatti, essi ora hanno come Guida e modello non più Mosè, ma Gesù. Per questo non devono considerarsi superiori ai cristiani provenienti dal paganesimo, perché, se si esaltano, saranno umiliati, men- tre, se riconoscono la verità che ha rivelato Gesù e considerano gli altri veramente come fratelli, riceveranno la lode da Dio.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

1. «Dicono e non fanno». In genere questo detto passa dai farisei ai preti di oggi. In alcuni casi è vero, purtroppo. Ma ci sono anche laici che dicono di essere cristiani e mettono da parte il Vangelo. Ci sono battezzati che non dicono e non fanno. Ci sono non battezzati che non dicono, ma si comportano con retta co- scienza. A che serve tutto questo? A niente. Ciascuno deve rispondere a se stesso e a Dio di come ha scelto di vivere.

2. Se non vai in televisione, se non sei sulle riviste, se non abiti il web, non esisti. Oggi sembra che l’apparire sia più importante dell’essere. Per grazia di Dio, non tutti la pensano così.

3. Il Magistero della Chiesa non dipende dal comportamento di qualche prete o anche di qualche vescovo o cardinale. Il Vangelo va tradotto nella lingua del XXI secolo e tutti, laici e pastori, abbiamo bisogno del dono dello Spirito, che ci fa riconoscere la via che conduce alla salvezza.

4. L’antidoto a ogni orgogliosa superiorità è il farsi servo delle persone che il Signore in mille modi ci mette accanto, non solo dei fratelli nella fede, con i quali dovrebbe essere più facile, ma anche di tutti gli altri, specialmente quelli che non hanno voce.

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

Ascoltando con cuore attento la Parola, trovo un’indicazione da mettere subito in pratica.

 


Tratto da: Messale delle domeniche e delle feste – Elledici – 2017