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4. Letture – III DOMENICA DI QUARESIMA

3 MARZO

III DOMENICA DI QUARESIMA

GESÙ, TEMPIO DI DIO

PRIMA LETTURA

* TRA PARENTESI [ ] LA FORMA BREVE.

La legge fu data per mezzo di Mosè.
È il brano di quelli che noi conosciamo come i «dieci comandamenti». Il testo invece parla di dieci «parole», che non impongono obblighi e non minacciano castighi. Esprimono semplicemente la cura che Dio ha per i suoi fedeli, indicando loro la strada per una vita giusta e pacifica.

Dal libro dell’Esodo           Es 20,1-17

[In quei giorni, Dio pronunciò tutte queste parole:
«Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dalla  terra d’Egitto, dalla condizione servile:
Non avrai altri dèi di fronte a me.]
Non ti farai idolo né immagine alcuna di quanto è lassù nel cielo, né di quanto è quaggiù sulla terra, né di quanto è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, tuo Dio, sono un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano, ma che dimostra la sua bontà fino a mille generazioni, per quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.
[Non pronuncerai invano il nome del Signore, tuo Dio, perché il Signore non lascia impunito chi pronuncia il suo nome invano.
Ricòrdati del giorno del sabato per santificarlo.] Sei giorni lavorerai e farai ogni tuo lavoro; ma il settimo giorno è il sabato in onore del Signore, tuo Dio: non farai alcun lavoro, né tu né tuo figlio né tua figlia, né il tuo schiavo né la tua schiava, né il tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te. Perché in sei giorni il Signore ha fatto il cielo e la terra e il mare e quanto è in essi, ma si è riposato il settimo giorno. Perciò il Signore ha benedetto il giorno del sabato e lo ha consacrato. [Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che il Signore, tuo Dio, ti dà.
Non ucciderai.
Non commetterai adulterio.
Non ruberai.
Non pronuncerai falsa testimonianza contro il tuo prossimo.
Non desidererai la casa del tuo prossimo.
Non desidererai la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo né la sua schiava, né il suo bue né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo».]

Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE   

Il salmista tesse l’elogio della legge di Dio. Chi la osserva è l’uomo veramente saggio che trova in essa la gioia.

Signore, tu hai parole di vita eterna.

La legge del Signore è perfetta, rinfranca l’anima;
la testimonianza del Signore è stabile, rende saggio il semplice.
I precetti del Signore sono retti, fanno gioire il cuore;
il comando del Signore è limpido, illumina gli occhi.

Il timore del Signore è puro, rimane per sempre;
i giudizi del Signore sono fedeli, sono tutti giusti.
Più preziosi dell’oro, di molto oro fino, più dolci del miele
e di un favo stillante.

SECONDA LETTURA

Annunciamo Cristo crocifisso, scandalo per gli uomini, ma, per coloro che sono chiamati, sapienza di Dio.
I Corinzi erano affascinati dalla sapienza e dalla potenza, ma Paolo li richiama al cuore della fede cristiana: la croce di Cristo è considerata pazzia e debolezza dagli uomini; per i credenti, invece, Cristo crocifisso manifesta la sapienza di Dio, che si fa conoscere nell’amore, e la potenza di Dio, che salva tutti con il dono di sé.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi                     1 Cor 1,22-25

Fratelli, mentre i Giudei chiedono segni e i Greci cercano sapienza, noi invece annunciamo Cristo crocifisso: scandalo per i Giudei e stoltezza per i pagani;
ma per coloro che sono chiamati, sia Giudei che Greci,
Cristo è potenza di Dio e sapienza di Dio.
Infatti ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini.

Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO       

Cf Gv 3,16

Lode e onore a te, Signore Gesù!

Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito;
chiunque crede in lui ha la vita eterna.

Lode e onore a te, Signore Gesù!

VANGELO

Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere.
Giovanni, diversamente dai sinottici, colloca la cacciata dei venditori dal tempio all’inizio della missione di Gesù. È la presentazione del Cristo come profeta, che compie un clamoroso gesto simbolico. Così prepara una rivelazione più alta: è lui in persona il luogo autentico della presenza di Dio Padre nel mondo. Gli apostoli lo capiranno solo dopo la risurrezione di Gesù.

Dal vangelo secondo Giovanni            Gv 2,13-25

Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. Allora fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi, e ai venditori di colombe disse: «Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato!». I suoi discepoli si ricordarono che sta scritto: «Lo zelo per la tua casa mi divorerà».
Allora i Giudei presero la parola e gli dissero:
«Quale segno ci mostri per fare queste cose?». Rispose loro Gesù: «Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere». Gli dissero allora i Giudei: «Questo tempio è stato costruito in quarantasei anni e tu in tre giorni lo farai risorgere?». Ma egli parlava del tempio del suo corpo.
Quando poi fu risuscitato dai morti, i suoi discepoli si ricordarono che aveva detto questo, e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.
Mentre era a Gerusalemme per la Pasqua, durante la festa, molti, vedendo i segni che egli compiva, credettero nel suo nome. Ma lui, Gesù, non si fidava di loro, perché conosceva tutti e non aveva bisogno che alcuno desse testimonianza sull’uomo. Egli infatti conosceva quello che c’è nell’uomo.

Parola del Signore.