Pubblicato il

2. Letture e introduzioni – 7 febbraio 2021

7 febbraio

5ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Una giornata di Gesù

Tutto l’Antico Testamento è preparazione e attesa di Gesù. Mosè inviterà gli ebrei ad attendere un nuovo liberatore, un altro come lui, perché Dio non abbandona il suo popolo. Sin dall’inizio della sua predicazione, Gesù si rivela come il profeta atteso. La sua parola colpisce chi lo ascolta: Gesù parla con autorità e trasmette insegnamenti nuovi. Lo fa attraverso le parole, ma anche e di più con la sua vita e i miracoli.

PRIMA LETTURA

Notti di affanno mi sono state assegnate.

Giobbe è un uomo diventato il simbolo dell’uomo che soffre, dell’uomo schiacciato dal dolore. Si lamenta con Dio per quanto gli sta capitando. Non sopporta più le notti insonni, i giorni che passano senza speranza, e prega che il Signore della vita gli usi misericordia e gli venga in aiuto. 

 Dal libro di Giobbe.                                                                                                     Gb 7,1-4.6.7

Giobbe parlò e disse:
«L’uomo non compie forse un duro servizio sulla terra
e i suoi giorni non sono come quelli d’un mercenario?
Come lo schiavo sospira l’ombra
e come il mercenario aspetta il suo salario, così a me sono toccati mesi d’illusione
e notti di affanno mi sono state assegnate. Se mi corico dico: «Quando mi alzerò?».
La notte si fa lunga e sono stanco di rigirarmi fino all’alba.
I miei giorni scorrono più veloci d’una spola, svaniscono senza un filo di speranza.
Ricòrdati che un soffio è la mia vita:
il mio occhio non rivedrà più il bene».

Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE                                                                Dal Salmo 146 (147)

È bello lodare Dio. Egli conosce ogni cosa e le accompagna con la sua bontà e la sua sapienza. Abbassa gli empi e si compiace degli umili.

Rit. Risanaci, Signore, Dio della vita.

È bello cantare inni al nostro Dio,
è dolce innalzare la lode.
Il Signore ricostruisce Gerusalemme,
raduna i dispersi d’Israele.

Risana i cuori affranti
e fascia le loro ferite.
Egli conta il numero delle stelle
e chiama ciascuna per nome.

Grande è il Signore nostro, grande nella sua potenza;
la sua sapienza non si può calcolare.
Il Signore sostiene i poveri,
ma abbassa fino a terra i malvagi.

 SECONDA LETTURA

Guai a me, se non annuncio il vangelo.

Paolo afferma di essere soprattutto un predicatore, un annunciatore del Vangelo, ma questo non lo inorgoglisce, perché ne sente la responsabilità. È questo infatti l’incarico che gli è stato affidato dal Signore. E proclama di predicare il Vangelo gratuitamente, con la massima disponibilità, facendosi servo di tutti, pur di «salvare a ogni costo qualcuno». 

 Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi.                              1Cor 9,16-19.22-23

Fratelli, annunciare il Vangelo non è per me un vanto, perché è una necessità che mi si impone: guai a me se non annuncio il Vangelo!
Se lo faccio di mia iniziativa, ho diritto alla ricompensa; ma se non lo faccio di mia iniziativa, è un incarico che mi è stato affidato. Qual è dunque la mia ricompensa? Quella di annunciare gratuitamente il Vangelo senza usare il diritto conferitomi dal Vangelo.
Infatti, pur essendo libero da tutti, mi sono fatto servo di tutti per guadagnarne il maggior numero. Mi sono fatto debole per i deboli, per guadagnare i deboli; mi sono fatto tutto per tutti, per salvare a ogni costo qualcuno. Ma tutto io faccio per il Vangelo, per diventarne partecipe anch’io.

Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO         Mt 8,17

Alleluia, alleluia.

Cristo ha preso le nostre infermità e si è caricato delle nostre malattie.

Alleluia.

VANGELO

Guarì molti che erano affetti da varie malattie.

L’evangelista Marco descrive una giornata di Gesù. Prima va in sinagoga, poi resta ospite a casa di Pietro e Andrea. Qui guarisce la suocera di Pietro e trascorre il pomeriggio con loro. A sera vengono tantissimi ammalati per essere guariti. All’alba del giorno dopo, quando è ancora buio, Gesù cerca un posto deserto per pregare. Cercato dagli apostoli, parte con loro per annunciare il Vangelo altrove.

Dal vangelo secondo Marco.                                                                                      Mc 1,29-39

In quel tempo, Gesù, uscito dalla sinagoga, subito andò nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva.
Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la città era riunita davanti alla porta. Guarì molti che erano affetti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.
Al mattino presto si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. Lo trovarono e gli dissero: «Tutti ti cercano!». Egli disse loro: «Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!».
E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.

Parola del Signore.