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2. Introduzioni – 13 settembre 2020

13 settembre

24ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Il perdono qualifica il cristiano

Il cuore di Dio è grande, la sua misericordia è senza limiti. Il Padre è sempre pronto a perdonarci, dice Gesù oggi, e noi dovremmo imitarlo perdonando anche noi con generosità e apertura d’animo, abbandonando ogni risentimento, pronti sempre a riconciliarci, fino a «settanta volte sette»!

 PRIMA LETTURA

Perdona l’offesa al tuo prossimo e per la tua preghiera ti saranno rimessi i peccati.

Il sapiente Ben Sirac, vissuto nel secondo secolo a.C. scopre il legame che c’è tra la nostra richiesta di perdono che chiediamo a Dio nella preghiera e l’esigenza della riconciliazione con coloro verso i quali portiamo rancore.

 Dal libro del Siracide.                                             Sir 27,30‒28,7 (Neo Vulgata: 27,33‒28,9)

 SALMO RESPONSORIALE                                                               Dal Salmo 102 (103)

Il salmista riconosce che il Signore è buono e grande dell’amore e nel perdono. La sua misericordia è senza limiti.

Rit. Il Signore è buono e grande nell’amore.

 SECONDA LETTURA

Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo del Signore.                                

Con questa domenica finiamo la lettura continua della lettera ai Romani. Noi apparteniamo a Cristo sempre, dice Paolo, nella vita e nella morte. Tra le cose che ci assimilano di più a Gesù c’è certamente la capacità di perdonare.

 Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani.                                                        Rm 14,7-9

VANGELO

Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.       

Gesù racconta una parabola paradossale per invitarci a perdonare. Ma anche per dire che il perdono che noi concediamo ai nostri fratelli è infinitamente più piccolo di quello che Dio concede a noi.

Dal vangelo secondo Matteo.                                                                                  Mt 18,21-35

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