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2. Introduzioni – 5 luglio 2020

5 luglio

14ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Io sono mite e umile di cuore

Gesù dice di se stesso di essere «mite e umile di cuore» e invita i suoi discepoli a imitarlo, a essere come lui. E si rallegra perché tanta gente del popolo, i piccoli della terra, gli stanchi e gli oppressi, pecore senza pastore, ascoltano, accolgono e seguono i suoi messaggi con apertura di cuore e disponibilità. Invece i notabili del suo tempo, quelli che contano, come gli scribi e i farisei, gli tendono tranelli e non accolgono la sua parola.

PRIMA LETTURA

Ecco, a te viene il tuo re umile.                                                             

Gesù realizza pienamente la profezia di Zaccaria. In contrapposizione ai re gloriosi del suo tempo, Zaccaria annuncia l’arrivo di un re «giusto, vittorioso e umile» che entra pacificamente in Gerusalemme, non servendosi di un cavallo da guerra, ma cavalcando un asinello.

 Dal libro del profeta Zaccaria.                                                                                        Zc 9,9-10

 SALMO RESPONSORIALE                                                                Dal Salmo 144 (145)

Il salmista rende gloria a Dio per la sua grandezza e bontà. Egli è il sostegno dei deboli, fedele e misericordioso verso tutti.

Rit. Benedirò il tuo nome per sempre, Signore.

SECONDA LETTURA

Se mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, vivrete.

Da oggi e per cinque domeniche sentiremo leggere il capitolo 8° della lettera di Paolo ai Romani. Quest’oggi Paolo ci invita a non diventare schiavi del peccato e a vivere una vita nuova nello Spirito. Vivere secondo lo Spirito è premessa di immortalità, perché abita in noi lo stesso Spirito che ha risuscitato Gesù dalla morte.

 Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani.                                                  Rm 8,9.11-13

VANGELO

Io sono mite e umile di cuore.                                                                

Il Vangelo ci fa conoscere una delle pochissime preghiere di Gesù al Padre. Gesù benedice e ringrazia perché la sua missione si compie e viene accolta da gente come lui, semplice e umile.

Dal vangelo secondo Matteo.                                                                                  Mt 11,25-30


 

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