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Santa Giovanna di Chantal madre e maestra

Le lettere di Santa Giovanna di Chantal
Per la prima volta in Italia l’epistolario (seconda parte) di una grande santa discepola di San Francesco di Sales rivela lo spirito del santo patrono dei giornalisti consegnato alle Sorelle Visitandine attraverso le LETTERE

SANTA GIOVANNA DI CHANTAL
MADRE E MAESTRA
Lo spirito di Francesco di Sales consegnato
alle Sorelle Visitandine attraverso le LETTERE
Seconda parte
(Pagine 224 – € 14,00)
L’Editrice Elledici pubblica il secondo volume sulle Lettere di Giovanna di Chantal che ne completa la figura e il messaggio.
L’autore, Don Gianni Ghiglione, per la prima volta in Italia, offre al lettore una grande quantità di citazioni tratte dalla corrispondenza della Santa.
Si tratta di un tesoro immenso e straordinario.
È da questo tesoro che vengono tratte le notizie per illustrare gli anni di vita e di azione di Giovanna, a partire dalla morte di Francesco di Sales, e restituirli così al lettore luminosi, appassionati e ricchi di infinita carità.
È questo tesoro che fa emergere aspetti inediti e insospettati della Fondatrice dell’Ordine della Visitazione, che è stata sempre, ma soprattutto in quest’ultima fase della vita,
– Madre attenta ai monasteri che si vanno moltiplicando e alle necessità delle Superiore;
– Maestra preoccupata di trasmettere il genuino spirito “salesiano"(quello che lei aveva appreso direttamente da Francesco di Sales) e diindicare a tutte le Sorelle la via che porta in alto, per cui “ciò che non è Dio non è nulla per noi!".
Questo tesoro di tremila lettere ci permette di scoprire gli anni “di notte oscura" di Giovanna. Sarà una sorpresa per il lettore.
Infine è questo tesoro che illumina la fondazione del Monastero di Torino, prima presenza visitandina in Italia: nel carteggio con la Madre di Lucinge Giovanna manifesta al meglio le sue qualità di Madre e di Maestra.
L’ultima lettera, non scritta, la Santa la spedisce a ogni lettore e a ogni lettrice per ricordare che l’amore per Dio può colmare una vita.

IN 2 VOLUMI, PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA L’EPISTOLARIO DI UNA GRANDE SANTA

Copertina
Introduzione
Ringraziamenti
Indice

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La biografia e le lettere di Santa Giovanna di Chantal

Le lettere di Santa Giovanna di Chantal
Per la prima volta in Italia la biografia e l’epistolario di una grande santa discepola di San Francesco di Sales
(patrono dei giornalisti)

Santa Giovanna di Chantal mamma e madre
La vita e il cammino spirituale nelle lettere
ai familiari, agli amici e alle suore
di Gianni Ghiglione 
(Editrice Elledici – Pagine 216 – € 14,00)
La vita di Giovanna Frémiot è legata indissolubilmente alla figura di San Francesco di Sales (santo patrono dei giornalisti), suo direttore e guida spirituale, e di cui fu seguace e anche ispiratrice e collaboratrice.
Giovanna di Chantal (Digione, 1572 – Moulins, 13 dicembre 1641), nacque a Digione. A vent’anni sposò il barone di Chantal, da cui ebbe numerosi figli. Rimasta vedova, a seguito dell’incontro con Francesco di Sales, consacrò la sua vita a Dio, e fondò l’ordine delle Visitandine e numerosi monasteri.
Questo volume ne racconta brevemente la vita, evidenziando il cammino spirituale sotto la guida di Francesco di Sales.
Quindi presenta le lettere da lei scritte ai figli, ai familiari, agli amici, passando poi alle lettere scritte in quanto Madre di una comunità e punto di riferimento dell’Ordine della Visitazione, fino al 1622, anno della morte di Francesco.
Dalla quarta di copertina
Santa Giovanna di Chantal è poco conosciuta dal pubblico italiano. Eppure, fondatrice con San Francesco di Sales dell’Ordine delle Visitazione, è un gigante di santità. Non ha composto trattati ascetici o libri di teologia, ma soltanto lettere. Secondo gli esperti ne ha scritte circa trentamila, di cui tremila sono giunte fino a noi.
Questo vasto epistolario ci permette di scoprire una donna affascinante. Fu madre e sposa di quattro figli. Poi, rimasta vedova, sotto la guida del Vescovo di Ginevra, San Francesco di Sales, inizia un cammino che la porterà a diventare religiosa, fondatrice e Madre.
Scrive quasi unicamente alla sue Figlie, alle superiori dei monasteri che si vanno diffondendo in Savoia, in Francia, in Piemonte (alla sua morte saranno ottantasette!).
Ma ciò che lei coniglia, suggerisce e manifesta supera le mura del monastero e raggiunge la nostra vita quotidiana, spesso agitata e frenetica, per offrirci una boccata di ossigeno, di pace, di pausa.
Nelle sue lettere si respira una grande umanità che si traduce in capacità di comprendere, libertà di amare, generosità nel perdonare, forza nell’incoraggiare e nel sostenere, gioia nel condividere. Ed è questa umanità che la conserva mamma dei suoi figli e, al tempo stesso, la trasforma a poco a poco in Madre delle sue Figlie.
A distanza di quattro secoli, questa lettere conservano tutta la loro freschezza, semplicità e luminosità e sono una miniera preziosa per quanti oggi intendono seguire e percorrere il cammino verso la santità “salesiana".
L’Autore:
Don Gianni Ghiglione, nato nel 1946 e sacerdote salesiano dal 1974, si è sempre occupato di pastorale giovanile, lavorando tra giovani e in particolare nel mondo universitario.
Nel 2005-2006 ha soggiornato per parecchi mesi nella città di Annecy, visitando i luoghi di Francesco di Sales e di Giovanna di Chantal e studiandone le opere. Dopo la pubblicazione di due volumi sulle Lettere del Vescovo di Ginevra che hanno riscosso un buon successo, ora presenta, dopo anni di lavoro, la corrispondenza della Santa che traduce al femminile la stessa “spiritualità salesiana".

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Le competenze dell'IdR nella scuola che cambia

Una sintesi aggiornata e sistematica: tutto ciò che bisogna sapere per essere “un buon insegnante di religione".
Pratici spunti operativi che non perdono mai di vista la dualità docente-alunni.
Le competenze dell’IdR nella scuola che cambia
La classe come laboratorio educativo

di Alen Custovic e Giuseppe Trapani
(Editrice Elledici – Pagine 192 – € 11,90)
Un libro sulla scuola e i suoi protagonisti, il docente e gli alunni. Queste pagine si propongono di esaminare criticamente il quadro attuale in riferimento all’Insegnamento della Religione, ma anche di essere un pratico spunto operativo per chiunque insegni e svolga professioni di cura.
Nell’opera vengono affrontati la natura dell’IRC e dei suoi contenuti didattici. Viene approfondita la natura di educatore a cui l’Insegnante di Religione è strutturalmente orientato: competente, capace di trasformarsi in compagno di viaggio, esigente e autorevole.
Come sono gli studenti, questi ragazzi d’oggi? Come sono i docenti, questi adulti d’oggi?
Sono le due domande a cui gli autori cercano di dare una risposta partendo dalla loro esperienza di insegnanti di Religione. Quale luogo migliore di quello della classe per iniziare un percorso che li porterà a mettersi in gioco in prima persona per gettare una luce su quel territorio che vede compresenti ragazzi e adulti nel comune sforzo di costruire se stessi e il proprio mondo?
«Chi non sa incontrare gli altri, chi non sa fermarsi a stringere una mano e sorridere con gli occhi, chi non conosce la luminosità dell’incontro, farà lezione per paura e per dovere, senza buone notizie da raccogliere e raccontare». Il lettore è invitato a immergersi nel gruppo classe per individuare i semi di quell’esperienza virtuosa che vede la possibilità di una crescita armoniosa e reciproca di alunni e insegnanti, esplorando i punti di forza e i punti di debolezza di questo soggetto.
Gli autori:
Alen Custovic, docente, scrittore, giornalista, nasce a Mostar, Bosnia-Erzegovina, nel 1981, dove negli anni Novanta vive gli eventi della guerra interetnica dei Balcani. Giunge come profugo in Italia, studia e vive in varie città, e infine a Milano dove oggi lavora e risiede con la famiglia. Con il suo romanzo d’esordio, Eloì, Eloì, vince vari premi letterari. Collabora con diverse testate giornalistiche nazionali, è direttore della testata “Basta sangue sulle strade" e vicepresidente dell’omonima associazione Onlus. Accanto agli studi sulla comunicazione e sull’educazione approfondisce quelli delle scienze religiose, cercando in quest’opera una sintesi attualizzata sull’Insegnamento della Religione nella scuola italiana.
Giuseppe Trapani, docente di Irc e giornalista a Milano, nato nel 1976 e cresciuto nelle verdi terre siciliane, dopo il liceo classico studia Filosofia e Teologia a Palermo e a Bari dove consegue il Baccalaureato presso la Facoltà Teologica Pugliese discutendo la tesi Domine labia mea aperies. La liturgia delle Ore: storia e celebrazione. Dopo alcuni anni di formazione spirituale e giornalistica con la Periodici San Paolo, durante i quali collabora con la “Gazzetta d’Alba" e il mensile di attualità ecclesiale, studia Linguaggi dei media all’Università Cattolica di Milano. Attualmente scrive per testate online come “Lettera43", “Linkiesta" ed “Europinione", magazine curato da studenti e analisti della Università Luiss Guido Carli.

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Introduzione

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Il Concilio di Papa Francesco

IL CONCILIO DI PAPA FRANCESCO
La nuova primavera della Chiesa

di Giacomo Galeazzi
(Editrice Elledici – Pagine 224 – € 10,00)
Il Concilio di Papa Francesco (Editrice Elledici) non è l’ennesimo libro su Papa Francesco, ma una seria e approfondita analisi del suo programma.
Ad affrontarla è Giacomo Galeazzi, vaticanista e giornalista d’inchiesta del quotidiano La Stampa.
Il libro, che riporta interviste e contributi di teologi e storici, aiuta a comprendere quanto e come il magistero conciliare riecheggi nel pontificato di Francesco. Con un nota bene: l’attenzione a non ridurre, nella narrazione del papato bergogliano, il suo magistero a slogan di comodo, magari per tirare il papa dalla propria parte (“noi lo diciamo da sempre, noi facciamo così da sempre"), invece di lasciarci sinceramente interrogare da testimonianza, gesti e parole di un Papa e di una Chiesa che cerca di “dare risposte alle questioni più urgenti, per quanto possibile, non giudicando e condannando, ma usando un linguaggio materno.
Il nuovo libro di Galeazzi ci invita infatti a guardare al ministero di Francesco, alle sue parole e ai suoi gesti, facendoci scorgere come in controluce, l’evento del Concilio e l’afflato che lo ha accompagnato. Lo spirito conciliare emerge nitido e chiaro, nel progetto di Francesco per una Chiesa più giovane e aperta al mondo.
Anzi, senza tenere gli occhi sul grande evento ecclesiale conclusosi cinquant’anni fa, non è possibile comprendere appieno quello che il Papa fa e dice e gli orientamenti coraggiosi e radicali con i quali ha impresso e continuamente imprime una svolta e un’accelerazione radicali al vivere ecclesiale.
Davvero, come afferma l’autore del libro, “il Concilio costituisce il vero programma di Francesco e il suo magistero va interpretato alla luce del Vaticano II".
Il libro ci offre spunti di riflessione a questo riguardo, oltre a svariate testimonianze da parte di persone che, in diverso modo, sono attente e partecipano alla vita della Chiesa.
Il loro punto di vista contribuisce ad arricchire la riflessione, allargando il campo dal piano teologico e pastorale a quello economico, politico e sociale, a comporre un quadro più completo, utile a cogliere le varie direzioni in cui si articola l’impulso di riforma con il quale Francesco ripensa la Chiesa, sull’onda del Concilio.
Il volume si avvale della presentazione di Mons. Nunzio Galantino, Segretario Generale CEI.

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Il cortile dietro le sbarre: il mio oratorio al Ferrante Aporti

Un libro per sostenere lo studio e l’accompagnamento al lavoro
dei giovani detenuti del carcere minorile Ferrante Aporti
Il cortile dietro le sbarre: il mio oratorio al Ferrante Aporti
In dialogo con Don Domenico Ricca, salesiano,
da 35 anni cappellano al carcere minorile di Torino
di Marina Lomunno
(Editrice Elledici – pagine 340 – € 14,90)
La Editrice Elledici ha appena pubblicato il nuovo libro-intervista Il cortile dietro le sbarre: il mio oratorio al Ferrante Aporti.
Questo ampio libro-intervista raccoglie le memorie personali di Don Domenico Ricca, sacerdote salesiano, da 35 anni cappellano dell’istituzione carceraria minorile torinese.
A raccoglierle è Marina Lomunno, giornalista professionista, redattrice del settimanale diocesano di Torino La voce del popolo, collaboratrice del quotidiano Avvenire e di diverse altre testate cattoliche.
Ne emerge un quadro vivo, toccante pur nella più totale discrezione dovuta, perché sono storie di ragazzi e di adolescenti che hanno bisogno di crescere senza esposizioni mediatiche inutili e dannose.
Un libro che vuole anche rendere omaggio a San Giovanni Bosco nel bicentenario della nascita: per Don Bosco le visite alle carceri furono importantissime, nella scelta di privilegiare in ogni modo i poveri e gli emarginati.
I diritti d’autore della vendita del libro-intervista saranno devoluti a chi opera per la riqualificazione umana e civile dei ragazzi del Ferrante Aporti.
Il cappellano del carcere e i suoi ragazzi sono stati ospiti a pranzo con Papa Francesco, il 21 giugno 2015, presso l’Arcivescovado di Torino, in occasione della sua visita a Torino.
Dalla introduzione:
«Non posso dimenticare Mauro, proveniva dal Novarese. Uno dei primi inserimenti lavorativi che abbiamo sperimentato in un’officina. Ancora anni dopo, ogni volta che veniva a Torino, non mancava di farmi visita al Ferrante, mi ha fatto conoscere la sua sposa e il suo bimbo. E poi Franco, di Vercelli. In carcere aveva messo su una band: musica metal, rock duro e poi fuori ha fatto dei concerti. O Emilia e la lettera accorata di suo padre che mi ha inviato quando è morta. E un altro padre, quello di Erika, con cui abbiamo condiviso in carcere un pezzo del cammino della figlia».
Quanti sono, i ragazzi di don Mecu, da 35 anni cappellano al Ferrante Aporti, il carcere minorile di Torino? Questo è il libro delle loro storie e del sogno di un prete salesiano che cerca di vivere il carcere come un oratorio. È l’idea di san Giovanni Bosco, che nella Torino di metà ‘800, veniva tra queste stesse mura a incontrare i ragazzi detenuti. È dal dolore e dalla speranza del carcere che nasce il «sistema preventivo», pilastro dell’educazione salesiana che farà di don Bosco il «santo dei giovani».
Una lunga intervista che si legge quasi come un romanzo. Comincia dietro le sbarre del carcere e finisce con altre «sbarre di libertà», quelle delle suore di clausura del monastero del Cottolengo di Torino.
Questo libro parla di libertà. Perché il carcere minorile non è un mondo a parte: può diventare una scuola, un oratorio, perfino una famiglia. Se c’è gente che ci spende la vita, e ci mette la faccia. Come don Mecu.

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Il decalogo del buon comunicatore secondo Papa Francesco

Dal vice-caporedattore di Radio VaticanaAlessandro Gisotti,
un piccolo contributo di riflessione, suscitata da papa Francesco, per una comunicazione che metta al centro la persona e che abbia il coraggio di farsi prossima a tutti.

IL DECALOGO
DEL BUON COMUNICATORE SECONDO PAPA FRANCESCO

di Alessandro Gisotti
Prefazione del Card. Luis A. Tagle
Editrice Elledici – Pagine 48 – € 4,50
* i diritti d’autore saranno devoluti in beneficenza alle
Missioni Don Bosco

Dieci buone regole che papa Francesco ci offre per essere comunicatori di Misericordia. Indicazioni che valgono per tutti, non solo per i giornalisti o i comunicatori professionisti. Come ha detto Francesco «l’amore, per sua natura, è comunicazione» e dunque come esseri capaci di amare, noi esseri umani siamo tutti naturalmente comunicatori.
Nella redazione di questo speciale “Codice" l’autore si è fatto aiutare da alcune immagini, alcuni gesti del papa. La misericordia, infatti, è una virtù concreta, operativa. E questo deve valere anche quando la applichiamo al nostro modo di comunicare.
Un piccolo contributo di riflessione, suscitata da papa Francesco, per una comunicazione che metta al centro la persona e che abbia il coraggio di farsi prossima a tutti.
Il Papa non sapeva che Vinicio non fosse contagioso quando lo ha abbracciato. L’uomo coperto da escrescenze per una neurofibromatosi, rifiutato dalla gente per il suo corpo deturpato, incontra l’amore perché Francesco non ci pensa due volte a stringerlo fra le braccia, restituendogli dignità. E’ questa forse una delle immagini riportata dal libro di Alessandro Gisotti, che esprime meglio l’intento del volume: far capire come il Papa comunica e insegna a comunicare.
A spiegare che il contesto di una vera comunicazione è il “patto", è nella prefazione il card. Luis Antonio Tagle. Un concetto centrale su cui l’arcivescovo di Manila si è soffermato anche in un recente incontro presso “Civiltà Cattolica":
“È molto importante avere strategie di comunicazione. Ma attenzione: quando la comunicazione diventa solo strategia non è comunicazione, diventa manipolazione. Nella Bibbia, il contesto della vera comunicazione è il Patto di Dio con l’uomo, il patto dell’uomo con la donna, il patto fra le persone in una comunità. È questo il senso della comunicazione dobbiamo portare nel mondo dei Social media".
“Comunicare con tutti, senza esclusione", “Non spezzare mai la relazione e la comunicazione", “Generare una prossimità che si prenda cura": sono alcuni dei “comandamenti" indicati da Francesco, secondo l’autore del libro che associa ad ognuno un’immagine: dalla telefonata di Francesco a Pietro Maso fino all’incontro nei giardini vaticani con Shimon Peres e Abu Mazen.
L’autore del libro, Alessandro Gisotti, afferma:
“Questo piccolo volume che ho voluto offrire a chi lo vorrà leggere, vuole proprio essere questo: un ‘codice della mente e del cuore’, che vada aldilà degli articoli o dei comma di legge, e che cerchi di riappropriarsi del senso vero della comunicazione. Il card. Tagle, nella prefazione del mio libro, sottolinea che questo è l’intento del volume, cioè andare attraverso il Magistero di Francesco, anzi guidati da Papa Francesco, al cuore della comunicazione e, al cuore della comunicazione, c’è la persona. Francesco ci dice dunque che se non stiamo creando ponti, se non stiamo abbattendo muri, in realtà non stiamo proprio comunicando! Quindi l’atto del comunicare per essere davvero tale, deve veramente creare la relazione, sanare laddove ci sono ferite ed orientare verso processi di riconciliazione".
Borges, Manzoni, Shakespeare: sono tante le citazioni colte, che vengono declinate in modo concreto nel libro, cioè associate ai gesti del Papa che, come spesso rilevato, comunica con le parole non meno che con i gesti. Non a caso McLuhan diceva: “Il mezzo è il messaggio". La parola chiave è infatti prossimità perché comunicazione e misericordia si incontrino.
Ancora Gisotti afferma:
“Nel primo messaggio di Papa Francesco per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali c’è questa originalità: il Papa ha paragonato il buon comunicatore al Buon Samaritano. Sostanzialmente ha detto che il modello per un giornalista, per un comunicatore di professione, è il Buon Samaritano. Questo ha colpito me come credo abbia colpito molti di noi, nella comunità di comunicatori, perché Francesco sottolinea che il Samaritano passa dal chiedersi: ‘Chi è il mio prossimo?’ al farsi prossimo a tutti e ad ognuno. Questo ha molto a che vedere con la comunicazione. Non a caso Francesco definisce il potere della comunicazione come il potere della prossimità. Questo, chiaramente, implica una cura del linguaggio, delle parole che sono “esseri viventi", come diceva Victor Hugo. Quindi questo tema della prossimità è presente non solo nella sua azione pastorale ma proprio nell’esortazione che rivolge ad ogni tipo di comunicazione non solo professionale ma anche della vita; pensiamo alla famiglia, pensiamo a quel ‘permesso, scusa, grazie’. Tre parole così semplici che danno proprio il senso di una prossimità nella vita quotidiana".
A prima vista Il Decalogo del Buon Comunicatore sembra un libro per giornalisti o addetti alle comunicazioni. Ma non è così. E’ un testo che si legge tutto d’un fiato: stimola il desiderio di andare oltre le proprie debolezze, oltre quella reazione istintiva assetata di identificare il nemico o il diverso, per poter invece comunicare così, come con quell’abbraccio del Papa a Vinicio.
L’Autore:
ALESSANDRO GISOTTI è vice-caporedattore alla Radio Vaticana dove lavora dal Giubileo del 2000 dopo un’esperienza alle Nazioni Unite. Giornalista professionista dal 2004, segue quotidianamente l’attività del papa e della Santa Sede.
Con la prefazione del Cardinale Luis A. Tagle, Arcivescovo di Manila, Presidente di Caritas Internationalis.
PREFAZIONE
CARD. LUIS ANTONIO TAGLE
Arcivescovo di Manila
Presidente di Caritas Internationalis

Ringraziamo Alessandro Gisotti per averci dato un meraviglioso richiamo alla comunicazione autentica. Seguendo alcuni “comandamenti" di Papa Francesco, Gisotti ci porta nel cuore della vera comunicazione.
Alcuni potrebbero chiedersi: “Un altro libro sulla comunicazione? Il mondo non è già soffocato da innumerevoli mezzi di comunicazione? Non stiamo soffrendo per eccesso di informazione? La gente diventa esperta nell’uso di gadget e social media in età precoce. Quindi perché abbiamo bisogno di un nuovo libro sulla comunicazione?" Io credo che il valore del libro di Gisotti sia nella ricerca profonda su una domanda cruciale: “Stiamo davvero comunicando gli uni con gli altri? Dove possiamo trovare la vera comunicazione?"
Non possiamo negare il fatto che ogni giorno vediamo la distorsione della comunicazione e i suoi disastrosi effetti. Le manipolazioni della verità e dell’essere umano possono essere fatti passare facilmente e addirittura lodate come comunicazione efficace. Quando le strategie, la tecnica, la tecnologia e la finanza diventano gli unici fattori determinanti della comunicazione, potremmo dimenticare che ci stiamo relazionando con esseri umani che meritano il nostro rispetto e il dono della verità. La comunicazione distorta sorge da e conduce a comunità distorte, a partire dal nucleo familiare fino alla famiglia internazionale e persino alla famiglia della creazione. L’umanità e le comunità sono in gioco con la comunicazione. La comunicazione distorta ferisce profondamente.
Nella tradizione Giudeo-Cristiana, la comunicazione inizia con Dio che è amore. Dio è Il Comunicatore. Nell’amore Dio rivela se stesso e la sua volontà di salvezza. Il contesto della comunicazione di Dio con la creazione, l’umanità e la storia è un patto, un solido rapporto di comprensione, fedeltà e misericordia. La comunicazione, il dialogo di Dio raggiunge il suo picco quando la Parola diventa carne. Quando Dio comunica, l’amore prende la forma di una persona umana che assume la condizione umana per trasformarlo e salvarlo dall’interno. La comunicazione divina non è manipolazione ma salvezza. Il modello della comunicazione è Dio la cui parola eterna diventa umana in Gesù. Gesù, vero Figlio di Dio, comunica in semplici parole umane. Gesù santifica la comunicazione umana facendola simbolo e strumento dell’amore di Dio. Lo Spirito Santo ci permette di comunicare con Dio pregando e proclamando il messaggio di salvezza di Gesù a un mondo ostile. La comunicazione non è una strategia ma un evento sacro. La Chiesa deve preservare la sacralità del dialogo.
Mentre mi congratulo con Gisotti, incoraggio i lettori ad utilizzare questo libro per una riflessione religiosa sulla qualità della nostra comunicazione. Possiamo essere guidati a Dio che dialoga con noi nell’amore!
INTRODUZIONE
Un Giubileo dei Giornalisti. Quando la portavoce dell’arcivescovo di Campobasso-Bojano Giancarlo Maria Bregantini – poco dopo l’inizio dell’Anno Santo – mi ha riferito di questa iniziativa ho pensato subito che fosse un’ottima idea, per due motivi. Innanzitutto, mi sembrava che fosse quanto mai opportuno che anche i comunicatori, professionisti e non, avessero un evento giubilare a loro dedicato. Secondo, il fatto che a proporlo fosse una diocesi importante ma comunque di “periferia", mi pareva in linea con l’intenzione, manifestata in modo eloquente dal Papa con l’apertura della Porta Santa della Cattedrale di Bangui, nella Repubblica Centrafricana, di vivere un Giubileo “diffuso", decentrato, in cui ogni comunità ecclesiale potesse offrire il suo contributo allo sviluppo del cammino giubilare. Mi sentivo poi particolarmente onorato perché l’arcivescovo Bregantini, non solo pastore ma anche giornalista con tanto di tesserino – assieme all’Ordine dei Giornalisti e all’UCSI Molise (Unione Cattolica Stampa Italiana) – aveva pensato di invitarmi a questo avvenimento come relatore principale assieme al vice-direttore emerito della Sala Stampa della Santa Sede, padre Ciro Benedettini.
Il titolo su cui veniva chiesto il mio contributo sarebbe stato “La deontologia nella comunicazione. Comunicare la verità dai Social alla carta stampata". Non un tema semplice considerata anche la platea particolarmente qualificata. A venirmi in aiuto è stata la rilettura del 50.mo Messaggio di Francesco per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali sul tema “Comunicazione e Misericordia: un incontro fecondo". Un documento che già avevo letto per realizzare il servizio della Radio Vaticana, al momento della pubblicazione. Man mano che scorrevo e riscoprivo il testo mi si svelava davanti agli occhi un vero e proprio “Codice del Buon Comunicatore", una deontologia della mente e del cuore per rendere l’ambiente comunicativo un luogo di valorizzazione della persona, delle sue potenzialità relazionali. La comunicazione infatti – a partire da quella fondamentale tra una mamma e il suo bambino – vive nella relazione, ha bisogno di un incontro. La misericordia, poi, secondo Francesco non può essere solo il contenuto della nostra comunicazione, ma anche lo stile del nostro modo di comunicare. La «rivoluzione della tenerezza», la revolución de la ternura a cui tante volte Bergoglio fa riferimento deve, quindi, riguardare anche necessariamente la comunicazione. «Ciò che diciamo e come lo diciamo», è la sua esortazione, «dovrebbe poter esprimere la compassione, la tenerezza e il perdono di Dio per tutti». Un’affermazione in piena sintonia con quello che affermava la neo santa Madre Teresa di Calcutta: «Meglio commettere errori con gentilezza che fare miracoli con scortesia».
In questo volumetto, ispirato alla relazione che ho tenuto al Giubileo dei Giornalisti a Campobasso il 7 maggio 2016, ho provato dunque a tracciare un Decalogo, 10 buone regole che Francesco ci offre per essere comunicatori di Misericordia (ogni capitolo è introdotto proprio da una citazione tratta dal Messaggio). Indicazioni che valgono per tutti, non solo per i giornalisti o i comunicatori professionisti. Come ha detto Francesco, infatti, «l’amore, per sua natura, è comunicazione» e dunque come esseri capaci di amare, noi esseri umani siamo tutti naturalmente comunicatori. Nella redazione di questo speciale Codice mi sono fatto aiutare da alcune immagini, alcuni gesti del Papa. La misericordia, infatti, è una virtù concreta, operativa. E questo deve valere anche quando la applichiamo al nostro modo di comunicare.
Significativamente, prima di arrivare in libreria – grazie alla Elledici che ha creduto in questo progetto – il Decalogo del Buon Comunicatore è sbarcato con successo sulle Reti Sociali nella sua versione “pocket", ovvero attraverso un’immagine di Francesco con sovraimpressi i “Dieci Comandamenti" della buona comunicazione. Nel giro di poche ore, dalla pubblicazione sui miei profili social, il “decalogo" è stato tradotto spontaneamente in Rete in inglese, spagnolo, tedesco e polacco. E ogni volta, l’autore della nuova versione grafica e linguistica del “decalogo" aggiungeva qualche elemento, rendendolo così più originale e accattivante. Alla vigilia della 50.ma Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, poi, il Decalogo del Buon Comunicatore è stato pubblicato sulla pagina della CEI dedicata alla ricorrenza.
Dal web alle librerie, dunque, ma sempre con lo spirito e l’auspicio di offrire un piccolo contributo di riflessione, suscitata da Papa Francesco, per una comunicazione che metta al centro la persona e che abbia il coraggio di farsi prossima a tutti. Un testo che viene impreziosito dalla prefazione del cardinale Luis Antonio Tagle, arcivescovo di Manila e presidente di Caritas Internationalis. A lui, esempio straordinario di comunicatore ed operatore di Misericordia, va la gratitudine mia e dell’Editore per aver valorizzato il nostro lavoro.
Alessandro Gisotti

* I DIRITTI D’AUTORE SARANNO DEVOLUTI IN BENEFICENZA
ALLE MISSIONI DON BOSCO

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La preghiera raccontata ai bambini

L’importanza e la bellezza di parlare con Dio come a un papà o una mamma, rendendo questo momento un’abitudine quotidiana
La preghiera raccontata ai bambini
di Bruno Ferrero e Anna Peiretti
disegni di Valentina Salmaso
(Editrice Elledici – Pagine 48 – € 5,00)

È in libreria La preghiera raccontata ai bambini, il nuovo libro di Bruno Ferrero Anna Peiretti edito dalla Editrice Elledici.
Si tratta di un nuovo titolo della fortunata collana di libretti illustrati che spiegano i grandi temi della fede ai bambini.
Attraverso racconti, aneddoti, brevi preghiere, brani dalla Bibbia e piccole attività da realizzare in famiglia o a catechismo, viene spiegata l’importanza e la bellezza di parlare con Dio come a un papà o una mamma, rendendo questo momento un’abitudine quotidiana.
Ogni capitolo del libro presenta appunto un racconto, un angolo con il suggerimento di attività e una preghiera finale che scaturisce dal percorso fatto.
Il libretto, riccamente illustrato dai disegni di Valentina Salmaso, è scritto da Bruno Ferrero, sacerdote salesiano, esperto in pedagogia ed educazione religiosa dei bambini e dei ragazzi. È autore, fra l’altro, di numerosi volumi di racconti per la meditazione, la catechesi e l’insegnamento della religione.
Anna Peiretti, invece, è affermata autrice per l’infanzia, che ha pubblicato numerosi volumi di giochi e racconti.

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Il nuovo romanzo fantasy di Moony Witcher: Il sentiero proibito.

Un romanzo fantasy d’autore
Una storia avvincente sui grandi valori della vita,
soprattutto sul tema del perdono
per l’Anno del Giubileo della Misericordia

IL SENTIERO PROIBITO
di Moony Witcher
(Editrice Elledici – Pagine 160 – € 9,90)

E’ arrivato in libreria il nuovo romanzo fantasy di Moony WitcherIl sentiero proibito (Editrice Elledici). Il romanzo è una storia avvincente sui grandi valori delle vita, soprattutto sul tema del perdono per l’Anno del Giubileo della Misericordia.
Obiettivo della storia
Il valore dell’amicizia si valuta non solo nella fedeltà ma anche nel tradimento.
Solo il perdono può quietare la rabbia.
Solo il perdono riporta l’armonia e mostra quanto sia splendido vivere con la consapevolezza che l’amore è la vera luce che ci avvolge, nel bene e nel male.
L’amore è il tesoro che non ha forma materiale.
L’amore non si vede ma si sente.
L’amore è la felicità di capirne il senso senza voler vedere ciò che non può apparire.
Il romanzo è dunque pregno di valori che, nell’adolescenza, spesso si perdono o si dimenticano, per correre verso altre mete, che alla fine risultano spesso deludenti. Perdonare è quindi un atto d’amore.
È la storia di due gruppi di ragazzi che vivono a Valle Persa, piccolo e grazioso paesino popolato da gente semplice e genuina.
È la storia di Filas, il vecchio saggio che conosce il segreto della felicità.
È la storia di un tesoro misterioso, di un sentiero proibito, di tradimenti, di lotte e scontri a colpi di armi magiche…
Ma è soprattutto una storia di amicizia, di amore vero e di perdono: valori che, nell’adolescenza, spesso si perdono o si dimenticano per correre verso altre mete, che alla fine risultano spesso deludenti.
Dalla quarta di copertina del libro:

A Valle Persa la magia domina la natura. A ogni solstizio d’inverno due bande di ragazzi si sfidano per ottenere i segreti degli incantesimi. Le regole della gara a cavallo e delle pozioni magiche però vanno rispettate. Gli sfidanti non devono oltrepassare l’Arco dei Tronchi Vivi ed entrare nel Sentiero Proibito!
Filas, il saggio custode del tesoro, spera in un vincitore leale: «Solo chi possiede la conoscenza si avvicina alla saggezza. E’ questo il primo passo verso la felicità».

Ma l’avidità e la crudeltà s’insinuano tra i ragazzi. Qualcuno tradirà mettendo in pericolo l’equilibrio del piccolo villaggio.
Amicizia e inganni, crudeltà e amore si scontrano dando vita ad un’avventura dove la magia corre parallela alla purezza dei sentimenti.
L’autrice

MOONY WITCHER, pseudonimo di ROBERTA RIZZO, giornalista e scrittrice, ha ottenuto un notevole successo con il suo ciclo di libri per ragazzi La bambina della Sesta Luna, tradotti in oltre 30 paesi.

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Vangeli e Atti degli Apostoli. Domande e risposte.

VANGELI E ATTI DEGLI APOSTOLI
Domande e risposte

di Fabio Ferrario
(Editrice Elledici – Pagine 72 – € 6,50)
Arriva libreria il nuovo sussidio Vangeli e Atti degli Apostoli. Domande e risposte di Fabio Ferrario. Destinato alla formazione dei catechisti, il sussidio è un vero e proprio “interrogatorio" sui Vangeli e sugli Atti, che ne mette in luce le origini, la struttura, gli eventi e i messaggi fondamentali, gli autori… Un metodo originale ed efficace per una informazione essenziale sui libri fondamentali del Nuovo Testamento.
PUNTI DI FORZA DEL LIBRO
• La praticità della formula a “domanda e risposta".
• La divisione in grandi argomenti, per una consultazione più pratica.
L’autore: FABIO FERRARIO è biblista, laureato in scienze bibliche, diplomato in regia cinematografica presso la Scuola Civica di Cinema di Milano. È direttore della rivista Il mondo della Bibbia. Per Elledici ha pubblicato, tra l’altro, Bibbia e cinema e Cinema e disagio.
Dalla premessa:
Perché proprio i Vangeli e gli Atti degli Apostoli?
Avete presente il funzionamento di una batteria? Sì, esatto, quella del cellulare, della macchina o le semplici “pile" per il funzionamento di tante apparecchiature.
Esse dispongono di energia interna che viene distribuita da due poli. Quando essi vengono collegati al dispositivo, la batteria eroga l’alimentazione che ne garantisce l’attività.
In modo semplicistico ma illuminante, questo è anche il funzionamento della “Batteria di Dio", ovvero l’energia che scaturisce dal suo amore con cui vuole renderci felici sulla terra e salvi un giorno nella sua casa.
Anche la “Batteria di Dio" funziona collegando due poli alla nostra umanità, essi sono Gesù e la Chiesa. Con la Sua Incarnazione in Gesù Cristo, Dio vuole amarci da vicino attraverso l’opera della Chiesa, la quale continua a portare nel mondo ciò che Gesù iniziò duemila anni fa.
I Vangeli e gli Atti degli Apostoli sono pertanto i due poli della Batteria. Nei Vangeli troviamo il polo di Gesù Cristo, con ciò che egli ha detto, fatto e insegnato, mentre troviamo il secondo polo negli Atti degli Apostoli come l’inizio dell’attività della Chiesa che giunge fino ad oggi per farci incontrare Gesù nella Sua Parola e nel suo Corpo e Sangue.
Se stacchiamo un solo polo da qualsiasi batteria, interrompiamo il funzionamento del dispositivo. Così avviene anche per la “Batteria di Dio". Essa contiene la potenza dello Spirito Santo ma se stacchiamo dalla nostra vita il polo di Gesù o quello della Chiesa, anche l’energia dello Spirito si interrompe.
Colleghiamo pertanto i due poli dei Vangeli e degli Atti degli Apostoli per comprendere come lasciarci alimentare spiritualmente dall’infinita potenza dell’amore di Dio.

Copertina