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“Dove va la barca nel mondo?” Il libro di Pino Pellegrino

Dove va la barca nel mondo?

Un libro per affrontare a muso duro l’imperante – cosismo, lustrismo, gragarismo, facilismo, la mentalità tecnico-scientifica e il menefreghismo religioso. 

Si riporta la recensione del libro “Dove va la barca nel mondo? …con la scialuppa di salvataggio!"
pubblicata sul settimanale “La fedeltà", il 22 maggio 2019.
“Dove va la barca nel mondo?…con la scialuppa di salvataggio!".

È uscito l’ultimo libro di don Pino Pellegrino.

FOSSANO. “Essere uomo oggi, significa tirar fuori la testa dalla sabbia, smettere di giocare a nascondino per prendere consapevolezza di dove va la barca del nostro mondo?".

Per chi vuole saperne di più deve acquistare per sé e non solo, il libro di don Pino Pellegrino “Dove va la barca del mondo?… con la scialuppa di salvataggio!" edizioni Elledici.

Per:

  • confrontarsi con le sue considerazioni e i suoi consigli, dispensati a piene mani in modo: leggero, consistente ed esauriente.
  • affrontare a muso duro l’imperante cosismo, lustrismo, gregarismo, facilismo, la mentalità tecnico-scientifica e il menefreghismo religioso.
  • trovare nei 15 capitoli le risposte su cui meditare.

Di Elisabetta C.L.

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Il mistero della tomba vuota di Giorgio Agagliati

Il mistero della tomba vuota

Una proposta d’animazione per un incontro di preghiera e catechesi
sulle tracce di un’esperienza affascinante:
una tomba vuota, tante domande, pochi indizi.

Si riporta la recensione del libro “il mistero della tomba vuota”
pubblicata sul mensile “Il ponte d'oro”, maggio 2019.
“Perché quella tomba è vuota?”.

Due detective indagano sulla scomparsa, dal cimitero di Londra, del cadavere del capo di una banda di bulli di quartiere, in circostanze, tempi e Luoghi molto diversi da quanto accaduto più di duemila anni fa a Gerusalemme. Eppure Giorgio Agagliati ha scritto il libro “Il mistero della tomba vuota. Un'indagine pasquale” (Elledici) proprio come un aiuto per la preparazione alla Pasqua. Com'è possibile?

Il libro racconta le imprese dell'Agenzia di investigazioni più rinomata di Londra, ma al tempo stesso è anche una originale proposta di animazione per incontri di preghiera e catechesi, seguendo i pochi indizi trovati intorno ad un fatto di cronaca dei nostri giorni.

L'indagine poliziesca degli investigatori Roger Stigman e Walter Inverness inizia, infatti, pochi giorni dopo Pasqua e mette all'opera le capacità investigative dei due detective. Ma non solo: alla fine di ogni capitolo ci sono delle schede contenenti suggerimenti ilpontedoro@missioitalia.it e domande per stimolare i ragazzi ad aguzzare La mente (e il cuore), facendosi guidare dall'abilità di Sherlok Holmes che diceva: “Una volta eliminato l'impossibile, ciò che rimane, per quanto improbabile, dev'essere la verità”.

Dei fatti straordinari accaduti prima e dopo il ritrovamento vuoto del sepolcro di Cristo, ci parla il Vangelo, in particolare quello dell'apostolo Giovanni che ben racconta di come Maria di Magdala, andata alla tomba di Gesù, “vide che la pietra era stata ribaltata”. Anche un altro 'testimone oculare', Simon Pietro, giunto sul luogo, entra nel sepolcro e vede “le bende per terra e il sudario non per terra con le bende ma piegato in un luogo a parte”.

Durante la Settimana Santa, ce n'è abbastanza per lavorare d'ingegno e trovare nel Vangelo i molti misteriosi segni racchiusi nel più incredibile fatto della storia dell'umanità: la Risurrezione di Gesù. Il libro è stato pensato proprio come un'indagine, per permettere ai ragazzi di avvicinarsi con passione alla Pasqua.

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Il Fatto Quotidiano recensisce “La Terra dell’Alleanza” di Mario Russo Cirillo

La Terra dell’Alleanza
Guida ai luoghi santi attraverso la Bibbia, la storia, l’archeologia e la preghiera

Si riporta la recensione del libro La Terra dell’Alleanza pubblicata sul blog del sito “Il Fatto Quotidiano” a cura di Francesco Antonio Grana, il 16 maggio 2019.
“Visitare la Terra Santa non spaventa i pellegrini. In attesa della pace”.

Visitare la Terra Santa non spaventa i pellegrini. In attesa della pace

“La luce pasquale illumini tutti i governanti e i popoli del Medio Oriente, a cominciare da israeliani e palestinesi, e li sproni ad alleviare tante sofferenze e a perseguire un futuro di pace e di stabilità”.

È l’ennesimo e accorato appello che Papa Francesco ha rivolto nel messaggio Urbi et Orbi in occasione della Pasqua 2019. Parole e gesti che Bergoglio ripete da anni, in particolare da quando, nel 2014, visitando la Terra Santa, offrì la sua casa in Vaticano ai leader israeliani e palestinesi per favorire un accordo di pace. L’incontro si tenne, ma poi il riconoscimento, nel 2015, da parte della Santa Sede dello Stato Palestinese suscitò la profonda “delusione” di Israele.
Se la pace e la “soluzione dei due Stati”, da sempre sostenuta dal Vaticano, appaiono ancora molto lontane, la Terra Santa continua ad attirare numerosi pellegrini da ogni parte del mondo. Per questo motivo, il direttore dell’Opera Napoletana Pellegrinaggi, Mario Russo Cirillo, ha dato alle stampe il volume La Terra dell’Alleanza (Elledici), una guida completa dei luoghi santi attraverso la Bibbia, la storia, l’archeologia e la preghiera.

“Il pellegrinaggio nella terra di Dio – scrive l’autore – non deve rappresentare un momento episodico, coinvolgente soltanto sul piano dell’emotività, per sfuggire al tipo di società moderna, dove sembrano dominare il male sul bene, l’incredulità e la diffidenza, piuttosto deve essere lo stimolo necessario per divenire, lungo le strade del mondo, missionari della parola”.

Russo Cirillo ricorda che

“la Terra Santa è stata definita da SanPaolo VI il ‘quinto Vangelo’. Conoscere questa terra, la sua storia, il suo ambiente umano e geografico contribuisce efficacemente a una più vitale comprensione del messaggio della sacra scrittura. Oggi si è determinati nel credere che accanto al progressivo sviluppo della storia della salvezza esiste anche una geografia della salvezza. È innegabile, quindi, che per ciascun credente peregrinare in Terra Santa significa andare alla radice del suo essere cristiano, andare nell’unico luogo nel quale il figlio di Dio, Gesù di Nazareth, si è incarnato”.

La guida è divisa in quattro parti. Nella prima vi si può leggere un’ampia introduzione con uno sguardo d’insieme su Israele, dalle origini ai nostri giorni, con accurate descrizioni di carattere generale sotto il profilo religioso, storico, geografico, antropologico, culturale, non prive di note e curiosità. Nelle altre tre parti vengono presentati in modo molto dettagliato i luoghi segnati dalla presenza di Gesù, dove la tradizione, supportata dalla ricerca archeologica e dalla letteratura, aiuta a comprendere la storia e a collocare gli eventi, guidati da quel testo magisteriale che è la sacra scrittura. Si parte
dalla Galilea per poi, passando dalla Samaria, arrivare alla Giudea con una particolare attenzione alla città di Gerusalemme, dove si sono svolti gli avvenimenti più salienti della storia di Gesù.

“Visitare la Terra Santa – scrive nella prefazione l’arcivescovo Pierbattista Pizzaballa, amministratore apostolico di Gerusalemme dei Latini – significa ripercorre la vita terrena di Nostro Signore e dunque tornare alle origini della nostra fede e incontrare le ‘pietre vive’, le comunità cristiane che hanno vissuto qui fin dall’inizio. Non mi stancherò di ripetere che, come credenti, non possiamo e non dobbiamo sentirci estranei o indifferenti a questa realtà e ai suoi abitanti: anche nei momenti in cui la situazione politica sembra meno favorevole, la visita a questi luoghi è sempre feconda e arricchente”.

Ai leader israeliani e palestinesi, più volte, Francesco ha ricordato che

“i nostri figli sono stanchi e sfiniti dai conflitti e sono desiderosi di raggiungere l’alba della pace; figli che ci chiedono di abbattere i muri dell’inimicizia e di percorrere la strada del dialogo e della pace perché l’amore e l’amicizia trionfino. Molti, troppi di questi figli sono caduti vittime innocenti della guerra e della violenza, piante strappate nel pieno rigoglio. È nostro dovere far sì che il loro sacrificio non sia vano. La loro memoria – è l’auspicio del Papa – infonda in noi il coraggio della pace, la forza di perseverare nel dialogo a ogni costo, la pazienza di tessere giorno per giorno la trama sempre più robusta di una convivenza rispettosa e pacifica, per la gloria di Dio e il bene di tutti. Per fare la pace ci vuole coraggio, molto di più che per fare la guerra”.