Un passo dopo l’altro

Un passo dopo l'altro

Punti di forza del testo

a) Il Corso di IRC Un passo dopo l’altro è attento al dato esperienziale degli alunni, superando una didattica che considera l’Insegnante un semplice fornitore di nozioni e gli alunni dei fruitori passivi. Il titolo “Un passo dopo l’altro" rivela il percorso, seppur graduale ma continuo, a cui sono chiamati gli alunni: “prendere in mano" la loro vita, diventando protagonisti del loro percorso di crescita culturale e umana, capaci di collegare il loro orizzonte di esperienze con quello più vasto del mondo in cui si trovano a vivere.

b) Il Corso è attento all’interdisciplinarità: con Arte, Letteratura, Storia, Educazione alla Cittadinanza, Geografia perché la religione, in particolare la rivelazione ebraico-cristiana, ha contribuito a modellare la storia della nostra civiltà.

c) Il Corso è attento al dato multiculturale e multireligioso perché di fronte alle sfide poste dalla globalizzazione, dalla presenza di culture e religioni diverse, si possa vivere questo dato di fatto non come una minaccia, ma come un’opportunità di crescita.

COME SI REALIZZA TUTTO QUESTO NEL TESTO?

Versione A

3 volumi (4 Aree tematiche per volume) pp. 540 + Fascicolo dei Laboratori pp. 84

Versione B

Volume unico pp. 400 + Le religioni ieri e oggi pp. 108

+

Rubriche didattiche

a) i Laboratori: disseminati nel testo, nel fascicolo allegato e nel materiale on line mirano a sollecitare gli alunni a diventare soggetti attivi del loro apprendimento.

In che modo?

– facendo accedere gli alunni direttamente alle fonti (bibliche, del Magistero della Chiesa, ecc.);

– incentivando gli alunni alla ricerca individuale o in gruppo;

– portandoli a dialogare in una prospettiva di cooperative learning, cioè di un sapere costruito insieme.

b) La flipped classroom: porta gli alunni a essere loro stessi protagonisti del loro apprendimento

A casa studiano, ricercano; in classe espongono: la lezione si fa dialogo.

c) I compiti di realtà: alla fine di ogni Area tematica sono fatti per valutare le competenze attese.

d) Le mappe: poste anch’esse alla fine di ogni Area tematica, alcune da completare, sono uno strumento che propone agli alunni una visione d’insieme del percorso fatto.

e) La rubrica Focus: atta ad approfondire qualche tema accennato nel testo o a rispondere a qualche curiosità.

f) Le parole: un breve glossario con la spiegazione delle parole fondamentali del linguaggio religioso.

g) Mettiamoci in gioco: con domande che hanno il compito di interrogare il vissuto esperienziale degli alunni.

h) La Lettura dell’immagine perché l’iconografia non è semplice riempitivo, ma strumento per comprendere come l’arte sia epifania di una realtà che è più profonda di quello che si vede e veicola contenuti biblici e antropologici.

i) La sintesi facilitata: per una scuola dell’inclusione.

l) In azione: attività rivolte al singolo alunno, di ricerca, sintesi, confronto.

m) Per la verifica (con il sottotitolo provocatorio: Siamo arrivati alla meta?): con domande aperte, chiuse, cruciverba per cogliere quanto siano stati interiorizzati i contenuti più importanti.

n) Tavole nel testo: di approfondimento storico, architettonico (Il Tempio, la Gerusalemme al tempo di Gesù, il monastero, ecc.).

o) Per il docente: suggerimenti tematici per una didattica attenta all’alunno e coinvolgente.

p) Cooperative learning: attività da svolgere nei gruppi.

 q) Un ricco apparato digitale:

Schede filmiche con i link dove trovare i trailer dei film presentati;

Laboratori: in aggiunta al testo e al Fascicolo dedicato;

Filmati: ricostruzioni del Tempio, della società palestinese, di alcuni argomenti storici;

Schede di approfondimento.