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1. ORAZIONI – 1 MARZO 2026 – II DOMENICA DI QUARESIMA

1 MARZO 2026

II DOMENICA DI QUARESIMA

(Domenica della trasfigurazione)

SI SALVA CHI ASCOLTA GESÙ

Antifona

Il mio cuore ripete il tuo invito: «Cercate il mio volto!».
Il tuo volto, o Signore, io cerco, non nascondermi il tuo volto. (Sal 26,8-9)
Non si dice il Gloria.
Colletta

O Padre,
che ci chiami ad ascoltare il tuo amato Figlio,
guidaci con la tua parola,
perché purificati interiormente,
possiamo godere la visione della tua gloria.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Oppure:

O Dio, che hai chiamato alla fede i nostri padri
e per mezzo del Vangelo hai fatto risplendere la vita,
aprici all’ascolto del tuo Figlio,
perché, accogliendo in noi il mistero della croce,
possiamo essere con lui trasfigurati nella luce.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Si dice il Credo

Sulle offerte

Questa offerta, Padre misericordioso,
ci ottenga il perdono dei nostri peccati
e ci santifichi nel corpo e nello spirito,
perché possiamo celebrare degnamente
le feste pasquali.
Per Cristo nostro Signore.

Antifona alla comunione

Questi è il Figlio mio, l’amato:
in lui ho posto il mio compiacimento.
Ascoltatelo. (Mt 17,5)

Dopo la comunione

Per la partecipazione ai tuoi gloriosi misteri
vogliamo renderti grazie, o Signore,
perché a noi ancora pellegrini sulla terra
fai pregustare i beni del cielo.
Per Cristo nostro Signore.

ORAZIONE SUL POPOLO

Benedici sempre i tuoi fedeli, o Padre,
perché, aderendo al Vangelo
del tuo Figlio unigenito,
possano desiderare e raggiungere
la gloria manifestata agli apostoli
in tutta la sua bellezza.
Per Cristo nostro Signore.

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3. Commento alle Letture – 1 MARZO 2026 II DOMENICA DI QUARESIMA

1 MARZO 2026

II DOMENICA DI QUARESIMA

(Domenica della trasfigurazione)

SI SALVA CHI ASCOLTA GESÙ

COMMENTO

Matteo, nel suo Vangelo, elenca quattro monti: quello delle Beatitudini e quello della Risurrezione; quello delle Tentazioni e quello della Trasfigurazione. Le beatitudini rappresentano un assaggio di quello che ci aspetta al momento della nostra resurrezione personale  Le tentazioni sono lo strumento di verifica della serietà’ del nostro impegno di lasciarci trasfigurare dalla nostra fede in Cristo. Nel linguaggio della Scrittura il numero sei ravviva il ricordo della creazione dell’uomo verificatasi, secondo la narrazione del libro della Genesi,  il sesto giorno (Gn  26-31).
Inoltre la Legge del Sinai è stata data a Mosè il 6 del mese di Sivan, secondo la tradizione rabbinica.
La relazione del Nazareno con gli apostoli non è affatto semplice e lineare. Lui parla di Cielo, loro sono radicati nell’umano. Le sue parole divine vengono lette attraverso aspettative appiattite sull’orizzonte del potere, della ricchezza, del benessere e della visibilità.
Il Signore percepisce chiaramente questo equivoco ed allora passa al contrattacco. Sceglie i tre “leaders”, in disparte. Nella solitudine e nel silenzio della montagna, sulla sommità, luogo preferito da Dio per manifestarsi, li guida in una esperienza mistica capace di trasformarli  interiormente abilitandoli a capire il significato autentico del messaggio e della testimonianza del Figlio di Dio.
Purtroppo le sue intenzioni vengono vanificate dalla testardaggine di Simone soprannominato Pietro (di pietra)  e dalla irruenza e presunzione arrivista di Giacomo e Giovanni,  famosi come “boanerghes” (figli del tuono in aramaico).
Nella disposizione della capanne approntate è quella di Mosè, che rappresenta l’osservanza cieca della Legge, ad occupare il posto più importante, supportato dalla presenza del terribile Elia che ha trucidato 450 sacerdoti di Baal che non osservavano i dieci  comandamenti . La cieca osservanza e lo spietato controllo ossessivo, il culto pomposo ma freddo,  rendono inutile il rinnovo ufficiale del riconoscimento del Padre nei confronti del Figlio già avvenuto al momento del Battesimo nel Giordano.
La religione istituzionale, con tutti i suoi strumenti di controllo ed imposizioni,  non lascia spazio nel cuore umano ad una fede incentrata solo sull’amore.
Quanto avviene nel magnifico Tempio di Gerusalemme lo conferma. L’abbondanza dei sacrifici e lo sfarzo del culto non lasciano traccia di conversione.
Sconfortato da tanta ottusità  il Signore getta la spugna. Il riserbo , la non condivisione con altri di quanto avvenuto, risulta essere il male minore in attesa della Risurrezione che sola può intaccare tanta durezza di cuore per aprirlo alla vera fede cristiana.
Forse che l’atteggiamento tenuto dai tre apostoli non è’ paradigmatico anche del nostro limitarci a “sentire” la Parola , senza “ascoltarla” e viverla con coerenza? Non basta bruciare l’incenso per avere il profumo dell’amore di Dio per tutti, nessuno escluso.

MEDITAZIONE

La trasfigurazione, evento strano, che per i sinottici ha un’importanza straordinaria. Qualche studioso dubita che sia avvenuto davvero e lo legge come racconto simbolico. Altri no. In ogni caso per noi è vangelo e tanto basta per cercare di comprendere la bella notizia che ci viene donata.
Gesù aveva annunciato la sua passione, morte e risurrezione. Gli apostoli si erano spaventati, Pietro aveva reagito a modo suo e le aveva buscate di brutto. Gesù pensa bene di dare, solo ai tre più vicini (ma rappresentanti di tutti), un segno su cui riflettere e da cui trarre coraggio (sono gli stessi che terrà vicini, ma non abbastanza svegli, nel Getsemani). Gli altri forse non avrebbero capito o avrebbero potuto equivocare e aspettarsi l’uso di poteri divini per acquistare il regno terreno che sognavano. E questo è anche il motivo per cui i tre non ne potranno parlare agli altri prima della risurrezione.
Le parole che vengono usate per descrivere la «trasfigurazione» sono insufficienti, si capisce solo che Gesù diventa luminoso dal di dentro, facendo sfolgorare anche le vesti. Poi compaiono Mosè ed Elia: rappresentano tutto il Primo Testamento, la Legge e i Profeti, che si inchinano al Messia di cui avevano preannunciato la venuta. La nube luminosa e la voce di Dio ricordano e superano l’esperienza dell’Esodo per annunciare che Gesù non è «solo» il Messia, ma lo stesso Figlio del Padre eterno e bisogna ascoltarlo: difatti Gesù, dando la nuova Legge, completa e sostituisce Mosè e realizza, superandole di molto, le già straordinarie attese dei Profeti.
Secondo i calcoli degli esegeti, questa esperienza sul Tabor avviene durante la festa delle capanne, che gli israeliti celebrano per una settimana all’inizio dell’autunno, per festeggiare i raccolti dell’anno, per ricordare il tempo in cui, camminando verso la Terra Promessa, abitavano in capanne e per anticipare i tempi messianici in cui aspettavano di abitare in capanne preparate da Dio stesso. Per questo Pietro se ne esce con la proposta di preparare tre capanne. Sembra quasi dire: sono felice che il Messia stia proprio qui. Ma forse pensa anche di voler prolungare un evento troppo bello, e la voce dalla nube stronca questo desiderio fin troppo umano, per «ordinare» non di godersi la presenza di Gesù ma di ascoltare la sua parola.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. Abramo non aveva tutto chiaro, si è fidato ed è partito. La fede è così. La pretesa di capire tutto prima di muoversi sulle strade del vangelo, nasconde la mancanza di fiducia nel Signore. Invece, chi si fida e parte sperimenterà la presenza e la benedizione del Signore, ogni giorno e in tutte le situazioni.
  2. La chiamata del Signore è santa perché viene da lui e ci rende santi. Se rispondiamo con fede e amore, annunciando e testimoniando il vangelo, incontreremo difficoltà e forse persecuzione, ma in noi risplenderà la vita stessa di Dio e le persone di buona volontà se ne accorgeranno.
  3. L’identità profonda di Gesù è invisibile agli occhi. È così anche per noi. Solo l’occhio della fede è capace di vedere in tutti dei figli di Dio, anche in coloro che non lo sanno o che non lo manifestano nelle parole e nelle opere.
  4. «Ascoltatelo». Non ci viene «naturale» ascoltare Gesù, cioè obbedirgli, perché, con ciò che ci insegna o ci ordina, ci scomoda. Abbiamo bisogno di onestà interiore e di umiltà per riconoscere che, ascoltando altri maestri, siamo andati fuori strada. Solo Gesù ci porta sulla strada della verità e dell’amore, che non vengono mai meno, anche in mezzo alle difficoltà.

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

Ripensiamo a un insegnamento di Gesù che ultimamente abbiamo trascurato e ci impegniamo a viverlo.

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2. introduzioni – 1 MARZO 2026 – II DOMENICA DI QUARESIMA

1 MARZO 2026

II DOMENICA DI QUARESIMA

(Domenica della trasfigurazione)

SI SALVA CHI ASCOLTA GESÙ

I discepoli hanno fatto un lungo percorso nella fede per riconoscere in Gesù il Figlio di Dio. Noi abbiamo ricevuto la testimonianza della loro fede. Il cammino quaresimale oggi ci chiede di contemplare la gloria del Figlio di Dio, di accogliere nella fede la presentazione che il Padre stesso ne fa e di ascoltare ciò che Gesù insegna, cioè di metterlo in pratica.

PRIMA LETTURA

Vocazione di Abramo, padre del popolo di Dio.

Con pochi tratti l’autore narra un evento epocale nella storia della salvezza: Abramo riceve una chiamata misteriosa e poco definita, si fida del Signore e parte, dando inizio alla storia della fede. Perché crede fino in fondo, diventa causa di benedizione per sé e i suoi discendenti. Ebrei, cristiani e islamici lo considerano padre nella fede.

SALMO RESPONSORIALE                

Dal Sal 32 (33)

SECONDA LETTURA

Dio ci chiama e ci illumina.

Timoteo guida una comunità che sperimenta difficoltà e persecuzione. Paolo lo incoraggia e lo invita ad accettare le sofferenze derivanti dalla missione di annunciare il vangelo. Il riferimento e il sostegno è Cristo, che gratuitamente ci ha salvati e ci ha chiamati a condividere la gloria della sua risurrezione.

VANGELO

Il suo volto brillò come il sole.

La trasfigurazione è raccontata dai tre sinottici. È il momento culminante della rivelazione dell’identità di Gesù. Mosè ed Elia, la Legge e i Profeti, sono convocati per inchinarsi di fronte al Figlio di Dio. I tre apostoli rappresentano tutti i discepoli che ancora non hanno capito fino in fondo chi è Gesù. A sciogliere dubbi e perplessità interviene il Padre stesso che lo proclama suo Figlio e ordina a tutti di obbedirgli.

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4. Letture – 1 MARZO 2026 – II DOMENICA DI QUARESIMA

1 MARZO 2026

II DOMENICA DI QUARESIMA

(Domenica della trasfigurazione)

SI SALVA CHI ASCOLTA GESÙ

PRIMA LETTURA

Vocazione di Abramo, padre del popolo di Dio.

Con pochi tratti l’autore narra un evento epocale nella storia della salvezza: Abramo riceve una chiamata misteriosa e poco definita, si fida del Signore e parte, dando inizio alla storia della fede. Perché crede fino in fondo, diventa causa di benedizione per sé e i suoi discendenti. Ebrei, cristiani e islamici lo considerano padre nella fede.

Dal libro della Gènesi    Gen 12,1-4a

In quei giorni, il Signore disse ad Abram:
«Vàttene dalla tua terra,
dalla tua parentela
e dalla casa di tuo padre,
verso la terra che io ti indicherò.
Farò di te una grande nazione
e ti benedirò,
renderò grande il tuo nome
e possa tu essere una benedizione.
Benedirò coloro che ti benediranno
e coloro che ti malediranno maledirò,
e in te si diranno benedette
Tutte le famiglie della terra».
Allora Abram partì, come gli aveva ordinato il Signore.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE                

Dal Sal 32 (33)

R. Donaci, Signore, il tuo amore: in te speriamo.

Retta è la parola del Signore
e fedele ogni sua opera.
Egli ama la giustizia e il diritto;
dell’amore del Signore è piena la terra. R.

Ecco, l’occhio del Signore è su chi lo teme,
su chi spera nel suo amore,
per liberarlo dalla morte
e nutrirlo in tempo di fame. R.

L’anima nostra attende il Signore:
egli è nostro aiuto e nostro scudo.
Su di noi sia il tuo amore, Signore,
come da te noi speriamo.   R.

SECONDA LETTURA

Dio ci chiama e ci illumina.

Timoteo guida una comunità che sperimenta difficoltà e persecuzione. Paolo lo incoraggia e lo invita ad accettare le sofferenze derivanti dalla missione di annunciare il vangelo. Il riferimento e il sostegno è Cristo, che gratuitamente ci ha salvati e ci ha chiamati a condividere la gloria della sua risurrezione.

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo    2Tm 1,8b-10

Figlio mio, con la forza di Dio, soffri con me per il Vangelo. Egli infatti ci ha salvati e ci ha chiamati con una vocazione santa, non già in base alle nostre opere, ma secondo il suo progetto e la sua grazia. Questa ci è stata data in Cristo Gesù fin dall’eternità, ma è stata rivelata ora, con la manifestazione del salvatore nostro Cristo Gesù. Egli ha vinto la morte e ha fatto risplendere la vita e l’incorruttibilità per mezzo del Vangelo.

 Parola di Dio

ACCLAMAZIONE AL VANGELO

Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

Dalla nube luminosa, si udì la voce del Padre:
«Questi è il mio Figlio, l’amato: ascoltatelo!». (Cf. Mc 9,7)


Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

VANGELO

Il suo volto brillò come il sole.

La trasfigurazione è raccontata dai tre sinottici. È il momento culminante della rivelazione dell’identità di Gesù. Mosè ed Elia, la Legge e i Profeti, sono convocati per inchinarsi di fronte al Figlio di Dio. I tre apostoli rappresentano tutti i discepoli che ancora non hanno capito fino in fondo chi è Gesù. A sciogliere dubbi e perplessità interviene il Padre stesso che lo proclama suo Figlio e ordina a tutti di obbedirgli.

Dal Vangelo secondo Matteo         Mt 17,1-9

In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui.
Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo».
All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo.
Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti».

Parola del Signore

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6. Vignetta di RobiHood – 1 MARZO 2026 – II DOMENICA DI QUARESIMA

1 MARZO 2026

II DOMENICA DI QUARESIMA

(Domenica della trasfigurazione)

SI SALVA CHI ASCOLTA GESÙ

 

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

Testi e i commenti proposti per la domenica 

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5. PREGHIERE PERDONO E FEDELI – 1 MARZO 2026 – II DOMENICA DI QUARESIMA

1 MARZO 2026

II DOMENICA DI QUARESIMA

(Domenica della trasfigurazione)

SI SALVA CHI ASCOLTA GESÙ

RICHIESTA DI PERDONO

  • Signore, tu ci mostri Abramo come modello di credente, ma la nostra fede è debole e fragile. . Kyrie eleison.
  • Cristo, troppo spesso abbiamo udito la tua parola, senza metterla in pratica. Christe eleison.
  • Signore, ogni giorno ci mostri il tuo amore, ma noi facilmente ci lasciamo distrarre dai nostri problemi. Kyrie eleison.

PREGHIERA UNIVERSALE

Gesù ci ha insegnato a pregare con la più grande fiducia nell’amore del Padre.
Per questo preghiamo insieme e diciamo: Padre, ascolta la nostra preghiera.

  • Affinché impariamo a fidarci della parola di Gesù e a rimuovere gli ostacoli che ci impediscono di realizzarla. Preghiamo.
  • Affinché sappiamo riconoscere la tua presenza amorevole e misericordiosa negli avvenimenti di questo tempo. Preghiamo.
  • Affinché, sull’esempio del tuo Figlio, siamo capaci di annunciare il vangelo, affrontando ogni difficoltà e opposizione. Preghiamo.
  • Affinché il desiderio di stare sempre con te ci spinga a trattare bene tutti i fratelli con cui condividiamo vita, preghiera e lavoro. Preghiamo.

O Padre, in Gesù Cristo tu hai amato ogni uomo. Illuminaci con la tua grazia, perché riconosciamo in ogni uomo la tua immagine. Per Cristo nostro Signore.

 

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1. ORAZIONI – 22 FEBBRAIO 2026 – I DOMENICA DI QUARESIMA

22 FEBBRAIO 2026

I DOMENICA DI QUARESIMA

(Domenica della tentazione)

OBBEDIRE ALLA PAROLA DI DIO PER VINCERE OGNI TENTAZIONE

Antifona

Mi invocherà e io gli darò risposta;
nell’angoscia io sarò con lui, lo libererò e lo renderò glorioso.
Lo sazierò di lunghi giorni e gli farò vedere la mia salvezza. (Sal 90,15-16)
Non si dice il Gloria.
Colletta

O Dio, nostro Padre,
con la celebrazione di questa Quaresima,
segno sacramentale della nostra conversione,
concedi a noi tuoi fedeli
di crescere nella conoscenza del mistero di Cristo
e di testimoniarlo con una degna condotta di vita.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Oppure:

O Dio, che conosci la fragilità della natura umana
ferita dal peccato,
concedi al tuo popolo
di intraprendere con la forza della tua parola
il cammino quaresimale,
per vincere le tentazioni del maligno
e giungere alla Pasqua rigenerato nello Spirito.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Si dice il Credo

Sulle offerte

Si rinnovi, o Signore, la nostra vita
e con il tuo aiuto si ispiri sempre più al sacrificio
che santifica l’inizio della Quaresima,
tempo favorevole per la nostra salvezza.
Per Cristo nostro Signore.

Antifona alla comunione

Non di solo pane vivrà l’uomo,
ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio. (Mt 4,4)

Dopo la comunione

Ci hai saziati, o Signore, con il pane del cielo
che alimenta la fede,
accresce la speranza e rafforza la carità:
insegnaci ad aver fame di Cristo, pane vivo e vero,
e a nutrirci di ogni parola che esce dalla tua bocca.
Per Cristo nostro Signore.

ORAZIONE SUL POPOLO

Scenda, o Signore, sul tuo popolo
l’abbondanza della tua benedizione,
perché cresca la sua speranza nella prova,
sia rafforzato il suo vigore nella tentazione
e gli sia donata la salvezza eterna.
Per Cristo nostro Signore.

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3. Commento alle Letture – 22 FEBBRAIO 2026 – I DOMENICA DI QUARESIMA

22 FEBBRAIO 2026

I DOMENICA DI QUARESIMA

(Domenica della tentazione)

OBBEDIRE ALLA PAROLA DI DIO PER VINCERE OGNI TENTAZIONE

COMMENTO

Tutto il nostro cammino quaresimale è incentrato sulla conversione personale.  Siamo invitati a fare un’opera di insight radicale e sincero. Nel silenzio della nostra coscienza dobbiamo interrogarci su quali siano le fondamenta del nostro credere. Dobbiamo mettere a fuoco i nostri valori. Dobbiamo fare scelte radicali su chi vogliamo essere e su che cosa costruire la nostra vita.
Per fare questo dobbiamo essere in grado di ricavare nella nostra esistenza degli spazi di silenzio, di solitudine e di deserto dove la coscienza ci costringe ad un sereno e serio interrogarci sui nostri valori, sulla nostra nuda identità, sulla nostra vera condotta e sul nostro credere.
È il momento della prova a cui nessuno può sottrarsi. È il momento delle scelte esistenziali che ci classificano sul palcoscenico della vita come protagonisti convinti, o come ciarlatani inconcludenti; come persone o come fantasmi; come uomini e donne credibili o come commedianti senza personalità. Nessuno può sottrarsi a questo esame.
Nella Bibbia tutti i grandi personaggi sono stati messi alla prova: Mosè , Elia, Abramo, Noè…
Il periodo della prova abbraccia tutta la vita, come ci insegna la frase tipicamente biblica: “quaranta giorni e quaranta notti”.
Anche il Messia non sfugge alla prova. Anche lui deve misurarsi con le allettanti seduzioni con cui tutti dobbiamo fare i conti.
Il fatto di essere battezzati, momento in cui lo Spirito, come sul Figlio di Dio, si è posato su di noi, non ci esime dalle tentazioni, dalla messa alla prova.
Il brano evangelico di oggi si concentra sulle tre più allettanti che da sempre seducono l’umanità.
Anche per noi Satana non cessa mai di sibilare nella nostra coscienza la constatazione : “Poiché sei figlio di Dio…”.  L’essere ed il riconoscerci tutti figli del Padre, proprio per questo, deve invogliarci a procurarci il pane quotidiano  con il sudore della nostra fronte e non attraverso la furbizia che pensa egoisticamente ad ottenere il massimo con il minimo sforzo.
Mammona può tutto, basta che ci inchiniamo a lui. Inoltre ricordiamoci che  nell’apocrifo di Esdra c’è scritto che il Messia si manifesterà a Gerusalemme sul pinnacolo del Tempio.
Allora tiriamo le logiche conseguenze. Dove si fa finta di onorare Dio c’è folla, ci sono i riti, c’è commercio, ci sono soldi, c’è potere, c’è visibilità assicurata, c’è di tutto e di più.
Scribi e farisei, pii devoti e commercianti sensibili solo al denaro, sommi sacerdoti e sublimi indifferenti, santi e peccatori.
Svegliamoci, impariamo a leggere i segni dei tempi. Oggi chi comanda è’ chi possiede tanta “roba”. Oggi sono i capitali che dettano legge. Non accontentiamoci, accumuliamo di tutto, il più possibile. Più abbiamo e più siamo riveriti. L’unico limite che dobbiamo porci è quello di non averne. All’inizio della Quaresima , nella nostra coscienza, rimbomba la risposta che il Messia rifila a Satana : «Il Signore tuo Dio adorerai, e a lui solo renderai culto» (Mt 4, 10).
Nel tempio della nostra fede abitano solo Dio e i suoi angeli, oppure instancabilmente ogni giorno costruiamo sontuose cappelle dedicate ai più svariati idoli belli e seducenti che pietrificano il cuore, intristiscono la vita ed offuscano la fede?
È triste constatare che la modernità, ogni giorno di più, appare sazia e disperata.
La quaresima preservi la nostra fede da questa lebbra esistenziale, attraverso un cammino di conversione e purificazione individuale e sociale.

MEDITAZIONE

Gesù è stato tentato, lo dicono i tre sinottici; come questo sia avvenuto in realtà non lo sappiamo. Matteo racconta le tentazioni di Gesù, tenendo presenti la storia di Israele e i cristiani per i quali scrive.
I riferimenti all’esperienza del popolo di Israele e di Mosè nell’esodo sono evidenti: il deserto, i quaranta giorni, la fame, la richiesta di miracoli, mettere alla prova il Signore, l’ansia di «possedere» la Terra Promessa, l’idolatria…
L’evangelista ci tiene a sottolineare che mentre Israele è caduto, cedendo alle tentazioni, Gesù le vince e scaccia satana, il quale tornerà con tentazioni simili messe sulla bocca di coloro che sfidano Gesù a scendere dalla croce, per dimostrare di essere il figlio di Dio.
L’arma che Gesù usa per sconfiggere il tentatore è la parola di Dio. Anche satana se ne serve, dando a Matteo la possibilità di far capire ai cristiani di tutti i tempi che la Sacra Scrittura va presa per intero e che va interpretata correttamente, senza presunzione, nella Chiesa guidata dallo Spirito.
I cristiani subiscono le stesse tentazioni, che stravolgono i rapporti con le cose, con Dio e con gli altri.
Con le cose. Abbiamo bisogno di tante cose per vivere da uomini, il nutrimento le sintetizza. Ma tutto noi riceviamo come dono di Dio. La tentazione è pretendere di essere produttori dei beni per se stessi e gestirli egoisticamente, senza gratitudine e senza fraternità. Chi si nutre della parola di Dio, sazia la propria fame di senso e di felicità, è riconoscente, vive con sobrietà e si interroga costantemente su come condividere i beni ricevuti con i fratelli bisognosi.
Con Dio. Egli ci ama e si prende cura di noi. Il tentatore vuole riuscire a minare la fiducia in lui. Strumentalizzando un Salmo, ci spinge a pretendere da Dio interventi miracolosi per la riuscita delle nostre imprese, anche apostoliche. Gesù risponde per noi: Dio ci ama e noi non abbiamo bisogno di altre prove.
Gli altri. La tentazione del potere, che trasforma gli altri in «cose» da possedere e manipolare, è terribile. L’autoesaltazione ti porta a considerarti un piccolo dio e nel delirio di potenza ti credi padrone degli altri, legittimato anche a servirtene a piacimento e a distruggerne la vita. Può succedere a chi dimentica di dovere tutto a Dio, non solo ciò che ha, ma la vita e il suo essere stesso. Invece di adorare Dio adora se stesso. È l’idolatria. Gesù scaccia satana ed esprime la gioia irrinunciabile di obbedire solo a Dio.
Sono state tentazioni di Israele, però Matteo ci tiene a dire che sono tentazioni permanenti per tutta la Chiesa e per i singoli cristiani. Egli ci invita a guardare a Gesù che vince non solo per sé, ma soprattutto per noi, dandoci lo strumento invincibile, la sua Parola, e l’energia più che sufficiente, il suo Spirito. Il servizio degli angeli per chi sconfigge satana è una promessa per questa vita e per l’altra, che tutti i santi hanno visto realizzarsi.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

  1. Le tentazioni fanno parte della vita e hanno anche una loro funzione: spingono a prendere la vita con serietà, a guardarci dentro per conoscerci, a lottare per crescere nella fede e nell’amore, a scegliere con verità di amare Dio e i fratelli. Nessuna tentazione è invincibile, perché lo Spirito è sempre con noi e ci dà luce per riconoscerla e forza per superarla.
  2. Le cose di questo mondo sono a servizio della vita personale e comunitaria. Le riceviamo da Dio, le usiamo per una vita dignitosa, le condividiamo per realizzare una vita fraterna, sul modello delle prime comunità cristiane. Se non nutriamo il nostro spirito con la parola di Dio, perdiamo il senso e la misura del rapporto con le cose.
  1. Dio non ci lascia mai soli nella missione che ci ha affidata in questo mondo. Davanti a lui non conta il successo o il fallimento delle nostre imprese umane, spirituali o apostoliche. Siamo solo suoi collaboratori nella costruzione del Regno e saremo valutati per l’amore che abbiamo messo in ogni azione.
  2. Un solo potere ci conduce direttamente a Dio, quello di amare fino a dare la vita. Qualunque altro potere sugli altri o è al servizio dell’amore o porta alla adorazione di sé che conduce alla distruzione degli altri e di se stessi.

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

Cerchiamo la tentazione per la quale abbiamo detto: «è più forte di me», e la combattiamo. Non da soli.

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2. introduzioni – 122 FEBBRAIO 2026 – I DOMENICA DI QUARESIMA

22 FEBBRAIO 2026

I DOMENICA DI QUARESIMA

(Domenica della tentazione)

OBBEDIRE ALLA PAROLA DI DIO PER VINCERE OGNI TENTAZIONE

Il cammino della Quaresima ci fa arrivare alla Pasqua solo se è compiuto guardando a Gesù e seguendo le sue orme. L’avversario tenta in ogni modo di ostacolarci. Riconoscere le arti subdole del tentatore e vincerle è possibile, e può essere anche facile, per chi si lascia istruire e guidare dalla parola di Dio, letta alla luce dello Spirito Santo all’interno della comunità cristiana.

PRIMA LETTURA

La creazione dei progenitori e il loro peccato.

Il racconto della creazione e del primo peccato non narra dei fatti, ma spiega la condizione dell’uomo in tutta la storia. La duplice radice del peccato è riconosciuta nella sfiducia verso Dio, considerandolo nemico della felicità dell’uomo, e nella pretesa di stabilire, senza Dio, il bene, il male e la strada della propria felicità. Tragico errore, di cui l’umanità subisce le conseguenze in tutte le epoche della storia.

SALMO RESPONSORIALE                

SECONDA LETTURA

Dove ha abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia.

Partendo dal racconto biblico del primo peccato, Paolo contrappone il percorso di Adamo, rappresentante dell’umanità peccatrice, a quello di Gesù, figlio obbediente al Padre. Le conseguenze della disobbedienza sono terribili, ma il frutto sovrabbondante dell’obbedienza di Gesù è la salvezza di tutti gli uomini.

VANGELO

Gesù digiuna per quaranta giorni nel deserto ed è tentato.

L’evangelista Matteo presenta Gesù vincitore nei confronti del tentatore. Le tre tentazioni toccano i rapporti fondamentali di ogni uomo: con le cose, con gli altri e con Dio. Non sono tentazioni di un momento, ma attraversano tutta la vita di Gesù, fin sulla croce, e tutta la vita di ogni uomo. L’arma che l’evangelista mette tra le mani di Gesù, e nostre, è la parola di Dio, interpretata alla luce dello Spirito Santo.

uomo.

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4. Letture – 22 FEBBRAIO 2026 – I DOMENICA DI QUARESIMA

22 FEBBRAIO 2026

I DOMENICA DI QUARESIMA

(Domenica della tentazione)

OBBEDIRE ALLA PAROLA DI DIO PER VINCERE OGNI TENTAZIONE

PRIMA LETTURA

La creazione dei progenitori e il loro peccato.

Il racconto della creazione e del primo peccato non narra dei fatti, ma spiega la condizione dell’uomo in tutta la storia. La duplice radice del peccato è riconosciuta nella sfiducia verso Dio, considerandolo nemico della felicità dell’uomo, e nella pretesa di stabilire, senza Dio, il bene, il male e la strada della propria felicità. Tragico errore, di cui l’umanità subisce le conseguenze in tutte le epoche della storia.

Dal libro della Gènesi     Gen 2,7-93,1-7

Il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente.
Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l’uomo che aveva plasmato. Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, e l’albero della vita in mezzo al giardino e l’albero della conoscenza del bene e del male.
Il serpente era il più astuto di tutti gli animali selvatici che Dio aveva fatto e disse alla donna: «È vero che Dio ha detto: “Non dovete mangiare di alcun albero del giardino”?». Rispose la donna al serpente: «Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, ma del frutto dell’albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: “Non dovete mangiarne e non lo dovete toccare, altrimenti morirete”». Ma il serpente disse alla donna: «Non morirete affatto! Anzi, Dio sa che il giorno in cui voi ne mangiaste si aprirebbero i vostri occhi e sareste come Dio, conoscendo il bene e il male».
Allora la donna vide che l’albero era buono da mangiare, gradevole agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch’egli ne mangiò. Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e conobbero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE                

Dal Sal 50 (50)

R. Perdonaci, Signore: abbiamo peccato.

Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;
nella tua grande misericordia
cancella la mia iniquità.
Lavami tutto dalla mia colpa,
dal mio peccato rendimi puro. R.

Sì, le mie iniquità io le riconosco,
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.
Contro di te, contro te solo ho peccato,
quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto. R.

Crea in me, o Dio, un cuore puro,
rinnova in me uno spirito saldo.
Non scacciarmi dalla tua presenza
e non privarmi del tuo santo spirito. R.

Rendimi la gioia della tua salvezza,
sostienimi con uno spirito generoso.
Signore, apri le mie labbra
e la mia bocca proclami la tua lode.  R.

SECONDA LETTURA

Dove ha abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia.

Partendo dal racconto biblico del primo peccato, Paolo contrappone il percorso di Adamo, rappresentante dell’umanità peccatrice, a quello di Gesù, figlio obbediente al Padre. Le conseguenze della disobbedienza sono terribili, ma il frutto sovrabbondante dell’obbedienza di Gesù è la salvezza di tutti gli uomini.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani     Rm 5,12-19

Fratelli, come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e, con il peccato, la morte, così in tutti gli uomini si è propagata la morte, poiché tutti hanno peccato.
Fino alla Legge infatti c’era il peccato nel mondo e, anche se il peccato non può essere imputato quando manca la Legge, la morte regnò da Adamo fino a Mosè anche su quelli che non avevano peccato a somiglianza della trasgressione di Adamo, il quale è figura di colui che doveva venire.
Ma il dono di grazia non è come la caduta: se infatti per la caduta di uno solo tutti morirono, molto di più la grazia di Dio, e il dono concesso in grazia del solo uomo Gesù Cristo, si sono riversati in abbondanza su tutti. E nel caso del dono non è come nel caso di quel solo che ha peccato: il giudizio infatti viene da uno solo, ed è per la condanna, il dono di grazia invece da molte cadute, ed è per la giustificazione. Infatti se per la caduta di uno solo la morte ha regnato a causa di quel solo uomo, molto di più quelli che ricevono l’abbondanza della grazia e del dono della giustizia regneranno nella vita per mezzo del solo Gesù Cristo.
Come dunque per la caduta di uno solo si è riversata su tutti gli uomini la condanna, così anche per l’opera giusta di uno solo si riversa su tutti gli uomini la giustificazione, che dà vita. Infatti, come per la disobbedienza di un solo uomo tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per l’obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti.

 Parola di Dio

Forma breve:

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani     Rm 5,12.17-19

Fratelli, come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e, con il peccato, la morte, così in tutti gli uomini si è propagata la morte, poiché tutti hanno peccato.
Infatti se per la caduta di uno solo la morte ha regnato a causa di quel solo uomo, molto di più quelli che ricevono l’abbondanza della grazia e del dono della giustizia regneranno nella vita per mezzo del solo Gesù Cristo.
Come dunque per la caduta di uno solo si è riversata su tutti gli uomini la condanna, così anche per l’opera giusta di uno solo si riversa su tutti gli uomini la giustificazione, che dà vita. Infatti, come per la disobbedienza di un solo uomo tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per l’obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti.

Parola di Dio.

ACCLAMAZIONE AL VANGELO

Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

Non di solo pane vivrà l’uomo,
ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio. (Mt 4,4b)
 
Lode a te, o Cristo, re di eterna gloria!

VANGELO

Gesù digiuna per quaranta giorni nel deserto ed è tentato.

L’evangelista Matteo presenta Gesù vincitore nei confronti del tentatore. Le tre tentazioni toccano i rapporti fondamentali di ogni uomo: con le cose, con gli altri e con Dio. Non sono tentazioni di un momento, ma attraversano tutta la vita di Gesù, fin sulla croce, e tutta la vita di ogni uomo. L’arma che l’evangelista mette tra le mani di Gesù, e nostre, è la parola di Dio, interpretata alla luce dello Spirito Santo.

Dal Vangelo secondo Matteo     Mt 4,1-11

In quel tempo, Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”».
Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra”». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo”».
Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vàttene, satana! Sta scritto infatti: “Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”».
Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano.

Parola del Signore