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Pastorale giovanile 2. Intorno al fuoco vivo del Sinodo – Rossano Sala

Pastorale giovanile 2

Intorno al fuoco vivo del Sinodo

Educare ancora alla vita buona del Vangelo

ROSSANO SALA

Con invito alla lettura di Papa Francesco

Caro Lettore,

abbiamo il piacere di informarti della pubblicazione del nuovo libro edito da Elledici “Pastorale giovanile 2. Intorno al fuoco vivo del Sinodo“, uno strumento indispensabile per tutti gli educatori e gli operatori di pastorale giovanile che desiderano essere all’altezza del Vangelo e dei tempi che stiamo vivendo.

Don Rossano Sala ospite al programma di TV 2000 “Il Diario di Papa Francesco" del 22 Settembre 2020
con il libro “Intorno al fuoco vivo del sinodo” (Editrice Elledici)

Il fuoco generato dal processo sinodale

Un importante testo che idealmente ci colloca intorno al fuoco generato dal processo sinodale della Chiesa universale, che si è svolto dal 2016 al 2019 , dal tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”

Ben 32 i contributi distinti in cinque significative “costellazioni”: 1) Antropologia, teologia e pastorale; 2) Accompagnamento, annuncio e animazione vocazionale; 3) Giovani, Chiesa e Sinodo; 4) Educazione, scuola e università; 5) Don Bosco, famiglia e oratorio.

Al termine del decennio dedicato dalla CEI a Educare alla vita buona del Vangelo (2010-2020) il testo si propone di tenere sveglio l’impegno educativo e pastorale della Chiesa a favore di tutti i giovani.

Dentro al libro

  • Un importante “Invito alla lettura” di Papa Francesco e il “Rilancio del cammino” di Giacomo Costa, sj.
  • Il primo testo che presenta e analizza tutto il processo sinodale e le sue conseguenze per la Chiesa e per i giovani.
  • Chiude un decennio (2010-2020), offrendone un bilancio, e ne apre un altro (2020-2030) offrendo importanti chiavi di lettura per entrarci nel migliore dei modi.

Autore

Rossano Sala è salesiano di don Bosco. Ha partecipato a due Capitoli Generali della Congregazione Salesiana (2008 e 2020) e agli ultimi due Sinodi: quello ordinario sui giovani del 2018 in qualità di Segretario Speciale e quello straordinario sull’Amazzonia nel 2019 come Padre Sinodale. Attualmente è Docente Straordinario di Pastorale Giovanile presso la Facoltà di Teologia della Università Pontificia Salesiana di Roma. Dal 2016 è Direttore della Rivista «Note di Pastorale Giovanile» e dal 2019 consultore della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi.

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La nuova edizione del libro Elledici sul giovane Carlo Acutis in vista della beatificazione

In occasione della beatificazione

del giovane venerabile Carlo Acutis

– NUOVA EDIZIONE –

CARLO ACUTIS

15 anni di amicizia con Dio

UMBERTO DE VANNA

Caro Lettore,

abbiamo il piacere di informarti della pubblicazione della nuova edizione del libro Elledici “Carlo Acutis. 15 anni di amicizia con Dio “, la testimonianza di fede di un giovane dei nostri tempi che verrà beatificato ad Assisi il prossimo 10 ottobre 2020.

Forniamo di seguito i contenuti del libro.

Carlo, l’inconfondibile sapore della Grazia

È stato un giovane libero e lieto,

Carlo Acutis, contento della vita,

capace di compassione e di gratuità.

Ha vissuto i suoi 15 anni “alla grande”,

all’altezza dei suoi desideri più veri.

(mons. Paolo Martinelli)

Sono ormai tantissimi nel mondo i giovani che guardano a Carlo Acutis (1991-2006) e si rifanno alla sua testimonianza.

Carlo è il santo che non ti aspetti, piace e sorprende perché ha tutte le caratteristiche dei ragazzi d’oggi: la passione per la vita e l’informatica, lo sport e l’amicizia, l’amore verso tutti, mettendo nello stesso tempo Dio al primo posto. 

Mons. Paolo Martinelli, vescovo ausiliare di Milano, ha parlato di Carlo come di un giovane cristiano desideroso di vivere alla grande e che «ha condiviso con i giovani del suo tempo la bellezza della vita nell’adolescenza, trovando in essa un’occasione straordinaria per portare il Vangelo».

Per il suo amico Rajesh è stato un esempio talmente alto di spiritualità e santità che ha sentito il desiderio di farsi battezzare:

 

«Carlo è stato per me un maestro di vita cristiana. Carlo che mi ha contagiato e folgorato con la sua profonda fede, la sua grande carità e la sua grande purezza, che ho sempre considerato fuori del normale, perché un ragazzo così giovane, così bello e così ricco normalmente preferisce fare una vita diversa».

 

“Innamorato di Dio”,  Carlo era affascinato da una forte spiritualità che ha vissuto senza complessi, respirando il mondo della fede con la spontaneità di uno che si direbbe caduto giù dal cielo.

Dentro al libro

  • Un linguaggio smart e giovanile capace di trasmettere la testimonianza del giovane Carlo Acutis in tutta la sua bellezza;
  • Numerose fotografie a colori che ripercorrono la vita del giovane “candidato alla santità”;
  • Alcune proposte di riflessione personale e di gruppo;
  • Un’idea originale di dono ai ragazzi che hanno completato l’iniziazione cristiana (“dopo-Cresima”).

Autore

UMBERTO DE VANNA, sacerdote salesiano, è autore di numerosi libri di catechesi e spiritualità giovanile. Per Elledici ha pubblicato negli ultimi anni Un prete per amico, Dio a un passo da noi, Noi gli adolescenti, Il mondo che vorrei, Sorpresi da Dio, La catechesi in parrocchia e la biografia Gesù di Nazaret. Ti seguirò ovunque tu vada, che si inserisce con originalità nel grande filone delle “vite di Gesù”.

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1. Letture e orazioni – 27 settembre 2020

27 settembre

26ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

ANNO A

La nuova giustizia evangelica

ANTIFONA

Signore, tutto ciò che hai fatto ricadere su di noi
l’hai fatto con retto giudizio;
abbiamo peccato contro di te,
non abbiamo dato ascolto ai tuoi precetti;
ma ora glorifica il tuo nome e opera con noi
secondo la grandezza della tua misericordia. (Dn 3,31.29.30.43.42)

COLLETTA
O Dio, che riveli la tua onnipotenza
soprattutto con la misericordia e il perdono,
continua a effondere su di noi la tua grazia,
perché, camminando verso i beni da te promessi,
diventiamo partecipi della felicità eterna.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Oppure:
O Padre, sempre pronto ad accogliere
pubblicani e peccatori
appena si dispongono a pentirsi di cuore,
tu prometti vita e salvezza
a ogni uomo che desiste dall’ingiustizia:
il tuo Spirito ci renda docili alla tua parola
e ci doni gli stessi sentimenti
che sono in Cristo Gesù.
Egli è Dio, e vive e regna con te…

PRIMA LETTURA

Ez 18,25-28
Se il malvagio si converte dalla sua malvagità, egli fa vivere se stesso.
Dal libro del profeta Ezechièle
Così dice il Signore:
«Voi dite: “Non è retto il modo di agire del Signore”. Ascolta dunque, casa d’Israele: Non è retta la mia condotta o piuttosto non è retta la vostra?
Se il giusto si allontana dalla giustizia e commette il male e a causa di questo muore, egli muore appunto per il male che ha commesso.
E se il malvagio si converte dalla sua malvagità che ha commesso e compie ciò che è retto e giusto, egli fa vivere se stesso. Ha riflettuto, si è allontanato da tutte le colpe commesse: egli certo vivrà e non morirà».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE    dal Sal 24

Ricòrdati, Signore, della tua misericordia.

Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
insegnami i tuoi sentieri.
Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi,
perché sei tu il Dio della mia salvezza;
io spero in te tutto il giorno.

Ricòrdati, Signore, della tua misericordia
e del tuo amore, che è da sempre.
I peccati della mia giovinezza
e le mie ribellioni, non li ricordare:
ricòrdati di me nella tua misericordia,
per la tua bontà, Signore.

Buono e retto è il Signore,
indica ai peccatori la via giusta;
guida i poveri secondo giustizia,
insegna ai poveri la sua via.

SECONDA LETTURA                 Fil 2,1-11
Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési
Fratelli, se c’è qualche consolazione in Cristo, se c’è qualche conforto, frutto della carità, se c’è qualche comunione di spirito, se ci sono sentimenti di amore e di compassione, rendete piena la mia gioia con un medesimo sentire e con la stessa carità, rimanendo unanimi e concordi.
Non fate nulla per rivalità o vanagloria, ma ciascuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a se stesso. Ciascuno non cerchi l’interesse proprio, ma anche quello degli altri.
Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù:
egli, pur essendo nella condizione di Dio,
non ritenne un privilegio
l’essere come Dio,
ma svuotò se stesso
assumendo una condizione di servo,
diventando simile agli uomini.
Dall’aspetto riconosciuto come uomo,
umiliò se stesso
facendosi obbediente fino alla morte
e a una morte di croce.
Per questo Dio lo esaltò
e gli donò il nome
che è al di sopra di ogni nome,
perché nel nome di Gesù
ogni ginocchio si pieghi
nei cieli, sulla terra e sotto terra,
e ogni lingua proclami:
«Gesù Cristo è Signore!»,
a gloria di Dio Padre.

Parola di Dio.

Forma Breve:

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési (2, 1-5)
Fratelli, se c’è qualche consolazione in Cristo, se c’è qualche conforto, frutto della carità, se c’è qualche comunione di spirito, se ci sono sentimenti di amore e di compassione, rendete piena la mia gioia con un medesimo sentire e con la stessa carità, rimanendo unanimi e concordi.
Non fate nulla per rivalità o vanagloria, ma ciascuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a se stesso. Ciascuno non cerchi l’interesse proprio, ma anche quello degli altri.
Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù.

Parola di Dio

 

ACCLAMAZIONE AL VANGELO    At 16,14b

Alleluia, alleluia.

Le mie pecore ascoltano la mia voce, dice il Signore,
e io le conosco ed esse mi seguono.

Alleluia.

VANGELO            Mt 21,28-32
Pentitosi andò. I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio.

Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo».
E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».

Parola del Signore

ORAZIONE SULLE OFFERTE

Accogli, Padre misericordioso, i nostri doni,
e da quest’offerta della tua Chiesa
fa’ scaturire per noi la sorgente di ogni benedizione.
Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE

Ricorda, Signore, la promessa fatta al tuo servo:
in essa mi hai dato speranza,
nella mia miseria essa mi conforta. (Sal 119,49-50)

Oppure:
Da questo abbiamo conosciuto l’amore di Dio:
egli ha dato la sua vita per noi,
e anche noi dobbiamo dar la vita per i fratelli. (1Gv 3,16)

Oppure:
“È venuto Giovanni Battista
e i peccatori gli hanno creduto” (cf. Mt 21,32)

DOPO LA COMUNIONE

Questo sacramento di vita eterna
ci rinnovi, o Padre, nell’anima e nel corpo,
perché, comunicando a questo memoriale
della passione del tuo Figlio,
diventiamo eredi con lui nella gloria.
Per Cristo nostro Signore.

 

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2. Introduzioni – 27 settembre 2020

27 settembre

26ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Dire con gioia di «sì» a Dio

«Molti degli ultimi saranno primi», dice Gesù e per confermarlo racconta una parabola sorprendente e paradossale, in cui emerge proprio la bontà straordinaria di un padrone verso i suoi lavoratori. Una parabola che rivela il modo di operare di Dio: la sua bontà supera la logica umana e la semplice giustizia distributiva.

PRIMA LETTURA
I miei pensieri non sono i vostri pensieri.
«I miei pensieri non sono i vostri pensieri…», dice il Signore per bocca di Isaia: «Quanto il cielo sovrasta la terra… i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri». Pensieri antichi degli ebrei in esilio, ma che si applicano perfettamente alla parabola decisamente controcorrente che la liturgia ci propone oggi.

Dal libro del profeta Isaia.             Is 55,6-9 

SALMO RESPONSORIALE               Dal Salmo 144 (145)
Il salmista celebra la bontà infinita del Signore, loda il suo nome per sempre. La sua misericordia è senza fine.
Rit. Il Signore è vicino a chi lo invoca.

SECONDA LETTURA
Per me vivere è il Cristo.
Incomincia oggi la lettura della lettera ai cristiani di Filippi, che ci accompagnerà per quattro domeniche. Paolo incontra i Filippesi nel suo secondo viaggio. Si reca in Macedonia spinto da una visione e avrà sempre cari quegli abitanti. In questo brano afferma che Gesù è la ragione della sua vita: desidera raggiungerlo, ma accetta di continuare a essere al suo servizio predicando tra di loro il Vangelo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi.                    Fil 1,20c-24.27a

VANGELO
Sei invidioso perché io sono buono?
Gesù racconta una parabola sconcertante, ma solo perché presenta la bontà sorprendente di Dio, che ha della giustizia un’idea assolutamente personale.

Dal vangelo secondo Matteo.                             Mt 20,1-16

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3. Annunciare la Parola – 27 settembre 2020


27 settembre
26ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Dire con gioia di «sì» a Dio


PER RIFLETTERE E MEDITARE

Il capitolo 21 di Matteo racconta l’ingresso di Gesù in Gerusalemme, osannato dalla folla, e il suo gesto polemico nei confronti dei venditori del tempio, che ne hanno fatto un «covo di ladri». È in questo contesto che i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo gli domandano: «Con quale autorità fai queste cose? E chi ti ha dato questa autorità?». Al posto di rispondere, Gesù fa anche lui una domanda: «Il battesimo di Giovanni da dove veniva? Dal cielo o dagli uomini?» (Mt 21,25). Ma essi si rifiutano di rispondere e Gesù racconta a loro la parabola semplice ed efficacissima dei due fratelli.

Una parabola per provocare
«Che ve ne pare?», domanda Gesù. E la domanda da una parte può esprimere la volontà di Gesù di coinvolgere gli interlocutori nel ragionamento, ma può avere il sapore di una sfida. «È così logico il ragionamento», pare dire Gesù. Per questo la parabola appare anche provocatoria nella sua semplicità e chiarezza. Infatti a un primo ascolto sembra quasi banale nella sua semplicità, e le conclusioni portate da Gesù si direbbero addirittura sproporzionate. Ma la parabola va letta tenendo presenti le due parabole che seguono e che proclameremo nelle prossime domeniche: quella dei servi omicidi e quella dell’indisponibilità a partecipare al banchetto delle nozze regali. È infatti in gioco il rifiuto della classe dirigente israeliana di accogliere il Salvatore. Gesù senza mezzi termini non la giustifica e dice: «Alla parola del Battista non avete creduto e non vi siete pentiti». E li provoca, affermando che invece i grandi peccatori pubblici si sono aperti alla sua testimonianza. Per questo passano avanti a loro nel regno di Dio.

Nella nostra comunità oggi
«Non ho voglia», «Non me la sento», «Non tocca a me», «Perché dovrei farlo io?» sono le espressioni più gettonate dai giovani, ma non solo da loro. Il farsi i fatti propri è uno dei mestieri più diffusi nella nostra società. Siamo svogliati, lenti di fronte all’impegno di costruire il regno di Dio, di realizzare almeno un poco ciò che il Signore ci suggerisce e ci invita a fare. Non abbiamo la fretta, la passione di chi deve annunciare una notizia importante, che non si può tenere dentro.
È possibile anche oggi trovare nelle nostre comunità gli atteggiamenti di questi due fratelli. Quello del diplomatico astuto, che non vuole sfigurare e dice di sì, ma poi si defila; e chi trova difficile obbedire, tirare sempre la carretta per primo, e cerca di sottrarsi a una nuova proposta o a un nuovo incarico, ma alla fine accetta di impegnarsi, come fa sempre.
Eppure c’è un’umanità che aspetta, ci sono fratelli che non sanno perché vivono e sono senza speranza. Se accogliamo l’invito a lavorare nella vigna del Signore, possiamo dire a loro con la nostra vita e le nostre parole che c’è un Padre che dà senso pieno a ciò che facciamo, che è bello vivere.
Il primo figlio è rappresentato, come dicevamo, dalla gente che conta in Israele, dagli uomini-guida, dai capi del sinedrio e della sinagoga. Il secondo rappresenta la gente esclusa: i poveri materialmente, gli ammalati, ma soprattutto i peccatori, gli esclusi dalla salvezza: l’esattore Zaccheo, l’adultera, la prostituta…
Gesù conosce i cuori e sa che questi ultimi, i lontani, hanno tante giustificazioni: l’educazione ricevuta, le circostanze, gli amici, i condizionamenti.
Di fatto, la salvezza viene donata a tutti, ma i secondi l’accolgono, gli altri no: sono diffidenti, guardinghi. Gesù si presenta fuori dal sistema, poco rispettoso delle loro tradizioni. Soprattutto è un uomo libero.
È bellissimo però pensare, come fa capire la parabola, che qualunque sia stata finora la nostra risposta agli inviti di Dio, è sempre possibile cambiare, rispondere di sì e convertirsi, anche se a volte ci vuole un attimo di riflessione in più per decidersi.

Un terzo e un quarto figlio?
È molto curioso ciò che scrive Alessandro Pronzato a proposito di questa parabola. Lui ipotizza un «terzo figlio», quello che – quando il padre lo invita a lavorare nella vigna – lo costringe a discutere a lungo sul modo migliore di coltivare la vigna o per individuare gli errori nella coltivazione… E al padre che dice: «Va bene, figlio mio, ma adesso dimmi: sei disposto a darmi una mano?», il figlio risponde: «Vedi che tenti sempre di eludere i problemi? Va sempre a finire così con te…». E così di seguito, continuando a discutere e a progettare. E la vigna aspetta.
Ma Pronzato non si ferma e nella sua originalità ipotizza anche un «quarto figlio», quello che accetta ogni giorno di tirare il carretto senza parlare, il figlio che va alla vigna senza nemmeno bisogno di dire un «sì» o un «no». Al padre è sufficiente un cenno perché lui capisca al volo e parta in silenzio, al lavoro come sempre. Un giovane «mulo» che potrebbe apparire poco simpatico nella sua muta obbedienza. Ma si sa che il mondo è pieno di questa gente silenziosa che manda avanti il mondo.
Detto nel modo più rispettoso, Gesù rientra proprio in questa ultima categoria. Lui che si è fatto uomo, condividendo fino in fondo la nostra condizione di uomini e si è fatto obbediente al Padre. Lui che ha detto davvero un «sì» pieno, senza alcuna riserva, pienamente fedele (2ª lettura).

UN FATTO – UNA TESTIMONIANZA
«Non l’uomo che si chiude in sé è uomo completo, ma l’uomo che si apre, che esce da se stesso, diventa completo e trova se stesso… Adamo (e Adamo siamo noi stessi) pensava che il “no” fosse l’apice della libertà. Solo chi può dire “no” sarebbe realmente libero… Invece solo nel “sì” l’uomo diventa realmente se stesso; solo nella unificazione della sua volontà con la volontà divina, l’uomo diventa immensamente aperto, diventa “divino”. Essere come Dio era il desiderio di Adamo, cioè essere completamente libero. Ma non è divino, non è completamente libero l’uomo che si chiude in se stesso; lo è uscendo da sé, è nel “sì” che diventa libero» (Benedetto XVI).

 

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4. Parola da Vivere – 27 settembre 2020

27 settembre
26ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Dire di sì con gioia a Dio

COMMENTO

Torino, alcuni anni fa, chiesa di San Francesco di Sales a Valdocco, catechesi sul vangelo, aperta a tutti, si legge questo brano. Un adulto, forse cinquantenne: «Io non accetterò mai di stare in Paradiso con una prostituta». Non si rendeva conto di aver scelto di rimanere fuori.
«In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio». È una dichiarazione solenne di Gesù, uno schiaffo ai capi dei sacerdoti e agli anziani. Ma Gesù non condanna nessuno prima del tempo, tutto quello che dice è sempre un invito alla conversione o un richiamo, anche duro e forte, a chi ancora non si è convertito.
La prima parte di questo brano è una lettura semplice, e anche attuale, della storia del rapporto tra Dio, Israele e il resto dell’umanità. Può aiutare la comprensione e la meditazione il fatto di notare la notevole somiglianza di questi figli con i due del Padre misericordioso nella parabola di Luca.
Gesù è entrato trionfalmente a Gerusalemme, ma i ca- pi stanno programmando la sua fine; lo scontro si fa acceso, prima nelle parole, poi nei fatti. Per capire il significato della parabola e della domanda di Gesù, dobbiamo ricordare che i profeti avevano definito Dio come padre, ma solo di Israele. Gli Ebrei non potevano neanche pensare che altri popoli potessero ambire a essere riconosciuti da Dio come figli. Ma Gesù qui ne presenta due. Subito i capi, sulla scorta di Isaia, comprendono che il padrone della vigna è Dio. Così pure danno la risposta esatta: chi ha realizzato la volontà del padre è il figlio che ha risposto
«no» e ha fatto «sì». Quando Matteo scrive, le comunità sono ormai formate da ex-Ebrei ed ex-pagani. Tutti però sanno bene che ciò che conta non è la provenienza etnica o religiosa, ma la sincerità della conversione. Non basta aver detto sì alla predicazione e neanche essere stati battezzati; per fare la volontà di Dio, essere veri cristiani ed entrare in Paradiso è necessario lavorare nella vigna del Signore, cioè mettere in pratica il Vangelo.
Il giudizio sul popolo di Israele, non sui singoli, è definitivo: non ha accolto il Messia, quindi non ha fatto la volontà di Dio e per questo non è più la vigna del Signore, come Matteo dirà nella parabola dei vignaioli omicidi, che ascolteremo domenica prossima. Il regno di Dio ora è affidato alla Chiesa.
Non è difficile adattare questo discorso ai nostri tempi. Il regno di Dio appartiene ai peccatori che si convertono, coloro che per diversi motivi ed errori hanno vissuto lontano o contro il Vangelo, ma una volta che si so- no accorti di sbagliare e di correre il pericolo di perdersi, hanno cambiato strada, hanno preso la loro croce e si sono messi sulle orme di Gesù. Non sono i titoli di me- rito che ci salvano, ma il fare concretamente la volontà di Dio. Quelli che credono di essere a posto perché di- cono di credere, ma a modo proprio fuori dalla comunità, quelli che, perché vanno a messa e ogni tanto fanno un po’ di elemosina, si credono migliori degli altri e anche autorizzati a giudicarli, non appartengono al Regno e corrono lontano dalla salvezza.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA
1. Ogni tanto Gesù fa delle domande ai discepoli e agli avversari. Non sono mai domande neutre, richiedono una risposta che coinvolge la vita e le scelte. Possiamo chiederci: quale domanda oggi Gesù fa a me? E alla mia comunità? Troviamola e, rispondendo, faremo un passo avanti nella fede e nell’amore.
2. Potremmo trovarci molto in imbarazzo, se provassimo a contare quante volte abbiamo detto «sì» al Signore e poi abbiamo fatto «no». Il Signore ci lascia il tempo di cambiare atteggiamento nei confronti della sua parola.
3. Se ci guardiamo attorno, troveremo facilmente tante persone che ci faranno pensare: «in fondo credo di essere migliore di loro», e così potremo continuare a ritenerci «abbastanza» giusti da non aver bisogno di conversione.
4. Non eravamo né Ebrei né pagani, siamo stati battezzati. Possiamo però avere i difetti di Ebrei e pagani insieme. La conversione, di cui parla Gesù, non si fa una volta per tutte, ma è un atteggiamento permanente di coloro che credono in lui e si confrontano con il Vangelo.

 


Tratto da: Messale delle domeniche e delle feste – Elledici – 2017

 

 

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5. Perdono e Preghiere dei Fedeli – 27 settembre 2020

27 settembre
26ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Dire con gioia di «sì» a Dio

RICHIESTA DI PERDONO

• Signore Gesù, perdona la nostra fede debole e le nostre incoerenze, abbi pietà di noi.
• Cristo, che per noi ti sei umiliato fino alla croce, abbi pietà di noi.
• Signore Gesù, sostieni i nostri propositi di bene e il nostro desiderio di esserti fedeli, abbi pietà di noi.

PREGHIERA UNIVERSALE

Celebrante. Fratelli e sorelle carissimi, con il nostro battesimo abbiamo detto di «sì» a Dio, un sì che va confermato ogni giorno con la nostra generosità e apertura. Preghiamo insieme e diciamo:
Fa’ che ti ascoltiamo, Signore.
• Per la Chiesa santa di Dio, perché non si stanchi di annunciare il Vangelo della salvezza a tutti, soprattutto ai lontani e agli indifferenti, preghiamo.
• Per chi fa fatica a occuparsi delle cose importanti e chi rimanda sempre il proposito di fare spazio a Dio nella sua vita, preghiamo.
• Per chi è deluso dalla politica e dalla società, perché creda che un mondo nuovo è possibile grazie all’impegno di ciascuno e di tutti, preghiamo.
• Per la nostra comunità, perché, pur nello scarso coinvolgimento di tanti, non manchi mai chi si lascia coinvolgere nelle attività e nei servizi a beneficio di tutti, preghiamo.
Celebrante. O Padre, la parabola dei due fratelli ci ha detto che le nostre azioni compiute per amore sono più importanti delle parole e delle promesse. Rendici sempre generosi nella nostra comunità, a somiglianza di Gesù, che si è fatto tutto a tutti, lui che vive e regna nei secoli dei secoli.

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6. Vignetta di RobiHood – 27 settembre 2020

27 settembre
26ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Dire con gioia di «sì» a Dio

per scaricare sul tuo pc l’immagine in formato grande e colorabile,
cliccaci sopra col tasto destro del mouse e scegli “Salva immagine con nome“.

 


Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

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Il nuovo libro Elledici di Paolo Tomatis

Al servizio del dono

La nuova edizione del Messale

Un nuovo ed attesissimo strumento da uno dei più
accreditati e stimati teologici e liturgisti italiani.

Caro Lettore,

abbiamo il piacere di informarti della pubblicazione del nuovo libro Elledici “Al servizio del dono”, un importante e pratico strumento per meglio comprendere quali cambiamenti comporterà nella pratica della Celebrazione il Nuovo Messale Romano.

Un valido ausilio per presbiteri, diaconi e operatori pastorali

  • Cosa si deve fare e come si devono celebrare i diversi momenti della Messa alla luce della nuova edizione del Messale Romano?
  • Ecco chiaramente indicati quali sono i cambiamenti previsti per i Riti introduttivi, il Kyrie eleison, il Gloria, il Padre Nostro, il dono della pace, il Beati gli invitati, il Calendario e il Proprio dei Santi.
  • Dopo un lunghissimo lavoro di revisione e traduzione, iniziato nel 2004, si è giunti al termine dell’opera, con l’approvazione finale della traduzione proposta dalla Conferenza Episcopale Italiana, da parte di papa Francesco nel maggio 2019 e della Congregazione vaticana per il culto divino e la disciplina dei sacramenti nel luglio 2019. Questo libro aiuterà presbiteri, diaconi e operatori pastorali a meglio comprendere per ben celebrare.

Dentro al libro

  • Un libro chiaro, immediato e completo, che aiuterà a rispondere alle tante domande che ci porremo alla luce della nuova edizione del Messale Romano.
  • Ogni momento della Celebrazione viene analizzato in vista dei cambiamenti attesi.
  • Il libro mostra come si possa arrivare ad avere testi vicini alla cultura, al linguaggio e alla fede dei cristiani di oggi, senza nulla togliere alla verità e ai testi di partenza.

Autore

Paolo Tomatis, docente di Liturgia presso la Facoltà teologica dell’Italia Settentrionale (sezione di Torino), l’Istituto di Liturgia Pastorale di Santa Giustina di Padova e la Facoltà teologica di Milano. È presidente dell’Associazione Professori di Liturgia, direttore dell’Ufficio liturgico diocesano di Torino e membro della Consulta dell’Ufficio Liturgico Nazionale.

Tutti i dettagli

  • EAN: 9788801067064
  • Prezzo: € 9,90
  • Formato: 15×21 cm
  • Pagine: 88
  • Collana: Manuali per i ministeri
  • Data pubblicazione: Settembre 2020
  • Cod: LDC 06706
  • Destinatari: Sacerdoti/Parroci, Operatori liturgici, Operatori pastorali.
  • Scaffale: Domenica e Liturgia

Al servizio del dono

La nuova edizione del Messale

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