Pubblicato il

1. Letture e orazioni – 4 ottobre 2020

4 ottobre

27ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

ANNO A

Siamo i mezzadri di Dio

ANTIFONA

Tutte le cose sono in tuo potere, Signore, e nessuno può resistere al tuo volere.
Tu hai fatto tutte le cose, il cielo e la terra
e tutte le meraviglie che vi sono racchiuse;
tu sei il Signore di tutto l’universo. Est 13,9.10-1

COLLETTA
O Dio, fonte di ogni bene,
che esaudisci le preghiere del tuo popolo
al di là di ogni desiderio e di ogni merito,
effondi su di noi la tua misericordia:
perdona ciò che la coscienza teme
e aggiungi ciò che la preghiera non osa sperare.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Oppure:

Padre giusto e misericordioso,
che vegli incessantemente sulla tua Chiesa,
non abbandonare la vigna
che la tua destra ha piantato:
continua a coltivarla e ad arricchirla di scelti germogli,
perché innestata in Cristo, vera vite,
porti frutti abbondanti di vita eterna.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA

Is 5,1-7
La vigna del Signore degli eserciti è la casa d’Israele.
Dal libro del profeta Isaia
Voglio cantare per il mio diletto
il mio cantico d’amore per la sua vigna.
Il mio diletto possedeva una vigna sopra un fertile colle.
Egli l’aveva dissodata e sgombrata dai sassi
e vi aveva piantato viti pregiate;
in mezzo vi aveva costruito una torre
e scavato anche un tino.
Egli aspettò che producesse uva;
essa produsse, invece, acini acerbi.
E ora, abitanti di Gerusalemme
e uomini di Giuda,
siate voi giudici fra me e la mia vigna.
Che cosa dovevo fare ancora alla mia vigna
che io non abbia fatto?
Perché, mentre attendevo che producesse uva,
essa ha prodotto acini acerbi?
Ora voglio farvi conoscere
ciò che sto per fare alla mia vigna:
toglierò la sua siepe
e si trasformerà in pascolo;
demolirò il suo muro di cinta e verrà calpestata.
La renderò un deserto,
non sarà potata né vangata
e vi cresceranno rovi e pruni;
alle nubi comanderò
di non mandarvi la pioggia.
Ebbene, la vigna del Signore degli eserciti
è la casa d’Israele;
gli abitanti di Giuda
sono la sua piantagione preferita.
Egli si aspettava giustizia
ed ecco spargimento di sangue,
attendeva rettitudine
ed ecco grida di oppressi.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE    dal Sal 79 (80)

La vigna del Signore è la casa d’Israele.

Hai sradicato una vite dall’Egitto,
hai scacciato le genti e l’hai trapiantata.
Ha esteso i suoi tralci fino al mare,
arrivavano al fiume i suoi germogli.

Perché hai aperto brecce nella sua cinta
e ne fa vendemmia ogni passante?
La devasta il cinghiale del bosco
e vi pascolano le bestie della campagna.

Dio degli eserciti, ritorna!
Guarda dal cielo e vedi e visita questa vigna,
proteggi quello che la tua destra ha piantato,
il figlio dell’uomo che per te hai reso forte.

Da te mai più ci allontaneremo,
facci rivivere e noi invocheremo il tuo nome.
Signore, Dio degli eserciti, fa’ che ritorniamo,
fa’ splendere il tuo volto e noi saremo salvi

SECONDA LETTURA                 Fil 4,6-9
Mettete in pratica queste cose e il Dio della pace sarà con voi.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési
Fratelli, non angustiatevi per nulla, ma in ogni circostanza fate presenti a Dio le vostre richieste con preghiere, suppliche e ringraziamenti. E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù.
In conclusione, fratelli, quello che è vero, quello che è nobile, quello che è giusto, quello che è puro, quello che è amabile, quello che è onorato, ciò che è virtù e ciò che merita lode, questo sia oggetto dei vostri pensieri.
Le cose che avete imparato, ricevuto, ascoltato e veduto in me, mettetele in pratica. E il Dio della pace sarà con voi!
Parola di Dio.

ACCLAMAZIONE AL VANGELO    At 16,14b

Alleluia, alleluia.

Io ho scelto voi, dice il Signore,
perché andiate e portiate frutto
e il vostro frutto rimanga.

Alleluia.

VANGELO            Mt 21,33-43
Darà in affitto la vigna ad altri contadini.

Dal vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo:
«Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo, che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano.
Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo. Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero.
Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?».
Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo».
E Gesù disse loro:
«Non avete mai letto nelle Scritture:
“La pietra che i costruttori hanno scartato
è diventata la pietra d’angolo;
questo è stato fatto dal Signore
ed è una meraviglia ai nostri occhi”?
Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti».

Parola del Signore

ORAZIONE SULLE OFFERTE

Accogli, Signore, il sacrificio
che tu stesso ci hai comandato d’offrirti
e, mentre esercitiamo il nostro ufficio sacerdotale,
compi in noi la tua opera di salvezza.
Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE

Il Signore è buono con chi spera in lui,
con l’anima che lo cerca.          Lam 3,25
Oppure:
Uno solo è il pane, e noi, pur essendo molti, siamo un corpo solo,
perché partecipiamo tutti dell’unico pane
e dell’unico calice.          Cf 1 Cor 10,17
Oppure:
La pietra scartata dai costruttori
è divenuta testata d’angolo.              Mt 21,42

DOPO LA COMUNIONE

La comunione a questo sacramento
sazi la nostra fame e sete di te, o Padre,
e ci trasformi nel Cristo tuo Figlio.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

Pubblicato il

2. Introduzioni – 4 ottobre 2020

4 ottobre

27ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Siamo i mezzadri di Dio

Come domenica scorsa, Gesù si rivolge ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo, quelli che gli stanno facendo la guerra e in parabola racconta di un padrone che dà in affitto la sua vigna, di cui si era preso una cura speciale. Ma i suoi contadini la fanno da padroni e si rifiutano con ogni violenza di consegnarne il raccolto. La vigna è il regno di Dio e la parabola si riferisce alla storia della salvezza, alla violenza riservata ai profeti e allo stesso figlio del padrone. Per questo, dice Gesù, il regno di Dio viene affidato ad altri.

PRIMA LETTURA
La vigna del Signore degli eserciti è la casa d’Israele.
Isaia canta l’amore di Dio per il suo popolo, simboleggiato nella cura che un buon agricoltore ha per la sua vigna. Ma la vite invece produce uva selvatica e il padrone decide di sbarazzarsene.

Dal libro del profeta Isaia.                     Is 5,1-7

SALMO RESPONSORIALE                Dal Salmo 79 (80)
Il popolo si sente come una vigna devastata a causa della sua infedeltà, per questo il salmista chiede al Signore una nuova protezione per poter rifiorire.
Rit. La vigna del Signore è la casa d’Israele.

SECONDA LETTURA
Mettete in pratica queste cose e il Dio della pace sarà con voi.
Nell’ultimo capitolo della lettera agli abitanti di Filippi, Paolo li esorta a una vita virtuosa, a mantenere una condotta ispirata al Vangelo, secondo l’esempio che hanno ricevuto da lui.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi.              Fil 4,6-9

VANGELO
Darà in affitto la vigna ad altri contadini.
Ancora una parabola sull’infedeltà del popolo ebraico, segnata da un’ostilità crescente impressionante nei confronti del messia. Gesù legge la storia della salvezza e denuncia la persecuzione dei profeti e il rifiuto fino alla violenza e alla morte dell’inviato di Dio.

Dal vangelo secondo Matteo.                      Mt 21,33-43

Pubblicato il

3. Annunciare la Parola – 4 ottobre 2020


4 ottobre
27ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Siamo i mezzadri di Dio


PER RIFLETTERE E MEDITARE

La parabola di Gesù è un’allegoria della storia del popolo di Israele, descritto come una vigna curata con grande amore da parte di Dio. Gesù ricorda la fiducia che il padrone ha avuto nei viticultori a cui l’ha affidata, ma anche l’arroganza con cui essi l’hanno gestita, e il trattamento riservato ai suoi servi, i profeti. Alla fine il padrone manda il figlio, e incredibilmente i contadini uccidono anche lui per potersi impadronire definitivamente della vigna.

Siamo la vigna del Signore
La vigna è una pianta che ha avuto un posto importante in ogni tempo e tra molti popoli. La Chiesa in certi periodi ha addirittura scomunicato chi per vendetta «tagliava» le viti a un nemico. Nell’Antico Testamento la vigna viene vista come immagine del popolo della salvezza e indica il rapporto privilegiato che ha con il Dio dell’alleanza. Isaia, nel brano che ci viene proposto usa espressioni tenerissime, tipiche del canto amoroso, per indicare la grande cura che Dio ha avuto per la sua vigna. Ma poi conclude con il proposito di distruggerla a causa della sua infedeltà. Anche Gesù fa riferimento alla vigna e ai tralci, per indicare il rapporto personale, strettissimo che vuole avere con ciascuno di noi.

La ribellione dei contadini
È sorprendente la pazienza del proprietario nei confronti dei vignaioli. Tollera tutto, a lungo e fino in fondo. Praticamente a ogni sua decisione segue il fallimento. Ma si tratta di una parabola, di un’allegoria. È sicuramente un simbolo dell’amore gratuito e incondizionato che Jahvè ha avuto per il suo popolo, nonostante si sia manifestato duro e insensibile in tanti momenti della sua storia.
Nella parabola Gesù non dice che la vigna verrà distrutta, ma che verrà affidata ad altri. Di fatto il regno di Dio, che non viene accolto dagli ebrei, sarà affidato ai nuovi convertiti, ai pagani, e nascerà un popolo nuovo, la Chiesa.
È questo il modo di operare di Dio, che è fedele anzitutto a se stesso e ai suoi progetti. Dio chiama e invita a lavorare nel suo regno, ma se uno non accoglie i suoi inviti, chiama altri. Questa è la conclusione che Gesù fa tirare dagli stessi suoi interlocutori, che condanneranno se stessi dicendo: «Quei malvagi li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini».
Gesù assicura inoltre che la vicenda si concluderà in modo positivo. Parlando di sé e della sua risurrezione, cita il salmo 118, giocando tra le parole ebraiche ‘eben (pietra) e ben (figlio): «La pietra che i costruttori hanno scartato, è divenuta testata d’angolo».

Il mondo nelle nostre mani
Per quel che riguarda noi, il messaggio di Gesù è chiaro. Il padrone della vigna è Dio, creatore del mondo e degli uomini, a cui affida il regno e l’impegno di costruirlo. Ma gli uomini non riconoscono la sua sovranità e si comportano nei confronti del mondo come dei padroni assoluti, fino alla prepotenza.
La nostra intelligenza dovrebbe farci capire che tutto ciò che esiste è un dono di Dio. Ma noi attribuiamo facilmente ogni cosa a noi stessi, ci consideriamo i soli padroni di ciò che siamo e di ciò che abbiamo. Non comprendiamo che siamo semplicemente dei mezzadri che devono lavorare una vigna che è di un altro.
Siamo realisti: prima di noi il mondo c’era già e dopo di noi il mondo ci sarà ancora. Non siamo noi i signori del mondo, anche se Dio ci associa nei suoi progetti e ci chiama a creare un mondo come lui l’ha sognato per la nostra felicità.
Eppure c’è chi usa la propria intelligenza e la propria scienza quasi per sfidare Dio. E i profeti del nostro tempo subiscono oggi la stessa sorte di quelli della parabola.
Ma oggi è la festa di san Francesco, che più di ogni altro testimonia che si può vivere sentendosi in profonda armonia con il mondo, accolto come dono di Dio,
Gesù conclude affermando che il regno di Dio sarà tolto agli ebrei e sarà dato ad altri «che gli consegneranno i frutti a suo tempo». Ed è nata la Chiesa.
Ricordiamo allora che tutti i continenti e ogni nazione sono nelle mani di Dio. E che l’Europa non può più vantare privilegi, ma può solo ringraziare per i doni ricevuti in questi duemila anni di espansione del cristianesimo. Molte delle comunità che erano fiorenti nei primi secoli nell’Africa mediterranea e nell’Asia Minore oggi sono state praticamente cancellate e di loro rimane solo il ricordo. La fede, pur tra tante difficoltà, si sta diffondendo oggi prevalentemente in alcuni paesi africani e asiatici. Saranno queste le chiese del futuro, destinate a soppiantare l’Europa? La domanda non è oziosa e ci tocca da vicino tutti.

UN FATTO – UNA TESTIMONIANZA
Oggi è la festa di san Francesco d’Assisi. Dice Eduardo Scognamiglio: «Quando il Poverello d’Assisi iniziò il suo cammino di fede constatò amaramente che “nessuno gli diceva che cosa dovesse fare”. Erano tempi bui per la Chiesa cattolica. Non c’erano per la cristianità veri punti di riferimento e i tanti gruppi e movimenti di riforma non furono capaci di restare nella Chiesa cattolica. Molti s’improvvisarono riformatori ponendosi all’esterno del corpo ecclesiale, finendo così per dissipare i loro sogni di rinnovamento e di vivere la riforma autentica al di fuori del gregge, in modo settario e a volte anche violento. Francesco restò fedele alla Chiesa cattolica: nel suo lungo percorso di conversione si lasciò illuminare dal Signore che gli parlò e dalle guide del suo tempo (come il vescovo Guido), promuovendo una riforma evangelica che toccava sempre più la sua persona, il suo cuore e le relazioni con i fratelli e le sorelle che il Signore gli donò come compagni di vita.

 

Pubblicato il

4. Parola da Vivere – 4 ottobre 2020

4 ottobre
27ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Siamo la vigna del Signore

COMMENTO

È una parabola complessa. Il Maestro è alla conclusione del suo insegnamento e deve dire cose drammaticamente spiacevoli, ma non si tira indietro.
La metafora della vigna era già stata utilizzata da Isaia, il quale aveva denunciato tutto il popolo di Israele, perché non aveva portato i frutti che il Signore si aspettava e meritava.
In questa parabola non è la vigna a essere considerata colpevole, ma i capi, a cui la vigna è stata affidata.
La vicenda è evidentemente inverosimile: è incomprensibile sul piano umano l’insistenza del padrone che manda a più riprese servi che vengono maltrattati e uccisi e poi manda addirittura il figlio a farsi ammazzare da contadini chiaramente impazziti nella loro malvagità e destinati a una punizione inevitabile e meritata.
Però qui non si parla di fatti umani, ma del modo di agire di Dio stesso, della sua pazienza e del suo amore misericordioso senza limiti.
Il progetto del Signore è uno solo: salvare tutti i suoi figli. Con Israele ha preparato il terreno. Ha stipulato un’alleanza, ha dato una Legge, ha costituito dei capi, ha avuto cura del popolo, perché producesse frutti di amore e di giustizia.
Siccome i frutti non sono arrivati, il Signore ha mandato a più riprese i profeti, perché il popolo si convertisse e i capi lo guidassero alla salvezza. Non è bastato.
Ha mandato il Figlio, con la certezza che avrebbe realizzato il suo progetto di salvezza. E sarà così. È vero che anche lui passerà attraverso il rifiuto e la morte, ma risorgendo darà vita al nuovo popolo di Dio.
Gesù fa ai capi una domanda facile: cosa è giusto che faccia il padrone? La loro risposta è umanamente esatta: meritano la punizione massima, perderanno vigna e vita.
La conclusione di Gesù è però diversa. L’infedeltà dei capi di Israele non fermerà il progetto di salvezza, anzi, nascerà il nuovo popolo di Dio che avrà come pietra angolare il Cristo, sarà aperto a tutti i popoli e porterà frutti buoni di salvezza.
I capi si aspettano punizione vendicativa, Dio allarga i confini del suo amore a tutti i popoli. Così questa parabola non parla di punizione ma è bella notizia per tutti per due motivi: rivela il volto paziente e misericordioso di Dio che vuole i frutti della fede e dell’amore e non quelli dell’osservanza legalistica; la salvezza è aperta a tutti i popoli che obbediscono a Dio e portano frutti con retta coscienza.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA
1. Noi siamo la vigna del Signore, ma siamo anche lavoratori. I frutti dipendono da ciascuno di noi. Faremo bene a pensare che il raccolto non è solo alla fine della vita, ma ogni giorno il Signore ci chiede: mi hai portato frutti di fede e di amore?

2. È possibile che, senza accorgercene, dimentichiamo di lavorare e portare frutti. Il Signore ci manda persone che in diversi modi ci ricordano l’amore del Signore e la bellezza della nostra vocazione cristiana. Come trattiamo queste persone che ci parlano a nome di Dio?
3. Cristo è la pietra angolare di ogni costruzione che voglia preparare la Gerusalemme celeste. Tutto ciò che costruiamo senza di lui porta al fallimento, anche se in questo mondo ci procuriamo ricchezza, successo e potere.
4. La Chiesa ha ereditato il regno iniziato con Israele. Ma la fedeltà dei battezzati e dei capi non è garantita. Anche noi e i nostri vescovi dobbiamo lavorare molto per portare frutti di vita eterna per noi e per i fratelli.

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA
Ogni sera offriamo al Signore un cesto di frutti di giornata.


Tratto da: Messale delle domeniche e delle feste – Elledici – 2017

 

 

Pubblicato il

5. Perdono e Preghiere dei Fedeli – 4 ottobre 2020

4 ottobre
27ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Siamo i mezzadri di Dio

RICHIESTA DI PERDONO

• Signore Gesù, che ci inviti alla disponibilità e alla fedeltà, abbi pietà di noi.
• Cristo Signore, Figlio del Padre, rifiutato e condannato alla vergogna della croce, abbi pietà di noi.
• Signore Gesù, che ci affidi un mondo da amare e custodire, abbi pietà di noi.

PREGHIERA UNIVERSALE

Celebrante. Fratelli e sorelle carissimi, siamo come una vigna che il Signore sta curando con amore. A lui possiamo rivolgerci in piena fiducia, pregando insieme dicendo:

Noi siamo la tua vigna, Signore.
• Per la Chiesa, erede delle predilezioni di Dio, affinché come san Francesco senta vivo il dovere della fedeltà, preghiamo.
• Per il mondo della politica e della società, perché sappiano gestire con cura un mondo che è stato messo dal Signore nelle loro mani, preghiamo.
• Per la nostra comunità, perché sappia amministrare con cura e amore quanto il Signore nella sua bontà ci dona, preghiamo.
• Per il popolo ebraico, affinché sappia trovare il posto che il Signore gli ha affidato nella storia della salvezza, preghiamo.

Celebrante. O Padre, guarda dal cielo e visita questa vigna che la tua mano potente ha piantato. Continua a coltivarla perché porti frutti abbondanti di salvezza. Per Cristo nostro Signore.

Pubblicato il

6. Vignetta di RobiHood – 4 ottobre 2020

4 ottobre
27ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Noi, mezzadri di Dio

per scaricare sul tuo pc l’immagine in formato grande e colorabile,
cliccaci sopra col tasto destro del mouse e scegli “Salva immagine con nome“.

 


Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

Pubblicato il

Pastorale giovanile 2. Intorno al fuoco vivo del Sinodo – Rossano Sala

Pastorale giovanile 2

Intorno al fuoco vivo del Sinodo

Educare ancora alla vita buona del Vangelo

ROSSANO SALA

Con invito alla lettura di Papa Francesco

Caro Lettore,

abbiamo il piacere di informarti della pubblicazione del nuovo libro edito da Elledici “Pastorale giovanile 2. Intorno al fuoco vivo del Sinodo“, uno strumento indispensabile per tutti gli educatori e gli operatori di pastorale giovanile che desiderano essere all’altezza del Vangelo e dei tempi che stiamo vivendo.

Don Rossano Sala ospite al programma di TV 2000 “Il Diario di Papa Francesco” del 22 Settembre 2020
con il libro “Intorno al fuoco vivo del sinodo” (Editrice Elledici)

Il fuoco generato dal processo sinodale

Un importante testo che idealmente ci colloca intorno al fuoco generato dal processo sinodale della Chiesa universale, che si è svolto dal 2016 al 2019 , dal tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”

Ben 32 i contributi distinti in cinque significative “costellazioni”: 1) Antropologia, teologia e pastorale; 2) Accompagnamento, annuncio e animazione vocazionale; 3) Giovani, Chiesa e Sinodo; 4) Educazione, scuola e università; 5) Don Bosco, famiglia e oratorio.

Al termine del decennio dedicato dalla CEI a Educare alla vita buona del Vangelo (2010-2020) il testo si propone di tenere sveglio l’impegno educativo e pastorale della Chiesa a favore di tutti i giovani.

Dentro al libro

  • Un importante “Invito alla lettura” di Papa Francesco e il “Rilancio del cammino” di Giacomo Costa, sj.
  • Il primo testo che presenta e analizza tutto il processo sinodale e le sue conseguenze per la Chiesa e per i giovani.
  • Chiude un decennio (2010-2020), offrendone un bilancio, e ne apre un altro (2020-2030) offrendo importanti chiavi di lettura per entrarci nel migliore dei modi.

Autore

Rossano Sala è salesiano di don Bosco. Docente Ordinario di Teologia Pastorale e Pastorale Giovanile presso la Facoltà di Teologia della Università Pontificia Salesiana di Roma e Direttore della Rivista «Note di Pastorale Giovanile». Ha partecipato a due Capitoli Generali della Congregazione Salesiana (2008 e 2020) e agli ultimi due Sinodi della Chiesa universale: quello ordinario sui giovani del 2018 in qualità di Segretario Speciale e quello straordinario sull’Amazzonia nel 2019 come Padre Sinodale. Dal 2019 è consultore della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi.