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1. Letture e orazioni – 2 agosto 2020

2 agosto

18ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

DOMENICA 2 AGOSTO 2020

XVIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – ANNO A

ANTIFONA

O Dio, vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.
Sei tu il mio soccorso, la mia salvezza:
Signore, non tardare. (Sal 69,2.6)

COLLETTA

Mostraci la tua continua benevolenza, o Padre,
e assisti il tuo popolo,
che ti riconosce suo pastore e guida;
rinnova l’opera della tua creazione
e custodisci ciò che hai rinnovato.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Oppure:

O Dio, che nella compassione del tuo Figlio
verso i poveri e i sofferenti manifesti la tua bontà paterna,
fa’ che il pane moltiplicato dalla tua provvidenza
sia spezzato nella carità,
e la comunione ai tuoi santi misteri
ci apra al dialogo e al servizio verso tutti gli uomini.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA

Venite e mangiate.

Dal libro del profeta Isaia                Is 55,1-3

Così dice il Signore: «O voi tutti assetati, venite all’acqua, voi che non avete denaro, venite; comprate e mangiate; venite, comprate senza denaro, senza pagare, vino e latte. Perché spendete denaro per ciò che non è pane, il vostro guadagno per ciò che non sazia? Su, ascoltatemi e mangerete cose buone e gusterete cibi succulenti. Porgete l’orecchio e venite a me, ascoltate e vivrete. Io stabilirò per voi un’alleanza eterna, i favori assicurati a Davide».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE    Sal 144 (145)

Apri la tua mano, Signore, e sazia ogni vivente.

Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature.

Gli occhi di tutti a te sono rivolti in attesa
e tu dai loro il cibo a tempo opportuno.
Tu apri la tua mano
e sazi il desiderio di ogni vivente.

Giusto è il Signore in tutte le sue vie
e buono in tutte le sue opere.
Il Signore è vicino a chiunque lo invoca,
a quanti lo invocano con sincerità.

SECONDA LETTURA

Nessuna creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani     Rm 8,35.37-39

Fratelli, chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati. Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore.

Parola di Dio

ACCLAMAZIONE AL VANGELO

Alleluia, alleluia.

Non di solo pane vivrà l’uomo,
ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.    Mt 4,4b

Alleluia.

 

VANGELO

Tutti mangiarono a sazietà.

Dal Vangelo secondo Matteo            Mt 14,13-21

In quel tempo, avendo udito [della morte di Giovanni Battista], Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte. Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati. Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui». E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla. Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini.

Parola del Signore

ORAZIONE SULLE OFFERTE

Santifica, o Dio, i doni che ti presentiamo
e trasforma in offerta perenne tutta la nostra vita
in unione alla vittima spirituale, il tuo servo Gesù,
unico sacrificio a te gradito.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE

Ci hai mandato, Signore, un pane dal cielo,
un pane che porta in sé ogni dolcezza
e soddisfa ogni desiderio. (Sap 16,20)

Oppure:

Gesù prese i cinque pani e i due pesci,
li diede ai suoi discepoli
e questi li distribuirono alla folla. (Cfr. Mt 14,19)

ORAZIONE DOPO LA COMUNIONE

Accompagna con la tua continua protezione, Signore,
il popolo che hai nutrito con il pane del cielo,
e rendilo degno dell’eredità eterna.
Per Cristo nostro Signore.

 

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2. Introduzioni – 2 agosto 2020

2 agosto

18ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Gesù spezza il pane per noi

Dopo aver raccontato le parabole sul regno di Dio, che abbiamo proclamato nelle ultime tre domeniche, il Vangelo di Matteo prosegue ricordando il viaggio di Gesù a Nazaret, tra quelli del suo paese, che però si rifiutano di riconoscerlo. Quindi racconta la tragica morte del Battista, che spinge Gesù a ritirarsi in un luogo deserto. Ma anche qui viene raggiunto da molta gente proveniente da varie città. Gesù non li rifiuta e passa con loro l’intera giornata, predicando e guarendo gli ammalati. Poi, venuta sera, moltiplica il pane per loro.

PRIMA LETTURA

Venite e mangiate.                                                                                   

Gli ebrei in esilio, come la folla che segue Gesù, ha fame e sete e attende che si rinnovino i prodigi di Dio. Ma il profeta Isaia dice loro di mettersi anzitutto all’ascolto della sua parola e di rinnovare l’alleanza. Allora non mancherà l’intervento di Dio.

 Dal libro del profeta Isaia.                                                                                               Is 55,1-3

SALMO RESPONSORIALE                                                               Dal Salmo 144 (145)

Il salmista sottolinea la bontà e la tenerezza del Signore: egli è misericordioso e offre nutrimento a tutte le sue creature.

Rit. Aprimi la tua mano, Signore, e sazia ogni vivente.

SECONDA LETTURA

Nessuna creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo.

In pochi versetti Paolo traccia tutto il suo amore per il Signore Gesù, un amore che lo spinge ad affrontare senza timore ogni genere di difficoltà. Un amore che è anzitutto risposta verso «colui che ci ha amati per primo».

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani.                                                 Rm 8,35.37-39

 VANGELO

Tutti mangiarono a sazietà.               

Dopo aver raccontato le parabole, Gesù moltiplica pani e pesci per un gran numero di persone. È un miracolo che Gesù compie per soccorrere le migliaia di persone che affascinati dalla sua parola lo hanno seguito, e che suscita grande entusiasmo.

Dal vangelo secondo Matteo.                                                                                  Mt 14,13-21

 

 

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3. Annunciare la Parola – 2 agosto 2020


2 agosto
18ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
Gesù spezza il pane per noi


PER RIFLETTERE E MEDITARE

L’episodio narrato dal Vangelo è molto conosciuto, anche da chi frequenta poco la messa domenicale. La narrazione è quasi teatrale: è un miracolo che ha colpito la fantasia di tanti. Piace Gesù che sfama la gente con grande larghezza e generosità. La moltiplicazione dei pani è presente per ben sei volte nei racconti evangelici, Giovanni vi dedica tutto il lungo capitolo 6. Per Matteo questo grande miracolo nasce dalla solidarietà di Gesù per la gente che lo ha seguito. Non ha lo scopo di suscitare meraviglia, ma dovrà far riflettere gli apostoli e la folla sulla sua identità e sul regno di Dio, di cui questo miracolo è annuncio e prima realizzazione.

Lo straordinario miracolo
L’inizio del brano di Matteo in realtà presenta un momento particolarmente difficile per Gesù. È stato ucciso Giovanni Battista, l’amico, l’ultimo dei grandi profeti. Una morte violenta, tragica, per i capricci di una donna che si è sentita offesa dalle sue parole. Giovanni è stato un grande testimone di Gesù, lo ha battezzato e ha visto scendere lo Spirito su lui; lo ha presentato come l’agnello di Dio ai suoi primi discepoli. E questa morte sembra aver turbato Gesù, che sente il bisogno di ritirarsi tutto solo, in un luogo deserto.
Le folle però vengono a saperlo e lo cercano. Oggi come ieri, la gente è sensibile allo straordinario, al miracoloso. Soprattutto quando si tratta di guaritori, molti si attaccano a essi come all’ultima spiaggia, un’insperata possibilità di liberarsi dalla malattia. Gesù non si nega, parla a loro lungo per tutta la giornata e guarisce i malati. Alla sera compie il grande miracolo.
Gesù comincia stuzzicando gli apostoli, invitandoli a trovare essi stessi il cibo necessario. La richiesta è paradossale e servirà forse a renderli doppiamente consapevoli della straordinarietà di ciò che farà. Alla fine ci pensa lui, ma non senza chiedere la loro collaborazione. Ed essi mettono a disposizione ciò che hanno: cinque pani e due pesci. Per Giovanni (6,9) le cinque pagnotte e i due pesci li mette a disposizione un giovane.
Il miracolo deve necessariamente aver avuto le caratteristiche di qualcosa di straordinario e di vistoso. E non poteva non stupire la moltiplicazione delle pagnotte e dei pesci per cinquemila persone, oltre alle donne e ai bambini. Dopo la distribuzione avanzeranno ancora dodici ceste piene, forse un richiamo al desiderio di Gesù di sfamare il mondo intero.
Gesù fa sistemare sull’erba i suoi ascoltatori. Li rende in qualche modo comunità. E per loro moltiplica il pane, con un richiamo evidente all’Esodo, quando il popolo in fuga dall’Egitto è stato sfamato dalla mamma.
Il miracolo ha anche un esplicito riferimento all’Ultima Cena. Anche adesso come nel Cenacolo, «Gesù alza gli occhi al cielo, dice la preghiera di benedizione e spezza i pani per distribuirli ai discepoli e i discepoli alla folla».

Banchetto messianico
La prima lettura del profeta Isaia conforta gli esiliati e li invita ad aprirsi ai doni di Dio: doni simbolici che richiamano un’altra sete, un’altra fame. Ma anche la promessa di un’abbondanza straordinaria che avrebbe caratterizzato i tempi messianici.
L’esortazione di Isaia richiama l’atteggiamento di Gesù che prova compassione per tutte quelle persone che lo hanno seguito fino a sera e ora sono affamati. Gesù si sente solidale con loro. Altrove dirà: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro (Mt 11,28).
Gesù inviterà le folle a non fermarsi sul fatto prodigioso, ma chiederà di comprendere il senso profondo del miracolo e di passare da ciò che li ha colpiti al riconoscimento di lui come messia e pane di vita eterna. È soprattutto nel Vangelo di Giovanni che questo significato si rende evidente. La gente di fronte al miracolo sarà chiamata a schierarsi e a dire se riconosce in Gesù il messia atteso.

La nostra Eucaristia
La folla ha sentito nelle parole di Gesù messaggi di speranza, parole piene di vita che nella sua bocca acquistano un senso pieno, per questo sarebbe stato per lui paradossale mandarli a casa stanchi e digiuni.
Così è anche per noi oggi. Ogni domenica Gesù continua a sfamarci e a dissetarci con la sua parola e l’Eucaristia. E la nostra fede in lui dovrebbe crescere. Così come dovrebbe intensificarsi e diventare visibile la solidarietà verso i fratelli che ancora oggi sono affamati e assetati.
C’è un’evidente sproporzione tra l’enorme, generosissimo e spettacolare miracolo di Gesù e ciò che viene messo a disposizione dagli apostoli (o da un ragazzo, come dice Giovanni). Ed è altrettanto sproporzionato ogni nostro gesto di generosità di fronte ai problemi della fame del mondo. O anche soltanto la nostra solidarietà verso le persone in difficoltà che vivono nel nostro quartiere. Eppure il mondo nuovo, il regno di Dio, comincia da questi piccoli gesti, quando nascono dall’amore. Il resto lo faranno altri, lo fa Dio.

UN FATTO – UNA TESTIMONIANZA
«Di fronte a questa pagina del Vangelo, che confusione per noi cristiani. Specie per noi che apparteniamo ai popoli ricchi dell’Occidente! Di fronte a una folla immensa di affamati – circa tre quarti dell’umanità – noi siamo coloro che hanno cinque pani e due pesci, ma si guardano bene dal cederli e dal condividerli. Qualcuno ha paragonato la terra a un’astronave con cinque persone a bordo. Di questi cinque, uno, da solo, si è accaparrato l’85% delle risorse di cibo e di ossigeno e briga per giungere a disporre, da solo, del 90% di ciò che c’è a bordo. Quell’uomo è il mondo sviluppato dell’emisfero nord, cioè in massima parte i paesi che si dicono cristiani» (Raniero Cantalamessa).

 

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5. Perdono e Preghiere dei Fedeli – 2 agosto 2020

2 agosto
18ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
Gesù spezza il pane per noi

RICHIESTA DI PERDONO
● Signore Gesù, che non sei venuto a condannare, ma a perdonare, abbi pietà di noi.
● Cristo, che fai festa per ogni peccatore pentito, abbi pietà di noi.
● Signore Gesù, che perdoni molto a chi molto ama, abbi pietà di noi.

 

PREGHIERA UNIVERSALE
Celebrante. Fratelli e sorelle carissimi, Gesù ha provato compassione per la folla che lo seguiva. Preghiamo perché anche noi ci rendiamo sensibili alle necessità dei nostri fratelli. Preghiamo:
Guidaci nel tuo amore, Signore!

● Per la Chiesa, perché faccia propri in ogni tempo gli atteggiamenti di Gesù: la compassione, l’attenzione agli altri, il loro bisogno della parola e del pane, preghiamo.
● Per le autorità civili e per chi guida le istituzioni sociali, perché l’attenzione alle necessità dei più deboli e di chi è nel bisogno abbia sempre la priorità nelle loro decisioni, preghiamo.
● Perché il terribile problema della fame nel mondo renda tutti consapevoli che solo con un grande impegno di solidarietà universale possiamo sfamare chi manca del necessario, preghiamo.
● Per tutti noi, affinché l’Eucaristia che stiamo celebrando alimenti la nostra fede e la nostra fame di ogni parola che esce dalla bocca di Dio, preghiamo.

Celebrante. O Padre, che ti prendi cura nella tua provvidenza di tutti i tuoi figli, fa’ che viviamo meno centrati su noi stessi, e più aperti alle esigenze dei nostri fratelli che vivono nella povertà e nel bisogno. Per Cristo nostro Signore.

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6. Vignetta di RobiHood – 2 agosto 2020

2 agosto
18ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
Gesù spezza il pane per noi

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

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1. Letture e orazioni – 26 luglio 2020

26 luglio

17ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Il regno di Dio è un tesoro nel campo, una pietra preziosa

 

ANTIFONA D’INIZIO

Dio sta nella sua santa dimora;
ai derelitti fa abitare una casa,
e dà forza e vigore al suo popolo.        Sal 67,6-7.36

COLLETTA

O Dio, nostra forza e nostra speranza,
senza di te nulla esiste di valido e di santo;
effondi su di noi la tua misericordia
perché, da te sorretti e guidati,
usiamo saggiamente  dei beni terreni
nella continua  ricerca dei beni eterni.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Oppure:

O Padre, fonte di sapienza,
che ci hai rivelato in Cristo
il tesoro nascosto  e la perla preziosa,
concedi a noi il discernimento dello Spirito,
perché sappiamo apprezzare fra le cose del mondo
il valore inestimabile del tuo regno,
pronti ad ogni rinunzia per l’acquisto del tuo dono.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA

Dal primo  libro dei Re                                 1 Re 3,5.7-12

In quei giorni a Gàbaon il Signore apparve a Salomone in sogno  durante la notte. Dio disse: «Chiedimi ciò che vuoi che io ti conceda». Salomone disse: «Signore, mio Dio, tu hai fatto regnare il tuo servo al posto di Davide, mio padre. Ebbene io sono  solo  un ragazzo; non so come regolarmi. Il tuo servo è in mezzo al tuo popolo che hai scelto,  popolo numeroso che per la quantità non si può calcolare né contare. Concedi al tuo servo un cuore docile,  perché sappia rendere giustizia al tuo popolo e sappia distinguere il bene dal male; infatti chi può governare questo  tuo po- polo così numeroso?».

Piacque agli occhi del Signore che Salomone avesse domandato questa cosa. Dio gli disse: «Poiché hai domandato  questa  cosa  e non  hai  domandato per te molti  giorni,  né hai domandato per te ricchezza,  né hai domandato la vita dei tuoi nemici, ma hai domandato per te il discernimento nel giudicare, ecco, faccio secondo le tue parole. Ti concedo  un cuore saggio  e intelligente: uno come te non ci fu prima di te né sorgerà dopo di te».

Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE                                 Dal Salmo 1 8 (1  9)

Quanto amo la tua legge, Signore!

La mia parte è il Signore:

ho deciso di osservare le tue parole.
Bene per me è la legge della tua bocca,
più di mille pezzi d’oro e d’argento.
Il tuo amore sia la mia consolazione,
secondo  la promessa fatta al tuo servo.

Venga a me la tua misericordia e io avrò vita,
perché la tua legge è la mia delizia.
Perciò amo i tuoi comandi, più dell’oro, dell’oro più fino.

Per questo io considero retti tutti i tuoi precetti
e odio ogni falso sentiero.
Meravigliosi sono i tuoi insegnamenti:
per questo li custodisco.
La rivelazione  delle tue parole illumina, dona  intelligenza ai semplici.

SECONDA LETTURA

Ci ha predestinati a essere conformi all’immagine del Figlio suo.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani           Rm 8,28-30

Fratelli, noi sappiamo  che tutto concorre al bene, per quelli  che amano  Dio,  per coloro  che sono  stati chiamati secondo il suo disegno.
Poiché quelli  che egli da sempre ha conosciuto, li ha anche predestinati a essere conformi  all’immagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli; quelli poi che ha predestinato, li ha anche chiamati; quelli che ha chiamato,  li ha anche giustificati; quelli che ha giustificato, li ha anche glorificati.

Parola di Dio.

CANTO AL VANGELO                                                                      Mt 1 ,25

Alleluia, alleluia.

Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra,
perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno.

Alleluia.

VANGELO*

Vende tutti i suoi averi e compra  quel campo.

Dal vangelo secondo  Matteo                        Mt 13,44-52

[In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto  nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo.
Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di gran- de valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra.]
Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni  nei canestri e buttano  via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno  i cattivi dai buoni  e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto  e stridore di denti.

* TRA PARENTESI , LA FORMA BREVE.

ORAZIONE SULLE OFFERTE

Accetta, Signore, queste offerte
che la tua generosità ha messo nelle nostre mani,
perché il tuo Spirito, operante nei santi misteri,
santifichi la nostra vita presente
e ci guidi alla felicità senza fine.

Per Cristo nostro Signore.

ANTIFONA ALLA COMUNIONE

Anima mia, benedici  il Signore:
non dimenticare tanti suoi benefici.            Sal 102,2

Oppure:

Beati i misericordiosi:
essi troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore: essi vedranno Dio.       Mt 5,7-8

Oppure:

«Alla fine del mondo verranno gli angeli
e separeranno i cattivi dai buoni», dice il Signore.       Mt 13,49

DOPO LA COMUNIONE

O Dio, nostro Padre, che ci hai dato la grazia
di partecipare al mistero eucaristico,
memoriale  perpetuo della passione del tuo Figlio,
fa’ che questo dono  del suo ineffabile  amore
giovi sempre per la nostra salvezza.
Per Cristo nostro Signore.

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2. Introduzioni – 26 luglio 2020

26 luglio

17ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Il regno di Dio è un tesoro nel campo, una pietra preziosa

PRIMA LETTURA

Hai domandato per te la sapienza.    

È la preghiera di Salomone, divenuto re d’Israele succedendo a suo padre Davide. Consapevole della responsabilità che lo attende chiede un cuore docile per governare con giustizia il suo popolo. Al Signore piace la sua preghiera e gli concede largamente quanto ha chiesto.

 Dal primo libro dei Re.                                                                                              1Re 3,5.7-12

 SALMO RESPONSORIALE                                                                Dal Salmo 118 (119)

Il salmista esprime con entusiasmo e gioia d’essersi messo nelle mani di Dio e dichiara la sua piena ammirazione per la legge divina.

Rit. Quanto amo la tua legge, Signore!

 SECONDA LETTURA

Ci ha predestinati a essere conformi all’immagine del Figlio suo.            

Continua il capitolo ottavo della lettera di Paolo ai cristiani di Roma. In questi due versetti viene riassunta tutta l’avventura cristiana: chiamati da Dio, i cristiani conducono una vita nuova seguendo Gesù. In questo modo sono giustificati agli occhi di Dio e saranno glorificati presso di lui.

 Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani.                                                      Rm 8,28-30

 VANGELO

Vende tutti i suoi averi e compra quel campo.         

Tre nuove parabole, ancora sul regno di Dio. Questa volta presentato in tutto il suo fascino, capace di attrarre le persone fino a spingerle a vendere tutto per mettersi al suo servizio.

Dal vangelo secondo Matteo.                                                                                  Mt 13,44-52

 

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3. Annunciare la Parola – 26 luglio 2020


26 luglio

17ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Il regno di Dio è un tesoro nel campo, una pietra preziosa


PER RIFLETTERE E MEDITARE

Gesù chiede agli apostoli e a chi vuole seguirlo di abbandonare tutto per lui, sapendo che questa scelta risponde veramente al desiderio di realizzarsi di ogni persona. Nessuna rinuncia quindi, per chi lo segue, ma un lasciare qualcosa per acquistare ciò che più affascina, qualcosa di più prezioso che conquista e dà un senso pieno alla propria vita. È il significato delle due prime parabole che ci vengono proposte oggi.

La nostra vita di fronte al regno

Queste tre parabole sono un regalo prezioso di Matteo, perché non sono presenti negli altri evangelisti. Le prime due raccontano di due persone molto diverse. Il primo è un contadino che trova un tesoro per caso. È uno che fatica senza troppe aspettative. Il secondo è un intenditore, un mercante di perle preziose. Sono simili però in questo: vengono messi entrambi di fronte alla grande occasione della loro vita.

Il contadino trova il tesoro casualmente, mentre scava e vanga. In passato era frequente l’usanza di nascondere sotto terra i propri tesori, soprattutto per difendersi dalle incursioni degli esercizi nemici o dei banditi. Probabilmente nel sentire il terreno resistere, si sarà addirittura allarmato, forse seccato, pensando a una grossa pietra che gli avrebbe dato problemi e fatica. È sorpreso da ciò che trova senza averlo cercato. Il mercante di perle invece è sempre alla ricerca di qualcosa che valga di più, che possa permettergli il salto di qualità negli affari. Ma senza ripensarci decidono entrambi di entrarne in possesso. E per fare questo vendono tutto ciò che possiedono.

Si può immaginare la sorpresa e la costernazione dei parenti e degli amici, di chi li ha conosciuti. Finora erano stati prudenti ed equilibrati. Adesso sembrano avere un colpo di testa. Ma i due vendono tutto con gioia, anzi, lo fanno entrambi con una certa ansia e impazienza.

Ora vedono tutto con occhi diversi. Tutto è cambiato. Il tesoro nel campo e la perla preziosa diventano misura di ogni loro pensiero, di ogni loro sguardo. Tutto diventa secondario, meno amabile, meno desiderabile.

Non pensano più alla fatica o ai viaggi fatti. Gli altri che guardano al campo, vedono solo un terreno in attesa di essere vangato e concimato, lui ci vede il tesoro che nasconde. E ha capito che quando ne entrerà in possesso non avrà più bisogno di altro. Così pure il mercante, che si prepara a fare l’affare della vita.

La terza parabola, la rete gettata in mare, si riferisce a una scena quotidiana tra i pescatori del mare di Galilea. Dopo la pesca, la rete si riempie di pesci, viene tirata terra e incomincia la selezione. Il fulcro della parabola è proprio la selezione che si fa dopo la pesca, una selezione che nel nostro caso ha carattere escatologico, si riferisce cioè agli ultimi tempi. In qualche modo questa parabola si collega a quella della zizzania: prima della pesca non è possibile separare i pesci, dopo verranno scelti solo quelli commestibili.

Vendere tutto per trovare il tesoro

Gesù incomincia astutamente il suo discorso cercan­do di far capire che la scelta di vita fatta da lui e dai suoi discepoli ha una logica precisa. Essi sono come l’uomo che trova un tesoro, come un mercante che com­pra una perla di valore inestimabile: nessuno dirà che sono dei pazzi a svendere tutto pur di procurarsi ciò che vogliono, perché ciò che comprano ha un valore immensamente più grande di ciò che lasciano.

Queste parabole nella Chiesa primitiva dovevano ri­suonare come una spiegazione della straordinaria diffusione del cristianesimo. Quegli ebrei e quei pagani, uomini e don­ne, avevano lasciato tante cose, forse tutto, ma perché si erano tro­vati di fronte a un qualcosa di speciale: mettersi a servizio del regno di Dio, per il quale vale la pena lasciare tutto.

 Mettersi al servizio del regno

Non è difficile coglierne il significato profondo di queste parabole. A volte il senso della vita lo si trova solo scavando e faticando. A volte si deve andarne alla ricerca, come fa il mercante. Ma una volta che si ha la fortuna di trovarlo, diventa ragionevole svendere ogni cosa per possederlo.

E può darsi che qualcuno ci darà del pazzo, dell’imprudente. Ci sarà chi cercherà di remare contro e farci cambiare idea. Oppure che ci dirà che è inutile cercare, perché il senso della vita non è possibile trovarlo, perché non esiste.

Ma il cristiano non è uno sciocco e sa che la vita va spesa per qualcosa di importante. Gesù e il suo regno sono la perla preziosa, il tesoro nel campo, per i quali si può abbandonare tutto.

Noi spesso non siamo così. Qualcuno la scelta della vita, quella decisiva, non l’ha mai fatta. E vive nella Chiesa in punta di piedi, quasi come un ospite di passaggio. Pensa che la pratica cristiana, e la stessa celebrazione eucaristica più che azioni che ci realizzano e ci arricchiscono, sono qualcosa di pesante che si deve compiere.

La Chiesa, sin dai tempi della vita pubblica di Gesù, ha la pretesa di essere una prima realizzazione nel tem­po del regno di Dio. Ciò significa che scegliere la «pie­tra preziosa» vuol dire entrare in un rapporto nuovo proprio con questa comunità ecclesiale. È nella Chiesa che si realizza oggi praticamente il contratto di compravendita. La Chiesa ha però la responsabilità di fare di sé ogni giorno una realtà credibile e affascinante. È rea­lizzando le beatitudini che potrà proporsi agli altri qua­le pietra preziosa che si può acquistare a qualsiasi prezzo.

UN FATTO – UNA TESTIMONIANZA

«Gli apostoli lasciarono, senza eccezione, tutte le loro cose e, seguendo l’invito del loro divino Maestro, da pescatori di pesci si sono rapidamente cambiati in pescatori di uomini. Essi attirarono molti ad abbracciare la loro stessa vita, quanti cioè li imitarono nella fede. Era il tempo in cui i primi figli della Chiesa erano «un cuor solo e un’anima sola» (At 4,32). Staccatisi da tutto ciò che possedevano, si arricchirono dei beni eterni, attraverso una povertà praticata per motivi di fede. Avevano imparato dalla predicazione degli apostoli la gioia di non avere nulla nel mondo e di possedere tutto con Cristo» (san Leone Magno).

 

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4. Parola da Vivere – 26 luglio 2020

26 luglio

17ª DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Il regno di Dio è un tesoro nel campo, una pietra preziosa

COMMENTO

Gesù si è impegnato molto, per far comprendere ai discepoli cosa è il Regno di Dio e soprattutto come «funziona» lungo la storia. La liturgia offre in queste ultime tre parabole la strada della saggezza spirituale  e la necessità di scegliere l’appartenenza al Regno.

Le prime  due sono  parabole «sorelle» con la somiglianza del senso fondamentale e alcune differenze. Chi trova il tesoro nel campo  ha un colpo di «fortuna», che tiene nascosto  per sé, e con gioia vende tutto  per acquistare il campo.  Non  è qui per niente  in discussione la

«moralità» dell’uomo che ha trovato il tesoro in un campo non  suo, ma la riconoscenza per un dono  gratuito  e inatteso di Dio e la saggezza di chi è disposto a privarsi di tutto  per acquistare  l’unica realtà che vale per la vita eterna.

Chi trova la perla, la sta cercando  da tempo, la trova in possesso  di un venditore e anche  lui, che conosceva già il valore assoluto  della perla, investe tutto  ciò che possiede per acquistarla. Troviamo qui rappresentati tutti coloro  che cercano  onestamente la verità e la conoscenza di Dio e la trovano  nell’annuncio della risurrezione di Cristo, fatto dagli evangelizzatori.

Il senso fondamentale comune dice che il Regno di Dio ha un valore così alto e assoluto  che chi lo scopre, per appartenervi, non solo non fa nessuna fatica, ma addirittura prova gioia nel rinunciare a tutto il resto… e chi cerca il Regno da tempo, lo trova e lo acquista, costi quel che costi. In altro luogo il Signore dice che chi perde per lui la vita, acquista la vita eterna.

È davvero decisivo acquistare  il Regno? La risposta  è sì, per avere una  vita veramente e pienamente umano- divina in questo mondo e per ereditare la vita eterna. Chi non lo fa, perde tutto e per sempre. Ma nella storia il Regno si esprime attraverso la Chiesa, anche se non è chiuso in essa. Tutti possono avere accesso al Regno di Dio ed essere accolti nella Chiesa, sia i buoni sia i cattivi. Per questo la conclusione è affidata alla terza parabola, «sorella» di quella  del buon  grano  e della zizzania.  Qui il tutto si conclude  quando la rete è piena e si giunge così al tempo del giudizio  di salvezza o di condanna. Non basta acquistare  il campo o la perla, farsi battezzare e ricevere i sacramenti, bisogna vivere il Vangelo, per entrare nella gioia senza fine.

La conclusione del discorso offre un ritratto  del credente,  che qualche  commentatore riconosce  anzitutto nell’evangelista e poi negli evangelizzatori. Sono coloro che hanno «compreso» il Vangelo e possiedono il «tesoro» della fede; essi hanno fatto proprie tutte le novità che ha portato Gesù e valorizzano tutte le «cose» antiche del Primo Testamento, le quali restano valide, perché hanno trovato la loro verità completa in Cristo risorto.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

1. Molte volte il Signore ci ha fatto trovare il tesoro del suo amore misericordioso, attraverso  un  fratello, una  sorella o un avvenimento particolare. Siamo stati capaci di rinunciare a qualcosa  per acquistare  quel te- soro?

2. Chi cerca, trova. Questa parola del Signore non vale per tutte le cose umane, ma per quelle che vengono da lui. Chi cerca sinceramente il Signore e la saggezza che viene da lui, non rimane  deluso.

3. La gioia risplende sul volto e nella vita di chi «acquista» il Regno di Può essere questo un buon criterio per verificare la nostra  appartenenza alla Chiesa e la nostra fedeltà a Cristo e al suo Vangelo.

4. Alla fine ci sarà il giudizio e la separazione. Il cristiano non ha paura di essere separato dal Signore e dai fratelli,  perché  ogni  giorno  rinnova  il suo impegno e mette la sua fiducia, non nella propria  bravura, ma nella misericordia del Signore.

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

Per incontrare il Signore e per fare del bene ai fratelli, rinuncio volentieri  a qualcosa  che mi piace.


Tratto da: Messale delle domeniche e delle feste – Elledici – 2017