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1. Letture e orazioni – 6 dicembre 2020

6 dicembre 2020

2ª DOMENICA DI AVVENTO B

Preparate la strada al Signore

ANTIFONA D’INIZIO

Popolo di Sion, il Signore verrà a salvare i popoli
e farà sentire la sua voce potente
per la gioia del vostro cuore.                 Cf Is 30,19.30

COLLETTA

Dio grande e misericordioso,
fa’ che il nostro impegno nel mondo
non ci ostacoli  nel cammino  verso il tuo Figlio,
ma la sapienza che viene dal cielo
ci guidi alla comunione con il Cristo, nostro Salvatore.
Egli è Dio, e vive e regna con te…

Oppure:

O Dio, Padre di ogni consolazione,
che agli uomini  pellegrini  nel tempo
hai promesso terra e cieli nuovi,
parla oggi al cuore del tuo popolo,
perché in purezza di fede e santità di vita
possa camminare verso il giorno
in cui manifesterai pienamente
la gloria del tuo nome.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

PRIMA LETTURA

Preparate la via al Signore.

Dal libro del profeta Isaia                            Is 40,1-5.9-11

«Consolate,  consolate il mio popolo
– dice il vostro Dio –.
Parlate al cuore di Gerusalemme
e gridatele che la sua tribolazione è compiuta,
la sua colpa è scontata,
perché ha ricevuto dalla mano del Signore
il doppio per tutti i suoi peccati».
Una voce grida:
«Nel deserto preparate la via al Signore,
spianate nella steppa la strada per il nostro Dio.
Ogni valle sia innalzata,
ogni monte e ogni colle siano abbassati;
il terreno accidentato si trasformi in piano
e quello  scosceso in vallata.
Allora si rivelerà la gloria del Signore
e tutti gli uomini  insieme  la vedranno,
perché la bocca del Signore ha parlato».
Sali su un alto monte,
tu che annunci liete notizie  a Sion!
Alza la tua voce con forza,
tu che annunci liete notizie  a Gerusalemme.
Alza la voce, non temere;
annuncia alle città di Giuda:
«Ecco il vostro Dio! Ecco,
il Signore Dio viene con potenza,
il suo braccio esercita il dominio.
Ecco, egli ha con sé il premio
e la sua ricompensa  lo precede.
Come un pastore egli fa pascolare il gregge
e con il suo braccio lo raduna;
porta gli agnellini  sul petto
e conduce dolcemente le pecore madri».
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE    dal Sal 84 (85) 

R. Mostraci, Signore, la tua misericordia
e donaci la tua salvezza.

Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore:
egli annuncia la pace
per il suo popolo, per i suoi fedeli.
Sì, la sua salvezza è vicina a chi lo teme,
perché la sua gloria abiti la nostra terra.

Amore e verità s’incontreranno,
giustizia e pace si baceranno.
Verità germoglierà  dalla terra
e giustizia si affaccerà dal cielo.

Certo, il Signore donerà  il suo bene
e la nostra terra darà il suo frutto;
giustizia camminerà davanti a lui:
i suoi passi tracceranno il cammino.

SECONDA LETTURA           

Aspettiamo  nuovi cieli e una terra nuova.

Dalla seconda lettera di san Pietro apostolo    2 Pt 3,8-14

Una cosa non dovete perdere di vista, carissimi: davanti al Signore un solo  giorno  è come  mille  anni e mille anni come un solo giorno. Il Signore non ritarda nel compiere la sua promessa, anche se alcuni parlano di lentezza.  Egli invece è magnanimo con voi, perché non  vuole che alcuno  si perda, ma che tutti abbiano modo  di pentirsi.
Il giorno del Signore verrà come un ladro; allora i cieli spariranno in un grande boato, gli elementi, consumati dal calore, si dissolveranno e la terra, con tutte le sue opere, sarà distrutta. Dato che tutte queste cose dovranno  finire in questo modo,  quale deve essere la vostra vita nella santità della condotta e nelle preghiere, mentre aspettate e affrettate la venuta del giorno di Dio,  nel quale i cieli in fiamme si dissolveranno e gli elementi  incendiati  fonderanno! Noi infatti, secondo la sua promessa, aspettiamo nuovi cieli e una terra nuova, nei quali abita la giustizia. Perciò, carissimi, nell’attesa di questi eventi, fate di tutto perché Dio vi trovi in pace, senza colpa e senza macchia.
Parola di Dio.

VANGELO          Lc 3,4.6

Alleluia, alleluia.

Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri!
Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!

Alleluia.

VANGELO     

Raddrizzate  le vie del Signore.

Dal vangelo secondo  Marco                                Mc 1,1-8

Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio. Come sta scritto nel profeta Isaìa: «Ecco, dinanzi a te io mando  il mio messaggero: egli preparerà la tua via. Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri», vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono  dei peccati.
Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.
Giovanni  era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».
Parola del Signore.

ORAZIONE SULLE OFFERTE

Guarda con benevolenza, o Signore,
alle preghiere e al sacrifici
che umilmente ti presentiamo:
all’estrema povertà dei nostri meriti
supplisca l’aiuto della tua misericordia.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO DELL’AVVENTO I

La duplice venuta del Cristo

Il Signore sia con voi. E con il tuo spirito.
In alto i nostri cuori. Sono rivolti al Signore.
Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio.
È cosa buona e giusta.

È veramente cosa buona e giusta,
nostro  dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre e in ogni luogo
a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno,
per Cristo nostro  Signore.
Al suo primo  avvento
nell’umiltà della nostra natura  umana
egli portò a compimento la promessa antica,
e ci aprì la via dell’eterna salvezza.
Verrà di nuovo  nello splendore della gloria,
e ci chiamerà  a possedere  il regno promesso
che ora osiamo sperare vigilanti nell’attesa.
E noi, uniti agli Angeli
e alla moltitudine dei Cori celesti,
cantiamo con gioia l’inno della tua lode:

Santo, Santo, Santo…

PREFAZIO DELL’AVVENTO I/A

Cristo, Signore e giudice della storia

Il Signore sia con voi. E con il tuo spirito.
In alto i nostri cuori. Sono rivolti al Signore.
Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio.
È cosa buona e giusta.

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre e in ogni luogo
a te, Signore, Padre santo,
Dio onnipotente ed eterno,
per Cristo Signore nostro.

Al suo primo avvento
nell’umiltà della condizione umana
egli portò a compimento la promessa antica
e ci aprì la via dell’eterna salvezza.
Quando verrà di nuovo nello splendore della gloria,
ci chiamerà a possedere il regno promesso
che ora osiamo sperare vigilanti nell’attesa.

E noi,
uniti agli Angeli e agli Arcangeli,
ai Troni e alle Dominazioni
e alla moltitudine dei cori celesti,
cantiamo con voce incessante
l’inno della tua gloria:

Santo, Santo, Santo…

ANTIFONA ALLA COMUNIONE

Sorgi, o Gerusalemme, sta’ in piedi sull’altura,
osserva la gioia che ti viene da Dio.          Bar 5, 5; 4, 36

Oppure:

Voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri!                               Mt 3, 3; Mc 1, 3; Lc 3, 4

DOPO LA COMUNIONE

Saziati del cibo spirituale, o Signore,
a te innalziamo la nostra supplica:
per la partecipazione a questo sacramento,
insegnaci a valutare con sapienza i beni della terra
e a tenere fisso lo sguardo su quelli del cielo.
Per Cristo nostro Signore.

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2. Introduzioni – 6 dicembre 2020

6 dicembre 2020

2ª DOMENICA DI AVVENTO B

Preparate la strada al Signore

Domenica scorsa il messaggio è stato: vigilate, tenete accesa la lampada! State svegli e in piedi come chi aspetta una persona cara. Oggi l’attesa si fa vicina, l’attesa si fa dolce: «Preparate la strada: il Signore è vicino, viene!». Attendiamo la venuta del Signore e ci prepariamo, perché vogliamo che questa attesa sia dono, salvezza e non giudizio che ci trovi impreparati. Pietro dice: «Cercate di essere senza colpa e senza macchia e irreprensibili davanti a Dio, in pace».

PRIMA LETTURA

Preparate la via al Signore.           

Il brano fa parte del «Libro delle Consolazioni di Israele» del deuteroisaia (capitoli 40-55), un profeta anonimo vissuto durante l’esilio babilonese. Le sue sono parole piene di speranza perché è terminato il tempo dell’esilio, finita la schiavitù, Dio ha perdonato. «Nel deserto preparate la strada al Signore», dice Isaia. Questa frase viene ripresa dagli evangelisti Marco, Matteo e Luca ed è messa sulle labbra di Giovanni che invita alla conversione.

 Dal libro del profeta Isaia.                                                                  Is 40,1-5.9-11

SALMO RESPONSORIALE                                                             Dal Salmo 84 (85)

Invocazioni piene di fiducia nel Signore che dona salvezza e pace. Sì, per chi teme il Signore la salvezza arriverà, nella giustizia, nella verità, nella fioritura della terra.

Rit. Mostraci, Signore, la tua misericordia e donaci la tua salvezza.

SECONDA LETTURA

Aspettiamo nuovi cieli e una terra nuova.     

Pietro sollecita ad attendere «il giorno del Signore», il tempo della giustizia definitiva instaurata da Gesù, l’alfa e l’omega della Storia. Il Signore ritornerà certamente, la sua venuta sarà improvvisa e sconvolgerà la terra. Ritarda a venire per darci il tempo di cambiare vita. Va atteso vivendo «nella santità e nella preghiera», «senza colpa e senza macchia».

 Dalla seconda lettera di san Pietro apostolo.                                        2Pt 3,8-14

 VANGELO

Io mando il mio messaggero: egli preparerà la tua via.             

Marco presenta la testimonianza del Battista, l’ultimo dei profeti, quello che ha preceduto e poi annunciato la presenza di Gesù. Egli dice: «Viene uno che è più forte di me»; e fa proprie le parole di Isaia: «Preparate la strada del Signore, raddrizzate i suoi sentieri».

Dal vangelo secondo Marco.                                                                       Mc 1,1-8

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3. Annunciare la Parola – 6 dicembre 2020


6 dicembre 2020

2ª DOMENICA DI AVVENTO B

Preparate la strada al Signore

PER RIFLETTERE E MEDITARE

È già la seconda domenica di Avvento. L’Avvento è breve, dobbiamo intensificare la nostra preparazione, non fermarci nel nostro cammino e nell’atteggiamento di attesa a cui ci ha invitati il Signore sin da domenica scorsa.

L’attesa del Natale

Nell’aria cresce l’attesa del Natale. Non c’è bisogno di essere dei buoni cristiani per sentire la poesia di Betlemme, per farci toccare dall’avvenimento che da duemila anni intenerisce un po’ tutti: celebrano il Natale anche in Arabia Saudita e in Cina, ma rischiano di non festeggiare nulla.
Il Dio che ha creato ogni cosa, il Dio che ha parlato agli Ebrei per secoli ed è stato così spesso male presentato in ogni angolo della terra, decide di mostrarsi nelle sembianze di un bambino, di farci conoscere il suo vero volto nella parola e nella vita di un uomo come noi.
Il Signore sempre ci sorprende e ci sorprenderà a Natale. Noi lo vorremmo potente, capace di trasformare il mondo in un istante, creatore di cieli nuovi e terra nuova, come dice Pietro. Invece lui viene nella debolezza. Ma la sua venuta non lascia le cose come sono. Se ci convertiamo, se l’umanità si lascia coinvolgere, molte cose cambieranno in noi e attorno a noi.

Sentinelle di Dio

Il profeta Isaia nella prima lettura a nome di Dio dice parole di consolazione a un popolo che si trova in esilio e che ha perso ogni speranza. E invita a farsi banditori, sentinelle di un Dio che è in cammino e che rivelerà la sua gloria. E immagina che uno si stacchi dal gruppo e corra avanti a tutti per annunciare la liberazione a Gerusalemme, che è ancora sotto il peso della tristezza: «Il Signore Dio viene con potenza… ha con sé il premio… Egli è come un pastore… porta gli agnellini sul petto e conduce dolcemente le pecore madri». Chi viene è il Signore che salva e viene come un re potente e buono.
Anche oggi non dovrebbero mancare sentinelle che annunciano la venuta di Dio, banditori di speranza, persone in grado di consolare chi non riesce a vivere in serenità e sicurezza, di chi sente la durezza di una vita che si è fatta difficile.
È Gesù questa buona notizia, è lui la parola di speranza a cui ognuno di noi può aggrapparsi per continuare ad affrontare le lotte della vita.
Oggi qualcuno pensa di non averne bisogno, ma non è possibile: non è una vita vera quella di chi non si aspetta nulla, di chi non prepara nulla, di chi non ha una ragione per vivere.

 Preparate la strada al Signore

Il Vangelo ci presenta la testimonianza di Giovanni Battista, «la voce nel deserto» di cui parla Isaia, dando un volto a questa voce. Giovanni nel Vangelo di Marco non lo presenta come giudice e predicatore terribile alle folle e ai soldati, come viene raccontato nel Vangelo di Matteo. Giovanni annuncia Gesù e lo fa con grande umiltà. Si sente suo servo e si dichiara «indegno di legargli i saldali».
Il Battista non predica solo con la sua voce, ma anche con le sue scelte di vita. Sceglie il deserto, veste di peli di cammello, mangia locuste e miele selvatico. È un uomo che sa ciò che conta, che sa fare penitenza, che attende con grande serietà il messia. E chiede a tutti la conversione, condizione perché il Signore prenda la strada e arrivi.
Che cosa vuol dire oggi preparare la strada al Signore? Addobbare le strade e le case come sta avvenendo in questi giorni per motivi commerciali? Fare il presepe e l’albero? Vuol dire prima di tutto pulirsi gli occhi, la mente e il cuore per non scambiare il Natale con un panettone, una pelliccia, un vestito nuovo, il cenone.
«Preparare la strada» vuol dire mettersi nelle condizioni perché il Signore possa venire e possiamo riconoscerlo sulle strade che egli sceglierà per venire tra noi.
L’austero Giovanni è un esempio forte per noi, lui che ha scelto la solitudine per incontrare Dio. Non è facile fare «deserto» nella società dei consumi e del rumore, nelle strade di città piene di luci che oscurano le stelle. E allora bisogna crearsi il proprio deserto, un angolo dove sia possibile ricuperare se stessi, entrare in sintonia con l’orologio di Dio e mettersi in cammino.
Giovanni battezza, mentre la gente confessa i propri peccati: il tempo di Avvento è un’occasione propizia per accostarci al sacramento della riconciliazione in modo più genuino, con più calma e consapevolezza.

UN FATTO – UNA TESTIMONIANZA

Chi conosce il deserto sa che con la sua immensità di dune e di sabbia è sempre ostile all’uomo. Ha però il suo fascino e i suoi interessi, e gli uomini vi si inoltrano lo stesso. Il beduino con il suo cammello non affronta però mai l’avventurosa attraversata se non ha con sé il tradizionale amar. L’amar è il suo bastone. Sull’amar si appoggia, si sostiene, si difende, trova coraggio. Il nostro amar sono la preghiera, il digiuno e la penitenza, strumenti indispensabili perché qualcosa cambi nella nostra vita.

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4. Parola da Vivere – 6 dicembre 2020

6 dicembre 2020

2ª DOMENICA DI AVVENTO B

Preparate la strada al Signore

COMMENTO

Il primo versetto è una sorta di sintesi di tutto questo vangelo. Marco intende dare a tutti la bella notizia (questo significa «Vangelo») di Gesù (uomo in tutto  come noi, con una storia umana vissuta nel tempo e condivisa negli anni finali dai suoi discepoli), Cristo (il vero Messia, confessato  da Pietro a Cesarea, diverso dal messia che molti  aspettavano, come trionfatore sui nemici  di Israele),  e, infine,  Figlio di Dio (confusamente intuìto per il suo insegnamento e le sue opere divine, ma riconosciuto chiaramente dal centurione, proprio per come ha affrontato la morte).

Quindi l’evangelista introduce la figura del Battista, annunciata nel Primo Testamento (Esodo, Malachia e Isaia), indicando la sua identità e il suo compito: è il messaggero di Dio, quindi la voce che risuona  con autorità per comunicare la notizia  della salvezza che viene; ha la missione di ricondurre il popolo all’esperienza del primo Esodo, nel deserto, luogo non solo della prova ma anche del cammino, fatto sotto  la guida di Mosè, l’inviato di Dio, verso la Terra Promessa. Il Battista spinge a ricordare pure il deserto del secondo  Esodo, quello del ritorno dall’esilio di Babilonia, quando il profeta Isaia ha invitato il popolo a tracciare la via del ritorno a Gerusalemme, perché il Signore potesse rientrare nel suo Tempio.

Il Battista grida la realizzazione di queste  profezie e fa capire al popolo che la strada vera che si aprirà per la venuta del Messia salvatore è la conversione, cioè il riconoscimento dei propri peccati e la partecipazione al rito di purificazione nell’acqua battesimale, che rendono il cuore capace di ricevere il perdono di Dio e di accogliere il Signore che salva.

Marco ci tiene a presentare le credenziali del Battista: veste come Elia, mangia  solo cibi puri, riconosce la propria piccolezza umana di fronte alla forza di Dio, che so- la può  salvare e che si manifesterà in Gesù… per tutto questo Giovanni è un vero profeta, anzi l’ultimo e il più grande dei profeti, perché ha annunciato la presenza del Messia in mezzo al popolo.

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

1. Il Signore non ha smesso di inviare i suoi messaggeri.  Anche oggi li manda sulla nostra strada. Proviamo a riconoscerli. Ce ne sono  di vicini e lontani, grandi  e piccoli, famosi  e sconosciuti. Per riconoscerli  e valorizzarli abbiamo bisogno di metterci in ascolto attento, con il cuore pronto ad accogliere quello  che hanno da dirci da parte del Signore.

2. Si possono chiudere gli occhi ma non gli orecchi, per questo facilmente alcuni suoni ne coprono altri e ci lasciamo frastornare. La voce del messaggero di Dio ha bisogno del nostro silenzio esteriore ed interiore per essere colta.

3. Le vie che portano al nostro cuore diventano strette, tortuose e impraticabili quando partono dall’orgoglio, dalla vanità, dall’egoismo. Solo l’amore ce le fa rendere diritte e larghe per gli altri e per il Signore.

4. Conversione, cioè cambiare modo di pensare per- ché cambi in concreto il modo di vivere e di relazionarsi agli altri e a Dio.  Basta che rinunciamo al nostro modo di pensare e di decidere e chiedere in dono  la mentalità di Cristo? Basterebbe, ma non è possibile, se ci mancano l’umiltà e il desiderio  sincero.

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

Combattiamo il modo di pensare  o di agire che più ci ostacola nei rapporti con Dio e con gli altri.

 


Tratto da: Messale delle domeniche e delle feste – Elledici – 2017

 

 

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5. Perdono e Preghiere dei Fedeli – 6 dicembre 2020

6 dicembre 2020

2ª DOMENICA DI AVVENTO B

Preparate la strada al Signore

RICHIESTA DI PERDONO

  • Signore Gesù, che vieni a visitare il tuo popolo nella pace, abbi pietà di noi.
  • Cristo, che vieni a salvare chi è perduto, abbi pietà di noi.
  • Signore Gesù, che vieni a creare un mondo nuovo, abbi pietà di noi.

PREGHIERA UNIVERSALE

Celebrante: fratelli e sorelle carissimi, il Signore sta per venire, il Signore viene e ravviva la nostra speranza. Con piena fiducia ci rivolgiamo al Padre per noi, per la Chiesa e per l’intera umanità.

Padre del Signore Gesù, ascoltaci!

  • Per la Chiesa, perché con la parola e la testimonianza sappia rinnovare tra gli uomini la presenza del Dio tra noi, preghiamo.
  • Per gli uomini di buona volontà, perché, animati dalla fede, non si stanchino di costruire coraggiosamente un mondo di giustizia e di pace, preghiamo.
  • Per chi è provato nel corpo e nello spirito, perché trovi sulla sua strada sostegno al suo disagio e parole di consolazione e di affetto, preghiamo.
  • Per noi qui riuniti, perché spronati dalla parola del Battista, prepariamo la strada al Signore che viene, preghiamo.

Celebrante: Donaci, o Padre, di vivere questi giorni nell’operosa attesa del tuo Figlio Gesù, che viene a noi per mostrarci il tuo vero volto. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

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6. Vignetta di RobiHood – 6 dicembre 2020

6 dicembre 2020

2ª DOMENICA DI AVVENTO B

Preparate la strada al Signore

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Pubblicazioni di Roberto Benotti (RobyHood) presso Elledici:

Laudato sii

Ancilla Domini

Un anno straordinario

Sorrisi divini

I Love Francesco

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1. Letture e orazioni – 29 novembre 2020

29 novembre 2020

1ª DOMENICA DI AVVENTO B

Il Signore viene, non ci trovi addormentati

ANTIFONA D’INIZIO

A te, Signore, elevo l’anima mia,
Dio mio, in te confido: che io non sia confuso.
Non trionfino su di me i miei nemici.
Chiunque spera in te non resti deluso.       Sal 24,1-3

COLLETTA

O Dio, nostro Padre, suscita in noi la volontà
di andare incontro  con le buone opere
al tuo Cristo che viene,
perché egli ci chiami accanto a sé
nella gloria a possedere  il regno dei cieli.
Per il nostro Signore Gesù Cristo…

Oppure:

O Dio, nostro Padre,
nella tua fedeltà che mai vien meno
ricordati di noi, opera delle tue mani,
e donaci l’aiuto della tua grazia,
perché attendiamo  vigilanti
con amore irreprensibile
la gloriosa venuta del nostro redentore,
Gesù Cristo tuo Figlio.
Egli è Dio, e vive e regna con te,
nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

PRIMA LETTURA

Se tu squarciassi i cieli e scendessi.

Dal libro del profeta Isaia          Is 63,16b-17.19b; 64,2-7

Tu, Signore, sei nostro padre,
da sempre ti chiami nostro redentore.
Perché, Signore, ci lasci vagare lontano dalle tue vie e
lasci indurire il nostro cuore, cosi che non ti tema?
Ritorna per amore dei tuoi servi,
per amore delle tribù, tua eredità.
Se tu squarciassi i cieli e scendessi!
Davanti a te sussulterebbero i monti.
Quando tu compivi cose terribili
che non attendevamo,
tu scendesti  e davanti a te sussultarono i monti.
Mai si udì parlare da tempi lontani, orecchio non ha sentito,
occhio  non ha visto che un Dio, fuori di te,
abbia fatto tanto per chi confida in lui.
Tu vai incontro
a quelli che praticano con gioia la giustizia
e si ricordano delle tue vie.
Ecco, tu sei adirato
perché abbiamo peccato contro di te
da lungo tempo e siamo stati ribelli.
Siamo divenuti tutti come una cosa impura,
e come panno immondo
sono  tutti i nostri atti di giustizia;
tutti siamo avvizziti come foglie, le nostre iniquità
ci hanno portato via come il vento.
Nessuno invocava il tuo nome,
nessuno si risvegliava per stringersi a te;
perché tu avevi nascosto  da noi il tuo volto,
ci avevi messo in balìa della nostra iniquità.
Ma, Signore, tu sei nostro padre;
noi siamo argilla e tu colui che ci plasma,
tutti noi siamo opera delle tue mani.
Parola di Dio.

SALMO RESPONSORIALE    dal Sal 79 (80) 

R. Signore, fa’ splendere il tuo volto e noi saremo salvi.

Tu, pastore d’Israele, ascolta,
seduto sui cherubini, risplendi.
Risveglia la tua potenza
e vieni a salvarci.

Dio degli eserciti, ritorna!
Guarda dal cielo e vedi
e visita questa vigna,
proteggi quello che la tua destra ha piantato,
il figlio dell’uomo che per te hai reso forte.

Sia la tua mano sull’uomo della tua destra,
sul figlio dell’uomo che per te hai reso forte.
Da te mai più ci allontaneremo,
facci rivivere e noi invocheremo il tuo nome.

SECONDA LETTURA           

Aspettiamo la manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi       1 Cor 1,3-9

Fratelli, grazia a voi e pace da Dio  Padre nostro  e dal Signore Gesù Cristo!
Rendo grazie continuamente al mio Dio per voi, a motivo della grazia di Dio che vi è stata data in Cristo Gesù, perché in lui siete stati arricchiti di tutti i doni, quelli della parola e quelli della conoscenza.
La testimonianza di Cristo si è stabilita tra voi così saldamente  che non  manca più alcun carisma a voi, che aspettate la manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo. Egli vi renderà saldi sino  alla fine, irreprensibili  nel giorno del Signore nostro Gesù Cristo. Degno  di fede è Dio, dal quale siete stati chiamati alla comunione con il Figlio suo Gesù Cristo, Signore nostro!
Parola del Signore

ACCLAMAZIONE AL VANGELO          Sal 84,8

Alleluia, alleluia.

Mostraci, Signore, la tua misericordia
e donaci la tua salvezza.

Alleluia.

VANGELO     

Vegliate: non sapete quando il padrone di casa ritornerà.

Dal vangelo secondo Marco                      Mc 13,33-37

In quel tempo,  Gesù disse ai suoi discepoli: «Fate attenzione, vegliate,  perché non  sapete  quando  è il momento. È come un uomo,  che è partito dopo  aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno  il suo compito, e ha ordinato  al portiere di vegliare. Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati. Quello  che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate!».

Parola del Signore.

ORAZIONE SULLE OFFERTE

Accogli, Signore, il pane e il vino,
dono  della tua benevolenza,
e fa’ che l’umile espressione della nostra fede
sia per noi pegno di salvezza eterna.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO DELL’AVVENTO I

La duplice venuta del Cristo

Il Signore sia con voi. E con il tuo spirito.
In alto i nostri cuori. Sono rivolti al Signore.
Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio.
È cosa buona e giusta.

È veramente cosa buona e giusta,
nostro  dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre e in ogni luogo
a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno,
per Cristo nostro  Signore.
Al suo primo  avvento
nell’umiltà della nostra natura  umana
egli portò a compimento la promessa antica,
e ci aprì la via dell’eterna salvezza.
Verrà di nuovo  nello splendore della gloria,
e ci chiamerà  a possedere  il regno promesso
che ora osiamo sperare vigilanti nell’attesa.
E noi, uniti agli Angeli
e alla moltitudine dei Cori celesti,
cantiamo con gioia l’inno della tua lode:

Santo, Santo, Santo…

PREFAZIO DELL’AVVENTO I/A

Cristo, Signore e giudice della storia

Il Signore sia con voi. E con il tuo spirito.
In alto i nostri cuori. Sono rivolti al Signore.
Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio.
È cosa buona e giusta.

È veramente giusto renderti  grazie
e innalzare a te l’inno di benedizione e di lode,
Padre onnipotente, principio e fine di tutte le cose.
Tu ci hai nascosto  il giorno e l’ora,
in cui il Cristo tuo Figlio, Signore e giudice della storia,
apparirà  sulle nubi del cielo
rivestito di potenza e splendore.
In quel giorno tremendo e glorioso
passerà il mondo presente
e sorgeranno cieli nuovi e terra nuova.
Ora egli viene incontro a noi
in ogni uomo e in ogni tempo,
perché lo accogliamo  nella fede
e testimoniamo nell’amore
la beata speranza  del suo regno.
Nell’attesa del suo ultimo avvento,
insieme  agli angeli e ai santi,
cantiamo unanimi l’inno della tua gloria:

Santo, Santo, Santo…

ANTIFONA ALLA COMUNIONE

Il Signore elargirà il suo bene
e la nostra terra produrrà il suo frutto                Sal 84,13

Oppure:

«State attenti, vegliate,
perché non sapete il momento e l’ora»,
dice il Signore.                                     Cf Mc 13,33

DOPO LA COMUNIONE

La partecipazione a questo sacramento,
che a noi pellegrini  sulla terra
rivela il senso cristiano della vita,
ci sostenga,  Signore, nel nostro cammino
e ci guidi ai beni eterni.
Per Cristo nostro Signore.

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2. Introduzioni – 29 novembre 2020

29 novembre 2020

1ª DOMENICA DI AVVENTO B

Il Signore viene, non ci trovi addormentati

Inizia l’Avvento e cominciamo il nuovo anno liturgico, quel progetto di vita evangelica che viene proposto indistintamente a tutti i cristiani. Di domenica in domenica la parola di Dio ci accompagnerà per farci vivere ogni giorno da persone nuove e da costruttori del regno di Dio. In queste prime quattro domeniche come duemila anni fa ci sentiremo coinvolti nel più grande evento di tutti i tempi: la venuta tra noi nel Natale del Figlio di Dio. Entreremo anche noi nel clima speciale dell’attesa dei secoli, così come l’hanno vissuta i profeti.

PRIMA LETTURA

Se tu squarciassi i cieli e scendessi.        

Il brano di Isaia è un grandioso e severo riconoscimento collettivo della propria fragilità e del bisogno per Israele di liberarsi dal peccato: «Ecco, tu sei adirato perché abbiamo peccato contro di te da lungo tempo e siamo stati ribelli». Ma il profeta invoca anche la salvezza: «Se tu squarciassi i cieli e scendessi!… Signore, tu sei nostro padre; noi siamo argilla e tu colui che ci plasma».

 Dal libro del profeta Isaia.                                             Is 63,16b-17.19b; 64,2-7

 SALMO RESPONSORIALE                                                             Dal Salmo 79 (80)

Il salmista prega per smuovere il Signore e ottenere il suo aiuto. Lo invita a volgere il suo sguardo sulla condizione umana. Allora gli sarà fedele e lo invocherà.

Rit. Signore, fa’ splendere il tuo volto e noi saremo salvi.

 SECONDA LETTURA

Aspettiamo la manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo.   

È l’inizio della prima lettera di Paolo ai Corinzi. Paolo ringrazia Dio per la trasformazione avvenuta in quella popolazione evoluta e moderna, ma attraversata da problemi di ogni genere. E li incoraggia a perseverare e ad attendere ancora irreprensibili la venuta del Signore.

 Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi.                           1Cor 1,3-9

 VANGELO

Vegliate: non sapete quando il padrone di casa ritornerà.

Gesù invita i suoi discepoli a vigilare senza superficialità e pigrizia, rimanendo ben svegli. E racconta una parabola per rendere più efficace il suo invito. Noi siamo i custodi della casa di Dio, chiamati a vigilare in ogni ora del giorno e della notte in attesa del suo ritorno.

Dal vangelo secondo Marco.                                                               Mc 13,33-37

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3. Annunciare la Parola – 29 novembre 2020


29 novembre 2020

1ª DOMENICA DI AVVENTO B

Il Signore viene, non ci trovi addormentati

PER RIFLETTERE E MEDITARE

In questo nuovo anno liturgico leggiamo il Vangelo di Marco, il più breve, che secondo la tradizione si rifarebbe alla testimonianza di Pietro. Vangelo che si interroga ripetutamente sull’identità di Gesù, e tuttavia si apre dicendo che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio. E si chiude con la stessa affermazione da parte di un centurione romano, che rimane profondamente colpito da come vede morire Gesù in croce.
Quella di Marco è un Vangelo per i romani, cristiani che vivono in un contesto pagano, un racconto senza fronzoli, quasi un reportage cronachistico.

Siate svegli, vegliate

Due sono gli atteggiamenti che ci chiede Dio, «il padrone della parabola»: fare attenzione e vegliare. Fare attenzione per dare importanza a ciò che viviamo, a come lo viviamo. Per aprire gli occhi e non essere superficiali. Stiamo costruendo ogni giorno una storia sacra, camminiamo su terreni benedetti da Dio, ma non sempre ci pensiamo.
E dobbiamo vegliare per attendere la sua venuta. Gesù viene, Gesù verrà e ci deve trovare svegli e impegnati. Il profeta Isaia usa parole piene di immagini suggestive per invitarci a un profondo rinnovamento. Parole piene di tenerezza verso Dio: «Noi siamo argilla, opera delle tue mani… non lasciarci vagare lontano dalle tue vie».
Purtroppo per molti cristiani l’Avvento è diventato una semplice preparazione al giorno di Natale, a una festa diventata buonista e caramellosa, nell’unica prospettiva del rivivere una bella storia che ha incantato l’umanità.

Gesù si fida di noi

Siamo colpiti dal modo di comportarsi del padrone di tante parabole, che è poi il comportamento di Dio, che affida a noi la sua casa, il suo mondo, dà a ciascuno il proprio incarico, e poi parte. Ma ci dice di fare attenzione e di vegliare. Perché può tornare all’improvviso: a sera, a mezzanotte, all’alba o al mattino. E vuole che prendiamo sul serio il tempo, le giornate della nostra vita.
Tutto l’Avvento sarà attesa di Qualcuno, ricerca di Dio. Una ricerca faticosa nel contesto della nostra società. Ricerca di un Dio che sembra nascondersi nelle pieghe dei nostri problemi.
Gesù è venuto al mondo atteso da un popolo, predicato dai profeti, desiderato da tanti giusti. Anche noi siamo chiamati ad attenderlo, a preparare la sua venuta, a disporci ad incontrarlo. L’attesa dà importanza ai nostri giorni, si fa progetto, programma di vita.

È lui che ci viene a cercare

In questo Avvento, come dice la parabola, dobbiamo disporci ad attendere il Signore. In realtà è lui che ci corre incontro e ci viene a cercare. Dio in Gesù si fa vicino, assume fino in fondo la nostra condizione umana, nasce in una famiglia, da una donna, tra un popolo.
Attendere. Non ne siamo più capaci. Siamo impazienti: se desideriamo qualcosa la vogliamo subito. Ma c’è chi non è più capace di attendere perché ha tutto ciò che può desiderare, ha le mani piene ed è sazio. E c’è chi ha perso ogni speranza ed è nella delusione, e si adatta a una vita senza slanci, spenta, e vive come coloro che non attendono nulla. Per questo ogni anno ritorna l’Avvento, per rinnovare la nostra speranza.
Vigilia di Natale: quasi quasi nemmeno le luminarie ci stupiscono più, tanto arrivano in anticipo e tanto sono sempre uguali. Eppure un altro anno è passato e noi siamo diversi. Siamo cambiati nel fisico e nell’anima. Possiamo – dobbiamo – preparaci a vivere un Natale diverso, per accogliere colui che ha squarciato i cieli ed è sceso tra noi, per vivere i giorni che ci conducono al suo arrivo definitivo con animo sveglio e vigile.

UN FATTO – UNA TESTIMONIANZA

«Natale per noi è diventato semplicissima cosa. Mentre tocca note complicate e tutte insieme: umiltà, gioia, mistica paura, drammatica perfino l’Attesa! Non è soltanto la più grande delle parole (“pace”, “festa”, “amore”). Natale: è una sfida che fa rimbombare bruscamente campane a mezzanotte, come cannoni» (Gilbert Keith Chesterton).

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4. Parola da Vivere – 29 novembre 2020

29 novembre 2020

1ª DOMENICA DI AVVENTO B

Il Signore viene, non ci trovi addormentati

COMMENTO

Siamo nell’anno B e iniziamo a leggere il vangelo secondo Marco. Questo brano è la conclusione del discorso che Gesù fa sugli ultimi tempi. Il centro è nel verbo «vegliare», in contrasto al dormire, simbolo della pigri- zia, che impedisce di agire, per realizzare qualcosa di buono. Il contrappunto è affidato al verbo «ritornare», che si riferisce al padrone.
E partiamo dal ritorno del padrone, che evidente- mente è Gesù. La traduzione «ritornerà» può portare fuori strada, inducendo l’idea che il Signore, salendo al cielo, si sia allontanato, che non sia presente nella vita quotidiana del «portiere» e dei «servi», e che ritornerà solo al termine della vita di ciascuno e alla fine dei tempi. Ma i vangeli, e tutto il Nuovo Testamento, sono pieni di espressioni che dicono la presenza attiva di Gesù nella vita della Chiesa. Le due verità non possiamo metterle in alternativa o in contrasto. Dicono entrambe la realtà. Il Cristo, salendo al Padre, non si allontana, ma inaugura un nuovo tipo di presenza, invisibile ma reale; è anche vero che alla fine verrà per raccogliere tutti gli eletti e consegnare il Regno al Padre.
Il verbo tradotto con «ritornerà» in greco è semplice- mente «viene», al presente, e l’indicazione delle quattro parti della giornata in cui il padrone «viene», dice che tutti devono essere svegli e pronti ad accoglierlo, in ogni ora del giorno e della notte. Non sa quando viene il padrone solo chi si mette a dormire. Cosa vuol dire questo fuori di parabola? Che Gesù effettivamente incontra i suoi discepoli in ogni ora e si rende visibile attraverso i piccoli e i poveri che hanno bisogno di aiuto, come abbiamo sentito domenica scorsa. Sapendo questo, il portiere, che rappresenta i pastori, e quelli che nella Chiesa hanno un compito particolare di servizio ai fratelli devono aiutare gli altri «servi» a essere svegli e attivi nel be- ne. Così nessun discepolo è autorizzato ad addormentarsi e impigrirsi nella cura egoistica di sé, trascurando i fratelli.
Può sembrare strano che l’evangelista riferisca che il padrone dà a tutti i servi un «potere». Sì, perché con il Battesimo tutti i cristiani, anche i più deboli e i più poveri, hanno il potere di servire i fratelli, come Gesù, che «non è venuto  per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti» (Mc 10,45).

SPUNTI PER L’ATTUALIZZAZIONE E LA PREGHIERA

1. Potere e missione. Non c’è vocazione e missione senza potere corrispondente. Il cristiano, di fronte al comandamento di amare e servire i fratelli, non può dire: «Non ce la faccio… è più forte di me… non ci riesco…». Equivale a dire che il Signore somiglia a un tiranno che chiede qualcosa di impossibile, per avere l’opportunità di punire. San Paolo traduce così: «Tutto posso in Colui che mi dà la forza» (Fil 4,13).

2. Vegliate. Il simbolo di questo comando non può essere la sveglia, perché essa autorizza a dormire e risveglia a un’ora prefissata. Il Signore ordina di essere sempre svegli, perché quando lui arriva, a qualunque ora, ci trovi al lavoro sulla missione ricevuta. È sempre e davvero sveglio colui che ama e serve i fratelli, senza interruzione.

3. Il portiere è il pastore della comunità. Ha il compito di vegliare come tutti in attesa del Signore e, in più, di vegliare sulla comunità; realizza questo secondo compito conoscendo, curando, incoraggiando, esortando, correggendo i fratelli che il Signore gli ha affidati.

4. Il Signore Gesù parte, ma non ci abbandona e non ci lascia soli e orfani, rimane con noi e ci dona il suo Spirito. L’Eucaristia domenicale è il sacramento che realizza questa verità, perché si prolunga in tutta la settimana, attraverso il contatto con la Parola e la vita fraterna nella comunità.

PROPOSTA DI IMPEGNO DELLA SETTIMANA

La sera, quando andiamo a dormire, decidiamo di servire un fratello o una sorella che abbiamo trascurato.

 


Tratto da: Messale delle domeniche e delle feste – Elledici – 2017