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ELLEDICI Ufficio
Stampa Interviste Anno 2009 |
Don Bruno Ferrero presenta il suo ultimo libro
Dieci buoni motivi per essere cristiani (e cattolici)
Don Bruno Ferrero, fino a luglio 2009 direttore editoriale dell'Editrice ELLEDICI, presenta i suoi "Dieci buoni motivi per essere cristiani (e cattolici)", titolo del suo ultimo libro (ELLEDICI 2009, pp. 176, € 8,00). Esperto di pedagogia narrativa e un maestro nel genere del racconto breve per la meditazione, di recente don Ferrero ha già pubblicato "Anche la Bibbia nel suo piccolo. Storie della Bibbia viste dal basso" (ELLEDICI 2008, pp. 88, € 12,00) e "C'è ancora qualcuno che danza" (ELLEDICI 2009, pp. 80, € 4,00), ultimo titolo della fortunata collana tascabile "Piccole storie per l'anima".
Don Ferrero, come è nato, come ha pensato questo libro?
«"Dieci buoni motivi per essere cristiani (e cattolici)" è nato come un'alternativa a due modi di parlare del cristianesimo. Uno, molto critico, è quello che considera i credenti dei "cretini" come li intende Piergiorgio Odifreddi. Il secondo è quello del linguaggio teologico, che si rivolge alle persone di cultura ma rimane estraneo alla gente comune. Io sono partito da una frase di Gesù: "Ti ringrazio, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai voluto far conoscere a gente povera e semplice quelle cose che hai lasciato nascoste ai sapienti e agli intelligenti". Qui è come se Gesù di Nazaret rispondesse a Odifreddi: vedi, sei troppo intelligente... Così ho pensato alla leggibilità, a un libro per tutti. Perché una cosa grande del cristianesimo è la concretezza, Gesù era molto diretto e visivo. E in questo libro, nel mio piccolo ci provo anch'io: il mio sogno è che venga adoperato per la catechesi di giovani e adulti».
Come è arrivato alla sintesi dei "dieci motivi"?
«Sono i motivi che persuadono me. Anche perché sono convinto che Dio non entri in noi da quella che chiamiamo la "testa": se è immenso e infinito non può essere contenuto dalla nostra ragione, che ha una capacità senza dubbio finita. Piuttosto è possibile che Dio entri nel "cuore", intendendo con questo termine la nostra dimensione affettiva, che è smisurata. È ancora da dimostrare, infatti, che essa abbia un confine: a quanto pare va al di là di quanto possiamo immaginare».
Motivo numero 1, il tempo. Perché?
«Un po' tutto il mio libro, in fondo, gioca sulle alternative: il tempo ha un senso oppure non ce l'ha. Siamo nel mondo per caso o per un motivo. La vita continua o si conclude in una cassa di legno. Il cristianesimo ci dice: il tempo ha un senso, dovreste sapere che cosa fare di questo tempo perché Gesù è venuto a rivelarlo, la vita continuerà. Questo è il cristianesimo. Non siamo le comparse di un film che si srotola verso il The end, camminiamo verso un inizio».
Alternativa significa libertà, che poi è il suo ultimo motivo, il decimo, quello che lei argomenta anche con un suggestivo racconto di Frank R. Stockton, "La dama e la tigre"…
«È il motivo che più mi appassiona. Tutti vorremmo che Dio si manifestasse in modo molto più esplicito, per avere una certezza di direzione. Ma con questa certezza perderemmo ciò che a Dio interessa di più, cioè il fatto di sceglierlo per se stesso e non perché obbligati dalla sua grandezza e potenza. Dio ci dice: «Se vuoi…»: è una libertà totale. Se non c'è, il nostro non è più cristianesimo».
Torniamo al motivo numero 2, Gesù di Nazaret.
«È lui che ci ha detto: il tempo è compiuto, adesso sapete tutto il necessario».
Lei scrive: «Nessuno è al sicuro da Gesù»: che cosa significa?
«Questa riflessione è legata a un fatto che a molti dà fastidio: che Gesù è l'unico, più di Budda, più del Profeta Mohamed, più di Socrate, e che non c'è salvezza "al di fuori" di lui. Siamo degli arroganti? Gesù, ancora una volta, l'ha spiegato in modo molto semplice: alla fine passerete da me, perché io sono la porta. E ci sarà un giudizio. Ma io vi do la chiave per aprire questa porta: tutte le volte che fate un gesto di solidarietà, anche se non ci pensate e, badate, anche se non mi conoscete, lo fate a me. Traduzione: la solidarietà fra gli esseri umani è solidarietà con Dio. In questo senso nessun essere umano è "al riparo" da Gesù, perché le sue scelte contano».
Motivo numero 5, la Chiesa. Già nelle "Confessioni" di Agostino il (quasi) convertito Vittorino chiedeva a Simpliciano: "Sono dunque i muri a fare i cristiani?"
«Gli esseri umani hanno istintivamente bisogno di appartenere a un gruppo, a una comunità. Si è sempre "con" gli altri. Gesù, di nuovo, lo ha detto chiaramente: mi puoi trovare solo "passando" per il tuo prossimo, in una comunità. E solo se siamo innestati nella Chiesa possiamo comprendere il significato dell'Eucaristia».
Le accade anche di citare gli autori del cosiddetto "nuovo ateismo", fra cui Christopher Hitchens. Che cosa ha trovato nei loro best seller?
«Li ho letti tutti, anche Dawkins, quello che usa i toni più aspri. Sono libri interessanti perché ti costringono a motivare meglio le tue convinzioni. Hanno una loro logica. Ma cadono su un punto chiave».
L'assolutizzazione del sapere scientifico?
«Pensano che noi cristiani ci facciamo particolarmente forti delle cosiddette "prove" dell'intervento di un Dio nell'evolversi del mondo. Ma noi sappiamo che Gesù è venuto come uomo, ci ha dato alcuni insegnamenti e li ha provati con la sua risurrezione. Noi crediamo in Dio perché è venuto Gesù. Ci dimostrino che non è venuto e che non è risorto. Per questo preferiscono ricorrere a quegli argomenti che in fondo sono, come dire, così antiquati».
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Giovanni Godio
10/2009
Riproduzione riservata |
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