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ELLEDICI Ufficio
Stampa Interviste Anno 2008 |
Don Enzo Bianco: un nuovo itinerario di spiritualità per aforismi
365 idee per pensare a Dio
Enzo Bianco, salesiano di Don Bosco, sacerdote e pubblicista, nel suo nuovo volume "365 idee per pensare a Dio" (Elledici 2008, pagg. 96, € 7), di taglio spirituale, offre un'accurata selezione di "forme brevi" (aforismi, massime e proverbi) come un aiuto a pensare in profondità. Più che un "contenitore" di materiali casuali, un articolato itinerario della mente a Dio: il lettore, riflettendo con i pensatori di tutti i tempi, alla fine scopre di aver percorso il lungo viaggio dell'intelligenza e del cuore nella ricerca compiuta dall'uomo sul senso dell'esistenza, su come rapportarsi con il reale, su che cosa fare della propria vita. Don Enzo Bianco ha compiuto gli studi teologici presso l'Università pontificia salesiana (Ups) e di giornalismo e pubblicità presso la scuola Superiore di giornalismo dell'Università cattolica. Ha insegnato Comunicazione pastorale presso la sede torinese dell'Ups e ha scelto la solida divulgazione nei diversi campi della pastorale come obiettivo e metodo della propria attività. Questi i libri più recenti pubblicati con Elledici: le biografie "Benedetto XVI lavoratore nella vigna", "Francesco di Sales: controstoria di un mansueto" e "Don Bosco era così"; i lavori di spiritualità "Lectio Divina", "Meditare con Matteo", "Meditare con Marco" e "Meditare con Luca"; le omelie di "Accogliere la parola" (tre voll.), "Insieme nel tempio lodando Dio" e "Materiali per le domeniche e feste., Anno B" (in preparazione); infine, le altre raccolte di "forme brevi" dal titolo "Così parlò Homo Sapiens", "Vita cristiana. 365 istruzioni per l'uso" ed il "Dizionario di pensieri citabili" (tre edizioni, ormai esaurito).
Don Bianco, un nuovo libro di massime e aforismi, dunque...
La presente raccolta disegna un percorso, un ordinato "Itinerario della mente a Dio". Chi è iniziato alla teologia sa che questo è il titolo di un trattatello (breve, ma di tutto rilievo nella storia del pensiero medioevale) di san Bonaventura da Bagnoregio. Quel sapiente maestro di spirito ha indicato la strada. I cristiani, folgorati dalla buona notizia portata all'umanità da Gesù Cristo, da duemila anni hanno avviato una corrente, un fiume di riflessioni, che attraversa le letterature di tutti i popoli. Certo grossi libri, ma anche – e forse non meno importanti – tantissime scaglie di riflessione, pagliuzze d'oro, appunto massime e aforismi e anche proverbi, riguardanti quel Dio che si è rivelato in Gesù Cristo, il suo messaggio e la svolta che, con la sua venuta, ha compiuto la storia umana. Il nuovo volume intende rispecchiare - sia pure in piccolo - questa appassionante vicenda spirituale dell'umanità. E lo fa non procedendo a casaccio, ma secondo un percorso.
Quale?
Presto detto, basterebbe scorrere l'indice. Riguardo a Dio abbiamo appreso che: è "Creatore e Padre", che "ci dona un fratello in Cristo", "ci raccoglie nella sua Chiesa", "ci rinnova con i Sacramenti", "ci offre la Madonna e i Santi come modelli", "ci ascolta nella preghiera", "ci fa crescere nello Spirito" e, alla fine, ci aspetta "dietro l'Angolo".
Ma perché la scelta di forme brevi?
Mi permetto di rispondere ricorrendo agli stessi aforismi: sono i più adatti a spiegare se stessi. "L'aforisma è un lapillo dell'intelligenza" (Roberto Gervaso). "L'aforisma non è breve: è incommensurabile" (José Bergamín), "Il respiro più lungo è dell'aforisma" (Karl Kraus), "L'aforisma non coincide mai con la verità: o è una mezza verità, o una verità e mezza" (di nuovo Karl Kraus). "Chi scrive aforismi non vuole essere letto, ma imparato a memoria" (Friedrich Nietzsche). "Uno che scrive aforismi non dovrebbe disperdersi a scrivere dei saggi" (di nuovo Karl Kraus). "Lo scrivere 250 righe su un argomento è inutile, quando con un bell'aforisma si può dire le stesse cose" (Leo Longanesi)...
Una suggerimento per il lettore?
Un libro si offre a mille usi, compreso il... raddrizzare un tavolo zoppo. Il presente può essere un piccolo libro-regalo, un libro da comodino. Ma è soprattutto un invito a pensare. E a pensarsi. E a portare qualcosa di nuovo nella propria vita. Diceva Blaise Pascal: «Tutte le buone massime ci sono già nel mondo; non resta che metterle in pratica» (Pensieri, n. 229). E ribadiva san Vincenzo de' Paoli, suo contemporaneo: «Le belle massime sono ormai note, non resta che applicarle».
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05/2008
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