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Scuola

SCUOLA IRC e scuola cattolica

IRC e scuola cattolica

Consiglio nazionale della scuola cattolica
IRC e scuola cattolica
Sussidio pastorale

L'insegnamento della religione cattolica (IRC) nella scuola pubblica è da diversi anni oggetto di un'ampia e approfondita riflessione, che ha portato a focalizzarne sempre meglio il significato e l'importanza che esso riveste. Tra i numerosi interventi dei vescovi italiani può essere sufficiente citare la Nota del 1991: Insegnare religione cattolica oggi.
La scuola cattolica, proprio in quanto anzitutto 'scuola' che svolge un pubblico servizio all'interno del "Sistema nazionale di istruzione" (L. 62/2000), ha ben presente  e intende valorizzare al massimo l'apporto originale e insostituibile che l'IRC offre per qualificare la sua proposta educativa.

Siamo intimamente convinti che la presenza di questo insegnamento è senz'altro necessario alla scuola se essa, anche in questi anni in cui sta facendo un grande sforzo per rinnovarsi e proporre ai propri alunni di occuparsi di contenuti educativi seri, importanti, validi per la vita, aggiornati, vuole sfuggire al rischio di 'tacere sull'essenziale', il quale ha soprattutto un nome: Dio. "L'insegnamento della religione cattolica è un servizio educativo a favore delle nuove generazioni, 'volto a formare personalità giovanili ricche di interiorità, dotate di forza morale e aperte ai valori della giustizia, della solidarietà e della pace, capaci di usare bene la propria libertà' (Giovanni Paolo II). Esso intende rispondere alle domande della persona e offrire la possibilità di conoscere quei valori che sono essenziali per la sua formazione globale" (Insegnare religione cattolica oggi, n. 4).
Non solo, dunque, l'IRC non è da considerare "un corpo estraneo o qualcosa di aggiuntivo o di marginale al processo scolastico" (l.c., n. 6), ma esso contribuisce in modo essenziale a far sì che l'educazione scolastica introduca progressivamente gli alunni nella realtà, la quale comprende intrinsecamente anche la dimensione religiosa. In quanto insegnamento culturale, esso è svolto nel quadro delle finalità della scuola e inserito nelle Indicazioni nazionali per i Piani personalizzati; è offerto a tutti, indipendentemente dall'appartenenza religiosa di ciascuno e nel rispetto della libertà di coscienza degli alunni; è infine distinto e complementare alla catechesi.

La Chiesa, dando attuazione all'Accordo di revisione del Concordato (1984), intende mettersi al servizio della scuola attraverso un insegnamento della religione cattolica impartito da insegnanti riconosciuti idonei dall'autorità ecclesiastica (e ciò a tutela dell'autenticità stessa di tale insegnamento), consapevole di offrire in tal modo un contributo originale e prezioso per quel processo di piena ed integrale umanizzazione degli alunni che la scuola persegue come sua finalità principale. E' un'offerta fatta non per calcolo, ma per amore: per amore della verità alla quale deve essere aperto ogni uomo, e ciò appare tanto più importante  nel momento storico che stiamo vivendo, segnato da un accentuato pluralismo che rischia di portare al disorientamento a causa anche di un silenzio su ciò che è essenziale.
Nel panorama scolastico del nostro Paese la scuola cattolica rivendica il diritto ad offrire in piena libertà il suo peculiare servizio educativo alla società come scuola ad indirizzo caratterizzato. In quanto tale, essa vuole avere la possibilità di approfondire visioni e valori specifici con coloro che sono disposti ad accogliere la sua proposta educativa, così che sia possibile sviluppare non solo nelle singole persone ma in più larghe aggregazioni le potenzialità di una cultura ispirata e fondata sui valori cristiani della vita e dell'educazione, in vista di creare una chiara e solida identità nei propri alunni.

Collocate nella prospettiva di ciò che sta vivendo il mondo della scuola oggi nel nostro Paese (sono da citare almeno tre riferimenti normativi fondamentali: L. 59/1997 - e relativo DPR 275/99 -  riguardante l'autonomia scolastica; legge 62/2000, riguardante la parità scolastica; L. 53/2003, riguardante le norme generali dell'istruzione e i livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale), le considerazioni che seguono hanno lo scopo  di chiarire  i criteri e le modalità in base ai quali ciò può avvenire. Esse appaiono senz'altro opportune, anche tenendo conto che:

- dopo gli Accordi di revisione del Concordato Lateranense fra Italia e Santa Sede (18 febbraio 1984, L. 121/1985) si è andato sviluppando un ampio dibattito, accompagnato da molteplici iniziative, sul tema dell'IRC. Vi sono stati numerosi interventi dei vescovi (basti citare la Nota della CEI del 1991: Insegnare religione cattolica oggi) e si è pure realizzata, a partire dal 1998, una sperimentazione, voluta dalla CEI e sostenuta dal Ministero della PI, di nuovi programmi allo scopo di qualificare ulteriormente l'IRC, ma si è avuto sempre presente come punto di riferimento la scuola statale;
- recentemente (23 ottobre 2003) il card. C. Ruini e il Ministro L. Moratti hanno raggiunto un'intesa sottoscrivendo gli "Obiettivi specifici di Apprendimento per l'Insegnamento della Religione Cattolica" della scuola dell'infanzia e della scuola primaria e della scuola secondaria di I grado (26 maggio 2004) i quali esprimono un'adeguata corrispondenza agli orientamenti didattici proposti dalle "Indicazioni nazionali", senza perdere di vista la specificità dell'IRC. Questi obiettivi valgono per tutte le scuole del 'sistema nazionale di istruzione' e quindi anche per le scuole paritarie'.

Le riflessioni si articoleranno nei punti seguenti:
1. Originalità e specificità della proposta culturale della scuola cattolica dell'insegnamento della religione cattolica
2. Significato di 'educazione cristiana' e di 'insegnamento della religione'
3. Significato della presenza dell'IRC nella scuola - e nella scuola cattolica in particolare
4. IRC e carattere multiculturale della scuola cattolica
5. Profilo e caratteristiche dell'IRC nella scuola cattolica
6. Idoneità per insegnare religione cattolica
7. La gestione dell'IRC


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