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SCUOLA Religione a Scuola Messaggi CEI Archivio

Messaggi CEI
Anno 2011-2012
Archivio

Riportiamo di seguito i messaggi della Presidenza della CEI agli alunni e alle loro famiglie sull'insegnamento della religione cattolica nelle scuole.

Archivio


Messaggio della Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana in vista della scelta di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica nell’anno scolastico 2010-2011

L’anno scolastico ha preso avvio da qualche settimana, segnato da cambiamenti e innovazioni finalizzati a tenere il passo con le trasformazioni della società nell’orizzonte europeo e globale.

La Chiesa che è in Italia, consapevole che la scuola è luogo imprescindibile di formazione della persona nella dimensione individuale e sociale, ne segue con attenzione e partecipazione gli sforzi, condividendo le ansie di quanti si adoperano attivamente nel compito educativo. Essa si fa “compagna di viaggio”, dei genitori, dei docenti e degli studenti, cooperando – nelle modalità che le sono proprie – all’educazione integrale delle giovani generazioni.

In particolare, con l’insegnamento della religione cattolica, propone all’interno dell’offerta formativa l’orizzonte di valori provenienti dal ricco patrimonio del cristianesimo, che segna profondamente la cultura occidentale, declinandosi in Italia soprattutto nella forma cattolica. I grandi valori universali della dignità della persona, della pace e della giustizia, le molteplici espressioni dell’arte, della musica e della letteratura, delle feste, degli usi e costumi costituiscono la trama organica della nostra civiltà e resterebbero incomprensibili, se disancorati dalla radice cristiana che li ha generati e dalla figura e dall’opera di Gesù Cristo, che ne è il fondamento. Il Santo Padre Benedetto XVI ci ha ricordato che “grazie all’insegnamento della religione cattolica, la scuola e la società si arricchiscono di veri laboratori di cultura e di umanità, nei quali, decifrando l’apporto significativo del cristianesimo, si abilita la persona a scoprire il bene e a crescere nella responsabilità, a ricercare il confronto ed a raffinare il senso critico, ad attingere dai doni del passato per meglio comprendere il presente e proiettarsi consapevolmente verso il futuro” (Discorso ai partecipanti all’incontro degli insegnanti di religione cattolica, Roma, 25 aprile 2009).

Sono queste le ragioni che ci inducono a invitare genitori e studenti a scegliere l’insegnamento della religione cattolica, preziosa opportunità culturale che consente anche di confrontarsi con maggiore consapevolezza con altre realtà culturali e religiose presenti oggi nelle nostre città. Esso contribuisce a caratterizzare la scuola come occasione di formazione umana e civile, intessuta nelle dimensioni dello spirito e dell’esperienza religiosa. L’insegnamento della religione cattolica, come disciplina scolastica specifica, muovendo dai grandi interrogativi esistenziali e dal patrimonio storico della cultura italiana, promuove infatti la riflessione sul senso ultimo della vita e apre al confronto con le altre istanze religiose, facendo conoscere l’originalità della risposta religiosa cristiana, senza precludersi al confronto con altri sistemi di significato.

L’esperienza di tanti insegnanti di religione, ai quali va la nostra sincera riconoscenza, testimonia che questo obiettivo è perseguibile. Di ciò è prova anche l’alto livello di adesione da parte di famiglie e studenti provenienti da altri paesi e culture: il dialogo e l’amicizia nata sui banchi di scuola fanno ben sperare quanto al superamento di pregiudizi e incomprensioni che minerebbero le basi della convivenza sociale.

Nel 2009 l’insegnamento della religione cattolica è stato scelto dal 91% delle famiglie e degli alunni della scuola pubblica. Il dato sale al 91,7 %, se si tiene conto anche di quanti frequentano scuole di ispirazione cattolica. Si tratta di un risultato lusinghiero, che attesta la validità della proposta, confermando nel loro proposito quanti hanno deciso di avvalersi di tale insegnamento e provocando positivamente coloro che sono chiamati a sceglierlo per il prossimo anno scolastico.

Presidenza della CEI - Roma, 13 novembre 2009

Messaggio della Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana in vista della scelta di avvalersi dell'insegnamento della religione cattolica nell'anno scolastico 2009-2010

All’inizio del nuovo anno scolastico desideriamo far pervenire a ognuno di voi, studenti, genitori e docenti, il nostro saluto e il nostro augurio. La persuasione che a scuola si decida in larga misura il destino personale di ciascuno ci spinge a rinnovare il nostro impegno nel favorire l’educazione delle giovani generazioni, come punto fermo di ogni autentico sviluppo sociale e culturale. In tale contesto si inserisce a pieno titolo l’insegnamento della religione cattolica (IRC), che favorisce la riflessione sul senso profondo dell’esistenza, aiutando a ritrovare, al di là delle singole conoscenze, un senso unitario e un’intuizione globale. Ciò è possibile perché tale insegnamento pone al centro la persona umana e la sua insopprimibile dignità, lasciandosi illuminare dalla vicenda unica di Gesù di Nazaret, di cui si ha cura di investigare l’identità, che non cessa da duemila anni di interrogare gli uomini. In tal modo l’IRC risveglia il coraggio delle decisioni definitive, al di là dell’erosione dei valori e della figura stessa dell’uomo, ambiguamente divulgata da non poche correnti del pensiero contemporaneo. Attraverso il suo percorso didattico, secondo le finalità tipiche della scuola, l’IRC non minimizza la fatica del conoscere e si inserisce attivamente nell’impegno della scuola italiana a far fronte alle esigenze delle nuove generazioni.

Peraltro, in una società sempre più connotata in senso multietnico e multiculturale, l’IRC può essere anche un utile spazio di integrazione, aiutando gli stranieri presenti nel nostro Paese ad accostare valori e tradizioni che sono largamente segnati dalla presenza di uno specifico patrimonio storico e artistico, permeato profondamente dallo spirito cristiano.

Nel 2008 l’IRC è stato scelto da una larga maggioranza, cioè dal 91,1% delle famiglie e degli alunni. Tale dato sale al 91,8 % se si tiene conto anche di quanti frequentano scuole cattoliche. I numeri sono tali da incoraggiare quanti già scelgono l’IRC e da provocare positivamente quanti ancora vogliono aderire a questo singolare momento di educazione alle più autentiche dimensioni della vita umana.

Presidenza della CEI - Roma, 4 novembre 2008


Messaggio in vista della scelta di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica nell’anno scolastico 2008-2009

Il nuovo anno scolastico si caratterizza per taluni cambiamenti, che pur non intervenendo in maniera diretta sull’insegnamento della religione cattolica, ne confermano la dignità di disciplina autonoma, intorno alla quale promuovere una proposta didattica ed educativa in grado di aiutare gli alunni a comprendere meglio la storia culturale del nostro Paese, nonché il rilievo che in esso ha avuto e ha tuttora il cattolicesimo. Esso costituisce altresì per gli studenti una preziosa occasione per riflettere sulla “dimensione religiosa dell’uomo”, una risorsa indispensabile per decifrare le attese e i desideri presenti in ciascuno, a cui le religioni intendono dare una risposta alta, non illusoria e coraggiosa. In particolare il cristianesimo, religione del Figlio di Dio che si è fatto uomo venendo “ad abitare in mezzo a noi”, si propone come via ragionevole, capace di dare significato alle scelte e al futuro dei singoli e dell’intera umanità.
Questa prospettiva è esemplarmente risuonata nell’insegnamento che il Santo Padre Benedetto XVI ha indirizzato il 2 settembre scorso a Loreto a centinaia di migliaia di giovani là convenuti per la loro “Agorà”: “Ancora oggi Dio cerca cuori giovani, cerca giovani dal cuore grande, capaci di dare spazio a Lui nella loro vita (…). Gesù ha una predilezione per i giovani, come mette ben in evidenza il dialogo con il giovane ricco; ne rispetta la libertà ma non si stanca mai di proporre loro mete più alte per la vita: la novità del Vangelo e la bellezza di una condotta santa”.
La scuola è un’occasione unica e un tempo quanto mai opportuno per riflettere e trovare la strada che conduce a una felice realizzazione di sé. Non può certo farlo da sola, perché ha bisogno della collaborazione della famiglia e della società, di cui la comunità cristiana è parte. Non si può tuttavia prescindere da essa: qui si impara a essere vigilanti, critici, propositivi, costruttori di un futuro aperto all’accoglienza e alla condivisione, modellando uno stile di vita che non cede all’egoismo e alla prepotenza e si caratterizza per l’amore e la responsabilità. Anche su questo punto facciamo nostre le parole che il Papa ha rivolto ai giovani a Loreto: “Siate vigilanti! Siate critici! Non abbiate paura, cari amici, di preferire le vie ‘alternative’ indicate dall’amore vero: uno stile di vita sobrio e solidale, relazioni affettive sincere e pure, un impegno onesto nello studio e nel lavoro, l’interesse profondo per il bene comune”.
Secondo questa linea, alla scuola è chiesto di mettere in discussione stili di vita inconsistenti, purtroppo oggi diffusi e propagandati con leggerezza, per far riemergere i valori che contano. Sono le famiglie stesse ad avvertire il bisogno di essere sostenute e accompagnate nel difficile compito dell’educazione, e per questo ripongono nella scuola, autentica “comunità educante”, una grande fiducia, che si fa quasi invocazione d’aiuto.
Siamo certi che l’insegnamento della religione cattolica non verrà meno al proprio compito di offrire uno specifico contributo non solo grazie ai contenuti della disciplina stessa, ma anche per la professionalità dei docenti, da alcuni anni inseriti nella scuola con un ruolo maggiormente riconosciuto.
Quest’anno ben il 91,2% degli studenti e delle loro famiglie ha scelto, nella scuola statale, di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica. A loro vanno sommati quanti si avvalgono di tale insegnamento nella scuola cattolica, per un totale del 91,9% dell’intera popolazione scolastica.
Il favore di cui gode in Italia l’insegnamento della religione cattolica ci riempie di gioia: esso costituisce un seme fecondo, destinato a portare frutto non solo nella comunità ecclesiale, ma per il bene dell’intera società italiana. Di questa scelta costante siamo riconoscenti agli studenti stessi, alle loro famiglie e ai docenti di religione. Convinti del contributo che tale insegnamento offre alla maturazione umana e professionale delle nuove generazioni, esortiamo gli studenti, con le loro famiglie, a comprenderne l’importanza e a valorizzarlo pienamente, e formuliamo l’auspicio che nessun alunno, anche se proveniente da Paesi stranieri o appartenente ad altra religione, trascuri o sottovaluti tale importante opportunità formativa.

Presidenza della CEI - Roma, 25 novembre 2007


Messaggio in vista della scelta di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica nell’anno scolastico 2007-2008

Siamo ogni giorno spinti a fermarci all’immediato, a guardare solo a ciò che ci sta vicino, dimenticando ciò che costituisce l’orizzonte in cui la vita quotidiana prende significato, perché vi trova fondamento e orientamento. A questi condizionamenti culturali occorre reagire. Lo ribadisce con forza e continuità il Papa Benedetto XVI, ricordandoci quanto sia pericoloso togliere all’uomo la prospettiva di Dio e la testimonianza che della sete di lui danno le religioni; soprattutto la rivelazione che di lui ci offre la religione cristiana nel volto e nell’opera del Figlio Gesù. La nostra Europa, il mondo occidentale sarà in grado di ritrovare se stesso e la capacità di parlare al mondo, “soltanto se cresce di nuovo la fede in Dio, se Dio sarà di nuovo presente per noi e in noi”, perché “senza Dio i conti non tornano”.
Gli ambienti e le occasioni per questa ricerca e questo ascolto non mancano. La scuola è uno di questi. Essa può e deve dare il suo contributo alla riflessione sul mistero della vita, soprattutto oggi che, per la presenza di un numero in continua crescita di bambini e ragazzi provenienti da altri paesi, sta diventando sempre più un luogo di confronto di tradizioni culturali e religiose. Memoria viva del passato, progettazione creativa del futuro, la scuola è innanzitutto un tempo dedicato alla maturazione integrale degli alunni, quindi anche della dimensione spirituale e religiosa, all’interno e in dialogo con il contesto culturale e sociale in cui essi sono inseriti. L’insegnamento della religione cattolica (IRC) si colloca in maniera pertinente in questo “luogo”, per dare un contributo significativo e originale allo sviluppo di personalità capaci di “guardare in alto” e di costruirsi in atteggiamento di accoglienza degli altri e di disponibilità all’incontro e alla collaborazione, con una chiara consapevolezza delle radici religiose su cui è ancorata l’identità del nostro popolo.
Il consolidamento della scelta di avvalersi dell’IRC da parte delle famiglie e dei ragazzi (ribadito anche nell’anno scolastico 2005–2006 nell’altissima percentuale del 91,6%) è incoraggiante riscontro dell’importanza di questo insegnamento. Esso infatti favorisce un inserimento più pieno e consapevole nell’identità culturale e sociale del nostro Paese; affronta una opportuna riflessione sul cattolicesimo, in dialogo con le altre confessioni cristiane e le altre religioni; costituisce un terreno fecondo per indagare il significato profondo della vita umana nell’orizzonte della trascendenza e prospettare decisioni impegnative per l’esistenza personale e per la vita sociale.
Il Convegno Ecclesiale nazionale di Verona ha posto al centro dell’attenzione l’uomo del nostro tempo, alla ricerca di un futuro personale e comunitario rinnovato, più giusto e in pace; per i cristiani chiaramente segnato dalla speranza che scaturisce dalla morte e risurrezione di Gesù Cristo. In questa ricerca emerge quanto sia decisivo lo spessore culturale e sociale della fede e il suo rapporto con il mondo. L’IRC si offre come disciplina scolastica in grado di dare un suo specifico contributo per decifrare meglio le aspirazioni dell’uomo di oggi e rendere a lui più vicina e comprensibile la speranza che viene dal Vangelo. Sono ulteriori motivi per rinnovare la scelta di tale insegnamento.
Mentre ringraziamo gli insegnanti di religione cattolica per la loro dedizione professionale, qualificata con adeguato aggiornamento, come pure gli uffici scuola diocesani e regionali nonché i dirigenti scolastici per la solerzia con cui operano in vista di una piena valorizzazione dell’IRC, invitiamo le famiglie e i ragazzi a continuare ad avvalersi di tale insegnamento per l’anno scolastico 2007–2008. Ci auguriamo, anche, che coloro che per gli anni passati non se ne sono avvalsi possano farlo in futuro. Non è, infatti, una proposta disciplinare che limita la loro libertà, la rende piuttosto matura e responsabile, consolidando rapporti, confronti, accoglienze, per un’autentica integrazione di persone, esperienze e culture.

Presidenza della CEI - Roma, 30 novembre 2006


Messaggio in vista della scelta di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica nell’anno scolastico 2006-2007

L’anno scolastico 2005-2006 è l’anno della riforma che si sta concretizzando in attività didattica nella scuola dell’infanzia, in quella primaria e secondaria di primo grado, mentre per la scuola secondaria di secondo grado la sua applicazione è ancora in via di definizione.
Ma è anche un anno in cui, in modo più profondo e dimensioni più vaste, le scuole italiane sono chiamate a essere luogo d’incontro per alunni provenienti da ogni angolo del mondo, con la propria sensibilità, tradizione, cultura. È quindi un anno in cui l’Italia è sollecitata, cominciando specialmente dalla scuola, a far diventare concreta l’accoglienza e a rendere costruttivo – e non conflittuale – l’incontro. Può farlo in un unico modo: a partire dalla propria storia e dai valori sui quali si è costruita; storia e valori non da ignorare o da mettere tra parentesi, ma da mettere in gioco, affinché dal confronto, franco e sincero, si realizzi e consolidi una proficua convivenza civile, dove tutti possano trovare le opportunità per realizzare se stessi. La scuola è il luogo ideale per vincere questa scommessa e far sì che il sogno si avveri. Qui gli alunni imparano a rispettarsi, aiutarsi e crescere insieme. Qui le diverse identità si confrontano, scoprono di avere come fine comune il bene della persona e della società e quindi imparano a stimarsi e collaborare.
L’insegnamento della religione cattolica (Irc) intende dare il suo contributo originale per raggiungere questa meta, secondo la sua specificità e in stretto dialogo interdisciplinare. Qual è il suo contributo? L’Irc propone anzitutto una conoscenza organica del cattolicesimo, secondo la coscienza che ne ha la Chiesa, in dialogo con le diverse confessioni di fede cristiane e le altre religioni. In tal modo gli alunni possono accostarsi a un fatto religioso e al tempo stesso culturale, ignorando il quale è impossibile comprendere storia e identità dell’Italia e dell’Europa, e cominciare a dare una risposta alla duplice domanda basilare: chi siamo, da dove veniamo.
Inoltre, se veramente la centralità della persona è il fine primario della scuola, l’Irc può offrire alle nuove generazioni il contributo dell’umanesimo cristiano, quello che si ispira alla persona di Gesù Cristo e al suo Vangelo. È qui, sulla solida base del riconoscimento di Dio come Padre di tutti, che è compreso un mondo di valori spirituali ed etici peculiari, dove si concentrano in massimo grado, intrecciandosi tra loro, le esigenze della persona, della giustizia, della solidarietà e della pace. Su questo vorremmo che riflettessero alunni, genitori, docenti e mondo civile.
Anche quest’anno la richiesta di avvalersi dell’Irc è stata alta: ben il 91,8 per cento degli studenti della scuola statale. Una scelta così diffusa non può che renderci soddisfatti, e di ciò siamo grati agli studenti, alle loro famiglie e agli insegnanti di religione. Nello stesso tempo auspichiamo che tale ampio consenso venga riconfermato nelle iscrizioni che in questi giorni studenti e genitori devono fare in vista del prossimo anno scolastico. Nessuno si escluda dal confronto d’alto profilo sulle domande più profonde dell’uomo, reso possibile dall’Irc; e che tutti riescano a comprenderne l’importanza per la propria crescita personale e culturale e per la propria formazione professionale. Non si vive solo di “saper fare”, ma soprattutto di “saper essere”: la vita richiede sapienza, sempre.

Presidenza della CEI - Roma, 1 gennaio 2006


Messaggio in vista della scelta di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica nell’anno scolastico 2005-2006

Come di consueto, la Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana, in vista della scelta che le famiglie e gli alunni sono chiamati a fare per avvalersi o meno dell’insegnamento della religione cattolica, rivolge un appello alle diverse componenti scolastiche, sottolineando talune ragioni che possono motivare la conferma della scelta già fatta negli anni scorsi, o invogliare verso la decisione di scegliere per la prima volta l’ora di religione. Nel Messaggio si fa riferimento alle innovazioni introdotte con le intese sottoscritte tra l’autorità ecclesiastica e quella civile in merito agli obiettivi specifici di apprendimento della religione cattolica, nel quadro della riforma della scuola.

L’insegnamento della religione cattolica nel contesto della riforma della scuola per l’educazione integrale della persona

L’anno scolastico 2004-2005 si presenta carico di attese e prospettive per la scuola in Italia. Prende avvio la riforma e anche l’insegnamento della religione cattolica è chiamato in causa per dare il suo contributo. A quanti spetta proporre e accogliere tale insegnamento giunga l’augurio che esso venga impartito in modo che risponda alle attese degli alunni e delle loro famiglie e che diventi un’occasione per capire e vivere il nostro tempo, così incerto e conflittuale, nella ricerca della verità, per una piena umanizzazione della propria esperienza di vita, aprendosi al dialogo e facendosi testimoni di speranza. La grande percentuale di coloro che se ne avvalgono – quasi il 93% lo scorso anno – è peraltro un’ulteriore motivo per trattarlo con grande cura, mettendo a disposizione di tutti una proposta significativa dei valori evangelici, favorendo al contempo l’educazione all’accoglienza di tutti, nel rispetto delle diverse identità etniche e religiose. Rivolgiamo un pressante invito a studenti e famiglie perché diano la loro adesione all’ora di religione. Per molti sarà la conferma di un impegno che non è mai venuto meno; per altri la gioia di una scelta che nasce dalla riscoperta dell’apporto significativo che la religione cattolica offre al cammino formativo, nel quadro della proposta culturale ed educativa della scuola. Un particolare appello indirizziamo agli studenti della scuola secondaria superiore, chiamati a gestire in prima persona la responsabilità della scelta di avvalersi o non avvalersi di tale insegnamento. A loro chiediamo di non lasciarsi tentare dal disimpegno, ma di assumere con coraggio le fatiche di un processo formativo che include valori religiosi ed etici, che sono non solo parte integrante del patrimonio storico e culturale dell’Italia e dell’Europa, ma anche capaci di dare valide risposte alle più radicali domande di senso della vita. In quest’anno, per la scuola primaria e per il primo anno della secondaria di primo grado, si delineerà una nuova configurazione dell’insegnamento della religione cattolica nel quadro della riforma della scuola, secondo gli obiettivi specifici di apprendimento, approvati con apposite intese tra la CEI e il Ministero dell’Istruzione. L’esperienza e la professionalità, maturate in questi anni, aiuteranno i docenti di religione ad entrare nel nuovo ordinamento, con l’aiuto dell’indispensabile aggiornamento offerto dalle numerose iniziative programmate per consolidare la scelta professionale, favorire una costante motivazione spirituale, acquisire adeguate risorse didattiche. Mentre si stanno concludendo le operazioni dei concorsi che definiranno per molti un più sicuro stato giuridico, rinnoviamo il nostro grazie a tutti gli insegnanti di religione cattolica per il loro servizio nella scuola e per la testimonianza di vita che sapranno continuare a dare, ed esortiamo le comunità ecclesiali a sostenerli e a incoraggiarli nel loro impegno. Affidiamo al Signore alunni, docenti e famiglie, perché l’anno appena iniziato veda tutti crescere nella scoperta del vero e del bene.

Presidenza della CEI - Roma, 20 settembre 2004


Messaggio in vista della scelta di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica nell’anno scolastico 2004-2005

L’anno scolastico 2003-2004 è ormai iniziato da alcuni mesi e ci propone un tempo di grandi prospettive, ma anche di grandi timori. Abbiamo bisogno di trovare nuove ragioni di vita, alle quali la scuola può dare un contributo singolare. Le attese e le speranze degli uomini e delle donne, di ieri e di oggi, sono invito pressante perché Gesù e il suo messaggio di salvezza siano annunciati all’umanità intera. Il Signore Gesù ha inaugurato il tempo dell’accoglienza e della pace per tutti: persone e famiglie, popoli e nazioni. Il Crocifisso pone in evidenza proprio questa prospettiva: per i credenti esso è il segno più grande ed eloquente dell’amore che Dio Padre ha manifestato nel suo Figlio fatto uomo; per i credenti di altri religioni e per i non credenti esso è una espressione viva e alta del dono di sé e del perdono. L’insegnamento della religione cattolica nella scuola ha lo scopo di favorire la conoscenza e il confronto con il cristianesimo. Intende aiutare i cristiani, i cattolici in particolare, ad approfondire la loro appartenenza religiosa; nello stesso tempo si rivolge a quanti cristiani non sono, o perché seguono altre religioni o perché si professano non credenti, a confrontarsi lealmente con la religione che ha contribuito in maniera significativa a dare all’Italia un volto e un’identità. I cambiamenti in atto nel nostro Paese, dei quali la scuola si fa interprete per un dialogo propositivo, capace di integrare persone e culture, passato e presente, non ridimensionano la validità di tale insegnamento, ma richiedono piuttosto che esso venga svolto in maniera ancora più partecipata e coinvolgente. Nessun alunno e nessuna famiglia dovrebbero privarsene a cuor leggero. Il confronto con la religione cattolica è infatti occasione per una verifica critica e costruttiva su valori universali, la cui condivisione è decisiva per dare un volto nuovo alla società italiana. La competenza degli insegnanti di religione, avvalorata dalla recente legge concernente il loro stato giuridico, l’adesione di massa a tale insegnamento (scelto da oltre il 92% di coloro che possono avvalersene), l’esigenza di capire meglio il nostro tempo per molti versi dispersivo e frammentato, gli interrogativi che stanno alla base di ogni religione sono tutti elementi che favoriscono un accostamento puntuale e completo alla religione cattolica, in collaborazione costruttiva con le altre discipline e saperi, specialmente con l’educazione alla convivenza civile, in vista di una effettiva crescita degli alunni. Queste considerazioni raccomandano da sé una scelta ancora più ampia di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica. Si tratta di un gesto di consapevolezza che coinvolge i ragazzi e le famiglie, i docenti e i dirigenti e che deve trovare attenta e interessata la comunità ecclesiale. Esprimiamo la più sentita gratitudine a quanti ai vari livelli sostengono tale insegnamento: a tutti gli operatori della scuola e a quanti sovrintendono alla sua attività, agli uffici scolastici regionali e diocesani, alle associazioni di categoria, ai sindacati, agli autori dei libri di testo, ecc. Soprattutto siamo grati agli insegnanti di religione che, con passione educativa, accompagnano alunni e famiglie negli itinerari di formazione umana, aperta a una consapevole e libera scelta di fede, dono da accogliere, custodire e far fruttificare. Nel ricordare che il 23 ottobre 2003 è stata sottoscritta l’Intesa che ha formulato i nuovi Obiettivi specifici di apprendimento per la scuola dell’infanzia e per la scuola primaria, vogliamo sottolineare che tale evento evidenzia ancora di più come l’insegnamento della religione cattolica sia parte viva della scuola e della sua proposta educativa e intendiamo riaffermare altresì l’impegno della comunità ecclesiale a essere presente nella scuola per servire la vocazione trascendente della persona e il suo anelito di libertà, di giustizia, di pace.

Presidenza della CEI - Roma, 6 dicembre 2003


Messaggio in vista della scelta di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica nell’anno scolastico 2003-2004

L’anno scolastico 2002-03 è già iniziato, ancora una volta carico di attese per una riforma da tutti desiderata, ma che incontra non poche difficoltà a decollare. Si avvicina, per famiglie e ragazzi, la scadenza dell’iscrizione all’anno successivo e quindi della scelta di avvalersi dell’insegnamento della Religione cattolica. Come per il passato noi la raccomandiamo, perché sia confermata da parte di chi l’ha già effettuata e venga presa in considerazione da parte di chi non l’aveva fatto per il passato. Avvalersi di tale insegnamento ha un grande valore, personale e sociale. Fare una scelta matura riguarda tutti: ragazzi e famiglie, docenti e dirigenti. Deve trovare attenta anche la comunità ecclesiale, consapevole dell’importanza della scuola per la formazione della persona e del suo patrimonio culturale. Il fatto che un’altissima percentuale di famiglie e di ragazzi scelga di avvalersi dell’insegnamento della Religione cattolica non può che rallegrarci; ma vorremmo che questo insegnamento potesse raggiungere tutti. È un’opportunità offerta anche ai non credenti o ai credenti di altre religioni – molti dei quali arrivati in Italia da altri paesi –, per un serio confronto con una tradizione, quella cattolica, ricca di riferimenti storici, artistici, linguistici, di costume nella cultura italiana. Tale tradizione ha contribuito alla costruzione di una società che, proprio dal rispetto dei valori sui quali si è sviluppata nel tempo, può trarre motivazioni e orientamenti per creare condizioni di serena accoglienza a nuove forme di pensiero e di vita. Ci sono poi le attese, le paure e i tanti interrogativi dei bambini e ancor più dei ragazzi, che fatti incresciosi, troppo di frequente, pongono all’attenzione della cronaca. Su di essi spesso cala un silenzio di rimozione; si lascia che siano i mass media di larga diffusione a offrire, dopo aver presentato l’accaduto in maniera spettacolare, fragili tentativi di comprensione e inadeguate proposte di intervento. Assieme alla famiglia e alla comunità cristiana la scuola – e in essa l’insegnamento della Religione cattolica – deve poter svolgere un ruolo determinante nell’azione educativa. Dall’incontro con la persona e l’opera di Gesù Cristo, trasmessa e testimoniata lungo i secoli dalla Chiesa cattolica, e in essa ancora oggi viva e offerta a tutti, possono maturare nelle nuove generazioni risposte vere ai loro più profondi interrogativi. L’insegnamento della Religione cattolica, offerto da insegnanti ben preparati, anche sotto l’aspetto della relazione, e in costante aggiornamento, è un’opportunità unica da non lasciar cadere, anzi da valorizzare “minuto per minuto”. Ai dirigenti scolastici, agli insegnanti di Religione cattolica e a tutti gli altri insegnanti esprimiamo viva gratitudine per un’attività che li espone in prima linea nella costruzione di una società che sappia rinnovarsi rimanendo fedele al suo passato. Essi offrono un contributo importante nella costruzione di una “città dell’uomo”, in cui la presenza del patrimonio religioso cattolico sia avvertita in tutta la sua rilevanza, per la formazione di un’umanità che nel volto di Cristo riscopre i suoi lineamenti più veri.

Presidenza della CEI - Roma, 7 dicembre 2002


Messaggio in vista della scelta di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica nell’anno scolastico 2002-2003

Anche quest’anno ci rivolgiamo a genitori e studenti che saranno chiamati a esprimere o a rinnovare, all’atto dell’iscrizione per l’anno scolastico 2002-03, la scelta di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica. Tale scelta, anche se consueta, ha sempre un grande valore personale e sociale: riguarda tutti, ragazzi, famiglie e docenti, e trova attenta la comunità ecclesiale, consapevole dell'importanza della scuola e della sua missione di servizio a ogni persona.
La formazione religiosa che la scuola offre attraverso l’insegnamento della religione cattolica è parte integrante del processo scolastico. Per questo motivo tale insegnamento viene garantito, anche nel quadro delle riforme scolastiche in atto. Per migliorarne l’approccio didattico sono previste una semplificazione dei contenuti, una maggiore conoscenza delle altre religioni, l’assicurazione di specifiche attenzioni ai problemi esistenziali dei ragazzi e delle ragazze che crescono e al mondo che li circonda. Attraverso l'insegnamento della religione cattolica viene così offerta la possibilità di un accostamento culturale ai valori e ai contenuti della fede, patrimonio comune ai cittadini italiani di ogni età. Non si tratta di guardare soltanto al passato, ma di cogliere la verità sull’uomo, che può dare speranza e fiducia per l’oggi e il domani. In una società nella quale sovente dominano l’incertezza, la paura e l’angoscia, che spingono i giovani a pericolose fughe dalla realtà, l’insegnamento della religione cattolica rappresenta una proposta di valori e l’aggancio a sicuri punti di riferimento, capaci di dare risposte alle domande che ragazzi e ragazze si pongono nel loro cammino di crescita. L'incontro con Cristo e il suo messaggio, mediato dalla Chiesa cattolica, ha in sé la capacità di portare alla luce la domanda di significato della vita su cui ognuno, spesso senza re ndersene conto, s'interroga; ha altresì la possibilità di far maturare risposte vere, non superficiali, ispirate da ideali alti. Il tutto ricercando un dialogo rispettoso con le diverse culture e instaurando un confronto costruttivo con le altre discipline e aree del sapere.
L’ora di religione è una possibilità di conoscenza offerta a tutti. Per i credenti tale scelta può costituire un contributo alla crescita della vita di fede, in quanto ne consolida le radici culturali. Per i non credenti può rappresentare un’opportunità per trovare nuovi stimoli culturali e possibilità originali di verifica delle proprie scelte di vita. Siamo convinti infatti che non esiste offerta formativa valida e completa se viene ignorata la dimensione religiosa, componente essenziale della persona umana.
Invitiamo perciò caldamente tutti a compiere con fiducia la scelta di avvalersi di questo insegnamento.
Agli insegnanti di religione esprimiamo gratitudine per la dedizione e l’impegno con i quali svolgono il loro compito di concorrere a formare la personalità umana e cristiana degli alunni. E poiché essi esercitano anche un ruolo civile, sociale e culturale di grande rilievo auspichiamo una sollecita e positiva soluzione della questione riguardante il loro stato giuridico.
Un saluto cordiale a tutti gli operatori scolastici, con l’assicurazione della nostra preghiera per la scuola italiana.

Presidenza della CEI - Roma, 3 gennaio 2002


Messaggio in vista della scelta di avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica nell’anno scolastico 2001-2002

Il termine per le iscrizioni all'anno scolastico 2001-02, fissato per il 25 gennaio prossimo, è occasione per ribadire le responsabilità che tutti, docenti, genitori e studenti, hanno nei confronti della scuola, anche per quanto riguarda la scelta di avvalersi o meno dell'insegnamento della religione cattolica. 1. La scelta per l'insegnamento della religione cattolica deve trovare attenta la comunità ecclesiale, consapevole dell'importanza della scuola e del suo compito di servizio educativo ad ogni persona, perché anche attraverso questa scelta viene costruita la proposta formativa delle giovani generazioni. È un appuntamento che, sebbene consueto, assume un particolare significato per il fatto che il prossimo anno scolastico vedrà l'avvio della riforma dei cicli dell'istruzione. La riforma dei cicli si presenta "finalizzata alla crescita e alla valorizzazione della persona umana, nel rispetto dei ritmi dell'età evolutiva, delle differenze e dell'identità di ciascuno, nel quadro della cooperazione tra scuola e genitori". Non deve pertanto dimenticare l'originale apporto educativo che l'insegnamento della religione cattolica, nel rispetto delle scelte di ciascuno, può offrire a tutta la scuola e agli alunni delle diverse età. 2. Certo non da solo. Infatti, mentre è in atto una attenta riflessione dei Vescovi italiani per predisporre, secondo la loro competenza, i nuovi programmi di religione cattolica, va richiesto che anche altre discipline sappiano adeguatamente assumere la dimensione religiosa presente nella cultura di ogni popolo, e del popolo italiano in particolare. La religione, quella cattolica nel nostro contesto italiano ed europeo, come matrice di cultura e come esperienza di vita, nonché come fattore di socializzazione e di trasmissione di un patrimonio storico, è capace di rispondere alle fondamentali domande di significato offrendo, insieme alla consapevolezza delle proprie radici, il rispetto di quelle altrui. Nel recente messaggio per la giornata della pace, il Papa ha richiamato a tutti la responsabilità dell'educazione "per coniugare l'attenzione alla propria identità con la comprensione degli altri ed il rispetto della diversità". Ciò che si deve temere è l'ignoranza religiosa da cui possono facilmente nascere integralismi e superficialità. Per questo abbiamo accolto con soddisfazione la recente decisione della giurisprudenza che ha affermato come l'insegnamento della religione cattolica concorra, insieme con le altre discipline, alla valutazione dell'alunno nel nuovo esame di stato. 3. Per questi motivi raccomandiamo a tutti voi, studenti e famiglie, l'adesione all'ora di religione. Rivolgiamo questo appello in modo particolare a voi studenti delle scuole superiori, chiamati a decidere personalmente, con una delle prime espressioni della vostra responsabilità. Superate la facile tentazione del disimpegno. Da parte nostra stiamo curando la preparazione di programmi che - sulla base della sperimentazione nazionale che ha coinvolto in modo diretto per due anni docenti, alunni, genitori e dirigenti scolastici - meglio assumano le vostre domande, per offrire risposte vere, non superficiali, ricche di valori spirituali e morali, in un fruttuoso confronto con le altre discipline. Ai docenti di religione, ai quali esprimiamo viva gratitudine, assicuriamo il nostro impegno sui vari problemi che attendono una soluzione, in particolare per il loro stato giuridico. Auspichiamo che si giunga ad una sollecita definizione dell'atteso provvedimento, purché non si esigano oggi dai docenti in servizio da molti anni titoli ingiustificati. A tutti, docenti, famiglie e studenti, che ricordiamo al Signore con affetto, va il nostro incoraggiamento, certi che l'insegnamento della religione cattolica continuerà ad essere apprezzato quale contributo prezioso e irrinunciabile per accompagnare il cammino della persona verso la maturità e aiutarla a familiarizzarsi con valori e conoscenze che sono un patrimonio di fede e di civiltà per tutti.

Presidenza della CEI - Roma, 16 gennaio 2001



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