HomeContattiFaqMappa
Libreria on-line: -10%. Ricerca nel nostro catalogo on-line Ricerca Promozioni on-line Abbonamenti Carrello
Novità Le nostre librerie
Cec Bon Bosco
 
 
materiale didattico: link
 
scuola dell'infanzia
 
scuola primaria
 
secondaria di I grado
 
secondaria di II grado
 
riviste
 
religione a scuola
 
l'esperto risponde
 
formazione insegnanti
 
anagrafica insegnanti
 

Scuola

CEC DON BOSCO Scuola Materiale didattico Scuola Primaria Piano di lavoro anno scolastico 2009-2010

Scuola Primaria

Piano di lavoro anno scolastico 2009-2010

- Presentazione
- Perché raccontare, oggi
- Traguardi e OA
- La storia di Pezzettino
- Piano di lavoro anno scolastico 2009-2010


“C'era una volta un piccolo pezzo di un «puzzle» di cartone che era scivolato dietro un frigorifero e che nessuno era più riuscito a trovare.
Era un pezzo di puzzle molto grazioso: aveva la forma di un omino e portava sul dorso un curioso disegno giallo, marrone, rosso e bianco”. …

È l’inizio della storia di Pezzettino che abbiamo scelto come filo conduttore per la nostra proposta di piano di lavoro per l’anno scolastico 2009-2010. Ogni mese un brano della storia offrirà il tema della proposta didattica. La storia è tratta da: Bruno Ferrero, 17 storie col nocciolo, Editrice Elledici.


IL NOCCIOLO DELLA STORIA DI PEZZETTINO
Su quella che viene comunemente chiamata «socializzazione secondaria », gli educatori non hanno grossi dubbi. È una necessità vitale della crescita.
Stare insieme, fare qualcosa insieme, trovarsi in gruppo sono tra gli interessi più sentiti da bambini e ragazzi. L'amicizia è lo spazio privilegiato della comunicazione fra di loro.
Oggi, gli educatori sono tenuti ad una accentuata attenzione nei confronti della socializzazione secondaria e dell'inserimento dei bambini in un gruppo o comunità. I bambini «allevati in appartamento» hanno scarse possibilità di incontro con coetanei.

La fiaba di Pezzettino serve ad una riflessione sull'importanza e sui pericoli del «far parte».
Il piccolo pezzo di puzzle scopre la propria identità in un processo lungo e paziente di confronto con gli altri. Gli altri, con le loro reazioni, ci aiutano a scoprire noi stessi. Inoltre Pezzettino trova anche la situazione ideale del gruppo di amici: quella in cui tutti sono in qualche modo complementari, e le qualità proprie di ciascuno (il pezzo della tigre) contribuiscono al raggiungimento e alla costruzione di un obbiettivo comune.

Quella di Pezzettino è una ricerca non facile.
Sulla strada dell'amicizia e dell'identità sono in agguato ostacoli e disinganni. Ci sono individui chiusi
e refrattari ad ogni rapporto vivo (il sasso), relazioni soffocanti (la pozzanghera), persone che amano pungere e ferire (il riccio), «amicizie cattive» (la banda dei pezzi di vetro).

È importante saper riconoscere e valutare con un certo distacco le amicizie e i gruppi di cui si fa parte. Per questo i bambini hanno bisogno dell'aiuto degli educatori.
Né tutto questo è automatico: ogni persona umana ha bisogno di imparare che cosa significa «far parte», partecipare. Ma questo è molto complicato in un mondo che esalta l'individuo e la competizione come l'attuale.


OGNI MESE IN CAMMINO CON PEZZETTINO

SETTEMBRE
Ehi! Io esisto…, ma chi sono?
C'era una volta un piccolo pezzo di un «puzzle » di cartone che era scivolato dietro un frigorifero e che nessuno era più riuscito a trovare. Era un pezzo di puzzle molto grazioso: aveva la forma di un omino e portava sul dorso un curioso disegno giallo, marrone, rosso e bianco.
Stava da così tanto tempo dietro il frigorifero che aveva dimenticato che cos'era.
Perché i pezzetti di puzzle hanno la memoria corta.
Perciò aveva deciso di chiamarsi «Pezzettino». Lo aveva deciso guardandosi intorno: tutti gli altri che vedeva erano chiaramente «loro», degli oggetti ben definiti. Il tavolo era il tavolo, la sedia era la sedia, perfino il gatto era il gatto. Ma lui cos'era?
«Sono certamente il pezzetto di qualche cosa. Ma di che cosa?».
Così decise di partire per scoprirlo.
Con le sue gambette tonde uscì in giardino. E cominciò la sua ricerca.

OTTOBRE
Il grosso sasso (Primo incontro)
La prima cosa in cui si imbatté fu un grosso sasso. «Salve», disse Pezzettino al sasso. «Salve», brontolò il sasso.
«Fa' freddino, eh?», continuò Pezzettino senza scoraggiarsi.
«Io non sento niente», rispose il sasso, scostante.
«Hai voglia di fare due passi? ». «Io non mi muovo mai!».
«Vuoi dire che stai sempre lì?». «Esatto!».
«Per caso, ti manca qualcosa?». «No. Una pietra è una creatura perfetta. Non manca di niente». «Neanche un pezzettino... ».
E il piccolo pezzo di puzzle sussurrò piano: «... come me?». «Vattene! Io non ho bisogno di niente e di nessuno». Impaurito dal tono della pietra, Pezzettino fece un rapido dietro-front e ricominciò a vagare per il giardino per trovare la cosa a cui mancava un pezzetto proprio come lui.

NOVEMBRE
La pozzanghera di acqua sporca (Secondo incontro)
Cammina, cammina (in realtà fece pochi centimetri, ma se guardate bene, le gambe dei pezzi di puzzle sono proprio minuscole), arrivò sul bordo di una pozzanghera.
Era una bella pozzanghera di acqua sporca. Dovete sapere che, nel regno delle pozzanghere, quelle di acqua sporca sono ritenute le più belle perché riescono a riflettere le stelle e le nuvole.
«Buongiorno », disse Pezzettino.
«Ehilà, sgorbietto, come va?», rispose la pozzanghera. Le pozzanghere non sono beneducate e amano molto fare scherzi e inzaccherare il prossimo. Si piazzano apposta sotto le ruote delle automobili, per schizzare sui passanti quando questi meno se l'aspettano.
«Scusami», continuò Pezzettino, «sono un pezzetto di te?».
«Uhm...», borbottò la pozzanghera, «perché no? Vieni dentro che c'è posto!».
«Ah, che bello!», gridò Pezzettino, «sono un pezzo di pozzanghera». E si tuffò.
Appena dentro la pozzanghera, però, cominciò a rammollirsi e a soffocare. «Aiuto, affogo! », gridava disperato. Si dibatteva, cercava di stare a galla, ma l'acqua lo attirava inesorabilmente verso il basso. Il misterioso disegno che portava sul dorso cominciava a svanire.
«Aiuto, salvatemi!».
La pozzanghera sogghignava: «Povero illuso! Sei solo un pezzo di cartone, sgorbietto!».

DICEMBRE (Natale)
I merlo che salva (Terzo incontro)
Ma un merlo, che stava facendo colazione nel prato con la sua signora, si impietosì e con il lungo becco giallo pescò Pezzettino nella pozzanghera e lo stese ad asciugare sopra una margherita.
I raggi del sole e una brezza dolce dolce asciugarono Pezzettino, che fu ben presto in grado di riprendere la sua ricerca.

GENNAIO
Il riccio di castagno (Quarto incontro)
Cammina cammina, Pezzettino arrivò nei pressi di una forma tondeggiante, irta di puntine e con una piccola porticina.
«Come ti chiami?», chiese Pezzettino. «Riccio di Castagno», rispose l'altro.
« Un bel nome », disse Pezzettino. E fece la sua domanda anche al riccio di castagno. Il riccio non ci pensò molto.
«Ma certo! Sentivo tanto la tua mancanza! Sono sempre solo quaggiù e non ho nessuno con cui giocare!».
«Che bello!», esclamò Pezzettino. «Sono un pezzetto di riccio!».
«Dai abbracciamoci e poi giochiamo insieme», gli fece eco il riccio.
Pezzettino si buttò verso il riccio, ma... «Ahia!», Pezzettino si sentì pungere dappertutto. Ci riprovò, ma... «Ahia! ». Non c'era niente da fare. Il riccio aveva spine pungenti dappertutto.
«Adesso capisco perché non hai amici», disse mestamente Pezzettino. «Se sto con te divento un colino. Credo proprio di non essere un pezzetto di te». Disse addio al riccio e, per nulla scoraggiato, riprese a vagare per il giardino alla ricerca della cosa a cui mancava un pezzo uguale a lui.

FEBBRAIO
La banda dei vetri colorati (Quinto incontro)
Una serie di sfacciati luccichii richiamò la sua attenzione. Si diresse da quella parte e si ritrovò in mezzo ad una combriccola di pezzi di vetro colorati che si divertivano a giocare con i raggi del sole.
«Ehi, amici!». «Ciao!», risposero quasi all'unisono, ma non gli fecero troppo caso.
«Non sono per caso un pezzetto della vostra banda?», chiese Pezzettino speranzoso perché quei pezzi di vetro gli sembravano divertenti e simpatici. «Può darsi», disse il più grosso. «Allora posso restare?». «Resta».
Pezzettino cominciò a giocare con i suoi nuovi fratelli, ma...
«Sei proprio una schiappa!», gli gridò il pezzo di vetro con cui cercava di giocare a ping-pong con i raggi di sole. La superficie di Pezzettino non rifletteva un bel niente, anche se lui ci metteva tutta la buona volontà possibile. Inoltre il suo disegno giallo, marrone, rosso e bianco rimaneva incomprensibile e il piccolo pezzo di puzzle si sentiva un po' a disagio.
Uno dei pezzi di vetro, che stava di vedetta, ad un tratto gridò: «Arriva, ragazzi!».
Una ventata di eccitazione percosse i pezzi di vetro. Smisero immediatamente di giocare e si disposero in modo da avere la parte tagliante verso l'alto. Pezzettino si accorse di non avere nessuna parte tagliente e rimase lì in mezzo, esitante, a vedere che cosa succedeva.
«Un grosso premio a chi lo buca al primo colpo!», disse il pezzo di vetro più grosso.
Bucare, ma cosa? Poi Pezzettino capì. I pezzi di vetro si trovavano in mezzo ad un sentiero, sul quale stava arrivando una bicicletta.
«Ma perché?», esclamò invano Pezzettino. La bicicletta arrivò sui pezzi di vetro e... Pluf! «Oh, no!», disse il bambino. Scese dalla bicicletta e contemplò con aria afflitta il piccolo pneumatico che si era rapidamente sgonfiato.

MARZO
L’ho trovato!
Mentre faceva questo, il suo sguardo si fissò su Pezzettino.
«Guarda che non sono stato io! », gridò con tutte le sue forze Pezzettino. Il bambino non conosceva la lingua dei pezzi di puzzle, perciò lo afferrò e corse in casa gridando: «Mamma, mamma! L'ho trovato! Ho trovato il pezzo del mio puzzle!».
Come succede ai bambini, aveva già dimenticato la bicicletta bucata per la gioia di aver ritrovato il pezzo di puzzle smarrito.

APRILE (Pasqua)
Adesso so chi sono!
Un istante dopo, Pezzettino si trovò abbracciato a tanti pezzetti come lui e, con immensa gioia, capì che la sua ricerca era finita. Ora sapeva chi era! Ora avevano un significato anche le macchie colorate sul dorso: il giallo era la luce del lampione; il marrone e il rosso erano i colori del palo e delle macchine, il bianco formava le scrive pedonali.
Tutti insieme, i piccoli pezzi formavano un quartiere bello e vivace con la chiesa, la scuola e tanta gente.

MAGGIO
Benvenuto! Ci mancavi tanto!
Tutti insieme, i piccoli pezzi formavano una magnifica tigre nella giungla.
«Benvenuto! Ti aspettavamo!», gridarono in coro gli altri pezzetti del puzzle. «Ci mancavi tanto!». «Anche voi mi siete mancati tanto, fratellini miei », disse Pezzettino al colmo della felicità.

GIUGNO
Verifica del cammino


INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA e FORMAZIONE DELLA PERSONA
Il confronto esplicito con la dimensione religiosa dell’esperienza umana svolge un ruolo insostituibile per la piena formazione della persona. Esso permette, infatti, l’acquisizione e l’uso appropriato di strumenti culturali che, portando al massimo sviluppo il processo di simbolizzazione che la scuola stimola e promuove in tutte le discipline, consente la comunicazione anche su realtà altrimenti indicibili e inconoscibili. Il confronto, poi, con la forma storica della religione cattolica svolge un ruolo fondamentale e costruttivo per la convivenza civile, in quanto permette di cogliere importanti aspetti dell’identità culturale di appartenenza e aiuta le relazioni e i rapporti tra persone di culture e religioni differenti.
La religione cattolica è parte costitutiva del patrimonio culturale, storico ed umano della società italiana; per questo, secondo le indicazioni dell’Accordo di revisione del Concordato, la Scuola Italiana si avvale della collaborazione della Chiesa cattolica per far conoscere i principi del cattolicesimo a tutti gli studenti che vogliano avvalersi di questa opportunità. L’insegnamento della religione cattolica (Irc) a scuola, mentre offre una prima conoscenza dei dati storico-positivi della Rivelazione cristiana, favorisce e accompagna lo sviluppo intellettuale e di tutti gli altri aspetti della persona, mediante l’approfondimento critico delle questioni di fondo poste dalla religione stessa. Per tale motivo, come espressione della laicità dello stato, l’Irc è offerto a tutti in quanto opportunità preziosa per la conoscenza del cristianesimo, come radice di tanta parte della cultura italiana ed europea. Stanti le disposizioni concordatarie, nel rispetto della libertà di coscienza, è data agli studenti la possibilità di avvalersi o meno dell’Irc.
La proposta educativa dell’Irc consistente nella risposta cristiano-cattolica ai grandi interrogativi posti dalla condizione umana (ricerca identitaria, vita di relazione, complessità del reale, scelte di valore, origine e fine della vita, radicali domande di senso …), sarà offerta nel rispetto del processo di crescita della persona e con modalità diversificate a seconda della specifica fascia d’età, approfondendo le implicazioni antropologiche, sociali e valoriali, e promuovendo un confronto mediante il quale la persona, esercitando la propria libertà, riflette e si orienta per la scelta di un responsabile progetto di vita. Emerge così un ulteriore contributo dell’Irc alla formazione di persone capaci di dialogo e di rispetto delle differenze, di comportamenti di reciproca comprensione, in un contesto di pluralismo culturale e religioso. In tal senso l’Irc si offre anche come preziosa opportunità per l’elaborazione di attività interdisciplinari, per proporre percorsi di sintesi che, da una peculiare angolatura, aiutino gli allievi a costruire mappe culturali in grado di ricomporre nella loro mente una comprensione sapienziale e unitaria della realtà.

I traguardi per lo sviluppo delle competenze
sono formulati in modo da esprimere la tensione verso tale prospettiva e collocare le differenti conoscenze e abilità in un orizzonte di senso che ne espliciti per ciascun alunno la portata esistenziale.

Gli obiettivi di apprendimento per ogni fascia d’età
sono articolati in quattro ambiti tematici:
  • Dio e l’uomo, con i principali riferimenti storici e dottrinali del cristianesimo;
  • la Bibbia e le fonti, per offrire una base documentale alla conoscenza;
  • il linguaggio religioso, nelle sue declinazioni verbali e non verbali;
  • i valori etici e religiosi, per illustrare il legame che unisce gli elementi squisitamente religiosi con la crescita del senso morale e lo sviluppo di una convivenza civile e responsabile.

LA STRUTTURA DELLE UNITÀ DI LAVORO

La novità essenziale del piano di lavoro 2009-2010 è la scelta di UNA STORIA, di UN RACCONTO come filo conduttore per il cammino educativo-religioso del bambino e che, opportunamente ampliata, potrebbe diventare lo spunto per un progetto interdisciplinare e per una festa-recita teatrale di fine anno scolastico.
  • IL NOCCIOLO si tratta un elemento nuovo. Ogni mese, sintetizza il tratto di storia scelto e aiuta ad entrare nel suo ‘cuore’ scelto come tema, ne individua il valore e l’esperienza educativa nascosta in esso.

  • O.A. DI RIFERIMENTO si tratta di una scelta tra gli Obiettivi di Apprendimento della bozza presentata all’ora Ministro Fioroni. Nell’organizzazione degli incontri è opportuno avere presenti anche gli Obiettivi Formativi presentati nello schema.

  • I TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE sono un ‘adattamento’ dei traguardi proposti dalla bozza e che segnalano mensilmente le tappe del cammino educativo in atto.

  • UN TESTIMONE è la presentazione ai bambini di un uomo-donna che hanno saputo trovare il loro posto nella comunità umana e cristiana, oltre ad aver saputo dialogare e collaborare con gli altri per formare comunità accoglienti e piene di vita. Spesso sono anche stati proclamati Santi dalla Chiesa.

Nei percorsi di apprendimento:

  • BIBBIA pagine tratte dalla Bibbia come aiuto all’insegnante per far scoprire ai bambini che cosa dice il testo sacro riguardo alla tematica presa in considerazione. Dovrebbe essere il momento della scoperta della presenza affettuosa e dell’interesse vero di Dio per la vita e la crescita dei bambini. Una Parola che parla alla vita concreta dei bambini, non un extra o supporto didattico.

  • SCHEDA sono concrete attività di lavoro da proporre ai bambini. Sono tratte dalla produzione Elledici-Capitello.

  • RACCONTO si tratta di un ulteriore racconto che sviluppa qualche altro aspetto del tema del mese.

  • GIOCHI DI INTERAZIONE mirati a facilitare la conoscenza reciproca, a formare il gruppo e ad imparare a lavorare insieme. I giochi si prestano anche per facilitare l’integrazione sia di bambini nuovi sia di eventuali alunni stranieri giunti nelle nostre classi.

  • Il CARTELLONE è la novità. Offre alcuni spunti e disegni per rappresentare visivamente la storia raccontata: il percorso che Pezzettino fa per rispondere alla domanda: “Chi sono?”; i personaggi che Pezzettino incontra nel suo viaggio; il puzzle finale di cui Pezzettino si riconosce la tessera mancante.
    L’attività lascia tuttavia l’insegnante libero di organizzare ‘a suo modo’ la ricostruzione del percorso di Pezzettino con i disegni e le tecniche preferite e adeguate all’età degli alunni.

Segnaliamo altre due rubriche

  • UN LIBRO PER PENSARE rivolto all’adulto insegnante-educatore. È la segnalazione di libri/romanzi che abbiamo letto e trovato gradevoli e stimolanti. Ci auguriamo possano diventare dei buoni amici comuni.

  • ABITARE IL MONDO quest’anno non è presente ‘materialmente’, perché rimandiamo alla rivista L’Ora di Religione che affronta il tema dei Diritti dei Fanciulli e dei Bambini nell’anniversario della loro proclamazione.
Il cammino proposto ha come ambiente essenziale la comunità scolastica che, lo ricordiamo, ‘rimanda’ alla comunità famiglia e alla comunità cristiana. Tutti, per ottenere buoni e durevoli risultati, devono lavorare in rete e in sinergia tra loro.

Ci auguriamo che la proposta aiuti gli insegnanti nel loro importante lavoro e li accompagni anche in quello interdisciplinare con i colleghi.

Auguri!
Buon cammino a tutti!


torna su


PIANO DI LAVORO ANNO SCOLASTICO 2009-2010

Programmazione Annuale
a cura di Francesca Sgarrella



Il materiale didattico per la scuola Primaria è curato da Francesca Sgarrella, insegnante.

Alcuni materiali del sito sono disponibili in formato pdf. Per visualizzarli è necessario installare sul proprio computer Adobe Reader (download gratuito)



torna su
 
ContrattoPrivacyCredits
© Istituto Bernardi Semeria - Editrice ELLEDICI P.I. / C.F. 00070920053