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Giochi di interazione

Gennaio 2010

- Il rally delle coperte di lana
- Una poesia tutta per te
- Accanto a me c’è il vuoto

Classi Prime
IL RALLY DELLE COPERTE DI LANA
(K. Vopel)

Obiettivi
Si tratta di un gioco di carattere sportivo che permette ai bambini di scoprire come nascono i problemi di cooperazione, con chi riescono a cooperare e con chi no; quali sono le premesse di una buona cooperazione e quale rapporto ci sia tra cooperazione e comunicazione.
E un gioco vivace che diverte molto i bambini.

Partecipanti
Età minima: 8 anni. Numero dei giocatori: a piacere

Durata
Occorrono circa 45 minuti.

Materiale
Un rotolo di carta adesiva; una vecchia coperta o un vecchio lenzuolo per ciascun bambino.

Spazio
Occorre un ambiente abbastanza grande (min. 60 mq).

Conduzione del gioco
Oggi vi propongo un gioco molto divertente: «Il rally delle coperte di lana», che vi aiuterà a scoprire come collaborate con i vostri compagni. Potrete inoltre mettere alla prova la vostra agilità e velocità.
Disponete le coperte sul pavimento, una accanto all'altra.
Incollerò sul pavimento una striscia di carta adesiva; si tratta della linea di partenza.
Dovete raggiungere il più velocemente possibile la parete di fronte a voi, rimanendo sulla vostra coperta e senza toccare il pavimento con i piedi.
Scegliete pure la tecnica che preferite: potete avanzare rimanendo in piedi sulla coperta, oppure inginocchiandovi o spingendovi avanti con le mani.
Avete capito come funziona il gioco?

Vi prego di rispettare le seguenti regole:
- i piedi debbono rimanere sempre sulla coperta;
- chi tocca il pavimento con un piede deve ripartire dall'inizio;
- vince chi arriva per primo alla parete di fronte e la tocca con la mano.

Si parte: pronti ... attenti ... via!
Chi ha vinto?
Fate un'altra gara: pronti ... attenti ... via!
Chi è arrivato primo, stavolta?

Adesso potete scegliervi un compagno con cui compiere il viaggio. Dovete rimanere entrambi su una coperta; anche stavolta è vietato toccare il pavimento con i piedi. Con chi volete provare?
Mettetevi in posizione di partenza. Pronti ... attenti ... via!
Quale coppia ha vinto?
Commentate con il vostro compagno il modo in cui avete collaborato.
Che cosa c'è stato di positivo? Che cosa di negativo? Come vi siete accordati sul modo di procedere?

Scegliete adesso un nuovo compagno.
Prima di partire, avete cinque minuti di tempo per accordarvi su come avanzare. Durante la corsa però non potete parlare.
Mettetevi in posizione di partenza: pronti ... attenti ... via!
Quale coppia ha raggiunto il traguardo per prima?
Commentate anche con questo compagno la vostra collaborazione. Siete riusciti a intendervi anche senza parlare? Quali differenze avete riscontrato, rispetto alla corsa precedente? (3 min.).

Ora dividetevi in gruppi di tre. Anche questa volta dovete stare tutti su
una sola coperta; nessuno può toccare il pavimento con i piedi.
Preparatevi alla partenza. Pronti ... attenti ... via!
Quale squadra ha tagliato per prima il traguardo?
Commentate la vostra collaborazione. Che cosa è riuscito bene? Che cosa meno bene? Vi siete ostacolati a vicenda?

Ora formate ancora altre squadre di tre bambini. Con quali compagni volete correre questa volta? Avete cinque minuti di tempo per programmare la vostra corsa; durante il viaggio non potrete parlare.
Mettetevi in posizione di partenza. Pronti ... attenti ... via!
Quale squadra ha vinto?
Riflettete insieme: avete collaborato? Siete riusciti ad intendervi anche in silenzio? Che cosa avete trovato di diverso, rispetto alla corsa precedente?

Ora formate squadre di quattro e ripetete la corsa.
Quale squadra ha vinto?
Siamo adesso all'ultima corsa. Potete decidere se correre da soli, in due, in tre o in quattro.
Mettetevi in posizione di partenza: pronti ... attenti ... via!
Chi ha tagliato il traguardo per primo?
Tornate tutti in cerchio per parlare di questa esperienza.

Parliamone insieme
  • Mi è piaciuto questo gioco?
  • Che cosa mi ha divertito di più?
  • Quando ho avuto più successo?
  • Quando ho trovato più difficile correre? Quando più facile?
  • Con quali compagni ho collaborato particolarmente bene?
  • Con quali invece mi è stato difficile collaborare'?
  • Come mi sono trovato durante le corse in cui non si poteva parlare?
  • Che cosa provo quando il mio gruppo non collabora?
  • Nel nostro gruppo, c'è di solito collaborazione?
  • Che cosa ho imparato su di me?
  • A che cosa intendo prestare maggiore attenzione, in futuro?
L'esperienza ci dice
È un gioco eccellente, che permette di sperimentare quali problemi di collaborazione insorgono quando aumenta la grandezza del gruppo. È inoltre un gioco molto divertente che rappresenta un ottimo strumento l per sfruttare in modo costruttivo la competitività e il bisogno di movimento dei bambini.

Tratto da: K. Vopel, Giochi di interazione per bambini e ragazzi. Vol. 4, Editrice Elledici, Rivoli 1996
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Primo biennio
UNA POESIA TUTTA PER TE
(da G. Castillo)

Obiettivi
Anche questo gioco rappresenta un piacevole modo per dare e ottenere feed-back.

Partecipanti
Età minima: 8 anni. Numero dei giocatori: a piacere.

Durata
Occorrono circa 40 minuti.

Materiale
Fogli e pennarelli

Conduzione del gioco
Il gioco che vi propongo oggi vi aiuterà a conoscere meglio un bambino del gruppo.
Sceglietene uno che vi interessa un po'.
Sedetevi vicini e scambiatevi qualche idea.

Ora prendete un foglio e i pennarelli e fate un ritratto del vostro compagno.
Avete 10 minuti di tempo a disposizione.

Quando avrete finito, mostratevi i vostri disegni e commentateli. Avete 5 minuti di tempo.

Ora girate il foglio e scrivete, sul retro del disegno, una breve poesia. Datele come titolo il nome del bambino che avete disegnato.

Sotto il titolo scrivete due parole che lo descrivano.
Poi tre parole su ciò che fa.
Scrivete sotto ancora quattro parole che dicano ciò che voi pensate di lui.
Terminate la poesia scrivendo ancora una volta il suo nome.

La vostra poesia è pronta. Leggetela al compagno.
Ora sedetevi di nuovo tutti in cerchio. Consegnate al compagno il ritratto che gli avete fatto.
Adesso ognuno può leggere la poesia che gli è stata dedicata.

Parliamone insieme
  • Mi è piaciuto questo gioco?
  • Perché ho scelto proprio quel compagno?
  • Sono stato io a scegliere? Oppure sono stato scelto?
  • Che cosa penso della poesia che mi è stata dedicata?
  • Mi ha fatto scoprire qualcosa di nuovo su di me?
  • Anche gli altri bambini mi vedono così?
L'esperienza ci dice ...
In genere questo gioco diverte molto i bambini. I disegni potranno abbellire le pareti dell'aula.

Tratto da: K. Vopel, Giochi di interazione per bambini e ragazzi. Vol. 4, Editrice Elledici, Rivoli 1996
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Secondo biennio
ACCANTO A ME C’È IL VUOTO
(Gioco tradizionale)

Obiettivi
Si tratta di un gioco tradizionale che può essere utilizzato per «riscaldare» il gruppo; infatti permette di prendere contatto in modo sciolto e stimolante, favorendo la capacità di reazione e di attenzione.
Se impiegato in un gruppo di recente formazione, serve anche a imparare i nomi dei partecipanti.

Partecipanti
Età minima: 8 anni.
Numero dei giocatori: a piacere.

Durata
Per questo gioco occorrono dai 5 ai 10 minuti.

Disposizione
I bambini sono seduti sulle sedie disposte in cerchio. Accanto all'animatore
c'è una sedia vuota.

Conduzione del gioco
Vi propongo un gioco che vi insegnerà ad ascoltarvi l'un l'altro e a eseguire con sveltezza i comandi di un compagno. Comincerò io, dicendo: «Accanto a me c'è un posto vuoto, vi vorrei ... Cristina...».
Appena avrò pronunciato questa frase, Cristina verrà a sedersi accanto a me il più velocemente possibile.
Ora un'altra sedia è rimasta vuota, quella di Cristina. Il compagno che si trova a sinistra della sedia libera pronuncerà la mia stessa frase: «Accanto a me c'è un posto vuoto, ci vorrei ... », e chiama il compagno che vorrebbe accanto, ad esempio Ugo. Ognuno pensi a chi vorrebbe avere accanto a sé. Intanto Ugo correrà il più velocemente possibile verso la sedia vuota.
Adesso è un altro bambino ad avere una sedia vuota alla sua destra: tocca a lui nominare il compagno che desidererebbe avere accanto.
Dovete dunque stare ben attenti a due cose: se qualcuno pronunzia il vostro nome e se si libera il posto alla vostra destra. Soltanto il bambino seduto a sinistra della sedia vuota può chiamare accanto a sé un compagno. Avete capito come funziona il gioco?
Allora, comincio io.

Interrompete il gioco non appena l'interesse dei bambini accenna a diminuire.

Parliamone insieme
  • Sono stato invitato da qualcuno? Da chi?
  • C'è qualcuno che non è stato mai invitato?
  • C'è qualcuno che ha ricevuto molti inviti?
  • Come mi sento se non sono stato mai invitato? Che cosa provo, invece, se sono stato chiamato spesso?
  • Che cosa mi ha divertito di più?
  • Conosco i nomi di tutti i miei compagni?
  • Di quali non conosco ancora il nome?
  • Ci sono bambini che hanno lo stesso nome?
  • Che cosa è successo quando è stato chiamato questo nome?
  • Come mi sento adesso?
L'esperienza ci dice.. .
Questo divertente gioco di movimento è particolarmente adatto, all'inizio di un percorso didattico, a richiamare l'attenzione dei fanciulli sul gruppo e sui singoli partecipanti. Giocando, essi stabiliscono un primo contatto e familiarizzano tra loro.
Sono possibili alcune varianti: si può ad esempio stabilire che ogni bambino chiami un compagno soltanto una volta e che, la volta successiva, scelga un altro compagno, oppure che si possa chiamare soltanto chi non è ancora stato chiamato, ecc.

Tratto da: K. Vopel, Giochi di interazione per bambini e ragazzi. Vol. 1, Editrice Elledici, Rivoli 1996





Il materiale didattico per la scuola Primaria è curato da Francesca Sgarrella, insegnante.

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