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Giochi di interazione
Febbraio 2010
Classi Prime
BUGIE VERITĀ (K. Vopel)
Obiettivo
In questo gioco animatori e partecipanti possono ascoltare tante storie interessanti.
Partecipanti
Poiché ogni partecipante vorrebbe raccontare le proprie storie la dimensione del gruppo dovrebbe essere adatta a questo gioco. quindi non superare i dieci-dodici partecipanti.
Tempo
Circa 60 minuti
Conduzione del gioco
- Voi stessi potete dare inizio al gioco raccontando al gruppo tre brevi storie tratte dalla vostra vita. Due di esse devono essere vere e una inventata. Il gruppo prova a scoprire quale delle storie è stata inventata.
- Se scegliete la versione breve di questo gioco, le storie verranno analizzate solo brevemente. I partecipanti concordano quali storie ritengono vere. I n seguito il narratore comunica quale stona è stata inventata. Poi è la volta di un altro partecipante.
- Se scegliete la versione Lunga il gruppo ha più tempo di porre domande al narratore. Ognuno può raccogliere informazioni per fondare il suo giudizio. Spesso i partecipanti apprezzano molto questa opportunità di poter andare al fondo della verità. Nella versione lunga la fase delle domande e dei commenti dovrebbe richiedere dai cinque ai dieci minuti. I n seguito ci si può nuovamente accordare e il narratore rivela il suo segreto.
- Tenete conto che durante il gioco può nascere l'esigenza di entrare nei dettagli delle storie. A volte i partecipanti sono così stupiti da voler semplicemente parlare delle proprie reazioni o da voler capire meglio il narratore. È molto difficile, e di regola anche controproducente, interrompere questo processo. Dando spazio a questo interesse naturale renderete la riunione vivace ma il vostro programma dovrà essere modificato.
L’esperienza ci dice…
Se non volete essere voi a dare inizio al gioco è buona regola concedere ai partecipanti cinque minuti per poter scegliere dalla loro memoria le storie da raccontare e da inventare.
A proposito: la maggior parte dei partecipanti tende a raccontare per prime le storie vere. In ogni caso è tempo ben investito. Il gruppo fa un grande passo avanti nell'uniformarsi.
Tratto da: Klaus Vopel, Giochi per crescere in gruppo, Editrice Elledici, Rivoli 2007
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Primo biennio
TI AUGURO UNA VITA LUNGA E FELICE - COLLERA (D. Malamud)
Obiettivi
Si tratta di un simpatico rituale che permette ai bambini di esprimere la loro collera in modo relativamente innocuo e di accettare le critiche senza trincerarsi dietro scuse o inutili difese.
Partecipanti
Età minima: 8 anni, purché abbiano già sperimentato alcuni dei giochi proposti in questo capitolo. Numero dei giocatori: a piacere.
Durata
Occorrono tra i 10 e i 20 minuti.
Conduzione del gioco
Vorrei provare con voi un gioco in cui potete dare sfogo alla vostra collera verso un compagno che vi ha fatto inquietare.
Si gioca così: chi si sente pronto, inizia con questa formula:
Ti auguro una vita lunga e felice
Poi dice al compagno che cosa di lui lo disturba, che cosa lo ha fatto arrabbiare.
Così Claudio potrà dire a Stefano: Stefano, ti auguro una vita lunga e felice. E mi arrabbio quando mi spintoni, mentre giochiamo in cortile». Adesso tocca a Stefano rispondergli, e la risposta sarà sempre la stessa. Eccola: Ti ringrazio per quello che mi hai detto.
E io non sono al mondo per essere come tu mi vuoi.
Poiché è la prima volta che giochiamo a questo gioco, scriverò su un cartellone queste due formule fisse. Avete capito come funziona?
Propongo di fare un giro. Comincerò io stesso, poi il mio vicino di destra e così via. Quando ciascuno avrà avuto l'opportunità di esprimere la sua rabbia, coloro che avranno ancora alcune critiche sulla punta della lingua potranno ricominciare il giro.
Parliamone insieme
- Mi è piaciuto questo gioco?
- Sono riuscito con facilità a esprimere la mia collera?
- Sono stato interpellato?
- In caso negativo, mi sono sentito trascurato?
- Che cosa ho provato quando qualcuno ha detto di essere in collera con
- C'è stato qualcosa che mi ha sorpreso?
- Intendo tener conto, per il futuro, di qualche critica che mi è stata rivolta?
- Vorrei rispondere alle critiche? Come?
- Nel nostro gruppo è facile esprimere la collera?
- Mi piace la risposta che le persone criticate erano tenute a dare?
- Come mi sento adesso?
L'esperienza ci dice ...
Questo gioco rappresenta un eccellente strumento per scaricare una collera di vecchia data. Andrebbe ripetuto a intervalli regolari, in modo che proprio tutti abbiano la possibilità di esprimere Liberamente la propria rabbia.
Discutete coi bambini soprattutto la formula di risposta: nessuno deve modificare il suo comportamento soltanto perché suscita la collera di un altro. Ho anche il diritto di far arrabbiare gli altri.
Dopo il primo giro continuate a giocare finché il confronto procede con scioltezza; non protraetelo, però, troppo a lungo.
Invitate i partecipanti a esprimere eventuali commenti e correzioni soltanto al termine del gioco.
Tratto da: K. Vopel, Giochi di interazione per bambini e ragazzi, Editrice Elledici, Rivoli 1996
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Secondo biennio
TERRIBILE
(tradizione encounter)
Obiettivi
La fiducia e l'apertura, all'interno di un gruppo, sono spesso ostacolate dalle aspettative negative nutrite dagli stessi membri. In questo gioco, i ragazzi hanno la possibilità di comunicarsi queste attese catastrofiche, per sentirsi, poi, un po' più rassicurati.
Partecipanti
Età minima: 10 anni.
Durata
Occorrono circa 20 minuti.
Materiale
Carta e penna.
Conduzione del gioco
Vorrei proporvi di giocare a «Terribile». Pensate alla cosa più terribile che potrebbe accadervi in questo gruppo. Qual è l'evento più sgradevole che riuscite a immaginare?
Prendete un foglio e scrivete: La cosa più terribile che mi potrebbe accadere qui è
e poi descrivete la situazione, le persone coinvolte, il fatto stesso e la vostra reazione. Come vi sentireste, che cosa fareste se si verificasse quest'evento?
Non scrivete il vostro nome sul foglio.
Avete quindici minuti di tempo.
Ora consegnatemi i fogli. Li leggerò subito a voce alta. Dopo ogni storia potremo commentare le paure del ragazzo che l'ha scritta e provare a immaginare che tipo è, quali sono i suoi punti deboli, ecc. Dopo cercheremo d'indovinarne il nome.
Parliamone insieme
- Mi è piaciuto questo gioco?
- Che cosa ho imparato?
- Cosa provavo mentre l'animatore leggeva la mia stona?
- Come mi sento adesso?
- I miei compagni mi hanno riconosciuto?
- Ci sono altri ragazzi che hanno fantasie paurose come le mie?
- Come posso superarle?
- Quali possibilità ci sono che esse si avverino?
L'esperienza ci dice...
Questo gioco presuppone che i ragazzi abbiano già esperimentato diversi giochi interattivi e che nel gruppo regni già un buon clima di fiducia.
Fate in modo che le fantasie di ciascun ragazzo siano sempre messe a confronto con le effettive reazioni e intenzioni degli altri membri del gruppo.
Comunicate al gruppo un vostro timore riguardo al futuro.
Tratto da: K. Vopel, Giochi di interazione per bambini e ragazzi, Editrice Elledici, Rivoli 1996
Il materiale didattico per la scuola Primaria è curato da Francesca Sgarrella, insegnante.
Alcuni materiali del sito sono disponibili in formato pdf. Per visualizzarli è necessario installare sul proprio computer Adobe Reader (download gratuito)
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