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Giochi di interazione
Marzo 2010
Classi Prime
CHI SEI TU? (gioco tradizionale)
Obiettivi
Questo esperimento aiuta a prestare maggior attenzione alle caratteristiche fisiche altrui. Inoltre esercita la percezione tattile.
Partecipanti
Età minima: 8 anni. Numero dei giocatori: a piacere
Durata
15 minuti circa.
Materiale
Occorre un fazzoletto per bendare gli occhi del giocatore al centro del cerchio.
Conduzione del gioco
Vorrei proporvi un gioco che si chiama «Chi sei tu?». Uno di voi farà la parte del cieco: gli benderemo gli occhi e lo condurremo in mezzo alla stanza. Tutti gli altri formeranno un cerchio intorno a lui, si daranno la mano e cominceranno a correre.
Non appena il cieco grida STOP, tutti si fermano all'istante. Da questo momento soltanto il cieco potrà parlare. Egli si avvicinerà a un giocatore per cercare di scoprire la sua identità. Il cieco può toccare il bambino sconosciuto, annusarlo e parlargli. Se il cieco gli domanda: «Chi sei?» il bambino potrà rispondere solo con un piccolo suono. Se il cieco penserà di aver indovinato, potrà arrischiarsi a dire: «Io credo che tu sia...».
Se però ha qualche dubbio, può andare da un altro bambino per tentare di nuovo la fortuna.
Se il cieco indovina, allora è libero, e il suo posto è preso dal bambino che è stato riconosciuto.
Se però il cieco dice il nome sbagliato, dovrà ricominciare da capo.
Se sbaglia due volte di seguito, il suo posto sarà preso da un volontario.
Avete capito come funziona il gioco?
Mi raccomando, dopo aver danzato intorno al cieco, smettete subito di parlare.
Chi vuole iniziare il gioco?
Parliamone insieme
- Che cosa mi ha divertito?
- C'è stato qualcosa che mi ha irritato?
- Come hanno fatto i ciechi a riconoscere i compagni?
- Si sono serviti delle mani? Come?
- Ai ciechi è piaciuto toccare i compagni?
- Cosa provavano i bambini che venivano toccati?
- Quali bambini riesco a riconoscere anche a occhi chiusi?
- A che cosa presto particolare attenzione, quando guardo le persone?
- Quali particolari del volto e del corpo riesco a memorizzare meglio?
L'esperienza ci dice...
È un gioco divertente, che crea un buon clima di fiducia nel gruppo. Variante n. 1 (età minima 10 anni): «Chiudete gli occhi e verificate quale bambino del gruppo riuscite a vedere col vostro occhio interiore. Cercate di distinguere quali parti della sua persona vedete distintamente e quali meno chiaramente…» (1 min.) Ogni bambino racconta la sua esperienza. Variante n. 2: Un volontario va al centro del gruppo. I compagni lo osservano e dicono quale particolare della sua persona trovano più caratteristico.
Tratto da: K. Vopel, Giochi di interazione per bambini e ragazzi, Editrice Elledici, Rivoli 1996
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Primo biennio
ASCOLTARE CON GLI OCCHI (K. Vopel)
Obiettivi
Con questo gioco i bambini si esercitano a cogliere importanti segnali del linguaggio del corpo e a decifrarli correttamente.
Partecipanti
Età minima: 5 anni.
Numero dei giocatori: a piacere.
Durata
Occorrono circa 30 minuti.
Conduzione del gioco
Vorrei insegnarvi un nuovo linguaggio, che voi già conoscete, ma a cui I spesso non fate attenzione. È il linguaggio del corpo.
Ecco di che cosa si tratta. Vi darò alcune informazioni senza usare le parole. Sono curioso di vedere se scoprite che cosa vi sto comunicando con il linguaggio del corpo.
Se ad esempio scuoto la testa, uso una parola di questo linguaggio: la parola NO. Se mi volete capire, quindi, dovete osservarmi attentamente.
Iniziate col mostrare un'espressione di stanchezza, stringetevi magari la testa tra le mani e chiudete gli occhi. Domandate ai bambini che cosa hanno visto. Invitateli ad esprimerlo, in prima persona, dicendo ad esempio: «Sono stanco. sono sfinito», ecc.
Poiché il linguaggio del corpo è polivalente, emergeranno diverse interpretazioni.
Commentatele brevemente e poi spiegate con esattezza che cosa intendevate comunicare. Fate notare che ogni osservatore può dare un'interpretazione diversa di ciò che vede. L'osservazione, infatti, è soggettiva.
Ora mostrate un'espressione di spavento, come se steste assistendo a un incidente automobilistico.
Fate poi una faccia lieta. Sorridete, immaginando di aver vinto alla lotteria.
Potete inviare tutti i segnali che volete, tenendo naturalmente d'occhio le reazioni dei bambini.
Infine invitateli a esprimersi, a loro volta, nel linguaggio del corpo.
Adesso vorrei che foste voi a parlare, proprio come ho appena fatto io.
Per prima cosa, ditemi senza parlare: «Sono…molto arrabbiato!».
…sono nervoso. .. …ho paura ... …sono stanco ... …so no superiore a voi ...
... mi annoio ...
... ho sete. ..
... ho fame ... …sto sudando. .. …ho freddo
E adesso mostrate come vi sentite in questo momento, qual è il vostro stato d'animo.
Lasciate, per ciascun compito, circa 10 secondi di tempo a disposizione.
Fate attenzione che non si parli.
Parliamone insieme
- Che cosa mi ha divertito?
- Qualche volta sono stato poco attento?
- So indicare alcune importanti differenze tra il linguaggio del corpo e quello verbale?
- Nel nostro gruppo, vengono inviati segnali che mi colpiscono in modo particolare?
- Alcuni bambini del nostro gruppo inviano segnali che faccio difficoltà a capire?
- Mi sono trovato in situazioni in cui qualcuno inviava contemporaneamente due messaggi diversi, uno a parale e l'altro con il linguaggio del corpo? (Come quando qualcuno dice: «Sono arrabbiato con te» e allo stesso tempo sorride).
L'esperienza ci dice…
Questo gioco è straordinariamente utile. Se però resta un esperimento isolato, perde gran parte della sua validità. E molto importante, infatti, richiamare costantemente l'attenzione dei bambini sui vari aspetti del linguaggio del corpo, aiutandoli a includerlo tra i modi usuali di comunicazione.
Tratto da: K. Vopel, Giochi di interazione per bambini e ragazzi, Editrice Elledici, Rivoli 1996
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Secondo biennio
OPERA D'ARTE
(da R. e I. Hawley)
Obiettivi
Anche in questo gioco i ragazzi si esercitano a collaborare nell'ambito di un piccolo gruppo. La struttura del gioco distingue chiaramente una fase di programmazione e una di realizzazione.
Partecipanti
Età minima: 10 anni.
Numero dei giocatori: a piacere
Durata
Occorrono circa 60 minuti.
Materiale
Servono sei riviste per ogni gruppetto, tre fogli di carta da pacchi (180 g) grandi quanto un poster, un rotolo di nastro adesivo, uii paio di forbici.
Conduzione del gioco
Oggi vorrei giocare con voi a un gioco che si chiama: *Opera d'arte». Imparerete a collaborare con i vostri compagni e potrete, nel contempo, impiegare la vostra fantasia ed esprimere le vostre doti artistiche. Con quali compagni volete formare un piccolo gruppo?
Formate gruppetti da sei.
Il vostro compito è quello di ideare, progettare e realizzare un'opera d'arte. Ogni gruppo avrà a disposizione sei riviste, tre grandi fogli di carta da pacchi, un paio di forbici e un rotolo di nastro adesivo. Sta a voi decidere che cosa fare con questo materiale. Può essere qualcosa di piatto, come un quadro, ma può anche essere qualcosa di plastico, come una colonna.
L'importante è che il vostro lavoro vi soddisfi.
Queste sono le regole del gioco:
- avete 10 minuti di tempo per programmare il vostro lavoro; in questa fase deciderete ciò che volete fare, tenendo presente quale materiale avete a disposizione;
- poi inizierà la fase di realizzazione, che durerà 20 minuti esatti; in questo periodo dovrete completare la vostra opera d'arte;
- potete utilizzare solo il materiale che vi ho fornito.
Avete capito bene?
Ogni gruppo si disporrà in un angolo della stanza. Potete distribuire i bambini anche in vari ambienti.
Sedetevi in piccoli cerchi.
Collocherò in mezzo a ogni cerchio il materiale a disposizione.
Quando avete terminato il vostro lavoro, osservate ciò che avete prodotto.
Vi piace ciò che avete fatto?
Vorrei che ciascun gruppo parlasse del clima di collaborazione che si è reato.
Come vi siete accordati? Avete ascoltato le proposte di tutti?
Avete contribuito tutti allo svolgimento del lavoro?
Siete soddisfatti della vostra opera d'arte? Qualcuno vi ha guidato? Ripetereste questa esperienza?
Interrompete la discussione e tornate in cerchio.
Parliamone insieme
- Mi è piaciuto questo gioco?
- Mi piacciono le opere d'arte dei vari gruppi?
- Qual era il nostro scopo?
- Che cosa volevamo realizzare?
- Che cosa ha reso facile la collaborazione nel mio gruppo?
- Che cosa l'ha resa difficile?
- Siamo stati bravi a programmare?
- Sono nati conflitti? Come li abbiamo risolti?
- Che cosa avrei potuto fare meglio?
- Che cosa farei diversamente, un'altra volta?
L'esperienza ci dice ...
Questo gioco diverte quasi tutti i ragazzi. I tempi di programmazione e di realizzazione possono essere modificati, a parere dell'animatore. Occorre in ogni caso che ci sia tempo sufficiente per un'accurata verifica finale. Variante: con i ragazzi più grandicelli, si può chiedere a un componente del gruppo di assumersi il ruolo dell'osservatore e di comunicare poi le sue osservazioni durante la verifica.
Tratto da: K. Vopel, Giochi di interazione per bambini e ragazzi, Editrice Elledici, Rivoli 1996
Il materiale didattico per la scuola Primaria è curato da Francesca Sgarrella, insegnante.
Alcuni materiali del sito sono disponibili in formato pdf. Per visualizzarli è necessario installare sul proprio computer Adobe Reader (download gratuito)
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