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CEC DON BOSCO Scuola Materiale didattico Scuola Primaria Bibbia Marzo 2010

Scuola Primaria
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Bibbia

Marzo 2010

- Era perduto e ora l’ho ritrovato
- Tu resti al mio fianco
- Alzati e va’ in città…!

Classi Prime
ERA PERDUTO E ORA L’HO RITROVATO
Luca 15,11-32

Un Padre che ama suo figlio nonostante tutto.  Un padre che non fa scontare al figlio gli sbagli commessi, ma lo aiuta a riconoscere i suoi sbagli (non tutto uguale, esiste il bene e il male) per riuscire a cambiare la vita. 
Il padre lo vide e, commosso, gli corse incontro. Lo abbracciò e lo baciò…
Così è il nostro Dio! Un Padre che non ci abbandona mai, ci ama sempre. Un Padre che aiuta a riconoscere gli sbagli senza rinfacciare, ma ‘portandoci’ a cambiare in meglio. Un Padre che non vuole che ‘sprechiamo’ la vita. Un Padre che sei sempre sicuro di trovare ad aspettarti.
Aiutiamo i bambini a riflettere sul comportamento del Padre prima di riflettere su ciò che ha fatto il figlio. 
Su un cartellone scriviamo le diverse azioni che compie il padre.
Domandiamo: è un modo ‘giusto’ di educare? Non è troppo buono?  Tu come faresti?


Gesù raccontò anche questa parabola: Un uomo aveva due figli. Il più giovane disse a suo padre: "Padre, dammi la mia parte d'eredità".
Allora il padre divise il patrimonio tra i due figli.
Pochi giorni dopo, il figlio più giovane vendette tutti i suoi beni e con i soldi ricavati se ne andò in un paese lontano. Là, si abbandonò a una vita disordinata e così spese tutti i suoi soldi. Ci fu poi in quella regione una grande carestia, e quel giovane non avendo più nulla si trovò in grave difficoltà. Andò da uno degli abitanti di quel paese e si mise alle sue dipendenze. Costui lo mandò nei campi a fare il guardiano dei maiali. Era talmente affamato che avrebbe voluto sfamarsi con le ghiande che si davano ai maiali, ma nessuno gliene dava.
Allora si mise a riflettere sulla sua condizione e disse: "Tutti i dipendenti di mio padre hanno cibo in abbondanza. Io, invece, sto qui a morire di fame. Ritornerò da mio padre e gli dirò: Padre ho peccato contro Dio e contro di te. Non sono più degno di essere considerato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi dipendenti". Si mise subito in cammino e ritornò da suo padre.
Era ancora lontano dalla casa paterna, quando suo padre lo vide e, commosso, gli corse incontro. Lo abbracciò e lo baciò.  Ma il figlio gli disse: "Padre, ho peccato contro Dio e contro di te. Non sono più degno di essere considerato tuo figlio".
Ma il padre ordinò subito ai suoi servi: "Presto, andate a prendere il vestito più bello e fateglielo indossare. Mettetegli l'anello al dito e dategli un paio di sandali. Poi prendete il vitello, quello che abbiamo ingrassato, e ammazzatelo. Dobbiamo festeggiare con un banchetto il suo ritorno, perché questo mio figlio era per me come morto e ora è tornato in vita, era perduto e ora l'ho ritrovato". E cominciarono a far festa.
Il figlio maggiore, intanto, si trovava nei campi. Al suo ritorno, quando fu vicino alla casa, sentì un suono di musiche e di danze. Chiamò uno dei servi e gli domandò che cosa stava succedendo. Il servo gli rispose: "È ritornato tuo fratello, e tuo padre ha fatto ammazzare il vitello, quello che abbiamo ingrassato, perché ha potuto riavere suo figlio sano e salvo".
Allora il fratello maggiore si sentì offeso e non voleva neppure entrare in casa. Suo padre usci e cercò di convincerlo a entrare. Ma il figlio maggiore gli disse: "Da tanti anni io lavoro con te e non ho mai disubbidito a un tuo comando. Eppure tu non mi hai dato neppure un capretto per far festa con i miei amici. Adesso, invece, torna a casa questo tuo figlio che ha sprecato i tuoi beni con le prostitute, e per lui tu fai ammazzare il vitello grasso.
Il padre gli rispose: "Figlio mio, tu stai sempre con me e tutto ciò che è mio è anche tuo. Non potevo non essere contento e non far festa, perché questo tuo fratello era per me come morto e ora è tornato in vita, era perduto e ora l'ho ritrovato".
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Primo biennio
TU RESTI AL MIO FIANCO
Salmo 23

Essere ottimisti e non scoraggiarsi nell’avventura della scoperta di se stessi è possibile se abbiamo qualcuno che si fida di noi e ci guida.
Per il credente il Signore è la sua guida sicura. Il salmo 23, per farci capire questo messaggio, utilizza l’immagina della relazione tra le pecore e il pastore. Il pastore ama e protegge la sue pecore e le pecore sono sicure, non hanno paura, si sentono protette e aiutate a crescere bene.
Gesù dirà: "Io sono il buon pastore. Il buon pastore è pronto a dare la vita per le sue pecore. Chi fa il guardiano solo per mestiere, quando vede venire il lupo, lascia le pecore e scappa, perché le pecore non sono sue. Così il lupo le rapisce e le disperde. Questo accade perché il guardiano non è pastore: lavora solo per denaro e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore: io conosco le mie pecore ed esse conoscono me, come il Padre mi conosce e io conosco il Padre. E per queste pecore io do la vita.
Chiediamo ai bambini se hanno almeno una volta fatto l’esperienza di sentirsi sicuri perché qualcuno era con loro. 
Fate raccontare e mettete in evidenza gli elementi che caratterizzano queste esperienze.


Il Signore è il mio pastore
e nulla mi manca.
Su prati d'erba fresca
mi fa riposare;
mi conduce ad acque tranquille,
mi ridona vigore;
mi guida sul giusto sentiero:
il Signore è fedele!

Anche se andassi per la valle più buia,
di nulla avrei paura,
perché tu resti al mio fianco,
il tuo bastone mi dà sicurezza.

Per me tu prepari un banchetto
sotto gli occhi dei miei nemici.
Con olio mi profumi il capo,
mi riempi il calice fino all'orlo.
La tua bontà e il tuo amore mi seguiranno
per tutta la mia vita;
starò nella casa del Signore
per tutti i miei giorni.
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Secondo biennio
ALZATI E VA’ IN CITTÀ…!
Atti  9, 1-19

L’episodio che proponiamo parla del momento in san Paolo diventa cristiano.  Questo incontro faticoso lo aiuterà a capire meglio chi è e che cosa deve fare nella sua vita. L’incontro con Gesù è per Paolo il cambio della sua vita. Dopo questo fatto inizierà a parlare a tutti di Gesù. 
Io sono Gesù che tu perseguiti! Ma su, alzati, e va' in città: là qualcuno ti dirà quello che devi fare”.
Crescere comporta anche momenti duri e faticosi. Ma ogni incontro vero con l’altro aiuta a crescere e a scoprire qualche cosa di più di se stessi.  Tuttavia è sempre necessario qualcuno che ci accompagni come ha fatto Anania per Paolo.  Nessuno vive o cresce da solo!
Domandiamo ai bambini se avevano già sentito parlare di san Paolo.  
Chiediamo loro che cosa pensano di questo episodio: che cosa ha capito e fatto Paolo dopo essere caduto da cavallo?
Ti sono mai capitati momenti un po’ duri che però ti hanno fatto capire meglio che cosa dovevi fare? Chi ti ha guidato in quei momenti?


Saulo intanto continuava a minacciare i discepoli del Signore e faceva di tutto per farli morire. Si presentò al sommo sacerdote, e gli domandò una lettera di presentazione per le sinagoghe di Damasco. Intendeva arrestare, qualora ne avesse trovati, uomini e donne, seguaci della nuova fede, e condurli a Gerusalemme. Cammin facendo, mentre stava avvicinandosi a Damasco, all'improvviso una luce dal cielo lo avvolse.
Allora cadde a terra e udì una voce che gli diceva: “Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?”.
E Saulo rispose: “Chi sei, Signore?”.
E quello disse: “Io sono Gesù che tu perseguiti! Ma su, àlzati, e va' in città: là qualcuno ti dirà quello che devi fare”.
I compagni di viaggio di Saulo si fermarono senza parola: la voce essi l'avevano sentita, ma non avevano visto nessuno. Poi Saulo si alzò da terra. Aprì gli occhi ma non ci vedeva. I suoi compagni allora lo presero per mano e lo condussero in città, a Damasco. Là passò tre giorni senza vedere. Durante quel tempo non mangiò né bevve.
A Damasco viveva un cristiano che si chiamava Ananìa. Il Signore in una visione lo chiamò: “Ananìa!”. Ed egli rispose: “Eccomi, Signore!”.
Allora il Signore gli disse: “Àlzati e va' nella via che è chiamata Diritta. Entra nella casa di Giuda e cerca un uomo di Tarso chiamato Saulo. Egli sta pregando e ha visto in visione un uomo, di nome Ananìa, venirgli incontro e mettergli le mani sugli occhi perché ricuperi la vista”. Anania rispose: “Signore, ho sentito molti parlare di quest'uomo e so quanto male ha fatto ai tuoi fedeli in Gerusalemme. So anche che ha ottenuto dai capi dei sacerdoti l'autorizzazione di arrestare tutti quelli che invocano il tuo nome”.
Ma il Signore disse: “Va', perché io ho scelto quest'uomo. Egli sarà utile per farmi conoscere agli stranieri, ai re e ai figli d'Israele. Io stesso gli mostrerò quanto dovrà soffrire per me.
Allora Ananìa partì, entrò nella casa e pose le mani su di lui, dicendo: "Saulo, fratello mio! È il Signore che mi manda da te: quel Gesù che ti è apparso sulla strada che stavi percorrendo. Egli mi manda, perché tu ricuperi la vista e riceva lo Spirito Santo".
Subito dagli occhi di Saulo caddero come delle scaglie, ed egli ricuperò la vista.
Si alzò e fu battezzato.  Poi mangiò e riprese forza.





Il materiale didattico per la scuola Primaria è curato da Francesca Sgarrella, insegnante.

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