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Abitare il mondo
Settembre 2008
Il triangolo giallo
“Prima vennero…”
Una poesia per riflettere insieme sul pericolo della ‘violenza della tranquillità’. Non possiamo lasciar perdere le ingiustizie che si compiono ai danni di qualsiasi persona. Tutti sono ‘figli di Dio’ degni del nostro interessamento e rispetto.
Emil Gustav Friedrich Martin Niemöller (Lippstadt, 14 gennaio 1892 – Wiesbaden, 6 marzo 1984) è stato un teologo e pastore luterano tedesco, oppositore del Nazismo.
Venne arrestato nel 1937 dalla Gestapo su diretto ordine di Hitler, infuriato per un suo sermone. Rimase per otto anni prigioniero in vari campi di concentramento nazisti, tra i quali Dachau, finché venne liberato. È famoso per la poesia dal titolo Prima vennero… (1945) a lui attribuita (anche se spesso viene erroneamente attribuita a Bertold Brecht), sul pericolo dell'apatia e della “violenza della tranquillità” di fronte ai primi passi dei regimi totalitari (Nazismo). La poesia è ampiamente citata, tuttavia la sua origine è incerta e le parole precise rimangono controverse.
La poesia ha influenzato la canzone "Yellow Triangle" ("Triangolo Giallo") del cantante di musica folk Christy Moore.
Nei campi di concentramento, i prigionieri erano costretti a portare dei triangoli di stoffa colorata a seconda della categoria cui appartenevano (vedi allegato). Si notino i colori: gli ebrei portavano un triangolo giallo sormontato dalla stella di David. Gli internati politici (comunisti e sindacalisti) portavano un triangolo rosso, gli omosessuali un triangolo rosa e i testimoni di Geova un triangolo porpora. I triangoli verdi erano riservati ai “delinquenti comuni”, quelli neri ai cosiddetti “asociali”, quelli marroni agli zingari, quelli bianchi a chi aveva scioperato dal lavoro e, infine, quelli blu ai prigionieri di guerra dei paesi occupati.
Riportiamo due versioni
1. La versione riportata dalla rivista Time il 28 agosto 1989, commemorando il 50mo anniversario dell'inizio della Seconda Guerra Mondiale.
Originale |
Traduzione |
First they came for the Communists, and I didn’t speak up,
because I wasn’t a Communist.
Then they came for the Jews,
and I didn’t speak up,
because I wasn’t a Jew.
Then they came for the Catholics,
and I didn’t speak up,
because I was a Protestant.
Then they came for me,
and by that time there was no one left, to speak up for me. |
Prima vennero per i comunisti, e non alzai la voce, perché non ero un comunista.
Quindi vennero per gli Ebrei,
e non alzai la voce,
perché non ero un Ebreo.
Quindi vennero per i cattolici,
e non alzai la voce,
perché ero un protestante.
Quindi vennero per me,
e a quel punto non vi era rimasto più nessuno che potesse alzare la voce per me. |
2. Una versione molto diffusa
Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me e non c'era rimasto nessuno a protestare.
Proposta di attività
- Leggiamo in classe (specialmente in 3-4-5) la poesia.
- Andiamo alla ricerca del messaggio dialogando con i bambini.
- Domandiamo: questa poesia ci insegna qualche cosa per la nostra vita di classe?
- Realizziamo un cartellone, da appendere in classe, con la poesia e disegni dei bambini.
Il materiale didattico per la scuola Primaria è curato da Francesca Sgarrella, insegnante.
Alcuni materiali del sito sono disponibili in formato pdf. Per visualizzarli è necessario installare sul proprio computer Adobe Reader (download gratuito)
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