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Scegliere l'IRC
Il parere del prof. Francesco Perez
È sempre più frequente, se l'Irc è collocato alla prima o all'ultima ora, la richiesta degli studenti di poter modificare la scelta per «potere uscire da scuola», accorciando così il proprio orario. Il più delle volte l'autorità scolastica acconsente e i genitori non si oppongono. Così pure se l'Irc è collocato, in orario, al centro della mattinata scolastica, tra le diverse discipline, qualche studente chiede di «rimanere in classe» e altri, pochissimi per la verità, di frequentare regolarmente con tanto di valutazione finale (in poche parole una nuova scelta). È importante ribadire, ancora una volta, che tutto questo non è possibile.
Sulla «ri-scelta» all'inizio dell'anno scolastico, la normativa è chiarissima: essa è «operata su richiesta dell'autorità scolastica all'atto dell'iscrizione» e «non deve determinare alcuna forma di discriminazione, neppure in relazione ai criteri per la formazione delle classi, alla durata dell'orario scolastico giornaliero o alla collocazione di detto insegnamento nel quadro orario delle lezioni» (cfr. Dpr 16-12-1985, n.751 / Dpr 23-6-1990, n. 202 - Intesa MPI e CEI - modalità di organizzazione dell'insegnamento della religione cattolica).
Quindi non solo non è possibile «rivedere» la scelta, ma non si possono costituire classi con tutti studenti «non avvalentesi». Inoltre l'Irc non deve essere collocato «preferibilmente» alla prima e all'ultima ora per problemi organizzativi, ma come afferma la Sentenza della Corte costituzionale n.13 dell' 11-14 gennaio 1991 è confermata la piena legittimità della «collocazione dell'insegnamento nell'ordinario orario delle lezioni», con la conseguenza «che nella formazione del quadro-orario l'insegnamento stesso sia collocato anche in ore intercalari, così come è per le altre discipline scolastiche, in relazione a criteri di buon andamento della scuola che implicano l'ottimale distribuzione delle diverse discipline sotto il profilo didattico e la migliore utilizzazione del personale docente» (cfr.CM 18-1-1991, n.9). In conclusione, a parte possibili «errori» (errare è umano) e certe situazioni che possono essere risolte usando il buon senso (specialmente con studenti e genitori stranieri che non hanno chiara la normativa), non sono più immaginabili «esodi di massa», conseguenti ad una rivisitazione della scelta Irc, degli studenti nei primi giorni di scuola.
Francesco Perez
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