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SCUOLA Materiale didattico Scuola dell'Infanzia Racconti Ottobre 2008

Scuola dell'Infanzia
Ottobre
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Racconti

Ottobre 2008

La quercia e la rosa

In un giardino vivevano, in mezzo ad altri alberi, cespugli, fiori e profumate aiuole, una quercia e una rosa. La quercia era un albero maestoso e i suoi grandi rami sembravano una corona che si allargava sulle piccole piante del giardino.
La rosa era un rametto con poche foglie verdi e molte spine appuntite e nere. Aveva l’aria un po’ malaticcia e fragile e sembrava sempre sul punto di appassire.
La quercia prosperosa si divertiva ad umiliarla: “sei solo un piccolo rametto spinoso”.
Quando soffiava il vento, il grande albero aveva imparato a far vibrare le sue innumerevoli foglie per fare una musica bellissima e cantillare delle stupende canzoni.
Tutto questo faceva diventare la quercia sempre più arrogante e antipatica: “Io sono un orchestra” urlava. “Riempio il cielo di bellissima musica. Non come questo piccolo rametto spinoso che non sa fare nulla! A che cosa serve una rosa?”
La rosa timida e impaurita non rispondeva nulla.
Ma poi in un bellissimo giorno di sole a maggio la rosa fiorì.
Tutto il giardino scoppiò in un lungo applauso annusando il suo buonissimo profumo che si spandeva fino al cielo. Da quel giorno la quercia smise finalmente di prenderla in giro.

Tratto da ”I fiori semplicemente fioriscono”, Bruno Ferrero, 2007, Ed. Elledici


La nuvoletta vanitosa

C’era una volta una bellissima nuvola, bianca morbida, sembrava fatta di cotone. Ogni giorno la nuvoletta diventava sempre più grande e bella e tutte le goccioline di umidità vedendo una tal meraviglia decidevano di attaccarsi a lei per diventare anche loro bellissime gocce. Certo spostarsi diventava difficile e anche se con un po’ di tristezza la nuvola decise che doveva regalare la sua acqua. “Io sono una bellissima nuvola, regalerò la mia acqua ad un posto bello come me!”.
E cominciò a cercare, gira e rigira passò sopra ad un campo tutto secco e ingiallito, che come la vide inizio a gridare “Ti prego regalami la tua acqua, guarda come sono tutto rinsecchito, i miei alberi sono secchi, le foglie sono ingiallite e i fiori ormai non riescono più a fiorire. La tua acqua sarebbe per noi un grandissimo regalo e torneremmo bellissimi.”
Ma la nuvola non ascoltò il campo, decisa com’era a trovare un posto bellissimo a cui regalare la sua acqua, e se andò di corsa.
Gira e rigira ecco che si ritrovò sopra un mare in burrasca: onde altissime di tanti colori azzurro, blu, lilla, verde, schiuma luccicante e riflessi meravigliosi. Ecco, pensò la nuvoletta, al mare regalerò la mia acqua e lui di sicuro mi ringrazierà di un dono così importante. Ed ecco che, dopo pochi istanti, tra tuoni e fulmini incominciò a piovere e tutta l’acqua della nuvoletta arrivò nel mare che però non si accorse neanche del dono della nuvoletta.
La nuvoletta si arrabbiò molto e andò a lamentarsi dall’amico sole: “Pensa un po’ ho regalato la mia acqua al mare bellissimo e lui ingrato non mi ha neanche ringraziata! Sono arrabbiatissima”.
Ma il sole che aveva visto tutto dall’alto le rispose:” Sei stata tu a sbagliare: certo che il mare non ti ha ringraziata a lui l’acqua non serve, ne ha già così tanta. Avresti dovuto regalarla al campo lui rifiorendo ti avrebbe ringraziata e sarebbe diventato bellissimo”.
Da quel giorno nuvoletta imparò la lezione andò subito alla raccogliere tante goccioline di pioggia da regalare al suo nuovo amico campo.




Il materiale didattico per la scuola dell'Infanzia è curato da Cristina Surra.

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